La trasformazione di Sammy Sosa

Pubblicato il Nov 19 2017 - 8:28pm by Allegra Giuffredi

Sammy Sosa al tempo dei Chicago Cubs

Qualche anno fa, qualcuno se lo ricorderà, c’era una pubblicità che riguardava alcuni prodotti per il bucato e la star di questi cartoni animati sotto forma di spot era Calimero … il pulcino nero, che dopo essersi infangato, una volta entrato nella tinozza col detersivo reclamizzato, tornava bianco come la neve e naturalmente più presentabile, felice e soprattutto affettuosamente accettato da tutti.

La voce di sottofondo, così pastosa e materna, era tutta un programma, quando diceva: “No, Calimero non sei nero, sei solo sporco …”, facendo pertanto un collegamento subliminale tra l’essere nero e l’essere sporco, ma nel tempo per tante ragioni di queste “topiche” se ne sono aggiunte parecchie. Basti pensare alle marche di saponi o prodotti di bellezza che pubblicizzano prodotti sbiancanti e guarda caso ad usarli sono modelle che da nere diventano bianche.

Sammy Sosa oggi

Ma talvolta qualche noto personaggio ci ha messo del suo, come il famosissimo Micheal Jackson (1958 – 2009) che, probabilmente a causa di un problema alla pelle si schiarì fino a deformarsi e poi e poi c’è chi proprio non ti aspetti, perché di recente molti dubbi sono sorti sulla pelle di Sammy Sosa.

Samuel Peralta Sosa, (1968) nato a San Pedro de Macoris, paese della Repubblica Dominicana che ha dato i natali ad un’altissima percentuale di giocatori di baseball delle Majors, è stato un grandissimo esterno, assai forte alla battuta, con una media di .273 e 609 fuoricampo di cui almeno 60 messi a segno in tre stagioni consecutive ed ha giocato dal 1989 al 2007, vestendo la maglia dei Cubs tra il 1992 e il 2004.

Quando lo si vede nelle foto, di allora c’è il ritratto di un bel ragazzone nero, sportivo e senza macchia di anabolizzanti. Un atleta pulito, un eroe sportivo, un bravo ragazzo, ma c’è un ma.

Da qualche tempo il buon Sammy, ogniqualvolta si fa fotografare sembra sempre più bianco, sempre più schiarito.

In questi giorni, per esempio, si è fatto ritrarre in un pub di Regent Street a Londra, con un bel sorrisone pasciuto, perché ovviamente, quando si smette di giocare ci si allarga di almeno un paio di taglie, ma solitamente si resta della medesima pigmentazione, a meno che un bianco non vada ad abbronzarsi in qualche paradiso tropicale.

E invece no, ciò non vale per il nostro Sosa, il quale, nella foto londinese sorride compiaciuto e con una pelle assai schiarita, praticamente bianca. Colpa dei faretti del locale? Fotoshop imperante? Qualche ritocchino? Niente di tutto ciò, perché come lo stesso Sosa ha ammesso, il fatto di sembrare bianco sarebbe dovuto all’effetto collaterale di una crema rinfrescante, che il nostro eroe metterebbe la sera prima di andare a dormire.

A parte la gioia malcelata di tutte le donne, che si vedono vendicare dall’inconsapevole Sosa, per l’uso serale di una crema idratante e la conferma che la cosmetica maschile va a gonfie vele, vi è da associarsi ai tifosi neri di Sosa che lo hanno semplicemente invitato a cambiare crema, anche se il nostro Sammy continua ad utilizzare questa scusante dal 2009 … Vanità o razzismo al contrario? Chissà …

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Allegra Giuffredi

Nata a Parma quarantaquattro anni fa e bolognese d’adozione da più di venti, è laureata in Scienze Politiche e lavora come funzionario pubblico. Appassionata di baseball, segue la Fortitudo da una decina d’anni e da sette scrive su “Fuoricampo”, ossia sul notiziario della Fortitudo Baseball, articoli di costume su tutto ciò che contorna il mondo del “batti e corri”. Segue anche la MLB e in special modo la squadra dei Chicago Cubs, sulla quale spesso si intrattiene con aneddoti ed altre amenità.

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  1. Ongina 20 Novembre 2017 at 07:14 -

    Eh..signora Giuffredi, il buon Sosa qualche problema di doping , accertato nel 2003 perché prima non venivano effettuati test significativi dalla Mlb, ce l’ha avuto. Con gli amici delle zingarate di Mlb (meta 2018 Toronto per una serie contro Red Sox e Texas, in autunno vedremo) scegliamo sempre i posti in basso dietro casa base per apprezzare meglio i lanciatori e i battitori durante il batting practice e i turni in partita. Sosa, visto nel 1998 era veramente gonfio e come lui anche altri. Stesso dicasi per McGwire visto l’anno dopo. Solo per restare ai nomi più conosciuti. Non ho mai visto dal vivo Barry Bonds, ma mi bastano le foto. Il buon Sammy si è poi fatto beccare con una mazza che , rotta, ha rivelato al suo interno un’anima di sughero. …il giocatore si giustificò dicendo che era una mazza usata in allenamento.
    Fatta la tara di tutto il vero record assieme a quello di Hank Aaron resta , e non per questioni di nostalgia o altro, quello di Barbe Ruth. Che in carriera ebbe anche la sfortuna di vincere 96 partite come lanciatore di American League, purtroppo per lui quando non c’era il battitore designato pertanto battendo solo quando impiegato come lanciatore. Sosa ha molto da sbiancare. …ma secondo me non ha cominciato dal lato giusto.
    Buona giornata a Lei e a tutti e complimenti per gli articoli.