Gigi Mignola, un campionato condiviso

Pubblicato il Ott 27 2021 - 6:15pm by Massimo Moretti

Nella nuova formula della campionato di SerieA baseball, salta all’occhio le partite a 7 inning, che hanno “destabilizzato” un po’ l’ambiente del movimento, ma non sarà l’unica novità si torna a giocare nella seconda fase tre incontri settimanali per un totale di 44 partite nella regular season per le otto pretendenti al titolo, con semifinali e finali per lo scudetto sempre su 7 gare, mentre le altre 24 squadre giocheranno per non retrocedere in SerieB e per la Coppa Italia con la vincente di tale titolo che assicura il secondo posto disponibile per European Cup edizione 2023.

Questo brevemente le novità principali della stagione SerieA baseball edizione 2022, sperando che la pandemia COVID non stravolga il prossimo campionato.

Con il vice presidente Gigi Mignola andiamo a vedere le ultime novità di questo ultimo Consiglio Federale toccare alcuni argomenti di interesse generale per tutto il movimento del batti e corri.

Nuova stagione SerieA, nata dalla sintesi di un lavoro condiviso tra FIBS e le 32 partecipanti, si giocherà da Aprile a Settembre, finalmente si torna ad avere una stagione che sfiora le 50 partite, come si è giunti a questa formula?

“Siamo giunti a questa formula con un lavoro durato mesi da parte di una commissione a cui hanno  partecipato i rappresentanti individuati dalle società a cui invio un ringraziamento particolare per la pazienza e capacità di coinvolgere le società. C’era stata una richiesta di un maggiore coinvolgimento e anche una apertura di credito e nonostante in più occasioni avessimo tentato di promuovere qualcosa del genere in passato non eravamo riusciti a trovare una condivisone d’intenti. I tempi sono stati finalmente maturi e come Fibs abbiamo facilitato il processo.
Ci siamo presi le nostre critiche sul campionato scorso, che molti strumentalmente hanno descritto come definitivo ma era volutamente e dichiaratamente sperimentale, e abbiamo fatto scorta dei problemi emersi e dei rilievi provenienti da tutti i team, senza distinzione di fascia. Abbiamo fatto sintesi insieme al fine di garantire prima di tutto di giocare di più e di tornare ad un campionato che abbracci la stagione regolare del nostro sport, la uniformità dei materiali di gioco, la sicurezza dei giocatori e un contesto che permetta di giocare di più sopra tutto ai lanciatori di scuola italiana.”

Un campionato si a 32 squadre con due fasi che vedrà nella seconda 8 squadre in lotta per lo scudetto e comunque le altre 24 sempre in lotta per un obiettivo (Coppa Italia e salvezza) con partite a 7 inning si va verso questa direzione o si tratta di un percorso di crescita del movimento ?

“Il campionato a due velocità e, come alcuni lo hanno definito, di propaganda ha avuto degli effetti molto positivi sui territori.  Culturalmente l’Italia, paese di campanili, non ha mai apprezzato campionati con poche compagini e il
brand serie A ha aiutato molte società a riavvicinarsi alle pubbliche amministrazioni e agli sponsor locali.
Tra l’altro in un anno Covid è stato un mezzo miracolo!! Ve lo dico avendo avuto 30 anni di esperienza in Amministrazione Locale. Aiutare più società ad avere visibilità comporta per le stesse anche più opportunità di riorganizzazione interna e anche di confronto con realtà più consolidate o anche con realtà intermedie che negli anni hanno avuto la capacità di strutturarsi per rimanere ad alto livello nonostante vengano da territori più periferici. Lo stesso vale a livello tecnico, io non mi scandalizzo per le manifeste, riconosco che sono un problema tecnico e anche di spettacolo per i nostri appassionati più forti, ma è anche vero che se non giochi contro i più forti, se non metti nelle condizioni i nostri prospetti di giocare di più, e per farlo servono anche i club minori, in condizioni di pressione non miglioreranno mai e avremo sempre un limitatissimo gruppo di atleti o giocatori da cui attingere. Le due velocità e la gradualità della riforma, sette inning compresi, vanno in questa direzione. Gradualmente dare la possibilità alle squadre di ricostruire, anche grazie ad un lavoro di aggiornamento e cultura che da anni sta facendo il CNT con noi, una scuola italiana di allenatori e di giocatori, senza necessariamente avere bisogno di andare a fare gli azzeccagarbugli per naturalizzare qualcuno. E magari di tornare ai 9 inning sempre che nel frattempo non siano diventati, come alcuni segnali lanciati da Wbsc e MLB farebbero intuire, il futuro di questo sport.”

Nell’ultimo Consiglio Federale, sono stati previsti aiuti per le società per circa 400 mila euro, ed una forte riduzione delle tasse gare, un ulteriore sforzo da parte FIBS per aiutare tutte le società a svolgere la propria attività?

“Lo dico senza polemica. Quando con il Presidente Marcon facemmo la campagna elettorale spiegammo esattamente questo: con i conti in ordine, nel nuovo CONI che si era andato a delineare, si sarebbe riusciti nel lungo periodo a
destinare in maniera più efficiente i fondi.  Si trattava di fare sacrifici nel passato per avere benefici nel futuro.
I nostri detrattori ci hanno detto e continuano a dire che dal pubblico si deve solo mungere tanto i debiti qualcuno li pagherà. Noi abbiamo pagato i debiti e creato un risparmio che ci ha permesso di aiutare a rimanere a galla
questo movimento in una crisi ben peggiore di quella del 2008, quando poi negli anni successivi chiusero molte più società che durante questi due anni di Covid.  Questo è per dire che noi non guardiamo a domani, cerchiamo di guardare quel poco più avanti che ci da la possibilità di cambiare le cose veramente e non per finta.

Ultima domanda, questa estate sei stato Team Manager per diversi nazionali, tra cui U23 e nazionale maggiore guidata da Mike Piazza, forse è iniziato un nuovo percorso per la nazionali in attesa di migliorare i risultati ottenuti questa estate?

“Io credo che prima di tutto bisogna smettere di fare il tiro al bersaglio sugli staff per autopromuoversi come salvatori della patria. In questo sport non esistono salvatori ma persone normali, spesso volontari. Anche questo é un problema e penso che nel momento in cui saremo capaci come movimento di riconoscere come lavoro con un giusto compenso quello che fanno i nostri tecnici faremo un salto di qualità ancora più grande. Credo che da qui a qualche anno la pianificazione che i nostri staff hanno iniziato a fare darà i suoi frutti.

Finalmente abbiamo  allenatori/organizzatori, completamente dedicati alla creazione di un percorso che ora ci dovrà portare a Los Angeles 2028 e probabilmente anche a Brisbane 2032. E credo anche che, come succede negli altri sport di squadra ma non nel baseball, se lo staff delle nazionali imposta un programma di sviluppo dei ragazzi debba essere seguito a prescindere dalle società. Nella FIPAV hanno fatto scuola e guardate che risultati hanno avuto dal 1990 ad oggi.  Non succedeva, ve lo posso garantire per esperienza diretta, neanche negli anni in cui avevamo la
Accademia MLB. Ed è anche forse questo il motivo per cui i risultati avvengono solo per una elitè ristretta piuttosto che a favore di un innalzamento generale del gioco. Non c’è stato trasferimento di informazioni e metodologie.
Diventa quindi fondamentale farlo per due motivi: il primo perché ci sono ormai degli standard fisici e prestazionali dettati dal CONI e non da Gigi Mignola, secondo perché si tolgono gli alibi agli staff che eventualmente non portano risultati e di conseguenza anche a noi dirigenti. Permettermi di ringraziare anche i membri del gruppo FIBS, il rappresentate degli atleti Alessandro Maestri, il rappresentante dei tecnici Alessandro Cappuccini, il Consigliere Federale Aldo Peronaci e la Consigliera Federale Barbara Zuelli a cui mando a nome di tutti un augurio di pronta guarigione, inoltre ringrazio i rappresentanti FIBS, Andreino Parentini e Ferrini Fabio per il supporto tecnico e di
esperienza nel verificare che idee e progetti, scaturiti dalla discussione fatta nel gruppo, potessero poi essere trasformati in percorsi realistici !!

Foto Cristiano Gatti PH il bronzo conquistato agli Europei in Piemonte2021

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Massimo Moretti

Nato nel 1973....aspettando da troppo tempo lo scudetto. Semplice appassionato di baseball come tutti quelli che vivono nella città del Tridente. Ottima prima base nei tempi (mio giudizio) protagonista assoluto in una partita con la maglia dei Ragazzi del Nettuno B.C. contro gli americani della base Nato di Napoli (ho le prove ed i testimoni). Vanto una presenza al piatto con la maglia del Baseball Club Rovigo in serie C nono inning uomo in base sotto 3 a 1 in quel di Poviglio strike out senza gloria. Ho provato la scalata nelle Minors come da foto profilo ma senza successo.

3 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. camillo palma 28 Ottobre 2021 at 08:44 -

    Credo che il problema non sia quello di impostare un campionato a tre-quattro-cinque o sei partite e/o come volete Voi, o distribuire soldi a destra e manca. Qui il problema è quello di diffondere questa stupenda disciplina tra le giovani generazioni. Sono troppo pochi i tesserati, i praticanti che girano intorno a questo sport. Ricordo che siamo al 40° posto tra le 45° Federazioni presenti. In estate giocano più persone a racchettoni a mare, che non il numero dei tesserati del baseball. Così non avremmo mai visibilità anche tra le istituzioni, ed alle stesse conviene fare servizi ed urbanizzazioni invece che infrastrutture per il baseball. I recenti europei hanno dimostrato ciò, e visto che grandi Campioni come nel passato non ci sono più, stiamo andando sempre dietro. Gli altri crescono e noi abbiamo messo la retromarcia. Le riflessioni mi inducono che dobbiamo cambiare i modelli se vogliamo che questo sport sopravviva, e con progetti radicali e con obbiettivi di questo tipo, gestire questo sport come un’Impresa, facendo presente che dobbiamo fare Qualità, e tenendo conto della concorrenzialtà con altre discipline sportive e delle tendenze della globalizzazione. un saluto a tutti e spero che nei prossimi anni ci siano atteggiamenti di questo tipo, poichè così questo sport non avrà vita lunga e sponsor sempre meno, e visto che le partite di scudetto non arrivano a poche centinaia di spettatori.

  2. Massimo T. 28 Ottobre 2021 at 11:09 -

    Nessuna generazione verrà mai a vedere al Kennedy a Milano il 14 di agosto 18 inning con possibilità di tie break a 35 gradi anche senza green pass quando ormai i giapponesi pareggiano anche 0 a 0 raccontadolo a dei miei amici americani non volevano crederci!

  3. federico 29 Ottobre 2021 at 10:32 -

    La formula mi sembra interessante. Vero è che il marketing non può essere limitato agli appassionati (sempre pochi)