Curiosità…

Pubblicato il Feb 13 2017 - 10:00am by Allegra Giuffredi

Come già sapete, d’ogni tanto mi rilasso guardando la TV o leggendo qualche giornale squisitamente femminile, oltre che qualche giallo, ma data la mia proverbiale stanchezza cronica, la prima delle tre attività è quella che più mi prende e la cosa stupefacente è che anche nelle trasmissioni più improvabili, trovo spesso dei riferimenti al baseball.

L’altra sera, per esempio, stavo guardando l’Eredità con Fabrizio Frizzi e ad un certo punto tra una domanda sul monte più alto del mondo e il triangolo più misterioso che ci sia e le risposte regolarmente sbagliate dai concorrenti, ho scoperto che nel 1997, il New York Times uscì per la prima volta, con un’edizione a colori e indovinate un po’ con quale immagine?

Una partita dei play off del 1997 tra i Baltimore Orioles e i Cliveland Indians! Il baseball è sempre innovativo e come il prezzemolo si inserisce nella programmazione del digitale terrestre …

Da qualche tempo, infatti, nel panorama dei canali TV c’è anche il numero “33”, che si chiama proprio così e che naturalmente ha una programmazione tutta dedicata alla casa: tavernette per soli uomini, piscine, terrazze e poi, naturalmente case da ristrutturare, da vendere, affittare, demolire, rimpicciolire, e naturalmente da vivere alla grande!

In una di queste trasmissioni, hanno presentato addirittura delle specifiche stanze dedicate agli hobby e una di queste era un vero e proprio bullpen coperto e costato ben 600.000 dollari, ma pagato da chi?

Adrian Beltré (1979), terza base di origine dominicana, dei Texas Rangers e con un passato giocato tra Los Angeles, Boston e Seattle.

Il bullpen di Beltré è un tunnel ricoperto di legno con tutto quello che serve per la battuta e tanti trofei e guantoni appesi alle pareti, il cui costo assai cospicuo è stato ritenuto ragionevole e del tutto sostenibile dati i lauti guadagni del predetto.

Un’altra curiosità me la stava regalando Gregory Peck, il famoso attore, che, sempre all’Eredità, programma di cultura o ignoranza generale, risultava riformato al militare per problemi alla schiena, peraltro provocati dal ballo, ebbene sì e non dal baseball, come mi sarebbe piaciuto e nemmeno dal canottaggio, come sembrò meglio millantare dallo star system dell’epoca.

Qualche volta però, capita anche a me di spegnere la TV e di leggere, attività sempre consigliabile ed in special modo ai concorrenti de l’Eredità, ma tant’è … come dicevo qualche volta mi capita di leggere e ultimamente mi è arrivato in dono un libro di cui vi parlerà meglio l’ottimo Cardea, ma che pian piano sto appunto leggendo e che si chiama “Il protetto”.

L’autore di questo noir, di questo giallo, di questo thriller edito da Edizioni Progetto Cultura e con un forte sottofondo di baseball, è Renato Pasio (1946), grande cultore e fautore del baseball.

Gran fautore lo è pure Marcello Perich, che è anche una gran sagoma, sentite un po’ questa autentica freddura: Taiwan, Tai two, Tai three, Tai four … Go Marcello!

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Allegra Giuffredi

Nata a Parma quarantaquattro anni fa e bolognese d’adozione da più di venti, è laureata in Scienze Politiche e lavora come funzionario pubblico. Appassionata di baseball, segue la Fortitudo da una decina d’anni e da sette scrive su “Fuoricampo”, ossia sul notiziario della Fortitudo Baseball, articoli di costume su tutto ciò che contorna il mondo del “batti e corri”. Segue anche la MLB e in special modo la squadra dei Chicago Cubs, sulla quale spesso si intrattiene con aneddoti ed altre amenità.