Quando torneremo al campo…

Pubblicato il Apr 20 2020 - 11:30am by Allegra Giuffredi

Nella CPBL 2020 cartonati e robot al posto dei tifosi negli stadi!

Quando torneremo al Campo a vedere i nostri eroi a giocare al baseball, sarà proprio un bel giorno. E se tutto andrà come deve andare, tra giugno ed ottobre, durante il quale recupereremo quelle belle serate fredde che di solito viviamo ad aprile, vedremo tante partite, di questo inedito Campionato, che peraltro è uno dei pochi sport che si giocheranno nel 2020.

In quest’anno così funesto che stiamo ancora vivendo, il baseball sarà uno dei pochi sport a giocarsi, pressoché integralmente, perché il basket e la pallavolo non riprenderanno e anche il calcio fa fatica a riprendere, anche se caparbiamente vuole riuscirci e quasi sicuramente ce la farà.

Del resto e ad onor del vero ci sono talmente tanti interessi collegati al calcio, che non dimentichiamolo è la terza industria del Paese, che francamente non c’è da stupirsi se si vuole portarne a termine il Campionato.

L’unica cosa che conta però è farlo in sicurezza, perché c’è poco da fare, lo sport professionistico e quello dilettantistico sono importanti, muovono entrambi tanti soldi, ma muovono anche tante persone, pertanto è bene che lo facciano seguendo dei rigidi protocolli negli spostamenti e non solo.

In questi tempi così specialmente bui, che mai avremmo voluto vivere, ma che stiamo affrontando con coraggio e resilienza, i nostri eroi, i nostri giocatori hanno dovuto seguire gli standard che i tanti decreti legge che si sono susseguiti, hanno determinato e quindi hanno seguito allenamenti sempre più solitari.

Ma c’è poco da fare, con la salute non si può andare per il sottile. Dovremo tutti imparare un nuovo modo sia per partecipare alle gare che per giocarle e non sarà facile, perché la “fase uno”, quella del “tutti (o quasi) a casa” in fondo ci è venuta bene: ci siamo organizzati con lo smartworking, il lavoro agile, le video call, le video chiamate, le video conference,  ossia le video conferenze e cosi facendo sfruttando piattaforme e virtualroom, di cui mai avremmo immaginato l’esistenza abbiamo affrontato questo periodaccio, standocene a casa, il più possibile e nutrendoci di biscotti alla crema di cioccolato ed altri sfizi, spesso autoprodotti, per passare il tempo ed applicare il mantra di Benedetta Rossi: “Fatto in casa per voi”.

Risultato di tutto ciò sarà che tutto andrà sicuramente bene sì, ma anche più stretto e che per quanto mi riguarda non so se riuscirò ad uscire dalla porta di casa, perché sono diventata più larga che lunga; in pratica sono un cubo che nonostante ogni giorno faccia degli esercizi a corpo libero, quando uscirò sarò alquanto pingue e ciò non è una meraviglia.

I nostri atleti, che, praticamente unici in Italia potranno svolgere il Campionato partendo o il 13 giugno o il 12 luglio, dovranno acquisire dei comportamenti da “fase due”, che anche se non so come, secondo me sarà ancora più complessa della prima.

I contatti fisici, gli scontri, le immancabili sputacchiate, che fanno parte anche del folklore legato al baseball, dovranno essere gestite diversamente e possibilmente, specie le ultime, evitate.

Il pubblico poi, sempre che non si giochi a “porte chiuse”, non so come si distribuirà sugli spalti e non so nemmeno se appunto  potrà partecipare alle partite, forse con un distanziamento fisico, più che sociale, come giustamente riportato dall’ottimo  Cardea che permetterà di fruire delle partite per la metà dei posti possibili allo stadio e di certo, mai come quest’anno avremo bisogno di streaming e del racconto della buona vecchia radio. Io so che in qualche modo ci sarò e ci saremo e chissà che per il nostro sport non ne venga una iniezione di pubblico fresco con tante new entry, perché comunque dal “letame nascono i fiori” e quindi da tanto male ne dovrà pur venire qualcosa di buono, sia nella vita di tutti i giorni che nella nostra fede sportiva. Go italian baseball!

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Allegra Giuffredi

Nata a Parma quarantaquattro anni fa e bolognese d’adozione da più di venti, è laureata in Scienze Politiche e lavora come funzionario pubblico. Appassionata di baseball, segue la Fortitudo da una decina d’anni e da sette scrive su “Fuoricampo”, ossia sul notiziario della Fortitudo Baseball, articoli di costume su tutto ciò che contorna il mondo del “batti e corri”. Segue anche la MLB e in special modo la squadra dei Chicago Cubs, sulla quale spesso si intrattiene con aneddoti ed altre amenità.

1 Commento Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. luigi 20 Aprile 2020 at 19:54 -

    Il “distanziamento” del pubblico negli ultimi 10 anni non è mai stato un problema, a parte Nettuno forse, tutti gli altri stadi sono sempre semivuoti anche nelle finali. Per tutto il resto bisogna essere per forza ottimisti, vedere la bottiglia mezza piena, forse si potrà giocare con le mascherine e con i guanti in lattice boh, magari al 14 giugno saremo a zero contagi e covid 19 estinto.