Lou Gherig, ottant’anni dalla morte di un mito!

Pubblicato il Giu 2 2021 - 8:09pm by Federico Fuscà

2 giugno, festa della Repubblica. Ma quest’anno, per gli amanti del “batti e corri”, è anche l’ottantesimo anno dalla scomparsa di uno dei più grandi giocatori di sempre: Lou Gehrig.
Molti lo ricorderanno per il film “L’Idolo delle Folle”, uscito un solo anno dopo la sua morte ed interpretato da un formidabile Gary Cooper.
I bambini lo acclamavano Lou. E gli chiedevano di sbatterla fuori. E Lou, che aggrediva la palla con entusiasmo fanciullesco, cercava di accontentarli, anche e soprattutto quando erano infermi e allettati negli ospedali.
Grande cuore Lou. Due terzi della carriera vissuti assieme e all’ombra di Babe Ruth, in quegli Yankees che vincevano tutto: la division, la Lega, le World Series. E frantumavano record i “Murderers’ Row”, letteralmente la serie degli assassini. Sì perché il “back to back home run”, con loro era sovente “3 homers in a row” o anche di più.
Nato a New York nel 1903, Lou trascorrerà l’intera carriera con i Bronx Bombers. Battendo medie fantastiche e segando alcuni record: fu primo a disputare 2130 partite consecutive, sovente fratturato e infortunato, in 13 anni; il primo anche a battere 4 home run in una sola partita (il quinto fu scongiurato da una presa al volo dell’outfielder sopra la recinzione); per due volte MVP dell’American League; disputò 13 stagioni consecutive con cento o più RBI (punti battuti a casa), un primato della Major League condiviso con Foxx e successivamente superato nel 2010 da Alex Rodriguez. Per ben sei stagioni batté con una percentuale stagionale di .350 o superiore, in ben otto seasons superò le 200 valide e per cinque anni fece più di quaranta fuoricampo.
Colpito più volte al capo dai lanci pazzi dei pitcher (il casco sarà introdotto solo dopo la sua morte nel 1944), passerà alla storia per il “morbo di Gehrig”, una patologia simile alla SLA, della quale sono colpiti in percentuale maggiore i grandi atleti, che lo porterà alla morte e a quella fine, il 2 giugno del ‘41, a poco meno di 38 anni, da eroe epico del baseball dello scorso millennio.
La Major League lo celebra con il Lou Gehrig day su tutti i diamanti degli USA.
Buona Festa della repubblica a tutti. E buon Lou Gehrig day.

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Federico Fuscà

Nato a Roma, vive ai Castelli Romani. I genitori, appassionati di baseball, lo hanno portato sin dalla più tenera età a vedere le partite allo Steno Borghese, dando vita ad un vero e proprio imprinting con questo straordinario sport. Tennista, con qualche partita nella serie C di metà anni ottanta, ha scritto di Pallavolo e di salute. Già collaboratore de Il Messaggero, pagina Tivoli-Velletri (1986-87) e alla rubrica La Nostra Salute dal 1988 al 1994 [inserto a 16 pagine 92-94]. Ha diretto WorldMusic (periodico di musica Etnica - 1991) e “Il Nostro Paese” (giornale di attualità politica - 1997). Dopo la laurea in Giurisprudenza, è stato per un breve periodo Volontario all’Ufficio Stampa delle ACLI nel 1996, coordinando i resocontisti durante il Congresso Nazionale di Napoli; lo stesso anno è diventato Addetto stampa e collaboratore parlamentare dell’On. Gino Aldo Settimi nella XIII legislatura. Pubblicista dal 1989 al 2001, da molto tempo ormai svolge la professione forense, essendo abilitato al patrocinio davanti alle Magistrature Superiori (cassazionista). Si occupa di diritto civile ed amministrativo. Specializzato in Fondi Strutturali Europei, per molto tempo è stato consulente dell’Autorità di gestione del PSR Lazio. Avido lettore di storia, narrativa, saggi e informazione sul baseball...