Israele vince la semifinale 11-5. Gli azzurri crollano sul monte di lancio, concesse 13 basi per ball

Pubblicato il Set 18 2021 - 10:40am by Redazione Baseballmania

Una partenza a suon di fuoricampo, tre nei primi due attacchi, non basta all’Italia per superare Israele nella semifinale dell’Europeo “Piemonte 2021”.  Gli azzurri devono arrendersi nettamente (11-5) contro una squadra cinica, che ha sfruttato molto bene anche i problemi di controllo dei lanciatori che si sono alternati sulla collinetta e che hanno messo in base per ball qualcosa come tredici battitori. Un bottino troppo pesante, anche se il line-up avversario è stato bravo a capitalizzare i corridori in corsia: tutti gli uomini hanno battuto almeno una hit, con due doppi di Lowengart e Glasse da tre punti ciascuno che alla fine hanno fatto la differenza. Domenica sera, al Passo Buole di Torino, saranno quindi i ragazzi del manager Nate Fish a sfidare l’Olanda, che nell’altra semifinale ha avuto ragione di misura, 9-8, della Spagna, che sfiderà nel pomeriggio Mineo e compagni nella finalina per il bronzo. 

I bomber azzurri Dario Pizzano e Vito Friscia, come era già successo giovedì pomeriggio a Settimo Torinese, firmano un back to back che lancia l’Italia nel primo inning contro Israele: l’esterno sinistro originario di Boston con un altro lunghissimo fuoricampo porta a casa anche Leo Ferrini, al quale Lepitz concede la base; il prima base di Bethpage spedisce oltre a recinzione a sinistra la palla del 3-0. Un inizio scoppiettante e purtroppo illusorio.

Al cambio di campo Israele subisce un doppio gioco,  dopo aver esordito con una valida di Kelly, ma approfitta di quattro basi ball  consecutive del partente Claudio Scotti per segnare il primo punto con Wanger. Il campo di Avigliana continua ad ispirare l’Italia nella seconda ripresa: Federico Celli batte un bel fuoricsmpo al centro del diamante al settimo lancio di Lepitz.

La fuga dei ragazzi di Mike Piazza dura solo pochi minuti: Claudio Scotti continua a non trovare l’area di strike e regala tre basi ball agli avversari, che accorciano con Petrushka complice un balk e un lancio pazzo. Dopo la “walk” numero 7 a Kelly il manager sale a prendere il pitcher romano dell’UnipolSai e dare la palla a Nicola Garbella, che tira quatto ball a Glasser ma lascia al piatto Glasse. Il doppio al centro di Lowengart rimette la gara in perfetta parità (4-4), ma il rilievo chiude la ripresa con due kappa.

Al terzo la semifinale prende una brutta piega per l’Italia, costretta a subire tre punti sulle quattro valide concesse da Garbella. Wagman arriva in seconda sulla battuta che batte sul cuscino di terza e schizza verso Pizzano, che non riesce a fermarla. Il “dh” segna sulla prima hit del campionato di Erel. I doppi di Glasser e Wanger fanno lievitare il vantaggio israeliano sul 7-4. Piazza chiama Zotti per evitare altri guai e l’esordiente ripaga la fiducia mettendo al piatto un brutto cliente come Lowergart.

Lepitz dopo una partenza difficile controlla il nostro line-up, ma  al 4°, dopo il singolo di Mineo e due F9, è Goldner cerca di dare una mano all’Italia con due errori, ma con i cuscini pieni Gonzalez guarda il terzo strike.

Al 5° Israele mette un altro punticino sul tabellone con Erel: il catcher batte valido a destra, va in seconda sulla base a Kelly, in terza sullla rimbalzante di Glasser e a casa su un lancio pazzo di Zotti.

Al 6°, con due out. arriva la  sesta valida azzurra,  un bel doppio in anticipo di Epifano, che purtroppo rimane lettera morta per l’eliminazione di Mercuri. 

Nella parte bassa dell’inning Israele effettua l’allungo decisivo su Angelo Palumbo, portandosi sull’11-4. Il nostro terzo rilievo debutta bene, ma poi concede una base e una valida. Kelly, con un’altra base, riempie tutti i cuscini, che vengono svuotati dal doppio di Glasser, eliminato nel tentativo di guadagnare anche la terza.

Al 7° Grossman prende il posto di Lepitz (6bv-3so in 6rl) e chiude con tre battitori affrontati. All’ultimo inning, con il rilievo Kelly sul monte, l’Italia, con due valide, segna il quinto punto sulla battuta di Gonzalez che manda a casa Celli.