Il coach azzurro è responsabile del settore giovanile Red Hawks. Iniziata l’attività invernale

Pubblicato il Nov 20 2017 - 10:38am by Flavio Orati

Alessandro Rosa Colombo a lavoro con la nazionale

Mentre il mercato IBL inizia ad entrare nel vivo svelando già i primi colpi clamorosi, dalle fila del Tommasin Padova si  percepisce una pausa di riflessione per ottenere quest’anno risultati più soddisfacenti. Il presidente Bobo, infatti, nel corso dell’ultimo incontro ha informato i ragazzi che hanno già iniziato a “sgambettare” che quest’anno vorrà giocare per i play-off, anche se il panorama del massimo campionato nazionale sembra ancora avvolto nella nebbia.

Nel frattempo abbiamo incontrato il neo responsabile del settore giovanile dei Red Hawks, Alessandro Rosa Colombo, giusto al ritorno da un week end trascorso a Tirrenia dove, assieme allo staff della Nazionale under 15, ha incontrato con il manager Burato, Simona Conti, Marco Bortolotti e Ivano Licciardi, un nuovo gruppo di giovani promettenti giocatori.

Rosa Colombo segue il vivaio del Tommasin da qualche anno, dal marzo 2014, ottenendo performances sempre più soddisfacenti e realizzando una base diffusa del futuro vivaio del Padova dove ha instaurato con tecnici e genitori un saldo rapporto di fiducia.

Attualmente, il gruppo è di circa 65-70 ragazzi suddivisi nelle categorie Under 12; Allievi; Under 15; e Under 18 che sotto la sua guida stanno preparando la stagione 2018.

“Stagione già decollata dagli inizi di novembre che si protrarrà fino a tutto Febbraio – ci dice Rosa Colombo – per poi uscire in campo, vedendo impegnati in attività differenziate diversi gruppi: il primo gruppo di 12 giovanissimi nell’attività indoor facendoli divertire per impostarli con i fondamentali di questo sport e verificandone così l’attitudine, così come per un altro gruppo di undici giovani atleti che presto diventeranno 14”.

Agli allievi e gli U15, con gli U18,  verrà inizialmente riservata l’attività nel tunnel per il consolidamento dei fondamentali.

“Grazie alla presenza di Aluffi che curerà specificamente lo swing a livello personale – sottolinea il tecnico padovano – verrà analizzato il movimento per la battuta a 360 gradi: i giovani atleti saranno filmati e visionati per ottenere il meglio dal loro giro di mazza naturale con delle piccole correzioni del movimento per individuare uno swing efficace ma naturale”. Altrettanto per i fondamentali del tiro e del lancio, i ragazzi saranno seguiti dal Tecnico Gianni Boldrin che analogamente ne curerà e correggerà la meccanica di ognuno di essi per ottimizzare il movimento evitando in tal modo di avere traumatiche conseguenze in futuro.  “Per ottenere questo obiettivo – continua Rosa Colombo – quest’anno affiancheremo al classico lavoro in tunnel anche 2 ore in palestra in modo tale da far ruotare tutti i gruppi, oltre ad un allenamento extra che fungerà da jolly affiancando, cioè, anche un corso approfondito per il ruolo del catcher (ricevitore), oltre ad adeguare il calendario al bisogno nel prosieguo della stagione”.

Lo spazio ampio in palestra si presterà maggiormente anche all’attività preparatoria della corsa sulle basi riservando agli Allievi uno stage di 2 ore settimanali da svolgersi il venerdì in quanto nel tunnel risulta proibitivo muoversi con destrezza.

“Poi a Gennaio – aggiunge Rosa Colombo – inizieremo la preparazione mirata per il ruolo specifico dei Lanciatori e dei Ricevitori”.

Un duro lavoro in quanto in questi anni si registra un approccio a questo sport dettato unicamente dal fatto che i genitori vogliono sapere impegnati i loro figli. Genitori che quasi mai parlano di baseball in modo convincente anche perché raramente hanno fatto sport di squadra non trasmettendo quello spirito di spogliatoio fondamentale in questo sport.

Questo tipo di approccio, invece, viene realizzato nel mondo della scuola primaria e secondaria dove Laura Girotto in questi anni ha ottenuto notevoli soddisfazioni che culmina con la “Settimana dello Sport” in programma per fine Febbraio 2018”.

Due parole per un’istantanea di Alessandro Rosa Colombo: ha iniziato la sua esperienza in Italia dal 2002 dopo che aveva iniziato a 17 anni ad allenare la prima squadra da Tecnico.

A 21 anni da Barcellona con Burato era già Assistente Coach e partecipava al progetto Verde-Azzurro per poi seguire prima nel 2015 gli Allievi in Europa e poi nel 2013 la Nazionale ai mondiali a Taiwan. Nel 2017 ha seguito il Progetto Europa partito nel gennaio dello stesso anno e che ha visto il 15 luglio scorso vincere in Europa la prima medaglia d’Oro dalla Nazionale salutata con orgoglio dalla nuova era Marcon.

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Flavio Orati

Flavio Orati sulla soglia dei sessanta - Padova 4/10/55 - ho iniziato come tutti con gli allievi nell'Arcella Padova-baseball che avevo 8 anni. Poi juniores,e la serie C con la squadra dell'oratorio che ci ha accompagnato per molti campionati da eterni secondi in competizione perenne con Verona, storica scuola di riferimento per noi veneti dell'epoca,riuscendo a conquistare in un lontanissimo campionato la possibilità di fare un torneo per passare alla serie maggiore. la gestione ecclesiastica della squadra - i frati di S.Antonio - ha rinunciato alla partecipazione facendo sfumare il nostro sogno rincorso per anni. Sciolta la squadra, abbiamo costruito con le nostre mani in tempo record un campo per farci disputare il campionato autotassandoci - erano tempi duri ma ricchi di solidarietà - tanto che siamo riusciti a creare una società ex novo e disputare almeno tre campionati di C. Nel frattempo uno sponsor quasi vero Bellamio, ha preso in mano il futuro della squadra con molti dissensi che hanno fatto migrare alcuni di noi verso l'altra storica compagine padovana: quella del CUS Padova.Intanto con l'età crescevano anche gli impegni e il nostro baseball spartano e universitario nonostante i campionati di B doveva lasciare il posto alla vita ma fino ai quarant'anni non ho abbandonato se non con qualche rara sosta, la frequentazione dei diamanti. Ed ecco che tornato a Padova ho ripreso a seguire la squadra nella sua performance stupenda della vittoria del campionato A federale e contestualmente anche della coppa Italia: un team che meritava sacrifici ulteriori nonostante la mia BPCO (broncopatia cronica ostruttiva) che non mi fa più respirare tanto bene. Eccomi qua che provo ad interpretare il baseball per le colonne on line di Baseballmania..... secondo la mia pluridecennale esperienza iniziata da esterno centro con l'erba che era più alta di me, per poi giocare in seconda e poi interbase, ma all'occorrenza ho ricoperto tutti i ruoli!!

3 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Moreno Favarotto 20 Novembre 2017 at 17:32 -

    Compimenti a tutto lo staff del Padova baseball. Una bella organizzazione. Son sicuro che ben presto raccogliere dei frutti favolosi. Bravi bravi bravi.

  2. pasio 24 Novembre 2017 at 16:57 -

    le ci sapeva fare

  3. pasio 24 Novembre 2017 at 17:12 -

    Andavo al campo apposta per osservare i suoi allenamenti. Un giorno 25-30 bambini di 7/8 anni che sgambettavano dietro la palla; un altro giorno ad insegnare l’arte del lancio (la sua specialità) a quelli dai 9 ai 12. In pratica, all’inizio li faceva divertire, poi, quando la fiamma era accesa, li seguiva come atleti. Ale ci sapeva fare. Frutto di una dote innata di empatia mista a passione e studio continuo nell’approfondimento della materia che ci sta a cuore. Buffo è che quei genitori che speravano semplicemente di parcheggiare per qualche ora i loro pargoli al campo sportivo ora si ritrovano tutti insieme nella squadra di softball amatoriale. Credo che la stessa cosa succederà ovunque lo porterà il suo lavoro di allenatore.

    Di tempo ne è passato, ma pochi di quei bimbi si son persi per strada. Una piccola fetta continua a chiamarsi Bees. La fetta più grossa… Ma questa è un’altra storia.