NPB – Innovazione e decisione rivoluzionaria dietro l’impresa perfetta di Roki Sasaki ?

Pubblicato il Apr 13 2022 - 11:30pm by Filippo Coppola

Roki Sasaki, l’asso ventenne dei Chiba Lotte Marines, ha lanciato una partita perfetta il 10 aprile vincendo contro gli Orix Buffaloes (6-0), sbaragliando il mondo del baseball professionistico. Ed è il più giovane giapponese a riuscirci.
Nativo anche lui, come Shohei Ohtani, della prefettura nordorientale di Iwate, ossia di Rikuzentakata, zona tristemente nota per il grave tsunami che ha colpito quella parte del Giappone nel 2011.

Era in terza elementare durante la catastrofe, dove lo tsunami ha spazzato via la sua casa, purtroppo suo padre e i suoi nonni morirono e Sasaki, assieme a sua madre e i suoi due fratelli dovettero vivere in una casa di cura durante quel periodo. La famiglia si è poi trasferita a Ōfunato, sempre nella prefettura di Iwate l’anno successivo e Sasaki ha iniziato così a giocare a baseball nella sua nuova scuola.

Il prodigioso lanciatore è diventato il primo lanciatore della NPB a lanciare nove inning senza consentire a nessun battitore di raggiungere la base dopo 28 anni, sedicesimo della storia giapponese a riuscirci e ha completamente annichilito i battitori avversari, eliminando al piatto 19 dei 27 che ha affrontato. Ha eguagliato il record del lanciatore Koji Noda per strike-out effettuati in una gara e ha messo a sedere ben tredici battitori di fila, scrivendo un nuovo record in NPB, superando il precedente di nove eliminati di fila ottenuto nel 1957 e 1958. Risulta essere il secondo della franchigia a lanciare una partita perfetta, dopo Soroku Yagisawa del 1973 e sempre per il suo club scavalca Choji Murata che in una gara del 1979 aveva lanciato sedici strike-out.
Inoltre nel line-up dei Buffaloes del 10 Aprile figarava anche il battitore designato Masataka Yoshida, che nel 2020 ha subito solo 29 K, mentre lo scorso anno solo 26 K, quindi in due campionati interi è stato messo a sedere solo 55 volte; ossia un battitore che nel panorama della NPB subisce difficilmente strike-out e Sasaki è riuscito invece a eliminarlo per strike-out tre volte qualche giorno fa!

La straordinaria prestazione di Sasaki dovrebbe essere attribuita non solo alla sua eccezionale potenza e abilità nel lancio, che gli consentono di lanciare palle veloci da 100 mp/h, ma anche al grande supporto ricevuto dal programma di sviluppo dei talenti ben congegnato del suo team.
Nel 2020, il suo anno da rookie (prima scelta del draft 2019, prov. dalla Ofunato High School), Sasaki ha accompagnato la prima squadra ma non gli è stato permesso di salire sul monte in nessuna partita della stagione regolare.
L’anno scorso, invece, secondo la politica della squadra, ha trascorso molto tempo a padroneggiare la meccanica del lancio che lo aiuta a evitare infortuni alla spalla e al gomito mentre aumenta la sua forza fisica. Il piano di sviluppo a lungo termine dei Marines è stato sviluppato da Masato Yoshii, il coordinatore dei lanciatori della squadra, che ha giocato sia nella NPB che nella Major League Baseball in passato. Questo dopo essersi ritirato dal baseball professionistico, ha studiato teoria dell’allenatore di baseball presso la scuola di specializzazione della Tsukuba University. Il suo approccio di coaching si concentra sull’aiutare i giocatori ad acquisire la capacità di pensare da soli invece di infarcerli di consigli o guida. Questo comunque è stato anche criticato in Giappone, dove spesso gli esordienti vengono subito lanciati in prima squadra e quindi il metodo di Yoshii è andato contro corrente per certi versi.
Sasaki al liceo già aveva una palla veloce da 163 km/h e ha dunque battuto il record di un’altra leggenda del baseball nella prefettura di Iwate,
Shohei Ohtani, il cui lancio era di 160 km/h. Ohtani era alla Hanamaki Higashi High School e deteneva il record precedente nella prefettura.
Sasaki ha quindi trascorso il suo primo anno con i Marines concentrandosi sulla “preparazione fisica” e non ha fatto la sua apparizione in quella stagione, cosa rara per una scelta di alto livello.
Alcune persone hanno criticato Sasaki per “essere protetto” e la squadra per “non fare un buon lavoro sullo sviluppo dei giocatori”, ma dopotutto ha funzionato bene e ora “sta sbocciando in tutto il suo talento”, secondo la dirigenza della squadra e assieme al catcher 18enne, anch’egli rookie, Kou Matsukawa (prima scelta dello scorso draft e prov. dalla Shiritsu Wakayama HS) hanno sfoderato questa prestazione superlativa. Sasaki in questo campionato ha già collezionato 42 K in 23.0 IP, concesso solo due BB e ottiene strike-out da 34 inning consecutivi, considerando anche le ultime gare della passata stagione. Adesso l’obiettivo è raggiungere i 43 di Dennis Sarfate (Hawks nel 2015) e superare il record di franchigia di almeno dieci strike-out nelle prime tre partite della stagione di Hideki Irabu.

C’è un altro episodio indimenticabile riguardante lo sviluppo di Sasaki come lanciatore. Sasaki ha attirato l’attenzione di molti appassionati di baseball giapponesi per la prima volta quando era un giocatore di baseball della Ofunato High School nella prefettura di Iwate.
Ofunato ha perso nelle finali della qualificazione regionale per il National High School Baseball Championship, un importantissimo torneo annuale di baseball delle scuole superiori a livello nazionale che si tiene ogni estate nel famoso Koshien Stadium.
Il manager di Ofunato, Yohei Kokubo, non ha permesso a Sasaki, l’asso della squadra, di scendere in campo perché aveva lanciato nove inning nella partita precedente il giorno prima. Kokubo ha preso una decisione molto difficile e impopolare, che ha suscitato scalpore. Decisione presa per evitare di causare seri danni al lanciatore del liceo, che era ancora in una fase iniziale di sviluppo e l’allenatore ha anche pensato che la squadra non dovrebbe dipendere interamente da un fuoriclasse per la vittoria. Il benessere a lungo termine degli atleti dovrebbe avere una priorità maggiore rispetto alla vittoria e ora questo atteggiamento si sta diffondendo all’interno della comunità sportiva.
L’anno scorso, Yasunobu Okugawa dei Tokyo Yakult Swallows, che ha iniziato la sua carriera nel baseball professionistico lo stesso anno di Sasaki, ha contribuito notevolmente alla vittoria della squadra della Japan Series. Per evitare di imporre un eccessivo sforzo fisico al giovane lanciatore, la squadra ha adottato una politica insolita per assicurarsi che ricevesse almeno 10 giorni di riposo tra una partenza e l’altra durante la stagione regolare. Il piano a quanto pare ha funzionato bene e gli Swallows sono tornati a vincere dopo vent’anni.
Queste storie segnalano un notevole cambiamento rispetto all’approccio di coaching tradizionale progettato per sviluppare giovani atleti di talento e ciò cambia l’approccio che li espone a una feroce competizione in uno incentrato sullo sviluppo mentale e fisico a lungo termine e sano attraverso sforzi basati sulle più recenti conoscenze scientifiche in vari campi, inclusa la medicina dello sport.
La decisione di Kokubo è stata criticata dalla comunità sportiva giapponese e il liceo Ofunato è stato inondato di telefonate di persone che chiedevano spiegazioni. Quindi quella scelta ha suscitato aspre critiche nei confronti dell’allenatore, ma anche un dibattito più ampio sull’approccio vincente a tutti i costi del popolare torneo, con persino il lanciatore Yu Darvish che è intervenuto sulla vicenda in quell’annata.
Con Sasaki in panchina, Ofunato ha perso 12-2 contro la Hanamaki Higashi High School e il giovane prodigio, all’epoca 18enne aveva già lanciato 435 lanci dal 16 al 24 luglio e avrebbe dovuto lanciare la partita contro Hanamaki dopo aver lanciato 129 lanci in semifinale e 194 lanci in 12 inning tre giorni prima. Sasaki ha avuto qualche fastidio al gomito, anche se la scuola lo ha sempre negato e Kokubo ha anche detto all’epoca che il motivo per tenere fuori Sasaki era prevenire infortuni.
Anche il grande Isao Harimoto, noto per le sue opinioni da vecchia scuola, ha descritto la decisione di Kokubo come estremamente deludente, dicendo che i giovani giocatori devono affrontare le avversità per affrontare le dure sfide del baseball.
La decisione di Kokubo è stata ampiamente discussa nei notiziari settimanali con numerosi ex professionisti, giocatori attuali e personaggi televisivi che sono intervenuti con analisi e opinioni.
Nel mondo del baseball giapponese delle scuole superiori è all’ordine del giorno vedere lanciatori che lanciano moltissimo e per tutte le gare decisive, con le squadre che si affidano ai propri assi del monte di lancio fino alla fine, spesso lanciando giochi completi, anche quelli che vanno agli extra-inning. Tutto ciò è visto come un’espressione dello spirito combattivo che domina la cultura sportiva giapponese.
Ma i tempi stanno cambiando, anche nel mondo legato alla tradizione del baseball delle scuole superiori giapponesi, dove i giocatori si radono la testa, affrontano sessioni di allenamento estenuanti e aderiscono a rigidi codici di condotta.
I funzionari di baseball dilettanti stanno valutando l’introduzione di limiti di campo volti a prevenire infortuni ai giocatori delle scuole superiori.
La federazione giapponese delle scuole superiori ha inoltre adottato diverse altre misure per proteggere i giocatori durante il torneo estivo che si gioca con il caldo soffocante. Nel 2000, ha limitato il numero di inning extra a 15, in calo rispetto a 18. Nel 2013 ha introdotto un giorno di riposo dopo i quarti di finale.

Non si sa ancora se la decisione di Kokubo porterà al cambiamento ed è ancora troppo presto per dire se questa è una decisione rivoluzionaria.

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Filippo Coppola

Vive alle falde del Vesuvio, a Boscotrecase (NA), laureato in Ing. Navale alla Federico II di Napoli è appassionato da tanti anni al grande gioco del baseball. Passione cresciuta di anno in anno, soprattutto di quello dell'estremo Oriente e in particolare quello giapponese e campionati asiatici (oltre a quello nostrano e Americano MLB), che segue con assiduità. E' tifoso dei Cincinnati Reds della NL in MLB, team storico di questo sport e che segue da quando ha scoperto il baseball. Invece per i team asiatici, non ha alcuna preferenza in assoluto, essendo appassionato di tutti. Primo in Europa a scrivere del baseball giapponese, coreano e taiwanese, direttamente da siti specializzati di quei paesi. Ha aperto la coach-convention del 2016 della FIBS a Roma, presentando il baseball del Giappone, descrivendo storia e particolarità dello "yakyu". Ha per come hobby la vela, lo sport in genere e seguire il calcio Napoli, inoltre preferisce analizzare dati statistici e i numeri del baseball, sport dipendente da quest'ultimi, e alla ricerca e scoperta della sabermetrica, ovvero l'analisi del baseball attraverso le statistiche.

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