Castiglione di Sicilia Softball, conosciamo meglio Lidia Tizzone

Pubblicato il Apr 21 2021 - 10:10pm by Massimo Di Cesare
Proseguono le nostre interviste nel mondo del softball italiano, questa volta siamo nella bella Sicilia, esattamente a Castiglione di Sicilia, comune della città metropolitana di Catania.
La cittadina fa parte del circuito dei borghi più belli d’Italia e il territorio del comune di Castiglione di Sicilia è stato dichiarato di “notevole importanza pubblica”.
Abbiamo ascoltato le parole di Lidia Tizzone, allenatore e giocatore del Castiglione.

Lidia Tizzone

Lidia, intanto grazie per la disponibilità, ci racconti come hai iniziato col softball.

“Ho iniziato a giocare nel lontano1989, la mia famiglia si era da poco trasferita in Sicilia dalla Svizzera e io mi sono avvicinata al Softball, come capita spesso, grazie  a mia sorella che praticava questo sport da qualche anno.
Ero ancora piccola ma andavo a vedere le sue partite e tra una partita e l’altra mi hanno invogliato a provare. Per me che avevo praticato atletica e danza in Svizzera, all’inizio è stato un po’ strano, ma poi è sbocciato un amore senza confronto. Vedere giocare le ragazze della categoria più grande il loro entusiasmo la loro tecnica è stato sicuramente da stimolo per noi piccole.”
Quali sono le emozioni  che ricordi di più nella tua carriera da giocatore?
“Di emozioni grazie al softball ne ho vissute tantissime ma sicuramente il primo anno di A2 porta con sé un’emozione che resterà nel mio cuore in modo particolare. Correva l’anno 2005 e noi ragazze di un piccolo borgo della Sicilia alle pendici dell’Etna ci siamo ritrovate ogni weekend a viaggiare per chilometri per scontrarci con squadre veterane del softball.
Ricordo benissimo la mia prima partita di quella serie.
Poi per me è stata sempre un’emozione costante entrare nel cerchio del lanciatore come lo chiamo io “il mondo del lanciatore”, dove chi ricopre quel ruolo si estranea da tutti e inizia a dialogare con se stesso.
Alle mie ragazze, oggi, insegno che lì dentro esisti solo tu e solo tu puoi autogestire le tue emozioni.
Fare il lanciatore ti aiuta tantissimo anche nella vita, ti insegna una cosa fondamentale,  l’autocontollo.”
Una società come la vostra, riscontra delle difficoltà a portare avanti il progetto softball?
“A Castiglione piccolo borgo alle pendici dell’Etna con circa 1500 abitanti il softball e il baseball esistono dal lontano 1971 e proprio quest’anno festeggiamo 50 anni di attività.
Thomas Rafaraci, un americano di origini castiglionesi lo ha fatto conoscere ai giovani degli anni ’60 e da lì non ci siamo mai fermati.
Le difficoltà in questi  anni sono state tante, purtroppo già nel lontano 1976 la promozione del softball in serie A non disputata per problemi economici e la mancanza di una struttura idonea, giochiamo in un campo di calcio. Inoltre, l’assenza di uno sponsor ma soprattutto lo spopolamento del paese si è fatto sentire anche nel nostro settore, ma nonostante tutto siamo ugualmente riusciti con mille difficoltà a rimanere a galla e disputare dal 2005 al 2007 la serie A2. Oggi la difficoltà maggiore è promuovere questo sport tra i ragazzi.
Per questo aspetto la scuola è fondamentale con i progetti sviluppati al suo interno, ma la mancanza di visibilità anche a livello nazionale sicuramente non aiuta a promuoverlo.”
In quanto coach della Rappr. Siciliana di Softball, noti che ci sia una crescita di interesse verso questo sport?
“Questa è una domanda che duole, la rappresentativa rispecchia l’animo delle società e come ben sappiamo negli ultimi anni il softball sta soffrendo parecchio, reperire ragazze è difficile.
Il softball comporta rinunce, sacrifici e a volte anche lividi, che non tutte le ragazze di oggi sono disposte a sopportare.
Ai miei tempi avere un livido era quasi un motivo di orgoglio, ma i tempi cambiano.
Negli anni in Sicilia a fatica abbiamo cercato di portar ai vari tornei la rappresentativa. L’ultimo è stato a Collecchio nel 2019, le difficoltà sono state molteplici, far uscire un rappresentativa dalla Sicilia anche solo per un torneo comporta un immenso impegno sia tecnico che economico.
Per quanto riguarda l’aspetto tecnico sappiamo che dobbiamo diventare più competitivi a livello nazionale, fare esperienza con squadre di altre regioni sicuramente ci aiuta.”
Come è nata l’idea di una collaborazione con la Randazzese?
“La collaborazione con Happy Friend di Randazzo è nata da un amicizia e stima, fuori e dentro al campo, ormai decennale con Mauro Gullotto, nei vari anni ho portato alcune sue giocatrici nei vari tornei con la rappresentativa siciliana da lì è nata la volontà di continuare a seguirle anche nel quotidiano.
Lavorare con le piccole leve è sempre un piacere e un onore, ci trovavamo a confrontarci spesso sui tipi di allenamenti da far fare alle ragazze.
Così è nata la volontà di collaborare e di seguire soprattutto l’aspetto del lancio: poter formare un lanciatore mi entusiasma sempre.”
 Ultima domanda, Tokio 2020…
“Abbiamo sicuramente una squadra competitiva, possiamo tranquillamente sperare ad un gradino del podio, avranno anche una marcia in più che li seguirà dal cielo.
Spero che con la partecipazione dell’ Italia alle Olimpiadi, venga dato al softball il giusto risalto, fare un po di pubblicità a questo sport sicuramente si rifletterà anche nelle piccole realtà sportive.”