Una “manifesta” nell’Italian Baseball Series! Fortuna c’è il made in Italy di Mazzanti!

Pubblicato il Set 2 2018 - 4:49pm by Ezio Cardea

Giuseppe Mazzanti HR

Il baseball italiano ha toccato un record non proprio positivo: ha registrato anche nei Play Off  una partita che durante la “regular season” sarebbe stata interrotta prima del 9° inning per “manifesta”!

L’Italian Baseball Series 2018  è infatti iniziata con una  eclatante sconfitta per 14 a 1  del ParmaClima ad opera dell’esuberante UnipolSai,  senza che mai nel corso della gara fosse apparso un barlume di possibilità di recupero da parte della soccombente.

Il pubblico finalmente si era generosamente riaccostato al baseball per questo Play Off, certo di vedere un incontro combattuto, ma …

In realtà, di questa brutta  sorpresa non è per nulla colpevole il baseball italiano che, invece, ne è vittima:  vittima di una folle dipendenza da atleti che di italiano non hanno nulla a che vedere.

Sicché, il successo o l’insuccesso di una squadra, il suo ingresso nei Play Off e la sua dignitosa figura nelle gare,  non dipendono se non in minima parte dal lavoro svolto su vivai e giocatori locali,  bensì dagli ingaggi più o meno indovinati di giocatori d’oltre oceano e dalla fortuna di averli “in forma” per tutto il periodo necessario o dalla sfortuna di vederli sparire per improvvisi impegni agonistici nel Paese d’origine o altrove.

L’agonismo non è più nel campo di gioco, ma in quello della ricerca di questo o quel giocatore d’oltre oceano (e, ora,  anche d’oltr’Alpe!) e nella possibilità di averlo nei Play Off.

Questa garanzia non la può avere nessuno, allora assistiamo anche durante i Play Off a gare come la prima della Italian Baseball Series di quest’anno dove l’unica cosa di attraente diventano i  fuoricampo  che, pur belli a vedersi, emozionano poco quando non sono risolutivi.  Altro è vedere un fuoricampo come il devastante  “Grande Slam”  ad opera delle braccia sempre micidiali dell’italianissimo Mazzanti, che nel secondo match  sblocca la situazione a favore dei felsinei: gli avversari appaiono tramortiti e subiscono in quel dannato inning le mazze scatenate bolognesi, ma subito dopo reagiscono combattendo alla pari il resto del match che, senza la prodezza di Mazzanti, avrebbe potuto avere un altro epilogo.

 

Un elogio quindi ai ducali e a quanti si sono distinti in queste due gare, però merita una menzione a parte Beppe Mazzanti (ma non è il solo)  che continua a mantenere alto il baseball made in Italy

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Ezio Cardea

Nato a Milano il 9/12/1936, ha svolto attività come giocatore e come tecnico dal 1948 al 1980 partecipando ai campionati di prima serie dal ’55 al ’72, quasi sempre in società milanesi. Abbandonato il campo per impegni di lavoro, ha continuato a collaborare saltuariamente con società milanesi in supporto alle squadre giovanili e all'attività presso le scuole. A contato col baseball praticamente dal dopoguerra ai nostri giorni, ne conosce la sua evoluzione e ne ha evidenziato fin dal 1980 le criticità: prima fra tutte, a suo avviso, quella creatasi a causa della tendenza delle varie amministrazioni federali a potenziare il livello del campionato di punta fino a creare una frattura col resto del movimento, frattura insormontabile se non con l’'ingaggio di una forte percentuale di atleti d’oltre oceano.

8 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. luigi 3 settembre 2018 at 07:52 -

    ottima riflessione come sempre; baseball “made in Italy” quel poco che rimane. Serie A1 ridotta a 3/4 squadre delle quali una, la F, può disporre di budget economici e umani che le altre si sognano. L’unica vera corazzata di professionisti. Sarebbe auspicabile un campionato con almeno 12 squadre che possano disporre di budget analoghi, organizzazione, direzione sportiva strutture ecc. ma sarebbe un “libro dei sogni” dei soliti appassionati quelli rimasti che vivono di ricordi. Però bisogna avere fede.

  2. Oddone 3 settembre 2018 at 09:05 -

    ma …. cambiarlo prima il povero Garcia, nove punti in una gara di finale scudetto vuol dire lasciare la partita e probabilmente in questo caso lo scudetto senza averci neppure provato

  3. armando 3 settembre 2018 at 13:20 -

    Anticipando l’ennesima discussione del prossimo inverno, proporrei alle “BIG” di farsi un proprio campionato: la formula che vogliono con un posto per la coppa campioni, alla FIBS il campionato di SERIE A doppio incontro senza stranieri 5 AFI e 5 COMUNITARI , un incontro col lanciatore AFI ed uno col comunitario.

  4. Marco 3 settembre 2018 at 18:31 -

    Tutti a decantare le doti della F che certo è fortissima ma in realtà con lanciatori dominanti la si batte eccome ( vedi semifinale coppa battuta da una di quelle che ritenete nettamente inferiore 2 a 1 ) il problema è avere lanciatori degni di questo nome…in più vi ricordo che gli ultimi tre anni dicono due volte Rimini e una Bologna quest’anno la finale non si è giocata.

  5. gigi 3 settembre 2018 at 21:12 -

    Con questo strapotere e differenza tecnica Frignani e collaboratori non riescono a regalarla.

  6. Giorgio Prosdocimi 4 settembre 2018 at 08:52 -

    Concordo con Oddone.In gara uno non si fa giocare Rivera per avere un rilievo nella gara di sabato e lo si fa salire dopo aver lasciato massacrare il povero Garcia che scende con una ERA di 10.Guardando il box score il sia pur ex,ma pur sempre nazionale Rivera stava benissimo e che la Fortitudo fosse sazia non conta.Una domanda del perché sul cambio così tardivamente assurdo andrebbe fatta al manager Poma. Inoltre è triste e non giusto veder giocare uno zoppo come Morejon.

  7. max 4 settembre 2018 at 11:11 -

    quando vinci 29 partite su 31 credo il divario è enorme una singola partita non può essere presa a pretesto questi play off stanno dimostrando che siamo davanti ad un bivio o si segue il Bologna oppure si sceglie di partecipare con poche possibilità di vincere

  8. marco 5 settembre 2018 at 00:36 -

    Max ribadisco state a decantare le doti di una fortitudo fortissima ma come vedi stasera Casanova li ha tenuti a 1 il Parma ha dilagato su Pizziconi quindi battibilissima…adesso aspetto di leggere i commenti perchè vuol dire che il Rimini non si imbrocchito tutto in una volta ma che un lanciatore dominante fa la differenza…