Ufficializzato il ripescaggio del Città di Nettuno Academy nella massima serie. Fortini:”Grande giorno per tutta la città”!

Pubblicato il Gen 4 2018 - 11:56am by Redazione Baseballmania

Sono parole spezzate dall’emozione quelle del Patron Piero Fortini rilasciate a BaseballMania qualche minuto dopo il comunicato della FIBS che ha ufficializzato il ripescaggio del Città di Nettuno Academy in SerieA1.

“Oggi è un grande giorno per tutta la città di Nettuno – ha detto commosso Piero Fortini – la stella del baseball nettunese ritorna a splendere nella massima serie. Oggi diamo un calcio a tutto quanto di male hanno fatto a questa squadra negli ultimi anni, oggi festeggiamo come una grande vittoria per essere dove la storia del nostro club merita di stare”.

Ecco di seguito la comunicazione della Fibs diramata nella mattinata di oggi:

Sono due le domande di ripescaggio pervenute in Federazione nei termini concessi alle Società di baseball per manifestare il proprio interesse a iscriversi alla Serie A1 2018: da Red Sox Paternò e Nuova Città di Nettuno.

Fatta la dovuta analisi delle proposte, alla prima non è stato possibile dare seguito, in quanto non prevedeva l’utilizzo di un impianto casalingo illuminato, condizione indispensabile per accedere alla A1, mentre al Città di Nettuno è stato dato tempo fino al 12 gennaio prossimo per concludere le procedure di regolarizzazione amministrativa già avviate.

Quella 2018 sarà quindi ancora una massima serie di baseball a 8 squadre, con, oltre alla già citata formazione nettunese: Padova B.S.C.Rimini BaseballFortitudo B.C. 1953 Bologna1949 Parma B.C.Polisportiva Padule BaseballNettuno Baseball CitySan Marino B.C.

Abbiamo chiesto un commento al Presidente FIBS Andrea Marcon: “La situazione conferma purtroppo quanto mi aspettavo” ha dichiarato il massimo dirigente federale “il tentativo di dialogo e di fare le regole insieme alle Società, in particolare della prima serie, non ha dato i frutti sperati. Volevamo che il passaggio da un progetto passato, che conteneva forzature oggi venute drammaticamente alla luce, a uno nuovo non fosse eccessivamente traumatico, e quindi abbiamo cercato condivisione, anche alla luce di un’iniziale parvenza di organizzazione spontanea e proattiva da parte dei club, poi oggettivamente arenatasi di fronte a situazioni che ne hanno cambiato le condizioni, ma la cosa non ha evidentemente funzionato.

Il campionato 2018 sarà a 8 squadre e posso confermare qui che tutte le altre Società possono tranquillamente procedere a iscriversi ai campionati di riferimento: non ci saranno ulteriori modifiche nemmeno in caso di inauspicate, ulteriori defezioni.

Già dalla seduta del 26 gennaio, il Consiglio Federale prenderà definitivamente in mano la ristrutturazione complessiva dell’attività per arrivare nel 2019 al necessario allargamento, che non può essere rinviato ulteriormente. Lo faremo tenendo conto di parametri oggettivi e in grande considerazione il diritto sportivo: non è più possibile proseguire con un sistema in cui una squadra tenta ogni anno di scegliersi il campionato cui iscriversi.

Il livello dei campionati deve essere tale per cui tutti possano partecipare, competere e, come credo sia naturale nello sport, aspirare a crescere secondo un proprio programma. Ampliare il campionato in modo realistico e parametrato all’effettivo livello del movimento significa anche consentire giusti spazi ai giocatori dei vivai italiani.

Non è certo l’assunzione di responsabilità che ci spaventa, e questo sarà ben presto ancora più evidente, nell’interesse del risultato migliore per tutte, sottolineo: tutte, le componenti del movimento.”

La SerieA1 sarà quindi ad otto squadre.

64 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. alby66 4 gennaio 2018 at 15:13 -

    finalmente il vero nettuno!!!! e l’altro che fine fa???gioca con l’under21????

  2. Krab 4 gennaio 2018 at 15:56 -

    Perché esiste un’altra squadra a Nettuno? A quella che si credeva di essere il Nettuno, farà la fine che merita e quindi sparisce o magari si mettono assieme al Nettuno 2 ritornano da dove sono nati quando presero il titolo dell’Arezzo per andare a parare il campionato a Fraccari che perdeva squadre. Da li sono nati e non sono mai stati il Nettuno

  3. Giulio 5 gennaio 2018 at 08:13 -

    Finalmente le riforme al massimo campionato che tutti aspettavano con ansia.
    Grazie Marcon. Il campionato è rimasto identico, con l’unica differenza che ci saranno forse la metà di giocatori italiani in campo.
    Grazie. Era proprio ciò di cui avevamo bisogno

  4. Giorgio 5 gennaio 2018 at 09:02 -

    si ma non si capisce, l’altro Nettuno che era già in IBL che fine fa? allora le squadre sarebbero 9 e non 8….

  5. alby66 5 gennaio 2018 at 09:05 -

    pienamente d’accordo con giulio non avevamo bisogno di marcon per peggiorare il tutto……….gli italiani smetteranno di giocare o riempiranno i campionati minori di discreti giocatori che giocavano in ibl….fra un paio di anni chiuderemo l’accademia e le giovanili andranno a sparire…per non parlare del softball che morirà nel giro di tre anni….e sono stato abbondante…..evviva la tristezza!!!!!!!!

  6. Gianni gravina 5 gennaio 2018 at 10:04 -

    Condivido l’idea di un campionato a 18 squadre come Ezio cardea! Serve un vero campionato nazionale.

    • alby66 5 gennaio 2018 at 12:34 -

      sarebbe bellissimo………..ma la casta non vuole ed il presidente idem……..il tutto con francesi belgi rumeni brasiliani con tre passaporti e via dicendo….da quanto ho letto non era obbligatorio accettare la storia dei comunitari…..ho mi sto sbagliando??siamo in pieno concordato preventivo……ovvero in caduta libera….saluti da parma

  7. jhon 5 gennaio 2018 at 10:20 -

    Già esiste sig.Gravina, si chiama A2 cioè la ex Afederale…quanti se ne debbono fare 2 uguali..? O si prova ad avere nel massimo campiinato un livello più alto e diverso.?
    non importa se ci sono 6/8/10 squadre.
    però questo ancora non si vuol capire.

    • Giulio 5 gennaio 2018 at 20:03 -

      Per alzare il livello ci vogliono anni. Bisogna per prima cosa aumentare il numero dei tesserati e fare un grande lavoro tecnico sui settori giovanili. Il livello va alzato in Italia non in Serie A1. Alzarlo con oriundi, comunitari e stranieri, quando peraltro tutti si lamentano di non avere soldi, a cosa serve????? A vendere il prodotto????ah ah. E chi lo compra?
      Il 2017 ormai era deciso e non si poteva cambiare (bugia, visto che quest’anno a gennaio non si sa ancora nulla).
      Il 2018 si è cambiato poco e nulla e soprattutto in peggio
      Il 2019 sarà sicuramente l’anno giusto……..per fare il botto definitivo.
      MI ricordo ancora una delle frasi di Marcon in campagna elettorale, in cui sosteneva meglio arrivare quarti ad un europeo con i giocatori prodotti nei nostri vivai che vincere con gli oriundi.
      Ora invece viene a dire che il Coni non permette di mettere vincoli (bugia). Il 50% del roster non è un vincolo? Che differenza c’era a mettere un vincolo anche nel lineup?
      E le società? che piangono miseria, che non hanno i soldi per le trasferte, che hanno impianti vergognosi. Però i soldi per trovare giocatori di passaporto europeo li hanno.
      Chiudo dicendo che purtroppo da qualche anno ci sono persone che si arricchiscono con il mercato degli stranieri/oriundi e ora comunitari. Forse una piccola indagine vorrebbe fatta.

  8. marco 5 gennaio 2018 at 10:21 -

    Marcon sul sito fibs dice che dal prossimo cf prenderà in mano la situazione per l’allargamento del 2019…però mi chiedo:
    cosa cambierà nel 2019 che non poteva cambiare nel 2018?

    Se non si sono trovate tre squadre per arrivare a 10 e il merito sportivo direi che non ha portato a nulla cosa farà cambiare idea alle squadre di A2 che vinceranno il campionato e/o faranno i play off? (perchè immagino si inizierà a cercare le promosse da li)

  9. Giorgio 5 gennaio 2018 at 17:29 -

    ops rivisto ora sono 8 con due di Nettuno chiedo scusa

  10. Gianni gravina 5 gennaio 2018 at 17:55 -

    Ribadisco il concetto che Ezio cardea esprime da anni in questo sito che condivido appieno: bisogna necessariamente allargare il campionato! 18 squadre sono l’ideale!

    Bisogna ripartire con un nuovo campionato che sia anche molto pubblicizzato! Magari coinvolgere di più’ anche Rai sport nella trasmissione delle partite.

    Bisogna abbandonare questo mini torneo elite composto da sole 8 squadre con nessuna rappresentante del sud Italia tra l’altro! anche a costo di abbassare il livello complessivo bisogna puntare il più’ possibile nel coinvolgere un numero maggiore di persone…un vero grande campionato nazionale che rappresenti tutta la penisola dal nord al sud.

  11. Il rosso 5 gennaio 2018 at 22:42 -

    Provo ancora a chiedere lumi. Se si vuole alzare il livello del massimo campionato, come si può pensare di aumentare il numero delle squadre in massima serie? Come ho già detto molte volte, la strada giusta sono il restringimento della serie A1 a quattro, massimo sei squadre e l’introduzione obbligatoria delle franchigie. Una partita con almeno cinque under e la possibilità per questi under di giocare durante la settimana in campionati minori (A2, B ecc). Non ci vuole molto a capire che allargare il campionato sarebbe una controtendenza rispetto a tutti i principali campionati mondiali. Inoltre è fondamentalé puntare tutto su Accademia e Nazionale! Non si può pensare di abbattere il vertice per puro gusto o per accontentare chi ha aiutato in campagna elettorale, ne va del futuro del.nostro sport. ABBIATE PIETA’!

  12. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 6 gennaio 2018 at 13:22 -

    “Il rosso” trova risposta nell’articolo hhtp://www.eu/notizie/news/lea-serie-a-non-è-da-dopolavoro/
    nel quale, pur parlando di un campionato a 18 squadre, metto ben chiaro in evidenza che, grazie alla fase di qualificazione, non si abbatte la qualità del torneo (messa in dubbio da altro nickname, Rossodisera), ma anzi la si aumenta.

    Capisco che i miei articoli sono lunghi, ma mi rivolgo a persone adulte, non a bambini: non mi limito a suggerire una soluzione, ma a motivarla tenendo conto di quanto è successo nella storia del baseball italiano che alcuni ignorano persino nei fatti più recenti.

    E se si ignora o non si vuol tener conto dei fatti del passato, allora si torna a sentir parlare di under in prima serie, esperienza già fatta e abbandonata per i danni provocati proprio ai giovani; addirittura il commentatore ne propone 5, il che palesa mancanza di coerenza con la sua difesa del “livello”, cui pare tenerci in modo particolare!

    Sempre perché non si tiene conto di ciò che è accaduto solo l’altro ieri, ci tocca sentir parlare di obbligatorietà delle franchigie, esperienza recentissima, morta sul nascere dopo aver prodotto macerie!

    Figuriamoci poi se si tratta di ricordarsi di qualcosa avvenuta in tempi meno recenti come un campionato a quattro (Torneo d’Oro) disputato nel 1958: esperienza durata UN SOLO ANNO, abbandonata immediatamente nell’anno successivo! Ebbene: ecco che c’è “Il rosso” a dimostrare l’inevitabilità dei “corsi e ricorsi storici” di Gianbattista Vico, ovvero dei cicli di civiltà cui seguono quelli di imbarbarimento, e così via. Ma … il ciclo di civiltà era quello del campionato a 4 o quello successivo in cui il baseball, liberatosi di quel tappo, è esploso in tantissime zone d’Italia?

    Insomma, un capolavoro di intervento quello de “Il rosso”, che per modestia nasconde la sua identità! Intervento utilissimo per un “rispolvero” di tutto ciò che è stato fatto e NON DEVE PIU’ ESSERE RIFATTO se si ha a cuore il futuro del nostro sport.

  13. RedSox 6 gennaio 2018 at 17:14 -

    A me un campionato a 18 squadre sembra una follia.
    Sarebbe quasi un primato mondiale: solo la MLB ne schiera di più: 30 (ma 33 Stati su 50 che compongono gli USA non hanno squadre in MLB). Sono 12 in Giappone, 10 in Corea, 4 a Taiwan, 6 in Australia, 8 in Venezuela, 6 in Dominicana, 4 in Nicaragua.
    Venendo all’Europa, sono 8 in Olanda, 8 in Spagna.
    Già il livello dell’IBL dell’anno scorso è stato molto basso, abbassarlo ancora mi terrebbe lontano dagli stadi che frequento dal 1971.

    • Ezio Cardea
      Ezio Cardea 7 gennaio 2018 at 19:38 -

      RedSox nel dimostrare che è folle pensare ad un campionato a 18 squadre, cita l’Olanda che ha un campionato a 8 squadre: rapportando questo numero al territorio Italiano (7 volte superiore) e alla popolazione italiana (4 volte superiore), il nostro campionato dovrebbe essere almeno di 30 squadre!
      RedSox menziona anche la Spagna con 8 squadre: a dire il vero Vikipedia (https://it.wikipedia.org/wiki/Primera_Divisi%C3%B3n_2016-2017_(Spagna) indica ben altri dati.
      Non sono riuscito ad individuare i dati della Rep. Ceka che sta facendo bei progressi.
      In compenso ho visto come è composto il campionato di un altra Nazione europea che sta riemergendo: la Germania.
      Wikipedia https://il.wikipedia.org/wiki/Bundesliga_(Baseball)
      ci dice che il massimo campionato organizzato dalla Federazione tedesca è composto da ben 15 squadre divise in due gironi:
      DIVISIONE NORD con 7 squadre
      DIVISIONE SUD con 8 squadre

      RedSox, che sembra molto attento ed informato sul baseball di tutto il mondo, lo sapeva? o la cosa gli è stranamente sfuggita?

  14. Gianni gravina 6 gennaio 2018 at 20:02 -

    Pero’ bisogna pur provare a fare qualcosa no? Oppure il massimo campionato rimarrà’ sempre lo stesso? Una elite per una nicchia di tifosi\appassionati con stadi vuoti!
    Non sarebbe meglio tentare di coinvolgere maggior pubblico con un campionato che rappresenti tutta l’Italia?

    Redsox: infatti il campionato giapponese che io adoro lo trovo purtroppo abbastanza ristretto per una nazione cosi’ popolata come il Giappone! Mancano squadre di grandi città come ad esempio Kyoto!

    Lo dico apertamente rispetto alla IBL negli ultimi anni ho preferito di più’ la serie a federale. Più emozionante equilibrata avvincente con squadre campioni sempre diverse!

    Ezio cardea io leggo sempre con grande attenzione i suoi articoli per quanto lunghi per me sono una lettura irrinunciabile.

  15. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 7 gennaio 2018 at 00:44 -

    Campionato a 18 squadre è una follia se si finge di credere che la mia proposta preveda un girone unico.

    Si da il caso, però, che la mia idea sia di un campionato a tre gironi con una fase selettiva che dia luogo ad una seconda fase in cui le squadre siano raccolte in tre nuovi gironi a seconda della posizione in classifica guadagnata nella fase precedente.

    Lo Scudetto è in palio, ovviamente, nel girone di più alto livello: essendo costituito da 6 squadre, tale girone avrà un livello ed una qualità di gioco necessariamente uguali se non migliori che non con 8 o 10 squadre.

    Perché, allora, non fare direttamente un campionato a 6?

    A questa domanda rispondo con un’altra: perché non offrire maggiore luce (ovvero possibilità di aggancio di sponsor e quindi di risorse al baseball) ad altre 12 squadre senza inficiare la qualità del torneo?

    Ma ci sono tante altre buone ragioni per un forte allargamento, quali:

    – la garanzia che le sei squadre destinate al girone Scudetto siano tutte all’altezza. Per comprendere ciò che intendo dire basta pensare al prossimo campionato a 8: apparentemente tutte le 8 squadre sembrano essersi equipaggiate adeguatamente, ma se qualcuna non lo fosse, verrebbe subito danneggiata la qualità del campionato. Cosa impossibile nel campionato che propongo io perché questo rischio è scongiurato dalla fase di qualificazione.
    – in un campionato con poche società, quella che dovesse perdere lo sponsor maggiore o il Patron, sarebbe costretta a retrocedere con grande danno e con scarse possibilità di ripresa perché cadrebbe nell’ombra in cui sono ora le società delle serie secondarie. In un impianto come quello che sostengo, la stessa società probabilmente nella stagione successiva sarebbe ugualmente in grado di rimanere in prima serie senza subire umiliazioni (data l’esistenza di altri due gironi di livello inferiore) mantenendo le opportunità di agganciare nuovi sponsor e, magari, di tornare a gareggiare per lo scudetto nella stessa stagione.
    – il baseball che attira qualche attenzione dei media “nazionali” potrà uscire dalla zona molto ristretta solo mediante un forte allargamento:
    – le società che non avranno i mezzi per rinforzarsi, subiranno sconfitte pesanti solo nella prima fase, ma non saranno umiliate per tutta la stagione perché dopo la fase di qualificazione giocherebbero in un girone del loro stesso livello.
    – le stesse società, non potendosi rinforzare, porteranno in massima serie tutti i giocatori del loro vivaio che faranno una grossissima esperienza, impossibile altrimenti, incontrando le più forti compagini del baseball italiano,
    – queste ultime andranno su piazze diverse e credo che ai loro sponsor la cosa non dispiacerà affatto. La cosa farà piacere anche al pubblico locale, come abbiamo visto succedere a Sesto Fiorentino!
    – il ripristino delle promozioni e retrocessioni, ovvero del “merito”, sarebbe reale e non solo sulla carta come è stato dimostrato dalle “neopromosse” che non sono salite in prima serie.

    E tante altre positività indicate nell’articolo http://www.baseballmania.eu/notizie/news/bilancio-sullanno-passato-e-speranze-per-il-nuovo-con-lo-sguardo-a-quanto-accaduto-nel-1958-e-1959/

    Devo dire che è veramente esasperante, oltre che scorretto, deformare il pensiero altrui allo scopo di accampare obiezioni.

  16. Giorgio 7 gennaio 2018 at 08:32 -

    Ed ecco che nascono i soliti confronti con le altre nazioni del baseball che ci fanno comodo o no a seconda dei casi.
    Noi viviamo in una realtà socio politica ed economica profondamente diversa rispetto ai paesi citati per non parlare della cultura sportiva che da noi non esiste (per farla breve). Anch’io come Il sig. Gravina trovo sempre gli scritti di Ezio Cardea interessantissimi sarà che mi riportano sempre alla mente gli anni d’oro di questa disciplina e talvolta si vive di nostalgia, però credo che nella nostra realtà, che è complessa e particolareggiata, sarebbe indispensabile fare il massimo campionato più ampio possibile trovando gli strumenti e la formula per renderlo maggiormente interessante e “sostenibile”. Ad esempio è un peccato che Paternò non possa partecipare alla A1 solo per il fatto di non avere l’illuminazione, o Grosseto, Verona, o altre piazze importanti (non cito per brevità) e meritevoli che devono rinunciarvi quasi esclusivamente per motivi economici, dopo che hanno prodotto dei buoni risultati, per anni, nei settori giovanili e fatto crescere i propri giocatori. Alla fine è chiaro che a giocarsi il titolo sarebbero sempre le solite meglio attrezzate, ma giocare contro queste squadre anche per le altre sarebbe una crescita? con qualche sorpresa di sicuro; il pubblico di Padule o Padova di sicuramente ne godrebbe lo spettacolo. Tempo fa leggevo la riforma del massimo campionato proposta dal grandissimo Ruggero Bagialemani perchè nessuno gli da ascolto? Saluti.

  17. Giulio 7 gennaio 2018 at 10:24 -

    il problema non è il numero di squadre in IBL o Serie A1.
    Il problema è il numero di giocatori e/o allenatori italiani.
    Quanti giocatori Italiani ci saranno quest’anno in A1? 50/60? Quelli veri intendo. Non i nomi per riempire i roster.
    E quanti tecnici preparati (italiani)? 7/8?
    Con questi numeri credete che il nostro sport stia bene?
    Credete che un numero più o meno elevato di squadre (piene di giocatori stranieri) possa cambiare le sorti del nostro sport?
    Tenete presente che anche in serie A2 quest’anno ci sarà un forte aumento degli stranieri (non AFI).
    O si fa qualcosa per rilanciare questo sport dalla base, oppure il 2019 sarà ancora peggio e il 2020 peggio ancora.
    Prima di pensare di portare la gente allo stadio (lasciamolo fare a chi ha un prodotto da vendere e stadi quantomeno decenti) bisognerebbe portare i bambini a giocare a baseball. Ogni anno sempre più società non hanno i numeri per fare tutte le categorie. Ci sono sempre più società che fanno 2 categorie con la stessa squadra. A questo proposito qualcuno mi ha detto “Meglio….così giocano di più!”. No…non ci sono i ragazzi per fare i campionati.
    In certe regioni ci sono gironi da 3 squadre!
    E noi pensiamo che il problema siano, GLI SPONSOR, IL NUMERO DELLE SQUADRE, ecc.
    Non c’è più nessuno che gioca a baseball. Questo sport sta morendo anche nelle città in cui la tradizione era più radicata. E se non è ancora morto, il merito è di pochi appassioni che a livello locale si fanno un culo immenso per diffondere questa passione a bambini e famiglie, come era in passato.
    E la Federazione di fronte a tutto questo cosa fa:
    Toglie ogni limite all’utilizzo di giocatori stranieri!!!!!!!!!
    Parifica tutti i tecnici e consente a chiunque di allenare in qualsiasi categoria!!!!!!!!!
    Questa è una vera follia!!!!!!!!!!!

    Chiudo con una provocazione.
    La Serie A1 vorrebbe abolita (altro che riformata) fino a quando il nostro movimento non sarà nuovamente in grado di sostenerla, con giocatori e tecnici cresciuti in Italia.
    Gli stranieri dovrebbero essere quel “qualcosa in più” per alzare davvero il livello di una base di giocatori nostrani. Come accadeva in passato.

    • Giorgio 8 gennaio 2018 at 07:46 -

      concordo al 100% bravo

  18. Giulio 7 gennaio 2018 at 11:59 -

    L’unico motivo per cui Paternò non è stata accettata è che le altre non avevano nessuna intenzione di accollarsi un costo troppo elevato per una trasferta.
    Meglio lasciarla in serie a2, magari nel girone più a nord. Tanto li nessuno si lamenta.

    • RedSox 7 gennaio 2018 at 14:44 -

      L’anno scorso il Paternò giocò nel girone A dell’ex A federale insieme, tra l’altro, a tre squadre del parmense. Le spese di trasferta sono pressoché uguali per le squadre dell’IBL e quelle dell’ex A. Qualcuno invece mi spieghi perché il campo di Paternò è ancora dopo decenni senza impianto d’illuminazione. Il Comune di Paternò riceve dallo Stato un contributo di circa 12 volte quello di Bollate (citata perché città di baseball e inserita nello stesso girone) e la Provincia di Catania poco più della metà di quella di Milano. Dove finiscono questi soldi?
      Perché si parla sempre delle supposte cattiverie delle 8 (o 7?) sorelle e mai di quelle dei Comuni che dovrebbero occuparsi anche dell’impiantistica sportiva?

  19. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 7 gennaio 2018 at 12:45 -

    Ringrazio quanti sono intervenuti a sostegno della strategia che guarda alla base: il vertice deve essere il frutto del lavoro sulla base perché i fatti, e non le parole, hanno dimostrato che il “viceversa” ha prodotto danni a tutto il movimento.

    Se dal 2010 al 2016 il numero delle società è diminuito di oltre 90 unità (mi piacerebbe conoscere il dato aggiornato ad oggi!), tenendo conto che ogni società gestisce tra giovanili e seniores almeno un centinaio di atleti, togliendo qualcuno che pur di continuare a giocare avrà cambiato casacca, almeno 700/800 ragazzi hanno appeso il guantone. Ma assieme a loro almeno alcune centinaia di dirigenti hanno dovuto abbandonare il baseball!

    Sono cifre che, per uno sport piccolo come il nostro, sono impressionanti che esigono interventi da cura da cavallo … ma sembra che la nuova dirigenza federale, nonostante gli annunci in campagna elettorale, se la prenda comoda facendosi mettere i piedi sul collo dai soliti Club che continuano a dominare.

  20. Mario 7 gennaio 2018 at 16:25 -

    Sig.Cardea lei seguita a puntare il dito sulle societa’ di IBL….si sbaglia di grosso.
    Questa federazione ha voluto i comunitari liberi in campo,sia position player e,ancora piu’ grave, i pitchers,liberi di lanciare in tutte le gare,senza limitazione,sia in IBL che nelle altre categorie sottostanti.

    Le societa’ di IBL avevano detto no a questo ma nulla hanno potuto contro la volonta’ di questa Fibs,che nel quadriennio Olimpico ha voluto cio’….incomprensibile e scorretto nella tutela dei giocatori Italiani,nella tutela della proprieta’ dei cartellini da parte delle societa’.

    Questa fibs ha voluto promozioni dalla A fed alla IBL ma nulla è cambiato,quelle che hanno vinto(Imola e Castenaso) hanno rinunciato,quelle che avevano piu’ diritto di chiedere il ripescaggio in IBL per l’allargamento(Grosseto e Collecchio,semifinaliste) non pervenute.
    Hanno chiesto il ripescaggio:
    il Nettuno Accademy,che ha pendenze economiche in fibs, (altro punto di parametro da rispettare per chiedere il ripescaggio,e anche questo lo ha imposto sempre questa fibs) e campo illuminato, ha giocato nel 2017 a Santa Barbara(non ha le luci),non si sa ancora ad oggi se possa giocare nel 2018 allo Steno,sicuramente dovra’ dividere il campo con il Nettuno City al momento.
    Paterno’ uguale non ha campo illuminato e chiede il ripescaggio,quando la regola IMPOSTA dalla fibs e non dalle societa’ ibl,dice chiaro che bisogna avere l’impianto luci.
    Allora di cosa sta parlando…?? quale piede sul collo si fa mettere questa fibs dalle societa’ di IBL..?? perche’ spara cosi’ a zero sulle societa’..?? senza sapere..??

    Questa fibs ha voluto la parificazione dei comunitari con gli Italiani,tutto libero perche’ cosi’ nessuna discriminazione contro i comunitari,poi pero’ al momento di tesserare gli atleti,parificati da questa fibs,il costo dei tesseramenti viene imposto con 26 euro per gli Italiani Afi e 350 euro per i COMUNITARI e Italiani non Afi…ridicolo,assurdo e DISCRIMINANTE NEI CONFRONTI SICURAMENTE DEI COMUNITARI E ITALIANI NON AFI.
    Non vogliono discriminare ma sono i primi a farlo.

    Credono di essere furbi ma sono degli incompetenti e pure scorretti nei confronti,sicuramente delle societa’,che dovranno(spero che le societa’ si oppongano) pagare 350 euro cada giocatore per tesserare comunitari e non afi.
    L’unica cosa che sanno fare è cercare i soldi dalle societa’ per ripianare i loro debiti,che fino a prova contraria,non li hanno fatti le societa’.
    Nel 2017 i comunitari e i non ASI costavano 26 euro di tesseramente,ora 350 euro….vogliono LORO parificare i comunitari e i non afi agli Italiani,pero’ a livello di costo tesseramenti sono assolutamente non parificati E pure DISCRIMINATI,con conseguente guadagno fibs di circa 40/50 mila euro(provi a calcorare quanti comunitari e non afi ci saranno in tutte le categori seniores nel 2018) in piu’ rispetto ai costi del 2017…sempre a pagare pero’ sono le societa’.

  21. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 7 gennaio 2018 at 16:37 -

    Caro RedSox, qualcuno ritiene che dietro tale nickname si nasconda Riccardo Schiroli. Io penso proprio di no, altrimenti ci sarebbe uno Schiroli che contraddice sé stesso.
    Schiroli, infatti, nel replicare ad un mio articolo nel quale attribuivo alla gestione Fraccari l’abbandono del Sud dove si era acceso un grosso fermento a seguito della localzzasione da parte di Notari di due importanti manifestazioni internazionali, rispose che ogni volta che si prospettava la possibilità di ammettere in prima serie una società del Sud (non mi ricordo le parole esatte, ma ho tutti i riferimenti per ripescarle) rispose qualcosa di simile a “venivamo aggrediti dalle altre società”.
    E’ inutile attaccarsi a pretesti vari come le luci: in periodi di crisi non si deve andare troppo per il sottile. Eppoi, negli anni in cui il Paternò ha partecipato al massimo campionato, c’era a poca distanza il bellissimo campo illuminato di Messina della cui squadra locale che giocava in seconda serie era presidente il consigliere federale Savasta: perché è stato negato di usufruire di quello stadio al Paternò che quindi ha dovuto sopportare trasferte molto più lunghe (dall’altro capo della Sicilia) per giocare a Palermo dove c’era un altro stadio illuminato meraviglioso che dominava la Conca d’Oro? Non c’è stato un vergognoso boicottaggio?
    Due campi tra i più belli d’Italia e una vitalità sportiva (ne sono testimone) da non credere negli anni a cavallo del 2000: tutto lasciato MARCIRE!
    Per fortuna Marcon intende rilanciare il Sud che sta risorgendo ad opera di Micali e Consiglio.
    Quanto all’inerzia del Comune di Catania, le responsabilità non sono certo da addossare ai locali dirigenti di baseball che fanno ed hanno fatto l’impossibile. Si muova la Federazione!
    Purtroppo anche la nuova dirigenza federale, dopo aver dato l’impressione di essere vicina a questi problemi (vedi le vicende degli stadi di Nettuno e Padova), per quanto riguarda il Sud non mi pare che, al di là delle parole stia facendo qualcosa di concreto: poteva farlo, accogliendo l’adesione al massimo campionato da parte del Paternò, ma si è piegata all’imposizione delle ex di IBL che impongono l’obbligo delle luci: e se è così poco disponibile la FIBS verso una sua importante squadra, come si può pensare che il Comune si senta invogliato ad investire verso uno sport che riceve poche attenzioni dalla sua stessa federazione?

  22. Gregorio 7 gennaio 2018 at 16:55 -

    Ancora co sto Nettuno City ma lo volete capire che non esisterà più, sono rimasti con quattro giocatori, non hanno pagato nessuno e sono andati tutti via. Questi stanno solo prendendo in giro il baseball italiano, anzi prendono in giro quelli che vogliono farsi prendere il giro. Andate a vedere il roster del Nettuno Baseball City dell’anno scorso e contate quanti ne sono rimasti. Non hanno squadra sono finiti

  23. Giulio 7 gennaio 2018 at 17:09 -

    Schiroli si sarebbe firmato Schiroli non Redsox.
    Confermo che la maggioranza delle 7 non era d’accordo al ripescaggio del Paternò. Qualcuna avrebbe addirittura rinunciato se fosse stato inserito il Paternò. Per quanto riguarda le regole sul campo illuminato inserite dalla fibs, bastava una deroga…………come per il doppio incontro il sabato.
    Una trasferta da 6.000 euri non è piacevole

  24. max 7 gennaio 2018 at 17:36 -

    se le società non vogliono giocatori comunitari perchè li comprano viene imposto dalla Federazione?

  25. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 7 gennaio 2018 at 18:01 -

    Sig. Mario,

    fino a questo momento mi sono occupato solo dell’impostazione del massimo campionato e della necessità di allargarlo.

    Quanto alle disposizioni sui “comunitari” non mi sono pronunciato e non lo farò fino a quando non sarò perfettamente a conoscenza delle normative.

    Quindi parlo solo dell’impostazione del campionato.

    A seguito della diramazione da parte della FIBS del nuovo impianto messo a punto dalla squadra di lavoro voluta da Marcon, mi consta che un numero sufficiente di società di A Federale erano propense a dare la loro adesione.
    La situazione si è ribaltata a seguito del “proclama” delle ex IBl che si erano rifiutate di partecipare alla seduta congiunta A Federale-IBL fissata dalla FIBS.
    Dopo una dura reazione, Marcon ha accettato l’incontro con le sole società di IBL: ne è uscito un altro “proclama” nel quale sono stati riaffermati quasi tutti i punti chiesti da IBL tra cui, se non erro, l’obbligatorietà delle luci.
    E’ evidente un cedimento da parte di Marcon a causa del quale molte società di A Federale sono state tagliate fuori.
    Inoltre, dopo questo cedimento poco incoraggiante per le società di A Federale alle quali forse in gran parte si deve la nomina di Marcon alla presidenza federale, ad esse è stato chiedo di dare l’adesione ad un campionato la cui impostazione sarebbe stata stabilita solo in base al numero di adesioni arrivate.
    Lei capisce bene che una cosa è partecipare ad un campionato a girone unico a 8 o 10 squadre (che necessita di un sostanzioso rinforzo del roster per evitare un calvario umiliante per tutta la stagione) piuttosto che ad un campionato di 12 squadre divise in due gironi con fase di qualificazione, che comporta un minore rimaneggiamento del roster.

    Se questa ricostruzione dei fatti è sbagliata, sarò grato a chi mi fornirà quella esatta.

    Le società di A Federale hanno dimostrato, a mio avviso, una encomiabile prudenza. Probabilmente se fossero organizzate e interlacciate come lo sono le ex di IBL, cosa più facile per queste ultime che sono (erano) solo 8, la risposta sarebbe stata diversa. Ma resta sempre l’ostacolo assurdo delle luci: non so che questo grosso paletto sia stato imposto da Marcon, ma credo di no.

    Dopo di che, come ho scritto in un articolo, non addebito nulla alle ex IBL perché non sta a loro decidere: si può essere d’accordo o no con loro, ma la responsabilità è della dirigenza federale perché così è stabilito dallo Statuto.

  26. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 7 gennaio 2018 at 18:54 -

    Rispondendo sempre al Sig. Mario, voglio precisare, quanto al ripristino di “promozioni/retrocessioni”, che fin da quando nel gennaio dello sorso anno Marcon ne ha parlato prevedendo un campionato di 10 compagini, ho affermato che quel ripristino non era concretamente attuabile né lo sarà finché non sarà attenuato lo stacco di livello tecnico tra le due prime serie.
    I fatti, e Lei li ha giustamente rilevati nel suo intervento, mi hanno dato ragione.
    L’unica possibilità di attenuare quel salto è INGLOBARLO nella prima serie allargandola almeno fino a 18 squadre. Come? Non certo sacrificando l’intero campionato, ma introducendo la fase di “qualificazione” attraverso la quale enucleare le squadre più forti: queste gareggeranno per il resto della stagione per la conquista del titolo, le altre per la Coppa Italia e per la permanenza in prima serie.
    Ho pensato ad un campionato a 18 perché questo numero rende possibile la formazione di 3 gironi da sei, numero particolarmente indicato – nel momento attuale – a rappresentare il clou del baseball italiano che oggi non ha più di 5/6 squadre di livello TOP.
    Ovviamente, nella seconda fase oltre al girone Top se ne formano altri due di livello inferiore: quello più basso è assai simile al livello del campionato cadetto e quindi sparirebbe quel gap tecnico che finora non solo ha ostacolato le promozioni, ma ha provocato danni irreparabili a molti club che hanno voluto scavalcarlo.

    Con l’allargamento di quella portata si esce dalla zona troppo ristretta in cui viene giocato l’unico campionato in qualche modo seguito dai “media” nazionali. Si accresce la possibilità di agganciare nuovi sponsor (e quindi nuove risorse per il baseball) e si ottiene maggiore attenzione dalle autorità locali (dalle quali dipendiamo per le strutture sportive) …
    Ma vi sono anche tanti altri vantaggi alcuni dei quali ho ricordato in altro commento ed in vari articoli, anche a favore delle ex IBL.

  27. Gianni gravina 7 gennaio 2018 at 20:52 -

    Quindi nel campionato 2018 ci ritroveremo di nuovo un campionato nazionale con sole 8 squadre!?
    Delle 20 regioni che formano l’Italia abbiamo rappresentanti di sole 4 regioni? Un campionato composto solo da squadre del nord-centro Italia può’ assegnare un titolo nazionale?
    Campione d’ Italia? Direi del nord-centro Italia magari!

    Speravo in un cambiamento in questo 2018 invece…siamo punto e daccapo!

    Serve coinvolgere la gente! Dobbiamo almeno provarci cosa abbiamo da perdere? Non sarebbe possibile coinvolgere maggiormente Rai sport nella trasmissione delle partite? Andrebbe bene anche una sola partita in diretta alla settimana ma trasmessa sin dall’inizio del campionato senza aspettare i play-off estivi magari accompagnata durante la settimana ad esempio il lunedì dopo la giornata di campionato da un piccolo notiziario.

    Comunque capisco anche il punto di vista redsox e Giulio ma bisogna cambiare necessariamente qualcosa!

    • RedSox 8 gennaio 2018 at 01:21 -

      È sempre stato così. Uniche eccezioni al Sud sono state Caserta (che disputò 10 campionati nella massima serie, il primo nel 1990 e l’ultimo nel 2001) e Paternò con 4 (2002-04-05-10).
      Un fenomeno a sé fu Ustica, isoletta di 1400 abitanti a nord di Palermo, che negli anni ’80-’90 arrivò ad avere una squadra di baseball in A2 e una di softball in A1. Per quasi una ventina di anni il baseball fu l’unico sport praticato a Ustica, giocato o seguito da tutti gli abitanti.
      Vi si disputò annualmente a settembre, per 15 anni consecutivi, il Trofeo internazionale delle Isole, l’ultimo nel 1996. Consiglio a tutti il bel documentario in DVD e Blu-Ray pubblicato da Riccio Blu intitolato “Ustica – Gli anni del diamante”. Dalla pubblicità non ci guadagno nulla.

  28. jhon 7 gennaio 2018 at 21:16 -

    L’unica squadra che avrebbe fatto il campionato a 12 in ibl sarebbe stato il Ronchi ma prima bisogna arrivarci a 12 sig. Cardea.
    nessuna delle squadre in A federale, eccetto Nettuno Accademy e Paterno (che non ne hanno i requisiti) hanno fatto richiesta.
    La fibs vuole campo illuminato, pendenze economiche verso la fibs risolte e due anni di deroga per chi sale per poter giocare doppio incontro il sabato.
    nessuno delle 22 squadre di A federale ha richiesto la ibl con queste condizioni,eccetto Nettuno Accademy e Paterno.

  29. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 7 gennaio 2018 at 23:53 -

    Si, caro Signor Gravina, la Befana ha portato carbone al baseball italiano che, invece, merita di più.

    Quanto al capire il punto di vista di RedSox … francamente per quanto mi sforzi non ci riesco. Anche perché alla puntualizzazione di RedSox che induce a pensare che i massimi campionati europei hanno un numero ridotto di squadre e quindi noi saremmo una eccezione, ho obiettato che a lui, cosi informato sul baseball del mondo intero, è stranamente sfuggito che IL MASSIMO CAMPIONATO della GERMANIA è COMPOSTO DA BEN 15 SQUADRE! divise in due gironi: Divisione Nord con 7 squadre e Divisione Sud con 8.
    Per inciso, sembra che la Germania sia in gran recupero!

    Non Le sembra una dimenticanza sospetta?

    Quindi io con Lei mi auguro che ci si provi a fare qualcosa invece di restare imbalsamati, anche perché non abbiamo nulla da perdere e tutto da guadagnare. Proprio come sta succedendo in Germania!

  30. Mah 8 gennaio 2018 at 05:35 -

    Con tutti i soldi che le società di IBL (il cambio di nome sta solo nella forma e non nella sostanza) stanno spendendo per acquisire giocatori stranieri e soprattutto comunitari (che oltre al loro rimborso e spese di tesseramento necessitano si voli aerei, appartamento etc etc) sarei ostupito che proprio loro si sarebbero opposte al ripescaggio di Paternò (anche perché proprio per gli orari dei voli in questo caso il discorso illuminazione potrebbe essere relativo). Questi movimenti di mercato evidenziano la differenza abissale tra società di IBL e A Federale (per me per quest’ultime non è stata prudenza ma istinto di sopravvivenza).

  31. Il rosso 8 gennaio 2018 at 08:17 -

    I discorsi stanno a zero, mi sembra che ognuno cerchi solo di portare valenza al proprio punto di vista. Solo RedSox ha centrato il punto, cosa che vado ripetendo da mesi, quanti giocatori italiani e quanti tecnici da IBL riusciamo ad esprimere col nostro movimento? Bene, una volta fatto questo conteggio, stabiliremo le squadre che potranno comporre la serie maggiore, allo stato attuale non più di quattro, massimo sei,a parer mio. Perché non ritenere la A federale un ottimo campionato per crescere? Vi sembra così necessario, giocare quattro partite l’anno contro le Big? Allora puntare su le franchigie e sull’Accademia ed essere realisti!

  32. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 8 gennaio 2018 at 08:41 -

    Sig. Jhon, secondo quanto trapelato, ed in alcuni casi anche detto, a seguito della divulgazione della bozza di campionato da parte della Federazione, le adesioni a quell’impianto andavano anche a quanto servissero per un campionato a 12. La situazione si è ribaltata solo dopo la presa di posizione delle ex 8 sorelle di IBL.
    Il vincolo delle luci non può essere stato imposto dalla Fibs, altrimenti ci sarebbe una contraddizione col programma elaborato dalla stessa Fibs che prevedeva di arrivare ad un campionato a 12.
    Francamente alla FIBS può essere addebitata una evidente sottomissione alla volontà delle stesse Società che da oltre un decennio condizionano la politica del movimento, ma non una incoerenza così vistosa!

  33. jhon 8 gennaio 2018 at 08:45 -

    Mah, il comunitario spesso e volentieri costa meno di molti normalissimi
    italiani come ingaggio e costi generali totali.
    il problema non è però il costo in se per se ma è la non tutela dei giocatori italiani, sia pitchers che anche position players.
    con queste regole tra due/tre anni avremmo perso molti italiani e soprattutto daremo molte meno chance ai giovani italiani di provare ad arrivare in pianta stabile nella massima categiria.
    soprattutto queste regole fatte nel quadriennio olimpico proprio non hanno alcun fondamento.
    A livello di costi comunque agli italiani che giocano fuori dalla loro residenza, bisogna dargli comunque un appartamento, un rimborso che spesso è più alto di quello dei comunitari e spesso vi è un prestito da pagare.
    la sostanza quindi tra le due è la stessa, cambia che alleneranno le altre nazionali europee per la qualificazione olimpica.

  34. jhon 8 gennaio 2018 at 08:50 -

    Rosso ha perfettamente ragione ma qualcuno questa realtà non la vede e forse nemmeno la capisce.
    l’introduzione dei comunitari liberi di giicare sempre e comunque e parificati agli Afi ne è la prova.

  35. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 8 gennaio 2018 at 09:05 -

    Sig. Mah, ne è proprio certo che la bocciatura del Paternò non sia attribuibile alle ex 8 sorelle?

    Chi ha voluto, senza possibilità di deroghe, l’obbligo delle luci? Una Federazione che propone un campionato a 12 senza tenere conto della impraticabilità della cosa nonostante vi abbia riflettuto per mesi sul nuovo impianto mandato gambe all’aria dalle ex 8 sorelle?

    Convengo con Lei sul divario che permane abissale tra le due prime serie perché non è andata in porto nemmeno la riforma minima presentata dalla federazione. Pertanto, anche a causa dei requisiti imposti per la partecipazione al massimo campionato, quest’ultimo ha perso solo la denominazione: l’IBL PERMANE TALE E QUALE PERSINO NELL’IMPRATICABILITA’ DELLE PROMOZIONI.
    Ergo, convengo con Lei nella conclusione: il rifiuto delle soc di A Federale di entrare a far parte di quel tritatutto che ora si chiama A1 è solo un sano istinto di conservazione, che è una un modo ancora più forte di dire quello che io ho definito “atteggiamento saggiamente prudente”!

  36. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 8 gennaio 2018 at 10:07 -

    Tre giorni di profonda meditazione … poi “Il rosso” ci dà un nuovo intervento “capolavoro” e come tale ben pochi lo comprendono. Si, perché stento a trovare qualcuno ancora disposto a sostenere l’obbligatorietà delle franchigie!

    Vorrei ricordare al “rosso” che qualcuno un po’ più genio di tutti noi, ha detto che “Non possiamo pretendere che le cose cambino se continuiamo a fare le stesse cose”.

    A chi dare credito: a “il rosso o a Einstein”?

  37. Giulio 8 gennaio 2018 at 10:14 -

    Veramente il quesito su quanti giocatori e tecnici riusciamo ad esprimere lo avrei espresso IO!!!!!!! 🙂

    Rispondo a “Mah”.
    Non devi stupirti di nulla. Anche il campionato di IBL sempre più corto che è andato in scena in questi ultimi anni lo hanno voluto le squadre stesse per contenere i costi. Poi però tutti a prendere giocatori inutili provenienti da ogni parte del mondo. Quindi non c’è nessuna contraddizione.
    Poi sai……..spendere i soldi per cercare di vincere è un discorso, spenderli per andare a Paternò e fare un favore alla Fibs un altro.

  38. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 8 gennaio 2018 at 11:23 -

    Favore alla FIBS? Quale? In cambio di che?

    Il favore, semmai, è a tutto il movimento, perché se si intraprende finalmente il cammino di espansione del baseball su tutto il territorio, a giovarsene è il movimento.

    Purtroppo l’Italia è lunga, stretta e montuosa. Cosa facciamo: limitiamo il baseball all’Italia centro settentrionale e così i soldi risparmiati nelle trasferte, vengono buttati oltre oceano?

    L’handicap è superabile solo attraverso un fondo che la Fibs dovrebbe costituire per soccorrere di anno in anno le società logisticamente sfavorite.

    Non si tratta di una pseudo Cassa del Mezzogiorno del baseball, ma di un provvedimento assolutamente necessario al fine di dare a tutte le squadre d’Italia che fanno progressi tecnici, le stesse opportunità di quelle che ora sono impegnate in campionati dalle trasferte non più lunghe di qualche centinaio di chilometri. D’altra parte FIBS vuol dire Federazione ITALIANA e non CENTRO/NORDITALIANA.

    Ovviamente del fondo devono fruire anche le società che devono affrontare i Club molto decentrati.

    E’ una priorità che impone sacrifici in altri settori a mio avviso da ridimensionare parecchio.

    Ne aveva parlato Fraccari ma il discorso è svanito nel nulla e si può ben immaginare per volontà di chi. Volontà cui Fraccari non ha mai osato opporsi lasciando cadere anche altre sue idee giuste quali l’abbandono della “scorciatoia” degli stranieri e l’allargamento del massimo campionato.

    La nuova dirigenza federale deve prendere atto di quanto sopra e agire di conseguenza e in coerenza al ChangeUp proclamato in campagna elettorale.

  39. Mah 8 gennaio 2018 at 12:04 -

    Io invece per questa questione specifica almeno il beneficio del dubbio lo mantengo perché oltre al puro e mero fatto logistico (il fatto di giocare in diurna piuttosto che di sera è innegabilmente più vantaggioso perché nessuna società, IBL compresa, non prende certo un hotel per 25 persone per starci solo 3 ore circa prima di poter prendere un volo) ci sarebbe da considerare anche l’esigenza (penso più della FIBS e non certo delle società) di tornare a valorizzare (ovviamente in notturna) l’impianto di Messina. Ma Paternò, avendo il sacrosanto diritto di giocare sul proprio impianto, forse è stato penalizzato in fase di ripescaggio proprio per questo motivo.

  40. Ongina 8 gennaio 2018 at 15:04 -

    Buon pomeriggio signor Cardea, Le auguro Buon Anno ed ho un quesito da sottoporLe.
    Sono andato sul sito FIBS e alla homepage ho cliccato su “Verso la stagione 2018”
    Qui ho cliccato su “Norme comuni sul tesseramento atleti 2018”
    Mi si è aperto un documento che già a pagina due in fondo ha un errore, sulla data di emanazione, che è indicata come 19 dicembre 2018 (eravamo ancora nel 2017….)
    Ma soprattutto, a pagina 4 al punto n. 1.3 riporta quanto segue

    1.3 – TESSERAMENTO ATLETI CON VISTO

    ………

    1.3 b) Nuovo tesseramento Le Società possono effettuare nuovi tesseramenti di atleti con visto inoltrando la richiesta del visto, unitamente alla dichiarazione di assenso dell’atleta da tesserare (MOD. ATLETA), entro i termini previsti dalla Circolare Attività Agonistica 2018 di categoria. Non verrà inoltrata alcuna richiesta di visto al CONI se priva di tale dichiarazione di assenso. Per essere inserito nell’elenco giocatori di una partita, il tesseramento dell’atleta dovrà essere perfezionato entro le 24 ore precedenti la gara.
    Si richiama l’attenzione delle Società, all’osservanza della normativa in materia di soggiorno degli atleti con visto. In proposito si rappresenta quanto segue: L’attuale normativa prevede che:
    1) la Società Sportiva è tenuta a formulare una “RICHIESTA DI DICHIARAZIONE NOMINATIVA DI ASSENSO ALLA ATTIVITA’ SPORTIVA DILETTANTISTICA (richiesta di visto) da inviare alla FIBS, (con comunicazione alla Questura competente, che provvederà ad inviare il relativo nulla osta direttamente al C.O.N.I.);

    Ho pensato di avere sbagliato a leggere e invece è proprio così:
    PER I NUOVI STRANIERI DA TESSERARE CON VISTO CONI, TALE VISTO SARA’ PER LAVORO SPORTIVO DILETTANTISTICO E NON LAVORO SPORTIVO SUBORDINATO come fatto sino ad ora.
    Spiego: la FIBS è una federazione sportiva per la pratica dilettantistica e ho già ampiamente spiegato i perchè connessi ai propri limiti statutari e di atto costitutivo. Contraddicendo tale natura propria, la FIBS ha sempre imposto (anche l’anno scorso) alle società di attivare, per l’impiego di atleti stranieri non comunitari, I Visti CONI per lavoro sportivo SUBORDINATO.
    Oggi , invece, dopo aver affermato che il baseball italiano – nel richiamo di normative UE mai chiarite e inapplicabili al pari dei principi della sentenza Bosman – è di tipo PROFESSIONISTICO , introduce l’accesso dei lavoratori stranieri con VISTO SPORTIVO LAVORO DILETTANTISTICO!!!!

    Questa è la conferma che la FIBS era, è e sarà – salvo modifiche statutarie da votarsi in assemblea plenaria – una federazione sportiva dilettantistica e il baseball viene svolto come lavoro dilettantistico e NON professionstico.
    E allora da cosa sono determinate le quote del 50% del roster decise dalla attuale FIBS a favore dei lavoratori (anch’essi dilettanti e non professionisti) stranieri, la non previsione di una gara per il lanciatore italiano e la assoluta liberalizzazione del lineup che può essere redatto senza mettere in campo nemmeno un giocatore Italiano o AFI che dir si voglia?
    Principio che vale per tutte le categorie, non risultando deliberato nulla di diverso.
    Questi sono i veri problemi cui si troverà di fronte il baseball italiano e i giocatori di baseball italiani: il loro azzeramento come giocatori individuali! Non quelli di come deve chiamarsi il massimo campionato o quante squadre partecipano nel 2018 nel completo fallimento del sistema delle promozioni,
    La ringrazio se vorrà – nell’interesse di tutti i lettori e gli sportivi praticanti e non – rendere un adeguato servizio di informazione/formazione attivandosi presso gli Uffici Federali competenti per chiarire il perchè queste contraddizioni della FIBS relative al tesseramento con visto dilettantistico e quali sono le norme comunitarie che in assenza di professionismo, autorizzano le decisioni sopra richiamate in merito a numero e modalità di tesseramento degli stranieri e roster a discapito dei giocatori AFI o ex ASI.
    Le Società della ex IBL ora A1 erano contrarie all’iniziativa intrapresa dalla FIBS come leggibile nel verbale della riunione del 10 ottobre 2017 http://keyst1.ch/2017/11/18/il-verbale-della-riunione-tra-fibs-e-societa-preoccupazione-per-i-giocatori-italiani/
    Queste cose bisogna proprio chiederle alla FIBS.

    Ancora ringraziando, Le invio le più vive cordialità e i migliori auspici sportivi per il 2018.

  41. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 8 gennaio 2018 at 16:56 -

    A Messina si sta impegnando in modo esemplare Nino Micali che, insieme a Antonio Consiglio, ha grossi progetti sul baseball siciliano. Accettare il Paternò in prima serie avrebbe aiutato parecchio gli immensi sforzi dei citati grandi personaggi.

    Di conseguenza è stato un grosso errore strategico aver chiuso le porte in faccia alla società siciliana. E pensare che poche settimane fa Marcon in Sicilia aveva indicato quella terra come la prossima Florida d’Italia!

    La bocciatura forse (spero) potrebbe essere dipesa dal fatto che non si è trovata un’altra squadra disponibile per arrivare a 10 ed evitare un nuovo campionato zoppo. In tal caso la mancanza delle luci e il non aver accordato nemmeno la proroga di uno o due anni, potrebbe essere stato solo un pretesto. Ma sono sicuro che sarà pesato il parere negativo di più di una squadra tra quelle ormai confermate nel massimo campionato. Se fosse così, resta confermato il vecchio andazzo al quale non reagisce nemmeno la nuova dirigenza federale: risparmiare sulle trasferte per poter gettare più soldi oltre oceano o comunque per ingaggi esterni (extra proprio vivaio)! A danno dei vivai locali.

  42. jhon 8 gennaio 2018 at 19:42 -

    La differenza per una società di andare o no a Paternò sono al massimo 5000 euro e questo se Paternò è la 9 o 10 squadra ma se Paternò sarebbe la 8 squadra il costo sarebbe ancora meno perché andrebbe a sostituire una trasferta che comunque un’altra società farebbe, meno costosa ma la farebbe comunque.

    voi pansate veramente che squadre di ibl che nel loro budget spendono 250/350/500 mila euro avrebbero problemi per una trasferta a Paternò. ..ma di cosa parlate..è la fibs che vuole campi illuminati in ibl, a mio avviso giustamente in questo caso perché se non fosse così, qualsiasi squadra che non ha la luce chiederebbe il ripescaggio volendo giocare due gare nello stesso giorno di domenica.
    non sarebbe un problema ma questa categoria già esiste e si chiama A federale, quante bisogna farne di categorie simili..? A cosa porterebbe questo, quali vantaggi avrebbe il movimento.?
    nessuno dice che Paternò non ci debba stare ma deve vincere la A federale come qualsiasi altra squadra che non abbia le luci.
    ricordo che la fibs ha dato deroga per due anni alle neo promosse per giocare due gare nello stesso giorno del sabato sia in casa che in trasferta, cosa è cambiato..? NULLA nessuna squadra che ha vinto la A federale è salita.

  43. jhon 8 gennaio 2018 at 19:48 -

    Tanto meno le altre che non hanno vinto hanno fatto richiesta, a parte Nettuno Accademy e Paternò. Sarebbe comunque una ibl a 9 squadre.
    non mi sembra che ci sia la fila a salire in ibl

  44. jhon 8 gennaio 2018 at 19:51 -

    La fila ci sarebbe se vengono approvate tutte le condizioni che sono in atto in A federale ma, ripeto, quel campionato con quella categoria, con quelle regole, già esiste ed a oggi è formato da 22 società (si chiama A federale) forse ne saranno ancora meno perché sembra che ci siano defezioni o rinunce alla categoria A2

  45. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 9 gennaio 2018 at 08:35 -

    Tutte, ma proprio tutte, le obiezioni di Jhon trovano risposta in quello che ho già detto e ripetuto nei precedenti commenti ed in recenti miei articoli.

  46. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 9 gennaio 2018 at 09:15 -

    Buongiorno Sig. Ongina,

    Lei solleva un problema interessantissimo che, però, esula dall’argomento oggetto di scambio di riflessioni innescato dalla recentissima decisione federale di … non cambiare nulla quanto alla impostazione del massimo campionato.

    Avevo letto anche un altro Suo interessantissimo intervento in ordine alla non semplice “querelle” su normative UE, sentenza Bosman, visti sportivi per lavoratori dilettantistici … e indubbiamente nelle varie interpretazioni emergono contraddizioni di non poco conto.

    In questo campo mettono il becco molte persone che non hanno le necessarie competenze.

    Per la stessa ragione mi astengo dall’intervenire, ma sono attento alle Sue osservazioni perché, se non ricordo male, in altra occasione Lei ha scritto di avere una specifica competenza in materia di diritto sportivo per via della Sua professione.

    Sempre per la stessa ragione, mentre La ringrazio per ritenermi all’altezza di poter approfondire con la Federazione le contraddizioni da Lei evidenziate, sarebbe opportuno che di questo se ne interessasse direttamente Lei: sono certo che la stessa dirigenza federale gliene sarebbe grata. Con beneficio di tutti.

    La ringrazio per gli auguri che ricambio in tutta cordialità.

  47. Giulio 9 gennaio 2018 at 11:09 -

    Per Jhon. La trasferta di Paternò costa se va molto bene 5.000. Se ti va male (luglio/agosto) potrebbe costarne anche 10.000 (portare a Catania minimo 30 persone in estate, con vincoli di orari e giorni, con una notte in hotel, noleggiando comunque pullman da e per l’aeroporto, da e per il campo, ti costa quasi come il resto delle trasferte).
    Ti posso assicurare (fonti certe) che qualcuno ha espresso il suo parere contrario (più di una). E qualcun’altra, già probabilmente molto al limite, avrebbe potuto rinunciare.
    Questo è il vero motivo per cui il Paternò non fara la serie A1.
    Il resto sono tutte “palle”. Anche il numero delle squadre zoppo. Perchè se leggete bene quello che dice Marcon……potrebbe essere comunque zoppo.

  48. Giulio 9 gennaio 2018 at 11:11 -

    Per quanto riguarda invece il discorso stranieri/comunitari…………….c’è gente (sempre più vicina alla federazione), che fa un pò di business/sfruttamento. Pobabilmente sarebbe il caso di guardarci dentro.

  49. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 9 gennaio 2018 at 18:04 -

    Per quanto riguarda Paternò sono anch’io convinto che il mancato accoglimento della sua adesione dipenda dalla opposizione di qualcuno, o più di qualcuno! La mancanza delle luci (si poteva o no concedere una proroga?) giustifica la decisione; ma, dato quanto assicura Giulio (e non ho motivo di dubitarne), sarebbe bello conoscere i nomi di chi non desiderava una simile costosa trasferta: sarebbe bello vedere come è composto il suo roster per sapere se viene usata la stessa … coerenza quando si tratta di gettare i soldi oltre oceano!

    Ovviamente l’invito non è rivolto a Giulio il cui riserbo è giusto: questo è compito della dirigenza federale che della trasparenza ne ha fatto un cavallo di battaglia.

    Non è una semplice curiosità, ma qualcosa di necessario perché sono convinto che molte società non si esporrebbero se sapessero che venisse pubblicato non solo l’esito delle decisioni, ma anche un resoconto del dibattito e dei pareri espressi al riguardo dalle società.

    Su stranieri/comunitari è più complicato pronunciarsi senza correre il rischio di prendere qualche cantonata … Tuttavia credo che in Italia si prendano troppo rigidamente sul serio (in tutti i campi) le normative europee a differenza di altri e anche importanti Paesi.

    Credo, ma chiedo ad Ongina un suo parere, che si possa arginare in qualche modo quella che sembra un’assoluta possibilità di fare tutto quello che si vuole.

  50. jhon 9 gennaio 2018 at 21:26 -

    Giulio lei pensa seriamente che le società di ibl non accettino Paternò in A1 per via della trasferta (che sia di 5000 o 10000 a luglio e agosto) su un budget medio di 250/300 mila,alcune spendono di più…lei pensa veramente ciò. ..non crede invece che sia stato per il campo illuninato.?
    certo poi che se invece si inverte il discorso e cioè, se andiamo a guardare perché le squadre di A2 non salgono in A1 sempre e solamente perché il loro budget non lo permette, in quanto trasferte troppo costose, giocatori stranieri da prendere, stipendi da pagare in più per gli italiani e per i comunitari, tutto deve essere capito ed accettato dalle squadre già aventi diritto alla A1 e tutto sempre deve essere ridimensionato verso il basso per fare salire, FORSE, le squadre di A2…le ricordo che nessuna delle squadre che hanno vinto in A2 è salita e nessuna aventi diritto lo ha richiesto…ma lei come tanti altri(compresa la fibs) fate finta di niente, anzi accusate le 6/7/8 società di Ibl nel boicottaggio e nello ostacolare la loro ascesa.
    La fibs ha dato due anni di proroga per giocare doppio incontro il sabato alle neo promosse, si è ridimensionato il campionato da due anni,a due gare settimanali…cosa si dovrebbe fare di più, finanziare da parte delle 6/7/8 squadre di A1 quelle che salgono.?
    Non pensa invece che più del 90% delle società di A2 gli va bene giocare in quella categoria e che al 90% e più delle 8 società di A1 interessa giocare nella massima serie.?
    Le ripeto che per far salire le squadre in A1 bisognerebbe fare lo stesso campionato della A2 con le stesse regole…ma già esiste sto campionato, cosa porterebbe ciò al movimento.?
    Per me niente, anzi un indebolimento ulteriore del movimento e dei giocatori, che è la peima cosa da guardare per avere un livello decente, per far crescere i nostri giocatori, per provare ad avere una Nazionale che possa competere per la qualificazione olimpica.
    invece perché nessuno parla del massiccio arrivo dei comunitari parificati in campo agli Italiani..? Non pensa sig.Giulio che questo sia molto più dramnatico per il movimento, soprattutto nel quadriennio olimpico.? Questo è stato voluto esclusivamente dalla fibs con parere contrario unanime dalle squadre di A1, aspettiamo ora il giudizio delle squadre di A2 su questa bella novità.

  51. jhon 9 gennaio 2018 at 21:39 -

    Il sig.Cardea invece crede sempre alle favole, crede a Giulio sul costo della trasferta proibitiva di Paternò per le 8 squadre di A1(come potete pensare una cosa così lo sanno solo loro) ma non crede invece che le squadre di A2 vogliono fare quella categoria e non frega un cavolo a nessuno salire senza avere una copertura ben adeguata per affrontare la A1.
    L’unica differenza che vi è tra A1 e A2 sono i visti subordinati sport. ..e a volte nemmeno ciò, in quanto squadre di A2 hanno un visto e 3/4 giocatori provenienti da oltre oceano e a volte anche di piu. FORSE IN REALTA’ VOGLIONO RIMANERE IN QUELLA CATEGORIA.?

  52. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 10 gennaio 2018 at 08:20 -

    Sulla insofferenza da parte delle ex di IBL circa la partecipazione al massimo campionato da parte di società molto decentrate ci sono già state in passato conferme anche più autorevoli di Giulio (sulle cui affermazioni, ripeto, non ho motivo di dubitare) perché fatte, o meglio, scritte da un personaggio federale e quindi più al corrente di Giulio (se non è anche lui federale) e del sottoscritto.

    Quanto poi alla mancata adesione delle Società di A Federale al massimo campionato è bene che Lei, Sig. Jhon, faccia un piccolo sforzo mentale per capire che l’impianto proposto dalla Federazione è ben diverso da una riedizione in prima serie di un campionato già esistente come A Federale. Ma sono certo che Lei, come sicuramente tutti (altrimenti non hanno letto la proposta federale), lo abbia ben capito: e allora deve spiegare a chi crede di voler confondere le idee con questa sua fuorviante versione.

    Inoltre Lei si contraddice quando afferma che le soc. di A Fed. non vogliono salire in prima serie perché dovrebbero irrobustire il roster e poi afferma che alcune di loro “… hanno un visto e 3/4 giocatori provenienti da oltre oceano e a volte anche di più.” Per quale motivo quelle società hanno fatto quelle spese se non nella speranza che cambi qualcosa in prima serie in modo che sia possibile accedervi sia pure con quei rinforzi che non comportano un completo sacrificio dei loro roster? Per la conquista di un titolo che non ha nessun valore? Nessun valore ai fini della promozione, nonostante il loro ripristino, se nulla cambia in prima serie? nessun valore per la partecipazione alle coppe europee per Club …

    Insomma, per Lei i dirigenti delle soc. di A Federale si accontentano del puro niente, pur spendendo cifre (probabilmente in molti casi in gran parte di tasca loro) certamente non inferiori a diverse decine di migliaia di euro! Passione? certo, anzi, sicurissimamente: ma non disgiunta da una sana ambizione di accedere PER MERITO al massimo campionato. Né più né meno come il più che naturale desiderio di accedere al massimo campionato da parte dei giocatori, perché quella è la meta più che naturale di qualsiasi atleta che pratichi uno sport agonisticamente, anche senza illusorie mire professionistiche.

    Quello che Lei pensa dei dirigenti delle Società di A Federale getta su di loro un’offensiva idea di incoerenza e mediocrità, mentre io plaudo al loro senso di responsabilità nel non azzardare un passo che comporterebbe un eccessivo sacrificio dei giocatori finché l’impianto del massimo campionato sarà quello attuale.

  53. jhon 10 gennaio 2018 at 09:33 -

    Vede sig.Cardea che lei mistifica ciò che dico, non so quale motivo ci sia perché le società di A2 non vogliono salire ma sicuramente la ormai ex Ibl ha cercato negli ultimi anni, sia con la gestione Fraccari che con la gestione Marcon di avvicinare le due serie e provare a far salire altre compagini, abbassando di molto i costi (due gare e non più tre, due gare nello stesso giorno per due anni per le neo entrate, due arbitri invece che 3, con conseguente abbassamento delle tasse gara) in sostanza un risparmio reale di 30/40 mila euro…l’unica cosa che vi è di differenza sono il numero dei visti ma come le ho ben spiegato ci sono squadre in A2 che oltre allo straniero vistato hanno altri 4/5 comunitari/oriundi/stranieri residenti/asi provenienti da altre realtà anche estere che costano alla fine come i 4 stranieri con visto che sono nella ex ibl.
    Lo domandi ai presidenti di A2 perché non provano a fare il salto e poi lo spieghi a questa fibs e anche ai presidenti di A1…forse per loro è meglio giocare in quella categoria, fare il loro campionato dignitoso, nin giocare ad agosto e andarsene tranquillamente in ferie,compresi i giocatori.
    Forse c’è anche il fatto che giocare in A2 ancora costa meno rispetto alla A1 di tasse gare, di iscrizione, di tesseramento giocatori, di costo di mazze e palline (spero che lei sappia le regole che ci sono in A2 rispetto alla A1) ma tutto questo però lo deve chiedere alla fibs e non alle 6/7/8 società di A1.Sig. Cardea si informi bene prima di scrivere e soprattutto provi a capire anche la storiella dei comunitari che questa fibs ha voluto e che porterà divario ancora più enorme tra chi ha due soldi e chi ne ha un pi meno, oltre al fatto che farà scomparire i pitchers italiani, i position player e molti ma molti giovani che potevano affacciarsi in A1…provi a capire ciò e dia una sua opinione.
    Questo lo ha voluto esclusivamente questa fibs contro la volontà di tutti…le conseguenze le vedrà a breve.
    Le società di A1 e a brevissimo anche quelle di A2 si adegueranno come meglio farà comodo loro approfittando della nuova invenzione di questi qua

  54. jhon 10 gennaio 2018 at 09:44 -

    Questa fibs ha tutela zero nei confronti dei giocatori italiani, questa fibs ha voluto esclusivamente lei, nel quadriennio olimpico, i comunitari parificati agli italiani, con la unica restrizione del 50% del roster italiano.
    Spero che lei capisca la differenza tra roster e line up.
    questa fibs ha voluto i pitchers liberi in entrambe le gare, anche degli stranieri lanciatori,in tutte le categorie sia A1 che A2 che serie B, spero anche qui che lei capisca a cosa si andrà incontro

  55. Giulio 10 gennaio 2018 at 13:14 -

    Ciao Jhon, riguardo al Paternò, io non penso nulla, so per certo quello che ho affermato. E cioè che qualcuno non gradiva quella trasferta per un motivo di costi.

    D’altronde secondo il tuo calcolo nemmeno al Padule giocare su 2 giorni diversi dovrebbe cambiare molto. Invece o così o Serie A2.
    Anche perchè le trasferte di Bologna ma anche il resto dell’Emilia Romagna potrebbero farle andando e tornando senza il pernotto. O invertendo i campi.

  56. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 10 gennaio 2018 at 13:25 -

    Non so cosa io abbia mistificato nel dire che Lei sbaglia a dire che la Fibs voglia una prima serie uguale alla A Federale: le dice niente la fase di “qualificazione”?

    Quanto poi alla discesa di IBL a livello di a Federale rinunciando alla obbligatorietà delle franchigie, ad IBL 2 e infine ai triplici incontri settimanali ,,,, queste sono tutte cose avvenute sotto Fraccari e se Lei crede siano avvenute per magnanimità delle soc. di IBL nei confronti della A Federale, io dico che tutti quei cedimenti “spontanei” di IBL sono avvenuti ad opera e decisione delle stese società di IBL per SALVARE SE STESSE!

    Altro che balle! Dopo i continui affanni di Fraccari alla ricerca, ogni anno, dell’ottava squadra, dopo aver fatto un campionato zoppo …. le soc. di IBL non avevano altra scelta!

    Ciononostante, pur di salvare il “patentino” d’accesso (nel quale figura l’obbligo delle luci, quasi le luci fossero essenziali come il ghiaccio per l’okey sul ghiaccio!) , hanno rischiato un altro campionato zoppo se non fosse intervenuto il Grande Nettuno!

  57. armando 10 gennaio 2018 at 17:58 -

    Avremo quindi il solito mini campionato a 8 (forse 7) che con le soste di una settimana a giugno ( COPPA CAMPIONI) e due a luglio (HARLEM WEEK) finirà a fine agosto.
    Sono un pò deluso dalle squadre di A2 che non hanno approfittato della possibilità di poter affrontare tutte le grandi, ma avranno fatto i loro conti in tasca.
    Aspettiamo il prossimo consiglio federale per avere finalmente i delucidazioni sui campionati che verranno, quest’anno è un’altro anno perso e se per lo scorso questa federazione non poteva fare niente per il prossimo ha commesso l’errore di inserire nella circolare agonistica le 10 squadre che è stato l’appiglio delle “MAGNIFICHE 8” per avere lo stesso campionato quest’anno.
    Magnifiche 8 che poi fra NOVARA che già non c’era più, NETTUNO CITY chissà se ci sarà, PADULE che c’era perché poteva giocare di sabato.
    Penso si andrà in futuro all’allargamento a 12 squadre con possibilità di giocare anche senza illuminazione almeno per un anno, così avremo un campionato Italiano vero.
    Rimango dell’idea che bisognerebbe chiamare le categorie col loro vero nome A, B , C, D. Mi fate capire che senso ha una serie A2?

  58. Rossodisera 11 gennaio 2018 at 06:09 -

    Mi dispiace, ma continuo a non capire questa affannosa corsa all’abbassare il livello del nostro baseball di vertice. Il sig. Cardea, continua a sottolineare la fase di qualificazione, una sorta di campionato dove le squadre di seconda fascia, giocheranno una qualche partita contro gli squdroni di prima fascia. Che senso ha? A cosa serve?
    Ribadisco, che il campionato di vertice è specchio dei numeri del movimento. Solo una piccola percentuale dei praticanti, potrà arrivare a livello di massima serie. Dimentichiamoci dell’amenità che vuole che il giocare ad alto livello, porta automaticamente a crescere il giovane fino a farlo diventare un campione!
    Dobbiamo convincerci che con un piccolo movimento, avremo conseguentemente, piccoli numeri di prospetti/talenti, che possono ambire a giocare nella massima serie. Quindi andiamo nella direzione che vuole, il potenziamento dell’accademia federale, e la restrizione delle squadre in massima serie a massimo sei.
    Obbligatorietà di franchigia, in maniera tale che ogni società di massima serie, abbia una o più squadre affiliate in A2, B e C con relativi settori giovanili e con la possibilità di salire o scendere da una serie all’altra sempre aperta. Questa è l’unica via. Ripeto, Nazionale e Accademia al centro di tutto!