Straordinaria Final Four in questo week end al “Gianni Falchi”. A contendersi il primo Trofeo della stagione 2018 i quattro Club più vincenti della storia del baseball italiano. Parma, Nettuno, Bologna e Rimini mettono insieme 50 scudetti, 27 Coppe dei Campioni e 25 Coppe Italia 

Pubblicato il Apr 13 2018 - 6:13pm by Maurizio Roveri
Ripensata, riveduta, rivalutata, rilanciata. Recuperata nella sua dignità. E proposta finalmente in una dimensione più giusta, più corretta, più stimolante, più interessante. E’ la Coppa Italia. Manifestazione che la FIBS del Presidente Andrea Marcon ha voluto in questo 2018 riqualificare. Togliendola dall’angolo degli afflitti e da una collocazione infelice, quando la stagione del baseball era già ai titoli di coda. Era sbagliato il periodo, era sbagliato il concetto, era sbagliata la formula. Fino all’anno scorso partecipavano alla Coppa Italia le “deluse”, le squadre che non erano riuscite ad entrare nei playoff e le squadre sconfitte nella corsa allo scudetto, mentre era assurdamente negata al Club che aveva appena conquistato il titolo di Campione d’Italia.
Posizionata lì, in fondo a tutto, anonimamente ai margini, arrivando dopo i fuochi d’artificio delle “Italian Series”, la Coppa Italia aveva assunto il mesto aspetto di un torneo di… consolazione. E’ vero che da tempo, per cercare di darle un po’ di credibilità, le avevano conferito un significato che era – in realtà – fuori luogo, inopportuno, in quel contesto. Cioè: chi si aggiudicava la Coppa Italia, aveva il diritto di partecipare alla Coppa dei Campioni della stagione successiva. Una evidente anomalìa che il baseball italiano si portava dietro da anni. Anomalìa che – meno male – quest’anno è stata cancellata.
La nuova Coppa Italia si veste di luce propria. E non vivrà più di luce riflessa. Va ad aprire fieramente la stagione. La presenta. Come un avvincente trailer di un importante film in uscita.
Da ultima manifestazione in programma sui diamanti della massima serie, seguita – il più delle volte – con scarso interesse, la Coppa Italia compiendo un balzo in avanti di quasi sei mesi è stata portata all’inizio della stagione. Ad aprire le danze, a dare il via appassionantemente alle prime grandi sfide, ad introdurre dunque un campionato che si annuncia decisamente competitivo e combattuto. Già il vibrante derby fra i Pirati di Rimini e il San Marino della settimana scorsa, nella prima fase della competizione, ha acceso passioni e spettacolo: due gare da punteggi stretti, sul filo dell’equilibrio, i Titani capaci di confezionare più battute valide ma sono stati i campioni d’Italia riminesi a vincere entrambe le partite proponendo un solido monte di lancio e una difesa senza errori. 
Collocata lì, ad inizio stagione, la Coppa Italia assume una precisa identità. E lo spessore da Trofeo vero. Poco importa se non darà più il diritto ad un posto in Coppacampioni, non ha più bisogno – ora – di questo “aiuto” per avere capacità di attrazione. Saggiamente, la Federazione ha spostato questo diritto sulla regular season del campionato: per valorizzare la prima fase, per renderla più stimolante (chi si classificherà al primo posto nella regular season avrà un posto per la Champions Cup dell’anno successivo, come ovviamente chi – alla fine – vincerà il titolo di campione d’Italia).
La Final Four che andrà in scena sul diamante bolognese del Gianni Falchi comincia alla grande la sua avventura. 
Il cast è straordinario. Con interpreti i Club più prestigiosi, più vincenti della storia di questo sport in Italia. Parma, Nettuno, Bologna, Rimini. Il fuoco della passione, l’orgoglio della tradizione. Una settantina d’anni di racconti e di emozioni sui diamanti.
Pensate: saranno complessivamente in campo, in questo fine settimana di grande baseball al “Falchi” bolognese, qualcosa come… 50 scudetti, 27 Coppe dei Campioni, 25 Coppe Italia! E altri trofei… C’è insomma, in questa Final Four, la Storia del nostro “batti e corri”.
Quattro grandi Club. Tutti con le “stelle” sulle loro casacche. 
Cominciamo dalla Leggenda. Nettuno. La città del baseball. Dove tutto è nato. Dove tutto è cominciato. Dove il baseball è religione, è una fede profonda, è una missione. Nettuno città unica e speciale, dove è il baseball e non il calcio lo sport più popolare, più praticato, quello che accende fierezza negli occhi della gente e anche discussioni vivaci. Nettuno, dove il baseball è passione, pressione, intensità, concorrenza, rivalità, polemica. Ma soprattutto una grande scuola di sport. Una fabbrica di talenti. Era così ieri, e ieri l’altro, e prim’ancora… fin dall’immediato dopoguerra. Ed è così oggi. I bambini giocano a baseball. E dai campetti dei settori giovanili crescono giocatori su giocatori. Talenti, campioni, ce ne sono tanti che – ad un certo punto – Nettuno diventa perfino stretta per loro e vanno a cercare ingaggi in altre parti, girando l’Italia. La Fortitudo Bologna, ad esempio, ha felicemente avuto per quattro stagioni indimenticabili, piene di successi e di emozioni, un personaggio che si è fatto apprezzare e amare, Paolino Ambrosino. Il quale nei mesi scorsi è tornato a casa, nella sua Nettuno. Il popolo di fede fortitudina lo rivedrà domani e domenica con piacere, con gioia e anche con nostalgia, e lo riabbraccerà con un calorosissimo applauso. Tornerà ad essere, per i bolognesi, un avversario duro e difficile. Ma sempre un amico. Contemporaneamente, però, Bologna aprirà le braccia ad un altro nettunese, il nettunese più popolare degli ultimi quindici anni, Peppe Mazzanti, il battitore che per tante stagioni è stato un “sogno proibito” della Fortitudo Baseball e che in questa Coppa Italia debutta da trentacinquenne con la casacca di Bologna.

Scott Richmond

IL NETTUNO, RICHMOND E I TALENTI ITALIANI – Ha ripreso il suo nome originale, il Città di Nettuno. Si ripresenterà come Nettuno B.C. 1945, il mitico Club dei 17 scudetti (il primissimo porta la data del 1951) e di 6 Coppe dei Campioni, 3 Coppe Ceb e 4 Coppe Italia. Il Presidente Fortini e i suoi collaboratori hanno lavorato duro quest’inverno, con ammirevole costanza e una determinazione enorme. Per costruire una squadra di alta qualità. Ci sono riusciti. Nettuno in questa Final Four di Coppa Italia presenta un ex-Majorleaguer, Scott Richmond, pitcher canadese espertissimo, un veterano di grande classe e di tante battaglie, protagonista in MLB nel 2008 e 2009 cn la casacca dei Toronto Blue Jays. E anche cinque stagioni in Triplo, e poi la CPBL, la Chinese Professional Baseball League, dove ha ancora dominato dalla collinetta portando la sua squadra a vincere il titolo nel 2016. Scott Richmond, con la casacca della Nazionale del suo Paese, il Canada, ha anche preso parte a 3 edizioni del World Baseball Classic. Inoltre ha vinto 2 medaglie d’Oro ai Giochi Panamericani. E’ la superstar del nuovo Nettuno Baseball Club.

Non soltanto Richmond. La squadra di manager Guglielmo Trinci presenta altri “pezzi grossi” come Marcos Frias (lanciatore), Lerys Aguilera (prima base), Richard Castillo (lanciatore che nel derby nettunese dello scorso week end ha confezionato 9 strikeout in 5 inning). E poi loro, gli italiani, i tanti prodotti locali usciti dalla infinita scuola del baseball nettunese. Un occhio particolare al talento di ragazzi come Andrea Sellaroli, Leonardo Colagrossi, Mattia Mercuri, Federico Giordani.

I nuovi stranieri del Parma

IL PARMA DI CASANOVA E ANDUJAR – Il Parma Baseball Club 1949 è la Società italiana con più gloria a livello internazionale. Il suo ampio palmarès vanta addirittura più Coppe dei Campioni (ben 13) che scudetti (10, quello della Stella lo vinse nel 2010 sconfiggendo in finale proprio la Fortitudo Bologna). Parma è un’altra città che vive intensamente il baseball. Con grande competenza e rispetto per lo sport del “batti e corri”. Anche la “scuola” baseballistica della città emiliana ha prodotto giocatori che hanno contribuito a scrivere la storia del baseball in Italia. Un nome su tutti: Giorgio Castelli. Il più grande in assoluto. Il Parma Baseball ha conosciuto periodi d’oro, anni ruggenti. Erano i tempi memorabili della World Vision, della Germal. Parma ha vinto di tutto. Anche Coppe de Mediterraneo, Coppa delle Coppe, Supercoppa Ceb e Coppe Italia, oltre ai tantissimi trionfi europei e ai 10 scudetti. In totale, sono 35 i Trofei che questo Club ha avuto il merito di alzare in alto in tanti momenti esaltanti sul diamante. Trentacinque Trofei, che spingono la città di Parma al primo posto in assoluto ne baseball italiano (Nettuno ne ha vinti 30 di titoli). 

Domani e domenica il Parma Clima di manager Gianguido Poma mostra i suoi pitchers cubani, Erly Casanova e l’interessante prospetto Ulfrido Garcia Andujar, e il catcher Morejon, e i suoi azzurri Stefano Desimoni, Leo Zileri, Sebastiano Poma, nonchè la consistenza e l’affidabilità dell’interbase Mirabal.

Phildrik Llewewllyn

IL GRANDE MONTE DI LANCIO DEI PIRATI DI RIMINI – I Pirati di Rimini, campioni d’Italia in carica, nella loro storia hanno afferrato 13 scudetti. Oltre a 3 Coppe dei Campioni e a 5 Coppe Italia. Il nuovo patron del Club romagnolo, Simone Pillisio, si è lanciato in questa avventura con uno slancio, un’energia e un entusiasmo travolgenti. Lavorando giorno e notte per mantenere il Club dei Pirati ai livelli più alti e per dimostrare d’essere degno del leggendario “Pres”, il grande Cesare “Rino” Zangheri al

Murilo Gouvea

quale sono legati tutti i 21 Trofei conquistati dal baseball riminese sotto la sua presidenza.

Pillisio è stato attivissimo sul mercato. Dodici innesti. Da Logan Duran a Raul Ruiz, i lanciatori partenti, autentiche certezze. Dal prima base Ustariz al fortissimo interbase Angulo, tempestoso battitore (10 fuoricampo e 415 di media battuta  nella regular season 2017 in casacca Novara). Da Levellyn Phildrick a Batista. Da Kelly a Bassani, a Morellini. Poi, i ritorni: quello suggestivo, esaltante per il popolo dei Pirati, di Alex Romero e quelli di Enorbel Marquez e di Cit. Manager Paolo “Ciga” Ceccaroli è alla guida d’una squadra di notevole potenziale.
BOLOGNA, GRANDE ATTESA PER VEDERE IL “BRACCIO” DI JORGE MARTINEZ – La Società di casa, la Fortitudo Bologna, è altrettanto ambiziosa. Competitiva e determinata. Per essere ancora interprete importante sulle scene del campionato, della Coppa dei Campioni, della Coppa Italia. 
Fondata nel 1953, la Fortitudo Baseball nella sua storia ha vinto 10 scudetti, 5 Coppe dei Campioni, 10 Coppe Italia, 1 Supercoppa Italiana. In totale 26 titoli. Ben 16 dei quali, li ha conquistati negli ultimi 17 anni.
E’ il Club, quello di Bologna, che ha vinto di più negli Anni Duemila. A partire dal 2001 ha allungato le mani su 5 scudetti, 7 Coppe Italia, 3 Coppe dei campioni, 1 Supercoppa Italiana. Dimostrazione di grande solidità da parte della Società del presidente Stefano Michelini, del direttore sportivo Christian Mura e dei loro collaboratori.
C’è grande attesa, da parte del pubblico de “Gianni Falchi”, per vedere in azione il “braccio” prestigioso di Jorge Martinez, un asso del baseball cubano, protagonista con i “Cocodrilos” di Matanzas nella “Serie Nacional” di Cuba dal 2003 al 2013 ed entrato nella storia del grnde baseball cubano quando il 26 gennaio 2009 (a soli 25 anni) confezionò la cinquantesima “no hit shotout” della storia della Lega di Cuba. Dal 2013 Jorge Alberto Martinez Roque ha cominciato l’esperienza in diverse Leghe invernali, da quella portoricana a quella dominicana, fino all’approdo in Venezuela dove con la casacca dei Cardenales de Lara è andato fortissimo nelle ultime due stagioni, compagno di squadra di Raul Rivero. Il quale lo ha voluto fortissimamente in Fortitudo.
IL PROGRAMMA
(Stadio “Gianni Falchi” di Bologna)
SABATO 14 aprile: semifinali.
Ore 15,30 Parma Clima contro Nettuno B.C.
ore 20 Fortitudo UnipolSai Bologna contro Rimini
DOMENICA 15 aprile
Ore 15,30 finalissima.
Ingresso: 7 euro al giorno.
WordPress Author Box
Maurizio Roveri

Giornalista professionista, nato il 26 novembre 1949 a Bentivoglio in provincia di Bologna. Ha iniziato la sua brillante carriera giornalistica come redattore di Stadio nel 1974 per passare poco dopo al Corriere dello Sport-Stadio, dove è rimasto fino al gennaio del 2004. E’ iscritto all’Albo dei giornalisti professionisti dal luglio del 1977. Al Corriere dello Sport è stato responsabile del basket e del pugilato nella redazione di Bologna. Capo rubrica per il Corriere dello Sport-Stadio del baseball, sport seguito fin dal 1969 come collaboratore di Stadio. Molte le sue esperienze da inviato a cominciare dai campionati mondiali di baseball del 1972 in Nicaragua, del 1988 in Italia, del 1990 in Canada, del 1998 in Italia, nonché alle Universiadi di Torino del 1970 e ai campionati Europei del 1971, del 1987, del 1989, del 1991, del 1999. Collaboratore del quotidiano “Il Domani di Bologna” per baseball, pugilato, pallavolo dal 2004 al 2007. Creatore del sito internet specializzato sul baseball Doubleplay.it e collaboratore dei siti Baseballitalia.it, Baseball.it e BoxRingWeb.it. Entra con l’inizio del 2012 nel gruppo editoriale di InLiberaUscita, ricoprendo la posizione di opinion leader e di redattore da Bologna. Nel marzo del 2012 è cofondatore del sito specializzato BaseballMania.it di cui oggi è coordinatore giornalistico.

2 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Tobia 13 aprile 2018 at 19:42 -

    Roveri sarebbe bellissimo se fosse lei lo speaker al Falchi in questa final four

  2. Daitarn 13 aprile 2018 at 21:15 -

    Sei tu il poeta, Maurizio, altro che Claudio Sala…. scherzi a parte,grazie per l’ennesima opera d’arte,ti perdono anche di essere virtussino,va mo la’…