Riprende il campionato di A1. Al “Falchi” lo scontro al vertice fra la Fortitudo capolista, e neo-campione d’Europa, e la sua prima inseguitrice: San Marino. Rivero c’è, ma farà il rilievo. Ultima notizia: il ritorno di Perakslis è sicuro

Pubblicato il Giu 14 2019 - 12:08pm by Maurizio Roveri

Alessandro Grimaudo HR

E’ una delle sfide più appassionanti degli ultimi decenni. Bologna e San Marino si sono affrontate con orgoglio, con coraggio, con bella fierezza, con sana rivalità diverse volte in questi primi decenni degli Anni Duemila. Indicando la strada che il baseball italiano avrebbe dovuto (e dovrebbe) percorrere per un deciso cambio di mentalità e per una struttura più professionale. 

Due club competitivi, che hanno spesso prodotto un buon baseball. Interpreti di primo piano. Bologna consecutivamente dal 2001 (18 anni di fila nei playoff del campionato), San Marino dal 2005 quando balzò impetuosamente in alto arrivando a contendere lo scudetto alla Fortitudo Italeri in una delle più appassionanti serie finali. Quella appunto della stagione 2005. La Fortitudo, costretta a rincorrere (in svantaggio 2-3 nella serie), ebbe la forza e la compattezza per il grande colpo di reni vincendo al “Falchi” dentro la sua fortezza gara 6 e gara7 con i punteggi di 9-2 e poi 2-0 in uno spareggio sul filo del rasoio. Lanciatori vincenti Todd Incantalupo e Jesus Matos. Fu un campionato intensissimo, spettacolare, emotivamente coinvolgente. Quel 2005 proponeva 10 squadre, una stagione regolare di 54 partite. Con 3 incontri settimanali per ogni squadra. Playoff a 4 squadre con semifinali al meglio delle sette partite (San Marino-Nettuno 4-2, Bologna-Rimini 4-1). Serie finale con sette vibranti battaglie, vinta dalla Fortitudo nell’ultimo assalto.
Grandi interpreti, Bologna e San Marino, in questi primi decenni del nuovo millennio. Dal 2003 la Fortitudo Baseball, dapprima con il marchio Italeri e poi sponsorizzata Unipol, ha saputo allungare le mani su 19 Trofei: sei volte campione d’Italia, quattro volte campione d’Europa, 8 volte vittoriosa in Coppa Italia, più una Supercoppa Italiana. Il Club della Repubblica del Titano ha vinto quattro scudetti, tre Coppe dei Campioni, due Coppe Italia.
Come detto, Fortitudo Bologna e San Marino si sono sfidate spesso in questi due decenni (e qualcosa anche prima, dal 1986 quando il club della più antica Repubblica del mondo cominciò ad affacciarsi al campionato italiano di massima serie).
Ho cercato di ricostruire statisticamente una buona parte di queste sfide. A partire dal campionato 2007, che si chiamava serie A1 e che poi per un decennio lasciò il posto alla denominazione IBL. Dunque, da allora Bologna e San Marino si sono affrontate sulle strade del campionato 103 volte. Sono stati 63 i successi della Fortitudo, 40 quelli dei sammarinesi. Percentuale di vittorie del 61.1% per il Club bolognese. Comprendendo anche i risultati dei due confronti del girone d‘andata dell’attuale campionato. Due gare entrambe vinte dalla Fortitudo UnipolSai: 5-4 a San Marino (lanciatore vincente Alex Bassani) e 3-1 al “Falchi” bolognese con protagonista sul monte Raul Rivero.
C’erano appena 200 spettatori, quella sera del 20 aprile, allo stadio del baseball di Bologna.
Presumo che saranno di più, anche tanti di più, questa sera a salutare e ancora applaudire e idealmente abbracciare gli “eroi” della Fortitudo europea. Capaci di gettare il cuore oltre ogni ostacolo. Capaci di fare impallidire gli olandesoni che parevano invincibili. Andando imperiosamente a conquistare la European Champions Cup, con due prestazioni clamorose in semifinale (battuto 10-3 il Rotterdam che era campione europeo in carica) e poi lasciando a zero (8-0) nella finalissima l’Amsterdam che s’era presentata in questo 2019 con una formazione di maggior talento rispetto all’anno precedente.
RIVERO C’E’, MA FARA’ IL RILIEVO – Stasera si gioca al “Gianni Falchi”. Ore 20. E’ la partita dei lanciatori stranieri. Raul Rivero c’è, anche se probabilmente non sarà il “partente”. Entrerà come rilievo. Sei giorni fa si produceva in 120 lanci e in una delle sue partite più spettacolose (che potrei definire simile a quella gara7 che fece contro Rimini nella Italian Series 2014 quando il 30 agosto la Fortitudo vinse con il punteggio di 4-0 l’ultimo match e l’Omone confezionò 12 strikeout, e soprattutto concesse 2 sole battute valide (e zero punti) ai Pirati romagnoli. Un Rivero così ruggente, così dominante lo si è rivisto sabato notte nell’ultimo esaltante atto di una Champions Cup che, in fondo, ha parlato “italiano”.
LA COPPA DI LELE FRIGNANI – E’ stata, quella di Coppa, una settimana speciale per Daniele “Lele” Frignani il capoallenatore del gruppo biancoblù. “Lele” ha saputo tener sotto controllo le emozioni, le tensioni, le pressioni e quella sconfitta del martedì all’inizio del cammino.
Ma forse è stato più faticoso il dopo-Coppa. Racconta: “Sono stati giorni di intense sensazioni. Non è facile descriverle. I festeggiamenti, i riconoscimenti come ad esempio l’essere stati immediatamente invitati dal Comune di Bologna nella prestigiosa Sala Rossa di Palazzo d’Accursio. Sai, ancora non riesco a rendermi conto a pieno di tutto questo e penso che mi ci vorrà ancora un pochino per realizzare a pieno quel che abbiamo realizzato. Come l’avere sconfitto gli olandesi, che da qualche tempo non ci riusciva di batterli, e l’averli ora sconfitti in maniera così perentoria. Spero che sia di buon auspicio per la nostra Nazionale, che a settembre si batterà in dure battaglie, qui nel nostro stadio e a Parma, per cercare di allungare le mani sull’unico pass in palio per i Giochi di Tokyo 2020”.
Per me la Champions Cup che abbiamo vinto ha un sapore speciale. E’ la prima volta che vinco la Coppa dei Campioni. Da giocatore non ne avevo avuto l’opportunità. Arrivai in finale, nella Fortitudo Italeri del 2004. Incontrammo Rotterdam. Più abile di noi a tenere sotto controllo le emozioni, ad avere saldezza di nervi. Noi per tutta la settimana avevamo fatto vedere del buon baseball, ma la sera della finale la tensione ci giocò un brutto scherzo. Da manager, nel mio secondo anno alla guida della Fortitudo UnipolSai, c’è stata la finale di Ratisbona. Nel 2007. Venimmo sconfitti 7 a 3 dal Neptunus Rotterdam”.
Sono contento e orgoglioso per il nostro successo in questa edizione molto competitiva della European Champions Cup. E sono contento anche per come questo evento è stato organizzato dalla nostra Società.  La Fortitudo Baseball ha confermato le proprie capacità organizzative e una professionalità importante”.
Della settimana gonfia di emozioni, di fatica, di trepidazioni, di strategie studiate assieme ai suoi validissimi collaboratori, che cos’’è rimasto di particolare in Lele Frignani?
Il concetto che in un torneo come questo, dove si gioca tutti i giorni, le cose possono cambiare rapidamente da un giorno all’altro. E allora ti devi far trovare pronto ad afferrare il destino. Noi avevamo perso di un punto la partita d’esordio contro Amsterdam. E il giorno dopo, al primo inning, ci siamo trovati sotto di 3 punti contro i ceki di Ostrava. In quel momento potevamo sembrare quasi fuori. Ma ci siamo sbloccati. E la reazione della squadra è stata rabbiosa, potente,  abbiamo segnato 12 punti nei nostri primi tre attacchi, fino a chiudere l’incontro sul 16 a 5. Con 19 battute valide. La qualità è cresciuta, e assieme ad essa sono cresciute le certezze. Fino alla magìa delle ultime due partite. Lì ci siamo arrivati pronti, reattivi, soprattutto di testa”.
Questo trionfo in Coppa dei Campioni, come quelli firmati nel 2010 a Barcellona, e nel 2012 e nel 2013, e gli scudetti vinti, sono figli della grande svolta dei primissimi Anni Duemila e di quel titolo italiano conquistato nel 2003. Quando alla guida della Fortitudo c’era quel Mauro Mazzotti che, da general manager e da “anima” del San Marino, sarà un fiero rivale stasera a Bologna e domani a San Marino.
Eh, lo ricordo bene quel campionato. Dominammo la prima fase, vincendo 42 partite. Superammo bene la semifinale. In finale riuscimmo a regolare in cinque gare la resistenza di un ostico Modena”.
Lele Frignani era l’esterno sinistro e il capitano di quella bella Fortitudo Italeri del 2003. Battitore molto solido, ebbe in quella stagione un eccellente 358 di media battuta (73 valide su 204 turni al box), producendo 14 doppi, 4 tripli, 7 fuoricampo, 569 di slugging e 46 rbi. E facendo registrare un ottimo 971 di percentuale difensiva.
Mauro Mazzotti con il suo carisma, il suo senso dell’organizzazione, è stato personaggio fondamentale per trasmettere alla Fortitudo di quei primi Anni Duemila una mentalità professionale e vincente”.
Mazzotti ha visto quasi tutte le partite della Fortitudo in Champions Cup. Ha osservato attentamente la Fortitudo UnipolSai, l’ha spiata, ha studiato le strategie per stasera e domani…
Sorride Lele. “Mauro ci conosce già così bene che non ha bisogno d i studiarci. Più che preparare  tattiche speciali, penso che lui speri di trovare una Fortitudo un poco scarica o arrugginita dopo una settimana di grande sforzo sul piano della concentrazione, dell’applicazione, dell’energia fisica e mentale. Sotto questo aspetto è stata effettivamente una settimana molto dispendiosa per noi. Poi, i festeggiamenti, i riconoscimenti, possono aver influito sulla nostra concentrazione nel lavoro quotidiano.  Storicamente i nostri post-Coppa non sono stati mai brillanti. Però stavolta veniamo da un trionfo. Ci portiamo dietro delle certezze. Al tempo stesso riprendiamo il campionato con il primo turno del girone di ritorno e un avversario decisamente poco abbordabile. Noi in testa alla classifica, loro al secondo posto che ci inseguono”.
Stasera (ore 20 al Falchi) va in scena la partita del lanciatore straniero. Come sta Rivero? Ha recuperato dopo i 120 lanci della finalissima contro Amsterdam di sei giorni fa?
Sta bene, Raul. Ma non comincerà la partita. In questa settimana non gli abbiamo tirato il collo, però nei giorni di Coppa ha dato tantissimo. Più del dovuto. Bisogna essere cauti. Ci sta, dunque, che entri in scena nel corso della partita. Dunque, per il compito di lanciatore partente stasera sarà ballottaggio fra Tony Noguera e Murillo Gouvea. Domani sera a San Marino il nostro lanciatore partente sarà Bassani”.
MAZZOTTI CHIEDE CONTINUITA’ – Il San Marino di Chiarini, e di Mazzotti, viene dalle nette vittorie realizzate in trasferta contro Redipuglia e dal buon recupero di Castenaso. L’attacco sta crescendo nella produzione dei punti. E il monte di lancio è il migliore della serie A1, con 2.72 di ERA. Carlos Quevedo è un signor lanciatore (4 partite vinte, 1 persa), lo proteggono due solidi rilievi come Feranndo Baez e Andres Perez.
La squadra sammarinese sta bene. Viene da buone partite. Mazzotti chiede continuità.
Ci sarà molta attenzione al Falchi stasera per vedere in azione Federico Celli, protagonista di una performance straordinaria l’1 giugno al “Gaspardis” di Ronchi dei Legionari. Il ventiquattrenne riminese ha fabbricato 3 home run in una partita!
Sarà un pericolo serio, Celli, per la Fortitudo capolista del campionato (11 partite vinte, 1 persa). Come lo sarà – stasera e domani – un ex-fortitudino che ora indossa i colori del San Marino e che il pubblico del Falchi dovrà rispettosamente applaudire al suo ingresso in campo: José Flores, giocatore di buon valore, dal rendimento sempre affidabile nelle sue due stagioni bolognesi: 377 di media battuta nel 2017 e 319 l’anno scorso quando produsse anche un cycle in occasione d’una partita della Fortitudo a Nettuno e poi concluse la stagione vincendo con il team di Lele Frignani lo scudetto.
Commentando l’impresa realizzata da Bologna in Champions Cup, Mauro Mazzotti general manager dei Titani sottolinea “logicamente le grandi prestazioni dei pitcher stranieri Stephen Perkslis in semifinale contro Rotterdam e Raul Rivero nella finalissima contro Amsterdam”, tuttavia Mauro osserva con piacere “il prezioso rendimento del gruppo degli italiani, che si tende sovente a mettere in secondo piano. Ma qui giocatori come ad esempio Fuzzi e Grimaudo hanno dato un apporto abbastanza decisivo alla conquista della Coppa”.
Giusto.
FUZZI, ANCHE LUI E’ UN MVP – Concordo. Infatti, il mio MVP “personale” della settimana di Champions Cup è un giocatore che non ha la potenza nè il talento di un Marval o di un Rivero, però è l’immagine del sacrificio, dell’umiltà, della applicazione, un giocatore che con il lavoro e la fatica ha saputo – anno dopo anno – migliorarsi, crescere, diventare un giocatore affidabile. Francesco Fuzzi è il mio MVP.
PERAKSLIS OK – Ultima notizia. Non è ancora ufficiale, ma le indiscrezioni danno per sicuro l’accordo tra Fortitudo e Stephen Perakslis. Il pitcher americano, rientrato negli Stati Uniti, anche per ottenere il “visto”, sarà a disposizione della squadra di Frignani per i playoff.
WordPress Author Box
Maurizio Roveri

Giornalista professionista, nato il 26 novembre 1949 a Bentivoglio in provincia di Bologna. Ha iniziato la sua brillante carriera giornalistica come redattore di Stadio nel 1974 per passare poco dopo al Corriere dello Sport-Stadio, dove è rimasto fino al gennaio del 2004. E’ iscritto all’Albo dei giornalisti professionisti dal luglio del 1977. Al Corriere dello Sport è stato responsabile del basket e del pugilato nella redazione di Bologna. Capo rubrica per il Corriere dello Sport-Stadio del baseball, sport seguito fin dal 1969 come collaboratore di Stadio. Molte le sue esperienze da inviato a cominciare dai campionati mondiali di baseball del 1972 in Nicaragua, del 1988 in Italia, del 1990 in Canada, del 1998 in Italia, nonché alle Universiadi di Torino del 1970 e ai campionati Europei del 1971, del 1987, del 1989, del 1991, del 1999. Collaboratore del quotidiano “Il Domani di Bologna” per baseball, pugilato, pallavolo dal 2004 al 2007. Creatore del sito internet specializzato sul baseball Doubleplay.it e collaboratore dei siti Baseballitalia.it, Baseball.it e BoxRingWeb.it. Entra con l’inizio del 2012 nel gruppo editoriale di InLiberaUscita, ricoprendo la posizione di opinion leader e di redattore da Bologna. Nel marzo del 2012 è cofondatore del sito specializzato BaseballMania.it di cui oggi è coordinatore giornalistico.

1 Commento Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Daitarn 15 giugno 2019 at 01:16 -

    Questa e’ classe…Christian! Divino confermato per la post season,ottima cosa.Ho appreso dei tagli di Kindelan e Martina,obiettivamente non stavano rendendo da Effe,sicuramente saranno rimpiazzati opportunamente.Grande vittoria con il ”brasileiro” che dimostra di avere considerevoli doti di starter,notevole.Non era facile l’approccio a questo match,dopo una settimana di feteggiamenti continui,bene cosi’.