Pomeriggio speciale al Gianni Falchi con squadra e tifosi in festa. Tra i 150 presenti anche l’On.Pierferdinando Casini. Annuncio di Federico Corradini.”L’Unipol ci sarà ancora”

Pubblicato il Set 8 2018 - 5:14pm by Maurizio Roveri
Il “Falchi” nei pomeriggi di sole ha quell’espressione serena, pacifica, sorridente che ti mette sempre di buonumore. I suoi prati, i suoi alberi come giardini dove i ragazzetti durante le partite della Fortitudo si gettano a capofitto a rincorrere le palline battute in foul-ball dalla parte dietro le tribune coperte.
La casetta del merchandising cattura gli occhi, gli occhi della gente che vuole scoprire e avere la T-Shirt celebrativa (fresca fresca di produzione) per questo titolo tricolore del 2018. E non soltanto la nuova T-Shirt: li’ ci trovi un po’ di tutto: dalle palline d’allenamento autografate dai giocatori al borsone d’allenamento della Fortitudo Baseball, fino al braccialetto in silicone per i bambini.
L’aria è piena di buoni profumi, in una gradevole giornata settembrina.
Si vive un pomeriggio speciale al Falchi. Nel tempio del baseball di Bologna si festeggia – brividi d’emozione sulla pelle – lo scudetto vinto appena tre giorni fa dal solido gruppo gestito da Lele Frignani (assistito per questa cavalcata da personaggi di profonda competenza come Fabio Betto, Roberto Radaelli, Mario Labastidas, e Claudio Liverziani nella dimensione di team-manager). Frignani è al suo secondo scudetto in tre anni da manager.
L’abbraccio del popolo biancoblù ai loro “eroi” e ‘ gonfio di affatto e di fierezza. Centocinquanta persone – i fedelissimi tifosi della Fortitudo Baseball – si sono dati appuntamento nel l’ampio spazio davanti al bar (mentre sul diamante va in scena una partita della squadra Under 18 della Fortitudo).
Gli Uomini che hanno fatto l’impresa ci sono quasi tutti. Per la passerella del trionfo. Sfilando in mezzo al calore dei loro supporters. A ricevere complimenti, elogi, strette di mano e richieste di selfie e di autografi.

Gouvea, Rivero e Marval

Entrano i “Fortitudo Bombers”. La banda energica ed eccitante dei fuoricampisti di Bologna. Ed è un allegro scoppiettìo di applausi.

Tanti applausi, meritatissimi, per Osman Marval, Raul Rivero, Jorge Martinez, e Dobboletta, Fuzzi, Agretti, Flores, Garcia, Nosti, Moesquit, Maggi, Noguera, Gouvea, Crepaldi, Pizziconi. Manca il capitano Alessandro Vaglio, che è a Viterbo. Manca anche Peppe Mazzanti rimasto nella sua Nettuno. Domani partono per l’avventura azzurra nel SuperSix. Non c’è l’ha fatta ad essere presente Grimaudo, impegnato con il lavoro. Manca Gilmer Lampe. Fortissimo esterno centro, e cresciuto decisamente in consistenza nel box di battuta nei playoff. La partita dello scudetto e’ stata l’ultima dell’olandesone in casacca Fortitudo. Gli impegni di lavoro gli impediscono di continuare questa bella avventura italiana. Rimarrà in Olanda, e forse in Coppacampioni la Fortitudo UnipolSai potrebbe trovarselo di fronte, come avversario.
Campioni d’Italia. Si festeggia un nuovo titolo, un altro ancora. L’undicesimo, nella storia della Fortitudo Baseball. E’ il sesto scudetto degli Anni Duemila. Ed è il terzo (2014-2016-2018) nel breve cammino degli ultimi cinque anni.
Una doppietta quest’anno per gli uomini della Fortitudo Baseball. Le mani allungate sulla Coppa Italia, in apertura di stagione, annunciava qualcosa di ancor più importante. Che puntualmente è avvenuto. Attraverso una cavalcata impressionante per costanza e continuità di rendimento.
Una squadra, questa Fortitudo del 2018, capace di confezionare una striscia di 22 successi consecutivi. E capace talvolta di vincere largo largo ma… anche forte di testa per imporsi sul filo del rasoio del tie break, proprio com’è accaduto la sera dello scudetto al “Nino Cavalli” di Parma nel momento delicato d’una gara stretta stretta e diventata decisamente complicata.

Il Presidente Michelini con Lele Frignani

Non è andata come la dirigenza sperava la Coppa dei Campioni. A Rotterdam, Fortitudo eliminata in semifinale da un reattivo Rimini.

Sul tetto d’Europa, in tempi recenti, la Fortitudo ci è salita tre volte. L’ultima nel 2013. Già cinque anni fa.
Sarà tempo, nel 2019, per tornare a lasciare il segno anche a livello internazionale. La Champions Cup come missione per la Fortitudo della prossima stagione. Bologna prepara l’assalto. Il Club fortitudino ha dato la disponibilità ad ospitare e organizzare nel prossimo giugno la principale competizione per Club. Lo ha già fatto sapere alla Federazione Europea, attraverso una lettera di intenti. Notizia di oggi: la FIBS appoggerà la candidatura di Bologna. E presto una delegazione della Fortitudo, con Claudio Liverziani e Fabio Betto andra’ a parlare con i vertici della Fexerazione Europea.
Della Champions, di questo forte desiderio della Fortitudo di portarla a Bologna, e dei lavori di miglioramento che andranno realizzati al Falchi per ospitare questo Evento, parleremo prossimamente. In un articolo tutto dedicato alla Coppa dei Campioni.

Michelini e Federico Corradini

Torniamo alla festa. All’abbraccio dei fedelissimi ai loro eroi. Il sole che illumina la scena sembra un grande sorriso. Grande quanto il sorriso di Stefano Michelini (che da Presidente di questo Club ha vinto 4 scudetti), del vicepresidente Luciano Folletti, di Federico Corradini uomo-Unipol nonché gia’ nell’organigramma societario e grande lanciatore degli Anni Settanta. Sono gli uomini che gestiscono questo Club, immagine di organizzazione, professionalità, credibilità. Corradini, prima del taglio della gigantesca torta e i brindisi di rito, viene invitato dal Presidente Michelini a prendere la parola. “L’UnipolSai c’è e ci sarà ancora al fianco di Fortitudo Baseball”. E’ un annuncio importante, salutato con una ovazione dai circa centocinquanta tifosi presenti. E nella Festa del Falchi c’è anche un tifoso speciale, l’Onorevole Pierferdinando Casini con la maglietta celebrativa di questa bellissima impresa di un’Eccellenza dello sport di Bologna.

L’On. Pierferdinando Casini con Paolo Frignani

E ora… concedetemi di dare i numeri! Sì, i numeri. Nel senso di statistiche, in America “stats”, vale a dire il mezzo più usato da analisti e appassionati del “vecchio gioco” per analizzare e valutare una squadra o un giocatore. 
Non è più una novità la percentuale di vittorie stabilita quest’anno dalla Fortitudo UnipolSai, nel senso che l’abbiamo già sottolineata più volte. Tuttavia, vale la pena ricordare ancora questo dato perchè è clamoroso: 32 partite vinte su 35 giocate, che equivale ad una percentuale di vittorie di 914,3. E’ un record nel campionato italiano degli Anni Duemila. 
La squadra di Bologna ha prodotto uno straordinario 26 su 28 in regular season, perdendo la prima partita il 5 maggio allo “Steno Borghese” per mano del Città di Nettuno e poi… dopo un streak di 22 vittorie ha conosciuto la seconda sconfitta (in una partita assolutamente ininfluente) nella Casa dei Pirati proprio a conclusione di regular season.  In semifinale Bologna ha incrociato Nettuno e ha prevalso in tre round contro Richmond e compagni. 
Nelle Italian Series due larghe vittorie in gara1 e gara2 al Falchi, una secca sconfitta (sorprendente nelle proporzioni) in gara3 al “Nino Cavalli” di Parma e… in fondo quella gara4 – a Parma – vissuta sul filo dell’equilibrio, controllando un piccolo prezioso vantaggio senza però riuscire a decollare per via della orgogliosa resistenza del Parma Clima. Una sfida diventata complicata, complessa e tormentata sulle ultime curve, con la ribellione dell’energica formazione allenata da Gianguido Poma. E quel 3 a 3 che ha portato la gara agli extrainning e che poteva tramutarsi in una notte maledetta per la Fortitudo. Ancora una volta al tie-break questa Fortitudo dalla grande solidità mentale ha imposto la propria personalità. Afferrando l’attimo fuggente, per vincere partita e scudetto.
Principale caratteristica in questa stagione 2018 del gruppo gestito da Lele Frignani la consistenza nel box di battuta. In regular season la Fortitudo UnipolSai ha fatto registrare un batting average di 323. In semifinale ha sfiorato le media-battuta di 300 (esattamente 293). E ha battuto 307 nelle quattro gare di finale contro Parma.
Peppe Mazzanti con 400 di average è stato il battitore con la media migliore dell’UnipolSai durante la regular season, statisticamente seguito immediatamente  dal giovane bolognese emergente Lorenzo Dobboletta con 386 e dalla tempestosa mazza di Osman Marval (378 di media, ma 9 homers e 31 RBI).  E proprio Marval è stato impressionante nella serie di semifinale contro il Nettuno BC: per lo slugger venezuelano un 600 di media-battuta e un imperioso 1.100 di slugging. Dopo Marval, i lbattitore più produttivo della Fortitudo in semifinale è stato Robel Garcia con 400. Molto bene l’olandesone Gilmer Lampe con 375 (oltre ad essere stato sempre impeccabile difensivamente nella posizione di esterno centro).
Ed ecco le finali per il titolo: lì, nelle gare di Italian Series, a vestirsi di luce è stato Kevin Moesquit con un average in battuta di 429, seguito da Robel Garcia (357) e Gilmer Lampe (353).
I “Fortitudo Bombers” hanno confezionato – in totale nel campionato 2018 – ben 38 fuoricampo. In 35 partite. Numero uno Osman Marval. Con 13 è stato lui il re degli homers.
Sul monte di lancio Bologna ha proposto la classe, l’esperienza, l’efficacia della miglior coppia di “partenti” del campionato, Raul Rivero e Jorge Martinez, i quali hanno confermato l’eccellente rendimento che insieme avevano prodotto in inverno nella Liga Profesional de Venezuela, con la casacca dei Cardenales de Lara. 
Rivero, l’Omone idolo dei tifosi della Fortitudo Baseball, non lo scopriamo adesso. Sesta stagione in Fortitudo per lui. Concludendola da imbattuto: 10 partite vinte, nessuna perduta. Rivero ha “voluto” Martinez a Bologna, come suo compagno di squadra anche nel campionato italiano. E il cubano con la sua intelligenza, il suo controllo, i suoi lanci ad effetto è stato affidabilissimo, una grande sicurezza sempre, utilizzato regolarmente in gara1. Anche Jorge Martinez ha vinto 10 partite. Perdendone 1.
Molto bene il closer Murilo Gouvea, imbattuto (5 vinte, 0 perse) nella sua prima stagione italiana, oltre a 6 salvezze. E poi, Antonio Noguera 3-2; Filippo Crepaldi 2-0 più 1 salvezza; Andrea Pizziconi 2-0.
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Maurizio Roveri

Giornalista professionista, nato il 26 novembre 1949 a Bentivoglio in provincia di Bologna. Ha iniziato la sua brillante carriera giornalistica come redattore di Stadio nel 1974 per passare poco dopo al Corriere dello Sport-Stadio, dove è rimasto fino al gennaio del 2004. E’ iscritto all’Albo dei giornalisti professionisti dal luglio del 1977. Al Corriere dello Sport è stato responsabile del basket e del pugilato nella redazione di Bologna. Capo rubrica per il Corriere dello Sport-Stadio del baseball, sport seguito fin dal 1969 come collaboratore di Stadio. Molte le sue esperienze da inviato a cominciare dai campionati mondiali di baseball del 1972 in Nicaragua, del 1988 in Italia, del 1990 in Canada, del 1998 in Italia, nonché alle Universiadi di Torino del 1970 e ai campionati Europei del 1971, del 1987, del 1989, del 1991, del 1999. Collaboratore del quotidiano “Il Domani di Bologna” per baseball, pugilato, pallavolo dal 2004 al 2007. Creatore del sito internet specializzato sul baseball Doubleplay.it e collaboratore dei siti Baseballitalia.it, Baseball.it e BoxRingWeb.it. Entra con l’inizio del 2012 nel gruppo editoriale di InLiberaUscita, ricoprendo la posizione di opinion leader e di redattore da Bologna. Nel marzo del 2012 è cofondatore del sito specializzato BaseballMania.it di cui oggi è coordinatore giornalistico.

5 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. paolo palmieri 9 settembre 2018 at 14:24 -

    Complimenti . Un solo neo . Centocinquanta persone per la festa scudetto per una città come Bologna fa capire che peso ha il baseball in questo momento storico . Non so come si è mossa la società per pubblicizzare l’evento , non so quanti e quali media erano presenti ,peccato perchè sarebbe stata un’occasione per mettersi in luce ad un pubblico più vasto . Ospitare le squadre giovanili ( con relativo seguito parentale ) delle zone limitrofe , per esempio . C’era qualche amministratore locale alla festa ? Sindaco ? Assessori , etc.?

    • Francesco 13 settembre 2018 at 14:59 -

      C’era Casini… 🙂
      Poveraccio, anche lui sta raschiando il barile per cercare visibilità se è finito tra i 150 del Falchi.

  2. Mariolino 10 settembre 2018 at 18:42 -

    Come fa un pubblico ad affezionarsi ad una squadra che su 10 giocatori ne schiera 8 fra stranieri,naturalizzati,comunitari? E gli altri 2 son di Viterbo e Nettuno…

    • enrico 15 settembre 2018 at 11:54 -

      Forse perché si tratta della squadra di baseball di una città e non della compagine paesana di lancio del formaggio ruzzolone o del’antico e nobile gioco della lippa?

    • christian 15 settembre 2018 at 16:43 -

      in gara 1 con Parma eravamo in 2100 è quello che conta poi Mariolino l inter del triplete nel 2010 non aveva un italiano però la gente si è affezzionata …..nel basket ci sono 8 stranieri su dieci e i palazzi sono pieni …….