Personaggi, strategie, curiosità: seguiteci in questo viaggio verso una post season che annuncia spettacolo e intense emozioni

Pubblicato il Ago 14 2018 - 2:13pm by Maurizio Roveri
E dunque… la Fortitudo UnipolSai Bologna, i Pirati di Rimini, il ParmaClima e il Nettuno BC 1945 (in ordine di classifica al termine della regular season) saranno le splendide interpreti dei playoff 2018.
Siete pronti a farvi coinvolgere? Siete pronti ad emozionarvi? Noi sì. Noi di Baseballmania vi racconteremo – giorno per giorno e partita dopo partita – storie, curiosità, aneddoti, personaggi, momenti-chiave di sfide che quest’anno si annunciano particolarmente vibranti e fascinose. A cominciare dalle semifinali: Bologna-Nettuno e Rimini-Parma. Venerdi 17 e sabato 18 agosto. Le prime due gare sui “diamanti” del Falchi e della Casa de Pirati. Poi il martedì 21 e il mercoledì 22 agosto, allo Steno Borghese di Nettuno e al Nino Cavalli di Parma, gara 3 ed eventuale gara 4. Se necessaria, gara5 il sabato 25 agosto (con il vantaggio del fattore campo per la Fortitudo UnipolSai Bologna e per i Pirati di Rimini, in virtù dei migliori piazzamenti in regular season). Tutte le partite cominceranno alle ore 20,30.
Le Italian Baseball Series (la serie finale per lo scudetto) saranno in programma il 31 agosto, l’1 settembre, il 4 settembre, eventualmente il 5 e 8 settembre.

     

Ceccaroli C.Trinci

Commenteremo le strategie dei manager (Lele Frignani, Paolo “Ciga” Ceccaroli, Gianguido Poma, Guglielmo “Guy” Trinci), i lanci di grandi pitchers come Scott Richmond e Raul Rivero, Erly Casanova e José Ruiz. E le battute diaboliche del fuoricampista Osman Marval (9 HR in regular season), di Oscar Romero campione di regolarità (miglior media battuta della regular season con 430), la ritrovata esplosività da slugger di un Peppe Mazzanti che in casacca-Fortitudo sta producendo un stagione strepitosa, ma anche l’efficacia di Nicola Garbella, Alex Sambucci, David Angulo, Leo Rodriguez, Edgar Montiel, Charlie Mirabal, Alessandro Vaglio, Alberto Ustariz, Gilmer Lampe, José Flores, Frank Morejon. Evidenzieremo lo spettacolo delle più belle giocate difensive, quelle che – ad esempio – vedremo sicuramente fare ad Alessandro Vaglio, Mattia Mercuri, David Angulo, Charlie Mirabal, Ricardo Paolini, Nicholas Nosti, Stefano Desimoni, Paolino Ambrosino, Mario Trinci, Renato Imperiali. E avremo un occhio di riguardo per i giocatori “utili”, quelli diligentemente al servizio della squadra, che sanno fare la cosa giusta quando occorre: quei giocatori tipo Robel Garcia, Filippo Agretti, Lorenzo Dobboletta, Beau Maggi, Andrea Sellaroli, Vinicio Sparagna, Mario Trinci, Freddy Noguera, Aldo Chris Koutsoyanopulos, Alessandro Deotto, così per citarne alcuni. E l’utilità di lanciatori come il polivalente Alex Bassani (pitcher partente, rilievo, difensore nell’angolo caldo di terza base, buon battitore da 333), e Ricardo Hernandez, Yuri Morellini, Kevin Kelly, Antonio Noguera, Filippo Crepaldi, Murilo Brolo Gouvea, Alessandro Ciarla, Richard Castillo, Michele Pomponi, senza dimenticare un partente come Marcos Frias che da due anni non perde una gara di postseason tra Liga Nicaraguense e Serie Latinoamericana.

La finale di Coppa Italia Bologna-Nettuno

Coincidenza: sono arrivate ai playoff le stesse quattro squadre che ad aprile erano state protagoniste della Final Four di Coppa Italia (vinta dalla Fortitudo Bologna). Significa evidentemente che sono le più attrezzate. Le più competitive, anche mentalmente. 

La Fortitudo Bologna ha primeggiato in regular season ancora una volta. Classificandosi al primo posto per il settimo anno consecutivo. Non fa neanche più notizia. Ma stavolta… è stato un dominio. Ventisei partite vinte su ventotto giocate. Addirittura una “striscia” di 22 vittorie di fila! La percentuale di 929 è una performance assolutamente straordinaria. Nell’ultimo decennio, e anche di più, non s’era mai visto qualcosa di simile. Il “Falchi”, tempio dei peloteros di manager Lele Frignani, è rimasto imbattuto in questi vertiginosi mesi del gruppo bolognese in regular season. Una ricerca che abbiamo fatto ci ha permesso di scoprire una percentuale (partite vinte-partite giocate) di 850 – ancora a firma Fortitudo – nella stagione 2014. 
I Pirati di Rimini, dopo l’inverno del grande rinnovamento e del passaggio di consegne (dal mitico “Pres” Rino Zangheri – sotto la cui gestione il baseball riminese ha vinto tutti i Trofei della sua importante Storia – all’intraprendente Simone Pillisio), si sono concentrati sulla ricerca della coesione e degli equilibri. Programmando una crescita graduale e solida che ha portato la squadra di Ceccaroli ad un deciso cambio di ritmo nelle ultime sei partite. Consolidando il secondo posto. E prendendosi anche il gusto, sabato scorso, di interrompere a 22 lo streak clamoroso della Fortitudo. Nell’ultima grinta di regular season i Pirati hanno prodotto una partita di grande energia da 16 punti, 20 battute valide, 15 RBI. Un chiaro segnale lanciato alla dominatrice della regular season, immaginando una nuova eccitante sfida fra di loro per il titolo (come nel 2014, nel 2015, nel 2016). Rimini, campione d’Italia in carica, arriva nella sua migliore condizione tecnica e mentale ai playoff. Ha chiuso la regular season con un solidissimo 821 di percentuale (23 partite vinte, 5 perdute).

Erly Casanova

Il ParmaClima di Gianguido Poma e il Nettuno BC 1945 di Guglielmo Trinci hanno lottato duro, con coraggio, con costanza, destreggiandosi lungo un cammino che non è stato mai semplice, vissuto costantemente sul filo del rasoio dove non c’è spazio per lasciarsi andare. Il braccio di ferro estenuante fra di loro, e con il San Marino, è stato un aspetto eccitante della regular season 2018. Tre squadre praticamente sullo stesso piano, ma alla fine i parmigiani e i nettunesi hanno avuto quel “fuoco” che si è solo parzialmente acceso nel gruppo dei Titani. 

Allo sprint, Parma e Nettuno hanno conquistato i playoff. E lo hanno fatto proponendo le “squadre più italiane” del campionato. Un motivo di grande merito. Applausi alla linea di questi due Club, dei loro Presidenti e dei loro allenatori. 
Hanno concluso a pari merito la regular season: 16 partite vinte e 12 perse. Il TQB (Team Quality Balance) ha premiato la formazione emiliana. Parma conquista il terzo posto per un +1. Un semplice punticino di differenza nei confronti diretti. Ma determinante. Riproponiamo i punteggi di quattro “faccia a faccia” gonfi di emozioni. Primo turno di campionato: Nettuno-Parma  2-5 (differenza: Parma +3), Nettuno-Parma  1-0 (Parma +2). Apertura girone di ritorno, al Nino Cavalli parmense. Parma-Nettuno  4-1 (Parma + 5), Parma Nettuno 1-5 (Parma +1).

Il gruppo gestito da Gianguido Poma ha resistito sulle ultime velenose curve della regular season, affrontata senza due lanciatori (l’eccellente italovenezuelano Luis Eduardo Lugo che ha avuto l’opportunità d’essere chiamato dalla Organizzazione dei Kansas City Royals, e il rumeno Pirvu “rilasciato” dalla Società per motivi disciplinari) e anche senza l’esterno Sebastiano Poma infortunato.

Ulfrido Garcia

Il gruppo ha fatto scudo ai contrattempi e alle difficoltà, respingendo le insidie. Aggrappato al grande braccio del suo fantastico cubano Erly Casanova, stagione da 1.87 di ERA (earned run average), power-pitcher destro trentatreenne, uno dal “ponche” facile. Fastball, slider, sinker nel repertorio di questo “serpentinero” che riesce ad essere dominante dalla collinetta quando può dettare il ritmo, quando può essere lui a governare la situazione. Però la sensazione è che mettendolo sotto pressione, costringendolo a muoversi, magari con l’uso di smorzate o “giocate” imprevedibili, variando tatticamente gli attacchi, si possa spezzargli un po’ il ritmo e togliergli qualche certezza.

Il Nettuno del coraggio ha raggiunto l’obiettivo. E quando nella “città del baseball” si ottiene un risultato importante, combattendo intensamente, e venendo fuori con personalità dal fango di situazioni difficili, alla sofferenza subentra l’esaltazione. E si sa: un Nettuno in stato di esaltazione ha gli occhi della tigre.
Nettuno – lo storico Nettuno Baseball Club al quale il Presidente Fortini ha ridato ambizioni e credibilità – è tornato ad essere protagonista sulla scena della massima serie. Con la sua passione, il suo coraggio, i suoi giovani talenti della “scuola” nettunese ed un veterano pitcher canadese che all’età di 38 anni ha dimostrato di avere gli stimoli, le motivazioni, la voglia di tuffarsi da protagonista nell’avventura italiana. Scott Richmond ha fatto vedere che la classe non ha età, soprattutto se sorretta da una grande professionalità. 
L’Uomo Richmond ha trasmesso la sua mentalità all’ambiente nettunese. Ha saputo, con intelligenza e semplicità, entrare immediatamente nello spirito della “Città del Baseball”. L’ Atleta Richmond ha fatto vedere come sa lanciare un pitcher che è stato un “partente” in Major League: 24 partenze in 27 presenze nel 2009 con la casacca dei Toronto Blue Jays , e altre 9 partenze mettendo insieme le stagioni 2008, 2011 e 2012. Poi, campionati da incorniciare come partente in Triplo A, in Independent League e nella Lega CPBL di Taiwan (competizione fra le più qualificate al mondo, dopo la MLB e la NBP giapponese), dova ha guidato gli Eda Rhinos al titolo nel 2016.
Far venire nella nostra IBL (permettetemi di chiamarla ancora così) un Campione di questa serietà professionale è stata la scelta più felice che si potesse immaginare da parte del Club del Presidente Fortini, nonché un arrivo che è servito ad aggiungere credibilità al campionato italiano. Complimenti a Leo Mazzanti, il Direttore Sportivo del Nettuno Baseball Club, che ha saputo condurre magistralmente la trattativa nell’inverno scorso.
Richmond, con la sua personalità, il suo controllo, la varietà di lanci (cutter, changeup, curva, slider, sinker) ha rivaleggiato a lungo con Erly Casanova “il cubanone” del Parma Clima a livello di strikeout. Bravissimi. Bravissimi entrambi. Ed è curioso che alla fine della regular season abbiano totalizzato lo stesso numero di eliminazioni al piatto: 105. Sono arrivati alla pari. E’ bello che sia stato così.

Il deludente Victor Garate

Il San Marino è rimasto fuori. Clamoroso? Sì e no. Clamoroso se si considera che è la primissima volta, negli ultimi 11 anni, che il Club della Repubblica del Titano non entra nei playoff. Era già avvenuto nel 2007 (mentre nel 2005 aveva fatto la finale-scudetto, perdendola a gara7 contro Bologna). Dal 2008 fino alla ragione scorsa, la T&A San Marino aveva sempre partecipato ai playoff. Facendo cinque finali e vincendo 3 scudetti.  Pertanto fa effetto non vedere i “Titano Bombers” (quest’anno… ex-bombers) nei playoff. Una mancata qualificazione che può essere interpretata anche “non clamorosa” se si valuta con obiettività ed equilibrio i roster e le potenzialità delle cinque squadre che in questa stagione 2018 erano in dura competizione per entrare nei playoff. Quattro i posti disponibili. Cinque le candidate. E nel braccio di ferro – intenso, estenuante fino all’ultimo – con Parma e Nettuno, è stato proprio il San Marino a rimanere con niente in mano. Perché? Semplicemente perché le concorrenti hanno dimostrato di possedere una maggiore solidità e regolarità di rendimento. Un roster migliore. O più equilibrato. Chiaro che Erly Casanova sul monte di lancio del Parma, e Scott Richmond a trascinare il Nettuno Baseball Club sulla strada del sogno, sono due fenomeni che hanno fatto la differenza. San Marino un “braccio” così non l’aveva. Era già troppo stanco quello di Victor Garate, il trentatreenne mancino venezuelano che nel 2009 s’era affacciato in Major League (quattro apparizioni con i Washington Nationals) e poi aveva fatto tanto buon Triplo per le franchigie di Florida Marlins e Milwaukee Brewers. E anche tanta Liga Invernale Venezuelana. Dunque, davvero sorprendente il flop di Garate. Che la Società sammarinese ha “rilasciato” ad un certo punto della stagione. Qualche difficoltà anche per Alessandro Maestri (4 partite vinte, 4 perse) al suo ritorno in Italia dopo dodici anni intensi lontano da casa, lanciando in diversi angoli del mondo: Stati Uniti (dove ha sfiorato la Major League), Australia, Giappone, Corea del Sud, Messico. E anche quattro partecipazione al World Baseball Classic con la Nazionale azzurra. Ci si aspettava di più dall’ex-ragazzo cresciuto nei Falcons di Torre Pedrera, per poi arrivare in serie A con il San Marino nel 2005. Aveva 20 anni. Adesso ne ha 33. E forse sul suo fisico cominciano ad apparire i segni della lunga attività all’estero. 

Stagione infelice per il Club della Repubblica del Titano per via di grossi infortuni a giocatori importanti (Epifano, Bermudez) che l’hanno decisamente penalizzata. Però… mi si conceda di definirla anche una stagione sbagliata, per via di  scelte di mercato che si sono rivelate una profonda delusione: non solo Victor Garate, anche gente come Vicente Lupo, Juan Martin e il belga Thomas De Wolf. 

Ferrini Zappone

La prima esperienza di Mario Chiarini nel ruolo di manager è stata decisamente sofferta. Coppa dei Campioni disgraziatissima, con la retrocessione in poule B. E fuori dai playoff in campionato. 

Paradossale: nell’anno in cui la gestione tecnica è stata affidata ad un grande battitore del recente passato (Chiarini in carriera ha battuto 67 fuoricampo e ha collezionato 480 RBI) i Titano Bombers hanno smesso d’essere i Titano Bombers. Ad inizio campionato la squadra sammarinese s’è trovata fra le ultime per media-battuta. E a fine girone d’andata il lineup di manager Chiarini presentava 6 giocatori sotto i 200. Da luglio, con l’arrivo di Chris Colabello, sono aumentati i fuoricampo. Però, non è stato sufficiente per entrare nei playoff. Eh sì, perché anche difensivamente (monte di lancio e difesa) il San Marino non è stato convincente. Dal secondo turno del girone di ritorno all’ultima giornata della regular season (12 partite) San Marino ha concesso 58 punti. Diciassette più del Nettuno che, classificandosi al quarto posto, ha tenuto fuori dai playoff una protagonista dell’ultima dozzina di stagioni del baseball italiano. Tutto questo spiega il mediocre 13-15 del San Marino in un stagione da dimenticare, considerando anche la défaillance in Coppa dei Campioni.
Il fascino speciale di questi playoff 2018 è rappresentato dal fatto che ai nastri di partenza della corsa verso lo scudetto ci sono quattro Club storici, i quatto Club più vincenti del baseball italiano.

Giuseppe Mazzanti HR

SEMIFINALE BOLOGNA-NETTUNO  –  La Fortitudo UnipolSai dispone di un attacco esplosivo. Ben 10 giocatori sopra 300 di media battuta. E chi è stato il migliore in regular season? Un nettunese: Giuseppe “Peppe” Mazzanti. All’età di 35 anni, e alla sua prima stagione a Bologna in casacca Fortitudo, Peppe ha firmato la più efficace regular season d’una lunga e importante carriera (cominciata nel suo Nettuno BC affacciandosi in prima squadra quando aveva 16 anni). In questi mesi Mazzanti ha ritrovato la condizione, l’occhio, la reattività, le motivazioni, l’entusiasmo degli anni ruggenti. Arrivando a chiudere la regular season con uno strepitoso 400 di average (e sui 700 di percentuale slugging). E’ un Peppe Mazzanti addirittura più efficace della sua migliore stagione nettunese, quella della stagione 1998 quando nella squadra della sua città raggiunse la media-battuta di 392. Gli altri giocatori dell’UnipolSai che hanno battuto più di 300 sono: Dobboletta 386, Marval 378 (il primo per punto battuti a casa), Nosti 349, Maggi 342, Vaglio 340, Agretti 328, Flores 319, Moesquit 304, Lampe 301. La Fortitudo propone la migliore coppia di pitcher partenti della regular season: Raul Rivero è ancora imbattuto (9-0) e Jorge Martinez lo tallona con un ottimo 8-1. Nettuno risponderà con la sua grande coppia formata da Richmond (1.81 di era) e da un Marco Frias sempre più concreto (8 partite vinte). Frias è l’uomo delle gare importanti di manager Lenin Picota a Chinandega che con le sue vittorie ha conquistato 4 titoli nelle ultime due stagioni. 

Mattia Mercuri, 4 HR in campionato

Il Nettuno è cresciuto, cresciutissimo nel box di battuta nel corso. Addirittura viene da un sabato speciale, a Sesto Fiorentino: 37 punti, 44 battute valide, 7 fuoricampo. Due partite vinte per manifesta superiorità. Tutto in una giornata! Addirittura in gara2, sul diamante del Padule, la banda scatenata di Guy Trinci ha fabbricato un “perfect game”. Nessuna battuta valida concessa, nessun punto subìto. Sul monte di lancio Richmond, Cozzolino e Frias. Nelle ultime 6 partite, il Nettuno Baseball Club ha prodotto 54 punti (media 9 a partita), 73 battute valide (media 12) e 10 fuoricampo. Mattia Mercuri, Leo Rodriguez, Montiel e Sellaroli i più efficaci. Mancherà Lerys Aguilera, che si è fratturato una mano. Mancava già a Sesto Fiorentino, non se n’è accorto nessuno… (una stagione inconsistente quella del cubano, poco più di 200 di media battuta). 

Ma è la difesa la vera forza del team nettunese. Lo indicano chiaramente i 2 soli errori commessi nelle ultime 6 gare. Eccellente organizzazione difensiva e un monte di lancio sicuro, concreto, profondo, con una rotazione a 7 lanciatori (importante in partite ravvicinate).

Alex Romero

SEMIFINALE RIMINI-PARMA  –  Particolarmente in queste ultime settimane, il lineup dei Pirati romagnoli ha dimostrato tutta la sua efficacia e consistenza. Quanto sia stato importante – sotto l’aspetto tecnico ed emozionale – il ritorno di Alex Romero a Rimini (dove era stato l’eroe dello scudetto 2015) lo dimostra la ruggente regular season del fuoriclasse venezuelano: miglior battitore della regular season 2018 con 430 di average. Un innesto perfetto si è rivelato Angulo, interbase affidabilissimo che il nuovo presidente Pillisio ha portato da Novara. Sicurissimo al centro del diamante, Angulo sa farsi rispettare anche con il bastone fra le mani. E’ sua la seconda miglior media battuta (381) del gruppo riminese. E poi, Batista 378, Ustariz 340, Bassani 333, Freddy Noguera 328, il preziosissimo Nicola Garbella 303.

Rimini ha perso un buon pitcher partente, Logan Duran. Nessun problema. C’è Raul Ruiz che sta andando fortissimo (lanciatore “partente” con la migliore ERA della regular season, 1.60)  e c’è Alex Bassani che si sta destreggiando con sicurezza nella dimensione di pitcher partente. Il bullpen dei Pirati sembra essere il più affidabile in assoluto. Con Kevin Kelly 1.72, Ricardo Hernandez 1.78, Enorbel Marquez 2.12, Yuri Morellini 2.60.
Quel bullpen che… invece sta tormentando le notti del manager parmigiano Gianguido Poma. Che deve inventarsi tatticamente qualcosa. Non avendo più Lugo e Pirvu, le rotazioni sul monte di lancio sono ridotte all’osso. Alle spalle di Erly Casanova e di Ulfrido Garcia, c’è l’interessante Michele Pomponi. E poi? Yomel Rivera (4.97 di ERA) mi sembra in ritardo, e Josè Escalona arranca con un 9.60.
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Maurizio Roveri

Giornalista professionista, nato il 26 novembre 1949 a Bentivoglio in provincia di Bologna. Ha iniziato la sua brillante carriera giornalistica come redattore di Stadio nel 1974 per passare poco dopo al Corriere dello Sport-Stadio, dove è rimasto fino al gennaio del 2004. E’ iscritto all’Albo dei giornalisti professionisti dal luglio del 1977. Al Corriere dello Sport è stato responsabile del basket e del pugilato nella redazione di Bologna. Capo rubrica per il Corriere dello Sport-Stadio del baseball, sport seguito fin dal 1969 come collaboratore di Stadio. Molte le sue esperienze da inviato a cominciare dai campionati mondiali di baseball del 1972 in Nicaragua, del 1988 in Italia, del 1990 in Canada, del 1998 in Italia, nonché alle Universiadi di Torino del 1970 e ai campionati Europei del 1971, del 1987, del 1989, del 1991, del 1999. Collaboratore del quotidiano “Il Domani di Bologna” per baseball, pugilato, pallavolo dal 2004 al 2007. Creatore del sito internet specializzato sul baseball Doubleplay.it e collaboratore dei siti Baseballitalia.it, Baseball.it e BoxRingWeb.it. Entra con l’inizio del 2012 nel gruppo editoriale di InLiberaUscita, ricoprendo la posizione di opinion leader e di redattore da Bologna. Nel marzo del 2012 è cofondatore del sito specializzato BaseballMania.it di cui oggi è coordinatore giornalistico.