Oggi al “Teseo Bondi” il raduno del Club bolognese tornato nella massima serie a distanza di 35 anni. Il manager confida il suo forte desiderio. “Pur di avere Paolino, sarei disposto a rinunciare ad uno straniero”.

Pubblicato il Gen 29 2019 - 11:19am by Maurizio Roveri
Oggi è un giorno speciale. Per il Castenaso Baseball. Che si è dato appuntamento (ore 18) allo stadio “Teseo Bondi” per il raduno, primo atto d’una nuova avventura che comincia fra suggestioni, curiosità, trepidazioni, speranze. Come dentro un mondo da scoprire.
E’ un giorno speciale per Castenaso, l’antichissima Castrum Nasicae, Comune italiano di oltre 15 mila abitanti, facente parte della Città Metropolitana di Bologna. E insignita nel maggio 2006 dell’Onoreficenza della medaglia d’argento al merito civile per l’eroico coraggio della popolazione durante la lotta di Liberazione nel 1944. Ora la cittadina di Castenaso è pronta a mostrare con fierezza la sua squadra di baseball, quando ad aprile comincerà il campionato di serie A. E questa squadra rappresenterà la massima espressione dello sport di Castenaso.
Oggi è un giorno speciale per Massimo Bassi Andreasi, anima e animatore di questo Club, attivissimo general manager, dirigente esperto e di ampie vedute. Ci sono le sue idee, i suoi princìpi nel progetto che – pensato e programmato assieme a Marco Nanni e a Marco Avallone – ha riportato il Castenaso Baseball Club nella massima serie. Un progetto chiaro, logico, saggio, anche moderatamente ambizioso. Ed è arrivata la promozione al termine dello scorso campionato di A2. Recuperando così quel territorio dove Castenaso per tre stagioni negli Anni Ottanta si fronteggiò con Club storici come la Fortitudo Bologna, Parma, Rimini, Grosseto.  Una riconquista, il campionato maggiore. Una riconquista attesa per tanto tempo. Trentacinque anni. Massimo Bassi c’era – allora da giocatore – nell’ultimo Castenaso in serie A. Correva l’anno 1984. Erano, quelli, gli anni di “Betulla” Martelli, Cultraro, Viesti, Talarico, Gallino, Murphy, Bertolat, Braina, Avallone.
Trentacinque anni dopo. Un Castenaso maturo, costruito per l’oggi e per il domani, dove l’esperienza e la sapienza di “veterani” di qualità si affiancano alla voglia di crescere e ai sogni di interessanti “prospetti”, punta ad una stagione da interpretare con dignità.
Che campionato sarà?, chiedo al dirigente che ha il Castenaso Baseball sulle sue spalle.
Che campionato sarà? Intanto c’è da capire se saremo in otto o in sette… Comunque, a prescindere da tutti i casini che ci sono nell’ambiente del baseball italiano, noi stiamo lavorando per poter far fronte ai nostri impegni. Ho organizzato un settore marketing di buon livello e confido che sia possibile proporre bene il nostro prodotto e convincere degli sponsor ad unirsi alla nostra realtà. E affiancarci in questo progetto. Se ciò avverrà, e se pertanto avremo delle valide risorse economiche, potremo completare la squadra anche con giocatori, italiani e stranieri, di un certo spessore”. 
“Il 2019 – prosegue Massimo Bassi Andreasi – è un anno importante e stimolante per il baseball del nostro territorio: due Club nella massima serie, ci sarà il derby, la Fortitudo organizzerà la settimana di Coppa dei Campioni e ci saranno partite che ospiteremo anche noi al “Teseo Bondi” di Castenaso. Poi a settembre l’evento al “Falchi” di Bologna del Torneo Preolimpico che assegna un posto per i Giochi di Tokio 2020. Ci sono tutti i presupposti affinchè il baseball del territorio bolognese possa offrire un prodotto interessante e coinvolgente. Siamo Baseball City”.
Oggi è un giorno speciale anche – ovviamente – per Marco Nanni. Aveva lasciato la Fortitudo nel 2015 dopo un decennio di tutto rilievo da capoallenatore, facendo vedere un baseball di alta espressione difensiva e guidando la “Effe” alla conquista di 2 scudetti (2009 e 2014), 4 Coppe Italia (2008, 2010, 2012, 2015), 3 Coppe dei Campioni (2010, 2012, 2013). Un anno di sosta, poi la chiamata di San Marino. Parentesi breve, non ci fu il giusto feeling tra il Club della Repubblica del Titano e il tecnico bolognese. E’ stato a quel punto che è entrato in scena Massimo Bassi. Sottoponendogli il suo progetto. Gli ha affidato il Castenaso. Da correggere, da risistemare. Da impostare, da organizzare meticolosamente, anche nei più piccoli dettagli. Un Castenaso al quale trasmettere un’identità tecnica e una mentalità professionale. Soprattutto, un Castenaso da far diventare vincente. Ecco: per questo progetto, e per questa sfida dove c’era da rimettersi in gioco, Nanni quattordici mesi fa accettò volentieri di fare un passo indietro. Ripartendo dalla A2. C’era da costruire qualcosa d’interessante. Qualcosa che poteva sentire intensamente suo. Una “missione” stimolante. Ha visto giusto. Ha portato a Castenaso la sua “filosofia”, il suo baseball.
Lo capivi, lo capivi in un attimo – andando a vedere le partite di Infante, Venturi, Dreni e compagni – che quello era il baseball di Marco Nanni. 
Un cammino caratterizzato da solidità e costanza: 31 partite vinte, soltanto 7 perdute. 
Ritrovare la massima serie. E ritrovarla, Marco, con la squadra alla quale hai dato la struttura tecnica necessaria per arrivare lassù. Una bella soddisfazione personale.
Una soddisfazione che oggi al raduno sarebbe stata ancora maggiore se avessi potuto avere nel roster quei ragazzi che hanno lottato e faticato, come gli altri, per conquistare la promozione in A1 e che purtroppo non possono vivere questa esperienza. L’avrebbero meritato. Ma lo si poteva anche immaginare, qualcuno ha scelto di non proseguire. Per motivi diversi. Il campionato di massima serie richiede un tipo di impegno, una intensità che qualcuno non si sente di affrontare. Per disponibilità di tempo, oppure perchè la A1 è un cammino più difficoltoso. Pertanto il roster non è proprio quello che avevamo programmato”.
Del gruppo della promozione ci sono Sabbatani e Chiatto come ricevitori; Molina, Infante e Dreni come interni; Venturi, Cancellieri e Scagnolari come esterni. Lanciatori: Miliani, Bassi, Canellini, Rodriguez. Per quanto riguarda gli stranieri, rimarrà ancora con noi Peraza. E’ stato a disposizione del Castenaso per tre anni, in A2, interpretati da protagonista. E la Società vuole dimostrargli la propria riconoscenza, per l’impegno e la professionalità che il cubano ha dimostrato. Logicamente arriverà un pitcher extracomunitario che sarà in rotazione con i comunitari Miliani e Rodriguez per la partita dei lanciatori stranieri. E spero di poter inserire nel roster un terzo straniero, in position player. Un utility. Il mercato sta offrendo, in tale direzione, situazioni interessanti”.
I nuovi. Un drappello di giovani talenti italiani. Per il monte di lancio l’azzurro Diego Fabiani, ex-Padova. Già tre stagioni di massima serie alle spalle, a cominciare dal 2016. E proprio il primo anno è stato statisticamente il migliore di Diego, con 2.02 di ERA. Fabiani ha dichiarato d’aver scelto Castenaso perchè convinto dal progetto che c’è qui. Ed è arrivato nella cittadina in provincia di Bologna anche Maurizio Andretta, classe 1998, bel prodotto del vivaio dei Rams Viterbo. Un ragazzo che nel 2015 ha vinto l’Europeo con la Nazionale Under 18. Lanciatore mancino, Andretta a Viterbo è stato coltivato con passione e competenza dal compianto Claudio Vaglio. Ha fatto anche un’esperienza in USA allo Junior Charendon College. Un ragazzo emergente atteso ad un salto di qualità è sicuramente Nicolò Loardi, esterno e lanciatore, classe 1991. Già esperienze nel Godo, a Parma, a Brescia, anche tre anni in America. Da Modena entra nella famiglia del Castenaso Baseball il seconda base Simone Alfiniti, classe 1997.
Finisce qui il mercato italiano del Castenaso? No, forse no.
Marco Nanni insegue un sogno. Che è anche quello di Massimo Bassi Andreasi, il general manager.
Un sogno che porta a Nettuno. E che si chiama Paolino Ambrosino.
Se gli parlate di Paolino, a Marco Nanni s’illuminano gli occhi. Ne ha allenati tanti, in carriera, di giocatori. Ambrosino è fra quelli che ha apprezzato di più. “Paolino ha la giusta mentalità. Ha talento, ha corsa, ha forza. A mio parere, è uno dei tre giocatori italiani più forti in assoluto”. 
Non avevo mai sentito Marco Nanni sbilanciarsi così. Per Paolino lo ha fatto.
Ed è talmente grande il rispetto per l’esterno centro nettunese, e l’affidabilità che gli trasmette, che Nanni arriva addirittura ad esclamare… “Pur di avere Ambrosino, sarei disposto a rinunciare ad uno straniero”. 
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Maurizio Roveri

Giornalista professionista, nato il 26 novembre 1949 a Bentivoglio in provincia di Bologna. Ha iniziato la sua brillante carriera giornalistica come redattore di Stadio nel 1974 per passare poco dopo al Corriere dello Sport-Stadio, dove è rimasto fino al gennaio del 2004. E’ iscritto all’Albo dei giornalisti professionisti dal luglio del 1977. Al Corriere dello Sport è stato responsabile del basket e del pugilato nella redazione di Bologna. Capo rubrica per il Corriere dello Sport-Stadio del baseball, sport seguito fin dal 1969 come collaboratore di Stadio. Molte le sue esperienze da inviato a cominciare dai campionati mondiali di baseball del 1972 in Nicaragua, del 1988 in Italia, del 1990 in Canada, del 1998 in Italia, nonché alle Universiadi di Torino del 1970 e ai campionati Europei del 1971, del 1987, del 1989, del 1991, del 1999. Collaboratore del quotidiano “Il Domani di Bologna” per baseball, pugilato, pallavolo dal 2004 al 2007. Creatore del sito internet specializzato sul baseball Doubleplay.it e collaboratore dei siti Baseballitalia.it, Baseball.it e BoxRingWeb.it. Entra con l’inizio del 2012 nel gruppo editoriale di InLiberaUscita, ricoprendo la posizione di opinion leader e di redattore da Bologna. Nel marzo del 2012 è cofondatore del sito specializzato BaseballMania.it di cui oggi è coordinatore giornalistico.

2 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. paolo 1 febbraio 2019 at 21:29 -

    ci sarebbe un grande aquisto per andare per il campionato

  2. paolo palmieri 4 febbraio 2019 at 02:46 -

    Paolino è una persona squisita e un grande professionista .