L’OPINIONE  di Maurizio Roveri.E’ il Club più vincente degli Anni Duemila: 19 titoli (fra scudetti, Coppe dei Campioni e Coppe Italia) negli ultimi 17 anni

Pubblicato il Giu 10 2019 - 12:01pm by Maurizio Roveri
Ho visto – per due sere di fila, nelle partite decisive della European Champions Cup – la Fortitudo più concreta, più solida, più imperiosa di questi suoi ruggenti Anni Duemila. Già così gonfi di imprese e di titoli.
Ho visto la Fortitudo più impressionante forse di sempre, considerando l’alto livello della competizione e il valore indiscutibile della concorrenza. Impressionante la padronanza con la quale ha tenuto il campo, sia nella semifinale di venerdì sia la finalissima di sabato. Impressionanti la sicurezza, la personalità, la determinazione, l’intensità con le quali ha clamorosamente annientato e schiantato dapprima il Neptunus Rotterdam (che da due anni deteneva il titolo di campione d’Europa) e poi l’Amsterdam, le due grandi rappresentanti del forte baseball d’Olanda. 
Ha sollevato stupore la naturalezza che ha accompagnato la squadra allenata da manager Daniele “Lele” Frignani in una semifinale e in una finale di Champions Cup che si annunciavano difficilissime. 
Le più recenti edizioni della Coppa dei Campioni portavano la firma del Neptunus Rotterdam che aveva vinto nel 2015 (battendo in finale proprio la Fortitudo), dei Pirati di Amsterdam vincitori nel 2016 e nuovamente del Rotterdam nel 2017 (ancora un successo sulla pelle del team bolognese) e nel 2018 quando quelli del Neptunus soffocarono il sogno di Rimini.
La pressione era forte, fortissima sulle spalle del gruppo di Frignani, venerdì e sabato. La pressione di non dover sbagliare, di non poter deludere un popolo che aveva riempito lo stadio del baseball bolognese come da tanto tempo non si vedeva più.
La dirigenza della Fortitudo UnipolSai aveva fortemente voluto portare a Bologna la “settimana della Champions Cup”. Inseguendo il sogno di tornare sul tetto d’Europa, dopo i tre grandi bagliori quasi consecutivi del 2010, 2012, 2013 e i successi – decisamente più lontani – del 1973 e del 1985.
Lo sforzo organizzativo e anche economico della Società è stato grande.  Ora toccava alla squadra portare avanti e completare la “missione”. Il pericolo che la pressione potesse pesare come un macigno, sulle spalle dei giocatori in casacca biancoblù, esisteva. Indubbiamente.
Invece… sono stati gli uomini di Lele Frignani a schiacciare gli avversari. A non permettere loro di prendere ritmo, nè di accendersi. Il Rotterdam venerdì, e l’Amsterdam sabato nella finalissima, non hanno avuto mai l’opportunità di entrare in partita. Non gli è stato concesso. Capitan Vaglio, Marval, Fuzzi, Perakslis, Rivero e gli altri guerrieri di Bologna hanno rubato il cuore ai due team d’Olanda.
Clamorosi quei punteggi (10-3 al Rotterdam, l’8-0 del trionfo finale con l’Amsterdam lasciato a zero punti) che indicano quanto la Fortitudo abbia saputo tenere sotto controllo avversari quotatissimi. Fino a far sembrare tutto semplice, semplice…
In realtà lo sforzo di concentrazione e l’intensità mentale sono stati enormi. Pensieri veloci, sempre lì, ben presenti, momento dopo momento, per tutti i 18 inning di due battaglie che la Fortitudo UnipolSai ha dominato. Mai una vera flessione. Gli occhi della tigre. Fissi sull’obiettivo, su ogni azione, su ogni giocata.
Padrona del gioco, padrona dei nervi, padrona delle emozioni. Questa la Fortitudo imperiosa che ha lasciato briciole agli olandesi. Anzi, nella finalissima… neanche le briciole, poichè Amsterdam ha malinconicamente chiuso a zero.
In due serate di grande baseball, che hanno portato al “Gianni Falchi” 4800 spettatori (dati ufficiali), la Fortitudo UnipolSai ha regalato meravigliose sensazioni. E ha proposto – in un Evento così importante – un’espressione tecnica e mentale straordinarie. Che riflettono la mentalità, l’identità, l’organizzazione del Club.
Sì, la Fortitudo Bologna è la Società di baseball numero uno d’Europa. E’ andata a guadagnarsi nel tempo, con tanto buon lavoro, una notevole credibilità a livello internazionale. 
Non è un caso che la Federazione Europea abbia dato alla Fortitudo l’organizzazione della European Champions Cup 2019. E non è per caso che la Federazione Mondiale abbia assegnato a Parma e a Bologna un Evento assolutamente straordinario come un Torneo di Qualificazione Olimpica.  n settembre, dal 22 al 26, allo stadio Europeo di Parma e al “Falchi bolognese, 5 Nazionali in rappresentanza del baseball del Vecchio Continente (le prime cinque classificate dei Campionati Europei) e la migliore rappresentante del baseball africano, si contenderanno un posto per le Olimpiadi di Tokyo 2020. L’unico posto che questo concentramento Europa-Africa metterà a disposizione per i Giochi giapponesi. L’Olanda è favorita, tuttavia l’impresa realizzata dalla Fortitudo UnipolSai nella principale competizione europea per Club è un messaggio che trasmette coraggio al nostro baseball.
La credibilità della quale la Fortitudo gode a livello internazionale la si può notare anche dall’interesse che certi suoi giocatori destano in una mitica franchigia della Major League statunitense! I Chicago Cubs nell’ottobre 2018 hanno fatto firmare un contratto professionistico di Minor League a Robel Garcia, giocatore tra i più forti dell’UnipolSai della stagione scorsa. E attualmente in Treiplo A. Qualche giorno fa, proprio mentre la squadra di Frignani andava a battersi per conquistare il principale Trofeo europeo, i Cubs firmavano un ragazzo – Matteo Bocchi – uscito dal college (l’University of Texas) ma che in Italia è stato tesserato già qualche anno fa dalla Fortitudo Bologna. Bocchi, lanciatore, comincerà la sua avventura professionale da Mesa, in Arizona. 
La performance della Fortitudo nella “cinque giorni” della Champions Cup è ben fotografata dai “numeri”. Eloquenti. Una squadra da 343 di media-battuta e da 1.09 di media punti guadagnati sul lanciatore. E le 59 valide. Addirittura 24 battute extrabase.
E’ la Fortitudo di Francesco Fuzzi – immagine di umiltà e sacrificio – che con semplicità si trasforma nell’uomo dalla miglior media-battuta (462). E’ la Fortitudo di Osman Marval che si sobbarca partita per partita un dispendioso lavoro dietro il piatto di casabase e riesce comunque ad essere il battitore più efficace con 4 doppi, un triplo e un fuoricampo.
E’ la Fortitudo di Raul Rivero che nei suoi 12.2 inning lanciati ha firmato 21 strikeout, concedendo appena 1 base su ball.
E adesso chiamatela “Baseball City” questa città che ha la squadra migliore d’Europa, un Club professionale che ha saputo organizzare perfettamente l’evento della Champions Cup, uno stadio che è un autentico gioiellino.
Ciò che rende speciale questa Società è la continuità ad alto livello. Sempre competitiva. Anche quando perde sette giocatori che erano stati tra i più efficaci per la conquista dello scudetto 2018.   Li ha rimpiazzati con altri giocatori di livello.
La compattezza dirigenziale è il grande motivo d’orgoglio del Presidente Stefano Michelini.
C’è un management – dove spiccano le capacità del direttore sportivo Christian Mura – che lavora con costanza, competenza, tempismo, senso di programmazione. 
La European Champions Cup vinta sabato in una serata magica è il Trofeo numero 19 (fra scudetti, coppe dei campioni, coppe italia) nello spazio di 17 anni. Più di un titolo all’anno.
E’ il Club più vincente di questi Anni Duemila. Dal 2003 per 6 volte Campione d’Italia, 4 volte Campione d’Europa, oltre a 8 Coppe Italia e 1 Supercoppa Italiana.
Impressionante regolarità.
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Maurizio Roveri

Giornalista professionista, nato il 26 novembre 1949 a Bentivoglio in provincia di Bologna. Ha iniziato la sua brillante carriera giornalistica come redattore di Stadio nel 1974 per passare poco dopo al Corriere dello Sport-Stadio, dove è rimasto fino al gennaio del 2004. E’ iscritto all’Albo dei giornalisti professionisti dal luglio del 1977. Al Corriere dello Sport è stato responsabile del basket e del pugilato nella redazione di Bologna. Capo rubrica per il Corriere dello Sport-Stadio del baseball, sport seguito fin dal 1969 come collaboratore di Stadio. Molte le sue esperienze da inviato a cominciare dai campionati mondiali di baseball del 1972 in Nicaragua, del 1988 in Italia, del 1990 in Canada, del 1998 in Italia, nonché alle Universiadi di Torino del 1970 e ai campionati Europei del 1971, del 1987, del 1989, del 1991, del 1999. Collaboratore del quotidiano “Il Domani di Bologna” per baseball, pugilato, pallavolo dal 2004 al 2007. Creatore del sito internet specializzato sul baseball Doubleplay.it e collaboratore dei siti Baseballitalia.it, Baseball.it e BoxRingWeb.it. Entra con l’inizio del 2012 nel gruppo editoriale di InLiberaUscita, ricoprendo la posizione di opinion leader e di redattore da Bologna. Nel marzo del 2012 è cofondatore del sito specializzato BaseballMania.it di cui oggi è coordinatore giornalistico.

1 Commento Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Mah 11 giugno 2019 at 07:01 -

    Nel rinnovare i complimenti alla Fortitudo non solo per la vittoria ma anche per l’impeccabile organizzazione della manifestazione (anche questo non è per nulla scontato) e societaria (anche questo non è scontato) la mia opinione è
    che a livello di movimento si è persa l’ennesima occasione per dare risalto mediatico al potenziale bel prodotto che potrebbe essere il baseball italiano. Se Bologna è una piazza su cui si sa di poter contare anche a livello di pubblico il fatto di non aver trasmesso neanche un’immagine della manifestazione ed il risicato spazio dedicato dai giornali sportivi nazionali continua a lasciarmi perplesso.