L’ex di Nettuno potrebbe essere utile alla Fortitudo (se Camilo dovesse dire no) ma anche al Parma che ha due “visti” da utilizzare

Pubblicato il Mag 30 2014 - 8:49am by Maurizio Roveri
La Fortitudo Bologna e il mistero del battitore che… non trova, o che trova ma non arriva. La vicenda sta diventando un tormentone. O una maledizione. Cerca e cerca, su qualche personaggio interessante la dirigenza bolognese era riuscita a mettere le mani. Poi,  ogni volta che sembrava tutto fatto, il Club biancoblù … s’è sentito dire dei “no”. Magari molto garbati, ma pur sempre risposte negative. Tipo: “Mi dispiace ma preferisco rimanere nella Liga Mexicana”. Oppure: “Tornerei volentieri in Italia, ma… facciamo il prossimo anno?”. Più o meno, ecco il concetto che hanno espresso – l’uno dopo l’altro – Cesar Suarez e Juan Camilo. Sono i due giocatori che la Fortitudo ha trattato con insistenza recentemente, come Baseballmania.eu ha riportato per primo. Le indiscrezioni del nostro sito si erano rivelate giuste. Sembra che con Cesar Suarez ci fosse già la firma, poi… un ripensamento o qualcos’altro che è andato storto e insomma la trattativa è saltata. Con Juan Camilo c’era l’accordo. Anzi, c’è. L’ex di Nettuno e Parma (cinque stagioni nel nostro campionato, dal 2007 al 2011, quattro finali-scudetto, 3 volte perdute con il Nettuno di Bagialemani, e 1 con la casacca del Parma, scudetto vinto e proprio nella serie finale contro Bologna!) continua ad essere nel mirino del direttore sportivo Christian Mura. Lo conferma Marco Nanni, manager della squadra più vincente di questa prima fase del campionato 2014, quando nel comunicato-stampa della Società ammette: “Juan Camilo è un giocatore che è di nostro interesse”. Per proseguire poi… “ma per alcune problematiche è molto probabile che non vestirà la nostra casacca, almeno per questa stagione”. Cerchiamo di interpretare questa frase, alquanto sibillina, che si presta a diverse interpretazioni. Camilo vorrebbe venire a Bologna, tornare a vivere l’atmosfera dell’Italian Baseball League, ha raggiunto un accordo con la Fortitudo, però… è per l’anno prossimo.
Già, la stagione 2015. Quando il battitore mancino di Santo Domingo avrà 39 anni. Ehm, concedetemi un bel po’ di perplessità. Juan Camilo serve adesso. Servirebbe abbastanza presto. La Società bolognese ha “tagliato” Nelson Perez già da tre settimane e non è ancora stato trovato un sostituto. D’accordo che la squadra di Nanni (tutta italiana nelle ultime partite, tranne quando sul monte di lancio si avvicendano Williamson e Rivero) continua a vincere e convincere. D’accordo che tutta questa fretta di scegliere il battitore straniero non c’è (o non c’era) dal momento che la squadra è già matematicamente qualificata ai playoff e pertanto in queste ultimissime settimane di regular season può permettersi di giocare anche in formazione incompleta, tuttavia appare evidente una certa difficoltà nel mettere sotto contratto un giocatore straniero per il resto della stagione.
Eh già, stagione corta. Qui sta il problema. Al massimo finisce il 23 agosto, se le due squadre che disputeranno dall‘8 agosto la serie-finale arriveranno fino a “gara7” per la conquista dello scudetto. Le altre semifinaliste termineranno prima la loro stagione. Dunque, gli stranieri che vengono scelti adesso (vale a dire: il quinto “visto” a disposizione dei Club che parteciperanno ai playoff, più il “taglio” che la Fortitudo Bologna ha deciso di utilizzare) possono giocare da un minimo di due mesi ad un massimo di poco più di ottanta giorni. Periodo breve. Significa contrattini. Ecco perchè è tutt’altro che semplice convincere buoni giocatori a lasciare il Triplo Messicano o altre situazioni per il nostro mini-campionato. Su questo problema dovrà a lungo riflettere la Federazione, perchè la formula di questa stagione (seppure migliorata rispetto alla bruttura dell’anno scorso, ma ci voleva poco…) produce poi disagi e contraddizioni. La formuletta di un campionato a due fasi e a due velocità (una prima parte con due partite settimanali per ogni Club, la seconda fase con il ritorno alle tre gare) è soltanto fumo negli occhi. In realtà mette in difficoltà le squadre da playoff e al tempo stesso non  aiuta a migliorare la “qualità” di un campionato – come quello di IBL – che dovrebbe essere la “vetrina” del movimento. Finchè non si comprenderà questo concetto (o non lo si vuol capire?) il baseball italiano resterà nella mediocrità.
E’ innegabile che sia difficoltoso trovare buoni stranieri che, in questo momento, accettino un’avventura italiana per un periodo così corto. Eppure (nel programmare questa formula da parte di Fibs e Società) non era difficile immaginare questo problema…
Tornando alle ricerche della Fortitudo, sono intense e anche affannose perchè il tempo stringe e perchè sono due i giocatori stranieri che la Società ha bisogno di mettere sotto contratto: il battitore in sostituzione del “rilasciato” Nelson Perez, e il lanciatore che nei playoff si aggiungerà a Williamson e a Rivero. Passano i giorni e da parte del Club del presidente Michelini non arrivano annunci. Mi risulta che la trattativa per il pitcher, da utilizzare nella seconda fase, sia a buon punto. Sul rettilineo d’arrivo.
Come accennavo prima, s’è invece complicata la strada che porta alla firma del battitore. Se davvero Juan Camilo non può rendersi disponibile adesso, e se non ci sarà una “accelerazione” fra oggi e domani con un annuncio ufficiale, allora si slitterà ancora. Avvicinandosi alla data-limite. Ecco perchè la Fortitudo sta ora puntando su giocatori che hanno già fatto parte del campionato italiano e che pertanto non hanno la necessità di dover fare il “visto” (pratica che richiede i suoi tempi burocratici).
Da qualche parte è stato riportato un “rumour” che mi fa un po’ sorridere: non posso pensare che un Club con la credibilità della Fortitudo Bologna stia facendo davvero un pensierino a Wady Almonte! Ha quarant’anni già compiuti, pare sia ancora in attività, ma… stiamo parlando di un giocatore che era a Bologna nel 2005 e cioè 9 anni fa. E’ stato un big. Importante, sì, per lo scudetto bolognese di quella stagione. Però, appunto, sono passati nove anni! Giocò anche una parte del campionato 2006, quando per problemi personali il suo rendimento non fu consistente come quello della stagione precedente. Lasciò un segno, l’arbitro Lino Fabrin sicuramente se lo ricorda ancora…
Dopo quell’episodio accaduto a Godo, e prim’ancora che arrivasse la lunga squalifica da parte della FIBS, la Fortitudo Baseball il 22 luglio 2006 mise fuori roster a tempo indeterminato il giocatore Wady Almonte. E allora, domando, come si può ipotizzare ora un suo ritorno?
Non mi permetto di dare suggerimenti a dirigenti e a tecnici bravissimi, tuttavia vorrei “ricordare” tre giocatori stranamente dimenticati dal baseball italiano di vertice. E che, chissà, potrebbero essere disponibili.
Mi riferisco, per primo, a Ben Harrison lo slugger statunitense che ottime cose ha fatto nella stagione scorsa a Nettuno. Il nativo di Key West, in Florida,  è un utility dotato di notevole potenza nel box di battuta e arrivato in Triplo A con Oklahoma nel 2008 e con Oklahoma City nella stagione successiva. Poi, ancora livello AAA nel 2012 in Messico con la casacca di Saltillo. Complessivamente, Ben Harrison nelle Minors ha disputato 600 partite, 2182 turni alla battuta, 571 battute valide (con 110 doppi, 5 tripli e 86 fuoricampo), 348 rbi. Nella stagione 2013, a Nettuno, questo ragazzone americano della Florida (apprezzato per la sua disciplina, per la mentalità professionale, per l’applicazione) ha fatto registrare un ottimo 325 di media-battuta in regular season con 39 valide (7 doppi, 6 fuoricampo, 26 rbi e 22 bb). E nelle tre partite giocate con il Nettuno in semifinale è arrivato a 364 di average.
Poi, Rodney Medina (classe 1981). Indossando la casacca del Parma nel campionato 2011, Medina è stato il miglior battitore della IBL in regular season con 377 di average (e 5 homers). Complessivamente, considerando anche le partite di semifinale, fece registrare 382 di media-battuta e una eccellente percentuale slugging di 565.
Un ex-nettunese che sta andando forte attualmente nel Triplo messicano è Olmo Rosario: batte 345 di media e propone un apprezzabilissimo 518 di slugging (7 HR, 10 doppi, 1 triplo, 100 total bases in 49 partite). Risulta il secondo battitore più efficace degli Olmecas de Tabasco (Cesar Suarez, quello che doveva arrivare in Fortitudo e poi vi ha rinunciato) è soltanto il nono battitore per media-battuta.
A proposito della Mexican League. Nella squadra degli Acereros del Norte sta lanciando Victor Moreno (1 partita vinta, 2 perse, 8 salvezze, e 16 strikeout in 15.1 inning lanciati), sì, proprio lui, il closer esaltante dello scudetto 2009 della Fortitudo e autore di quel “capolavoro” nel tie-break il pomeriggio del 26 settembre 2010 quando la squadra di manager Marco Nanni sul diamante barcellonese del Montjuic vinse la Coppa dei Campioni.
In Messico sta lanciando benone (e questa è una piacevolissima notizia per il baseball italiano) Tiago Da Silva: il ragazzo italobrasiliano cresciuto come pitcher a San Marino e diventato il “numero uno” nell’Italian Baseball League (con lui sul monte il Club della Repubblica del Titano ha vinto gli scudetti 2008, 2011, 2012, 2013, nonchè la Coppacampioni 2011) si sta facendo veramente rispettare. E’ il re delle salvezze. I suoi “numeri” attuali, indossando la casacca dei Delfines de Ciudad del Carmen: 30 inning lanciati, 2 partite vinte, 3 perse e ben 16 salvezze! E 34 strikeout. Tesserato ancora (ovviamente) per San Marino e inserito nel roster dei Titani, Tiago vivrà però interamente quest’avventura nel Triplo messicano: ormai, là, è un intoccabile.
WordPress Author Box
Maurizio Roveri

Giornalista professionista, nato il 26 novembre 1949 a Bentivoglio in provincia di Bologna. Ha iniziato la sua brillante carriera giornalistica come redattore di Stadio nel 1974 per passare poco dopo al Corriere dello Sport-Stadio, dove è rimasto fino al gennaio del 2004. E’ iscritto all’Albo dei giornalisti professionisti dal luglio del 1977. Al Corriere dello Sport è stato responsabile del basket e del pugilato nella redazione di Bologna. Capo rubrica per il Corriere dello Sport-Stadio del baseball, sport seguito fin dal 1969 come collaboratore di Stadio. Molte le sue esperienze da inviato a cominciare dai campionati mondiali di baseball del 1972 in Nicaragua, del 1988 in Italia, del 1990 in Canada, del 1998 in Italia, nonché alle Universiadi di Torino del 1970 e ai campionati Europei del 1971, del 1987, del 1989, del 1991, del 1999. Collaboratore del quotidiano “Il Domani di Bologna” per baseball, pugilato, pallavolo dal 2004 al 2007. Creatore del sito internet specializzato sul baseball Doubleplay.it e collaboratore dei siti Baseballitalia.it, Baseball.it e BoxRingWeb.it. Entra con l’inizio del 2012 nel gruppo editoriale di InLiberaUscita, ricoprendo la posizione di opinion leader e di redattore da Bologna. Nel marzo del 2012 è cofondatore del sito specializzato BaseballMania.it di cui oggi è coordinatore giornalistico.

8 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Nicolo Balzani
    Nicolò 30 maggio 2014 at 10:34 -

    Scusate ma Marco Grifantini, Brian Sweeney, Anthony Granato (come molti altri reduci del WBC) non sono free agent?

  2. AAA 30 maggio 2014 at 15:59 -

    Ma sig Roveri!! Lei che criticava tanto Rimini per aver preso Cruceta che era stato squalificato per doping, ora suggerisce a Bologna di prendere uno che è stato squalificato per doping??!!
    Wow complimenti per la coerenza! Come al solito 😉

  3. Lucone 30 maggio 2014 at 16:42 -

    Nicolò, nel baseball ad una certa età, se non sono professionisti di un certo livello, PRO, devono cercarsi un lavoro, tenendo il baseball come passatempo amatoriale.
    Vedasi Cicatello, Pugliese e Milano…

  4. max 31 maggio 2014 at 00:13 -

    Grifantini è del Parma, Granato è del San Marino

  5. Maurizio Roveri 31 maggio 2014 at 01:44 -

    Rispondo al signor AAA (bel cognome, complimenti, è per essere fra i primi sull’elenco telefonico?). Ho indicato alcuni giocatori che sono stati “dimenticati” dal baseball italiano. Segnalando in particolare Ben Harrison che ottime cose ha fatto nella stagione scorsa a Nettuno: un giocatore che – se è disponibile – potrebbe essere una brillante soluzione per Bologna che tanto sta faticando a trovare un buon battitore al posto di Nelson Perez. Ma andrebbe benone anche per il Parma, nel caso che la Società del Presidente Rinaldi volesse inserire nel roster il quarto giocatore straniero: fino ad ora ha giocato con tre stranieri (un solo battitore), oltre al pitcher che presumo tessererà per garatre nei playoff. Ho ricordato anche Rodney Medina, che nel campionato IBL 2011 fece registrare la miglior media-battuta della regular season. Ho citato, è vero, Olmo Rosario (il quale sul finire della stagione 2011, quando giocava a Nettuno, venne sospeso e squalificato 6 mesi per essere stato trovato “positivo”) ma questo nome non è un suggerimento che ho dato alla Fortitudo: semplicemente, c’è anche lui nell’elenco di giocatori che hanno fatto parte – in un passato più o meno recente – della Italian Baseball League. Di sicuro, Olmo Rosario non si muove dal Triplo A messicano, dove è attualmente protagonista: 345 di average e 518 di slugging. Un giocatore che invece ho indicato e che – se volesse o potesse liberarsi – sarebbe utile a chi cerca un closer straniero per i playoff, è Victor Moreno. Ripeto: ho fatto semplicemente un piccolo elenco di validi giocatori che hanno giocato, nelle stagioni scorse, in Italia. Sono convinto che a qualche Club un battitore come Ben Harrison avrebbe fatto comodo in questo campionato, già da aprile… Per quanto riguarda il discorso Cruceta, io non criticai il Rimini Baseball. Nel dare (per primo) la notizia della clamorosa trattativa del Club dei Pirati con un eccellente pitcher di grande classe, era corretto giornalisticamente completare l’informazione “avvertendo” la Società che Cruceta in carriera aveva collezionato 150 giornate di squalifica (50 una prima volta, 100 la seconda e le stava scontando) per doping. Nessun dubbio sulla qualità, sul valore del giocatore (e infatti, nel corso della stagione, ho spesso elogiato il rendimento di Cruceta). Tuttavia era doveroso anche accennare alla vicenda del doping. Per completezza di cronaca. Un buon giornalista deve essere il più possibile completo nel divulgare un’informazione. O lei, signor AAA, ha la presunzione di insegnarmi come si fa il giornalista? Sono quarantaquattro anni che faccio questo mestiere, qualcosa penso di avere imparato… In quanto al discorso della coerenza non accetto alcuna osservazione da uno che manca di rispetto e non ha neppure il coraggio di firmare con il proprio nome e cognome. Se la mette sul piano della coerenza e dell’onestà con me, lei ha già perso in partenza…

  6. Luke 31 maggio 2014 at 08:48 -

    Wadi a Bologna sarebbe un gradito ritorno, l’idea mi piacerebbe

  7. prince 31 maggio 2014 at 10:15 -

    Almonte non credo abbia voglia di tornare in Italia , comunque non sarebbe da disdegnare.
    Lei Roveri ovviamente deve scrivere qualcosa, e fare obbligatoriamente polemica, ed è giusto che si passi il tempo scrivendo, perché Io penso che la dirigenza Fortitudina , la migliore in assoluto in Italia, questi giocatori li abbia sicuramente contattati e abbia avuto delle risposte, nell’ articolo invece passa che i dirigenti sono immobili e in balia degli eventi di questo non è giusto accusarli.

  8. Maurizio Roveri 31 maggio 2014 at 14:12 -

    Senta, signor prince, evidentemente Lei non interpreta bene (o non vuole) le cose che scrivo. Innazitutto, credo che nessun altro giornalista del baseball italiano conosca la Fortitudo Baseball e la sua Storia meglio di me. Poichè seguo questo Club dal 1969 (anno del primo scudetto). E mi pare, in tutti questi decenni, di avere spesso, molto spesso, trattato la Fortitudo Baseball con rispetto, con ammirazione, ovviamente anche con affetto perchè è il Club di baseball della mia città. In questi ultimi anni (dallo scudetto 2009 alle 3 Coppe dei Campioni vinte nello spazio di quattro anni) ho più volte sottolineato l’organizzazione, la mentalità, la professionalità della Fortitudo Baseball. Che considero “il fiore all’occhiello” dello sport bolognese. L’ho affermato spesso, qui in Baseballmania oppure in facebook. Anzi, mi sono esposto più di altri giornalisti con qualche frecciatina talvolta nei confronti delle Istituzioni e della città stessa perchè ritengo che un Club come questo sia un motivo d’orgoglio per Bologna e invece noto una certa insensibilità (anche da parte della gente, dei bolognesi, lo dimostra la media di 250 spettatori a partita…). Nella puntata della Top Ten della settimana scorsa ho elencato, punto per punto, i motivi per i quali (secondo me) la Fortitudo ha vinto 15 partite su 16. Pur senza essere la squadra potenzialmente più forte. Ho espresso alcuni concetti: ha vinto perchè fino ad ora è la squadra che ha giocato il miglior baseball, ha vinto per la sua mentalità e per la sua organizzazione (che derivano dalla solidità del Club e così via… E non ho scritto queste belle cose perchè sono di parte (non sono legato a nessun carro, non l’ho mai fatto nè mai lo farò), indubbiamente apprezzo quel che sta facendo la Fortitudo Baseball e c’è anche ammirazione. Tuttavia – da giornalista – debbo anche saper vedere le cose che funzionano meno bene o che – comunque – non convincono. E questo, signor prince, significa fare bene (o almeno cercare di fare bene) il proprio mestiere. Pertanto NON ACCETTO quella sua frase “fare obbligatoriamente polemica” che lei mi addebita e che è lontana, moto lontana dal mio modo di pensare e di essere. Chi mi conosce bene sa che io sono portato più per gli elogi. Tuttavia con onestà ed equilibrio quando ritengo sia necessario esprimere delle perplessità, fare delle osservazioni o una critica (sempre con rispetto e buon senso) mi sembra giusto intervenire. Questo è il compito di un vero giornalista. Ammiro tantissimo la Fortitudo Baseball. Ma io non faccio il tifoso. Faccio il giornalista. Ed esprimo delle opinioni. In maniera garbata. E poi, signor Prince (a proposito: ecco un altro che non ha il coraggio di firmare con il proprio nome e cognome, di esporsi) dov’è che io avrei accusato i dirigenti della Fortitudo??? Non mi sembra proprio… Indubbiamente noto che c’è una certa difficoltà nelle trattative per trovare il giocatore giusto che dovrebbe rimpiazzare Nelson Perez (tagliato già oltre tre settimane fa). Sono stati contattati buoni giocatori ma… chi per un motivo chi per un altro hanno detto no oppure cambiato idea. Poi, sono convinto che la dirigenza arriverà a trovare un valido giocatore. E’ innegabile tuttavia che la vicenda stia vedendo la Fortitudo Baseball un po’ in affanno. E lo indica il fatto che a meno d’una settimana dallo scadere del tempo-limite, non sia stato fatto ancora alcun annuncio da parte del Club. E allora credo che sia corretto – da parte di un giornalista che non voglia mettere la testa sotto la sabbia – segnalare questa situazione. Come è corretto anche osservare che nel dopo-Austin, cioè dopo il 2009, la Fortitudo Baseball sia stata decisamente poco felice nelle scelte dei battitori stranieri. Attenzione: non dico che “ha sbagliato”. Dico semplicemente che le scelte fatte non si sono rivelate – alla lunga – felici. Non colpevolizzo il Club. Però, questa è realtà. E un buon giornalista la Verità deve raccontarla. Sempre. Anche quando – talvolta – a qualcuno può non piacere. In quanto al discorso che io debbo scrivere qualcosa per passarmi i tempo… , trovo questa osservazione molto scorretta, al limite dell’offensivo. Mi permetta signor prince ma è una grossa sciocchezza che Lei ha detto. Nessuno mi obbliga a scrivere di baseball. Lo faccio, e ci perdo spesso ore e ore, mi costa tempo, e fatica, mettendo al servizio del baseball la professionalità e l’esperienza di chi fa questo mestiere da oltre quarant’anni. E se ho deciso di dedicare tutto questo impegno al baseball sappia che lo sto facendo ESCLUSIVAMENTE, unicamente, per cercare di essere utile a questo sport e contribuire a dargli un po’ di visibilità. Credo pertanto di meritare rispetto e gratitudine. Ah, dimenticavo: è vero che nell’Italia di oggi le parole rispetto e gratitudine sembrano scomparse dal vocabolario… Ma per quanto mi riguarda, sono valori ai quali attribuisco ancor molto significato. E chi li merita avrà da me rispetto e gratitudine.