L’allargamento della Serie A1 non entusiasma ed ennesima occasione persa. In realtà la formula favorisce sempre i club di vertice che avranno il loro campionato a quattro squadre. Per le altre otto solo pensiero alla salvezza

Pubblicato il Nov 4 2019 - 10:58am by Ezio Cardea

Renzo Martini

Complimenti al Presidente Marcon che finalmente, vincendo la fiera resistenza dei grandi Club, ha realizzato l’impresa impossibile nell’attuale piccolo mondo del baseball italiano:  l’allargamento del massimo campionato!

Mi sarei aspettato di vedere tanta esultanza in chi ha vinto questo pugno di ferro, tanto clamore, tanti titoloni sui vari siti e sui media… magari anche sulla Gazzetta dello Sport …

Niente di tutto questo. Perché?

Leggo su Baseball.it  https://www.baseball.it/2019/10/26/le-societa-di-serie-a1-votano-lallargamento-a-dodici-squadre-dal-2020/   “Le società hanno ascoltato con attenzione le argomentazioni del massimo dirigente Fibs e in meno di un’ora hanno dato il via libera alla riforma.”

In meno di un’ora Marcon avrebbe “addomesticato” le risolute oppositrici al progetto di allargamento!  C’è da chiedersi se è credibile un simile prodigio o se è più credibile che sia stato “addomesticato” il progetto.

Il sito federale ne ha dato notizia con un articolo stringato sotto un titolo che ha un risalto identico a quello di altri avvenimenti di routine:  “Nel 2020 sarà una serie A1 baseball a 12 squadre”.  Nessuna enfasi in tale messaggio che viene messo in onda come un ordinario ordine di servizio. Eppure si tratta di una riforma cui si arriva dopo tre anni di lotte e di minacciosi ultimatum da parte delle renitenti!

E’ palpabile che qualcosa non quadri.

il  tocco magico che ha consentito il miracolo del fittizio allargamento a 12,  pare studiato apposta al fine di ottenere che il fascio di luce rimanga concentrato unicamente sulle società già privilegiate e fieramente contrarie alla vera politica espansiva tanto attesa dal movimento.  Sicché il raggio mediatico finora concentrato su 8 squadre (7 ultimamente) si restringerà su 4, con tutte le conseguenze negative soprattutto in fatto di appetibilità da parte degli sponsor,  già poco attratti da un campionato quasi “regionale” come lo è ormai da troppo tempo il massimo torneo.

Tutti d’accordo i dirigenti federali sul nuovo format? Qualche riserva è lecita se alla “storica” seduta non hanno partecipato i due bracci destri di Marcon: i vice Presidenti Gigi Mignola e Fabrizio de Robbio.

Il format annunciato da Marcon, uguale nella fase iniziale a quello presentato due anni fa dalla commissione federale  presieduta dal Vice Presidente Gigi Mignola, si differenzia fondamentalmente nella seconda fase.

Infatti il progetto originale  prevedeva che i due gironi successivi alla fase di qualificazione fossero di 6 squadre; nell’impianto presentato da Marcon, invece,  i nuovi gironi hanno un diverso raggruppamento:  4 squadre nel girone denominato Pool Scudetto, destinato all’assegnazione del titolo di Campioni d’italia, e 8 nell’altro girone denominato Pool Salvezza,  destinato all’assegnazione … del puro nulla!  Nessun titolo da assegnare se non quello di campione del Pool Salvezza! Insomma, Campione dei perdenti!

Nel primo progetto la lotta allo scudetto era aperta a 6 squadre, numero già appena accettabile se si parla di regular season, contro le  4 della nuova proposta: cosa che non fa  pensare al proseguimento della regular season, ma ai Play Off.  Non sono play off perché il torneo è all’italiana e non ad eliminazione.

Quindi siamo ancora in “regular season” con sole quattro squadre per uno scudetto:

E’ un film già visto, molto vecchio, che ci porta all’epoca del fallimentare e subito abbandonato “torneo d’Oro”.  Ma ci ricorda anche una ridicola più recente esperienza, anch’essa subito abbandonata,  quando nel 2013 Fraccari chinò la testa di fronte al rifiuto da parte dei Club di IBL di allagare il campionato a 12 squadre: bocciato l’allargamento, le società di IBL –  rimaste quindi in 8 – concessero come “contentino” la creazione di 2 gironi di 4 squadre: conseguentemente … anche il girone per lo Scudetto fu 4 squadre!  L’anno successivo venne abbandonata simile assurdità e si tornò ovviamente al girone unico.

Due esperimenti simili falliti non bastano a farci rinsavire?

Ma un altro particolare demarca il nuovo progetto rispetto alla proposta originale del 2018:  nel “Pool Scudetto”, e solo in questo, le partite settimanali tornano ad essere 3

Le differenze evidenziate sono oltremodo sufficienti perché l’attenzione di pubblico e media si sposti e si concentri unicamente sulle quattro squadre del “Pool Scudetto” le quali saranno anche le uniche protagoniste della  Coppa Italia perché l’ingresso nel relativo Pool viene determinato nella “fase di qualificazione”: non sarà certo l’obbligo dei 4 giocatori ASI (solo tali partite verrebbero prese in considerazione ai fini della selezione per quel trofeo) ad indebolire  i Club veterani della prima serie!

Insomma, un capolavoro a favore delle fortunatissime quattro!

Le 8 squadre che finiranno nel “Pool Salvezza” a cosa possono mirare?  A nulla. Per dirla in modo più brutale: “non c’è trippa per gatti”!    Che equivale a dire:  si attacchino al tram. Non solo: devono star bene attente  a scansare l’ultimo posto in qualifica, pena la retrocessione!

Per quanto osservato poco sopra relativamente al ritorno mediatico, le 8 “cenerentole” restano a bocca asciutta anche a tal riguardo. Anzi, avranno minore esposizione delle società della Serie  A2 nella quale almeno c’è un titolo da vincere che, col ripristino delle promozioni, torna ad essere un valore!

Mi meraviglia che Redipuglia, Godo, Castenaso e Macerata abbiano dato il “via libera” a tale riforma: forse non hanno avuto il tempo di riflettere sulla forte diversità del format illustrato da Marcon  rispetto al progetto originale che, al contrario, avrebbe rappresentato per loro un vero passaggio alla categoria superiore.

Mi auguro in un loro ripensamento, non solo per non autoinfliggersi una annata del tutto insulsa e mortificante per atleti e tifosi che vedono spegnersi fin dalla fine della fase di qualificazione ogni traguardo dovendo gareggiare non per conquistare qualcosa ma solo per non retrocedere, ma per il loro stesso bene e per il bene del movimento che ha bisogno di vere riforme tendenti ad allargare, invece di restringere, l’area oggetto dell’attenzione dei maggiori media, coditio sine qua non  per il recupero degli sponsor e quindi di maggiori risorse per la crescita di tutto il movimento.  .

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Ezio Cardea

Nato a Milano il 9/12/1936, ha svolto attività come giocatore e come tecnico dal 1948 al 1980 partecipando ai campionati di prima serie dal ’55 al ’72, quasi sempre in società milanesi. Abbandonato il campo per impegni di lavoro, ha continuato a collaborare saltuariamente con società milanesi in supporto alle squadre giovanili e all'attività presso le scuole. A contato col baseball praticamente dal dopoguerra ai nostri giorni, ne conosce la sua evoluzione e ne ha evidenziato fin dal 1980 le criticità: prima fra tutte, a suo avviso, quella creatasi a causa della tendenza delle varie amministrazioni federali a potenziare il livello del campionato di punta fino a creare una frattura col resto del movimento, frattura insormontabile se non con l’'ingaggio di una forte percentuale di atleti d’oltre oceano.

21 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Fausto 4 novembre 2019 at 11:19 -

    Si scrive Marcon ma chiamatelo Fraccari. Anzi alla fine della fiera Marcon avrà fatto peggio di Fraccari. Quindi peggio di chi ha portato il baseball italiano sul baratro. Questa formula è l’ennesimo inchino della federazione al Bologna al Parma e al San Marino che così avranno il loro campionato sotto casa. E’ una vergogna e Marcon ne è il responsabile. Le varie Godo, Macerata e Redipuglia fanno ancora in tempo a cambiare idea? Se hanno spazio per far cadere tutto lo facciano, avranno l’appoggio di tutto il resto del baseball italiano che è stanco e schifato di stare sempre alla mercè del Bologna e del San Marino. Ai bolognesi piace vincere facile così Unipol gli apre sempre il portafoglio con la benedizione di Marcon. Vergognatevi

  2. Mah 4 novembre 2019 at 11:56 -

    Anche l’anno scorso l’A1 doveva essere a 12 squadre, vediamo quest’anno se verrà centrato l’obiettivo ovviamente non ottenuto nel 2019. E’ evidente che le società più importanti danno la loro preferenza verso un campionato meno allargato. Meno sono le società che si spartiscono i visti sport CONI per i giocatori stranieri (che evidentemente sono quelli che in Coppa Campioni consentono di essere altamente competitivi) e più sono quelli che saranno a loro disposizione. Altro dettaglio economico non da poco è il fatto che meno sono le squadre e meno durerà la stagione agonistica, consentendo investimenti più importanti verso giocatori comunitari o italiani non del vivaio concentrati però per periodi più limitati rispetto ad un campionato altamente allargato.

  3. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 4 novembre 2019 at 12:05 -

    Ennesima occasione persa? SPERIAMO!

  4. Mike 4 novembre 2019 at 16:32 -

    Intorbidire le acque per far venire a galla i pesci…

  5. Prince 4 novembre 2019 at 19:35 -

    Come faranno poi ad essere 12 le squadre non si sa, mi aspetto un miracolo davvero. Godo continuerà ad esserci se continueranno ad avere aiuti speciali mentre il Califfo con il suo Castenaso pare aver abdicato bruciandosi parecchio e molto probabilmente farà solo attività giovanile.

  6. Giuseppe Saibene 5 novembre 2019 at 02:21 -

    La vedo sempre grigia.

  7. armando paggetti 5 novembre 2019 at 09:09 -

    Infatti mi chiedo quali società chiederanno il ripescaggio?????? Si iscriveranno tutte le 8 aventi diritto????

  8. Alda 5 novembre 2019 at 21:13 -

    CON L’ ELEGANZA E PRECISIONE DI UN FIORETTISTA CARO CARDEA…LEI ARRIVA SEMPRE ALL’ OBIETTIVO.
    È UN GRAN PECCATO CHE LA FEDERAZIONE CONTINUI A METTERE
    IN BELLA MOSTRA ” LA VETRINA” DI UN
    BASEBALL ITALIANO CHE NON ESISTE.

  9. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 6 novembre 2019 at 00:11 -

    Tra i due mali, ovvero la realizzazione di un falso allargameno del massimo campionato ed il terzo naufragio di questa dirigenza federale, è preferibile il male minore cioé il terzo naufragio di questa dirigenza.
    Se, invece, otto società vorranno accettare questo per loro umiliante campionato, allora siamo messi proprio male.
    Spero riflettano bene e rifiutino questa polpetta avvelenata Da rifiutare non perché dà luce alle tre emiliane, ma perché dà luce alle sole tre emiliane! riducendo, anzi dimezzando – e scusate se è poco – il già il raggio mediatico.

  10. Alberto Antolini 6 novembre 2019 at 00:37 -

    Bsera
    Per pura mia curiosità ed informazione:
    – Occorrerebbe comprendere chi nel caso specifico fosse individuato come il vero vincitore “Pirro” in una guerra che non è mai esistita e non ha portato morti virtuali.
    – Non e mai esistita a mia conoscenza storica ne nel 2013 ne mai nessuna vessazione da parte di nessuno sulla partecipazione al campionato allora IBL, se nn ricorso male e spero di non sbagliare fu l anno del Novara, della Reggiana e del Grosseto partito da Arezzo e fonito a Grosseto. (il 2014 fu l anno del campionato pastrocchio a due gironi con differenti artori)
    – non esisrono ne mai sono esistite e su questo la memoria nn mi inganna ne grandi ne piccole, come non esistono squadre privilegiate rispetto alle altre, ognuno cerca con i propri problemi, che a mio parere risultano comuni, di portare un mattoncino a favore dello sport. La applicazione della regola AFI e passata la scorsa stagione con il voto favorevole se la memoria nn mi inganna di Ronchi, Godo, Castenaso, Parma e Nettuno di Fortini.
    – Gusto e lecito porre le proprie opinioni seppur discordanti, meno opportuno continuare a seminare illazioni su presunti scollamenti e disaccordi tra le parti, bene non fa ad uno sport che continua ad arrancare (per tutti nessuno escluso), non e questa la guerra tra Montecchi e Capuletie meppure di Pirro
    – se oltre ai legittimi timori o pensieri dell autore che in questo articolo mi sembra voglia porre alla attenzione dei lettori potesse anche supportare certezze provate sarebbe anche mio desiderio esserne finalmente informato.

    Nonostante opinioni diverse tra le parti io che ho sempre personalmente partecipato negli ultimi oltre due decenni alle riunioni IBL e ex ho sempre notato rematori che hanno sempre remato tutti insieme nella stessa direzione. (e i presidenti erano Notari, Fraccari, Marcon)
    Il clima di scontento e sconforto generale di oggi rimane noto, ma che esista una classificazione di forza in grado di determinare addirittura le sorti del baseball italiano a favore di qualcuno a discapito di qualcun altro (e quale pro aggiungo) mi sembra una affermazione populistica molto molto molto pre elettorale.
    Un saluto

  11. Carlo Naldoni 6 novembre 2019 at 00:53 -

    Caro Prince, sono molto curioso dopo aver letto il Suo commento: mi piacerebbe proprio sapere quali sarebbero gli “speciali aiuti” di cui avrebbe goduto e gode il Godo Baseball (bel gioco di parole!). Credo proprio che ce lo debba, per togliere qualsiasi dubbio od equivoco a chi legge, visto che si insinua che noi godimo appunto di speciali aiuti. Quali? da parte di chi? Quando ne avremmo goduto? Credo che sia suo preciso dovere farlo sapere spontaneamente a tutti, noi compresi, potremmo non essercene accorti.
    La saluto cordialmente.
    Carlo Naldoni Presidente ASD Godo Baseball

  12. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 6 novembre 2019 at 02:39 -

    Sono abituato a rispettare le opinioni altrui ma non accetto mi si attribuiscano cose che non ho detto.
    Dove ho mai parlato di “vessazioni”? Semmai ho parlato dell’esatto opposto.
    Infatti ho attribuito l’insuccesso delle proposte federali di allargamento fatte negli anni scors proprio alla mancanza di “vessazione” ovvero alla mancanza del dictat: il campionato sarà a 12 e le società saranno le seguenti … pena la retrocessione in ultima serie.
    La dirigenza federale presieduta da Marcon ha per ben due volte enunciato la sua proposta di allargamento restando in attesa di adesioni che non sono avvenute. Dov’è la vessazione? Mi pare anche di aver chiaramente giustificato il comportamento delle società di A2 perché è da irresponsabili iscriversi ad un campionato solo ipoteticamente a 12 squadre che, per mancanza di adesioni, potrebbe essere a 10 o 8 squadre (come poi è stato), e per una incauta adesione dovervi partecipare senza avere il livello tecnico adeguato per affrontarlo in modo dignitoso.
    Respingo anche l’addebito di “seminare illazioni”. Le mie sono solo “deduzioni” più o meno logiche dei fatti.
    E’ o non è un fatto che non si sia fatto clamore attorno ad una decisione che ha scatenato scontri, proclami e minacce? E’ un fatto. Quanto ho scritto a proposito di tale tranquillità in ordine ad una decisione di allargamento che solo un anno prima aveva suscitato un putiferio, è solo una più che naturale deduzione!
    Le illazioni son o quelle che non poggiano su alcunché di concreto.
    Verifichiamo se le mie considerazioni poggiano su ipotesi fantasiose (e quindi sarebbero becere illazioni) o su fatti reali non smentibili, e quindi sono sacrosante, magari sbagliate, ma sempre sacrosante deduzioni.
    E’ vero o falso che alla riunione erano assenti i Vice presidenti Mignola e De Robbio? Vero. Possibile che in una riunione così importante mancassero dirigenti di quel calibro? Erano forse impegnati in altre riunioni importantissime? Non mi risulta. Erano forse malati? Non mi risulta. Erano forse beatamente a divertirsi invece di sentirsi coinvolti in una riunione come quella che determina il forma della massima espressione di una Federazione? No, altrimenti sarebbero degli irresponsabili, cosa che assolutamente non penso. Ergo, se penso che la loro assenza abbia una motivazione tecnica, questa non è una illazione, ma una deduzione. Infatti almeno per Mignola c’è anche la prova consistente nel fatto che il format presentato da Marcon è sostanzialmente differente da quello predisposto l’anno prima dalla commissione presieduta dal predetto Vicepresidente.
    Caro signor Antolini, Lei mi fa apparire quello che non sono, per Lei sono uno che semina “illazioni” … insomma sono un essere squallido mentalmente e moralmente … Glielo dico sinceramente: mi fa male, mi sconforta, mi sprofonda nella peggiore tristezza che a volte assale una persona ultraottantenne qual io sono. Ottant’anni di cui oltre settanta per il baseball e per il bene del baseball! Nessun altro interesse.
    Lei, invece? Se è infastidito dalle mie “deduzioni”, evidentemente ha degli interessi che, peraltro, le mie idee non ledono. Semmai tendono ad estendere anche alle altre società gli stessi interessi della società di cui Lei è dirigente.

  13. Carlo naldoni 6 novembre 2019 at 10:54 -

    Caro sig. Prince, mi ha veramente incuriosito. Fa sapere anche a noi per favore quali sarebbero gli”aiuti speciali di cui godrebbe e avrebbe goduto il Godo baseball (che magnifico gioco di parole!). Facile gettare il sasso e nascondere la mano, veda di assumersi le Sue responsabilità e di esplicitare questa neanche tanto velata insinuazione. La prego, ci illumini perché francamente non sappiamo proprio di cosa parli. Spazio per farlo ne ha, pubblicamente ovviamente, non credo sia questo l’ostacolo. Rimaniamo in trepida attesa di scoprire l’arcano e di quali privilegi saremmo omaggiato da parte di chi non si sa. In attesa di un suo gradito riscontro che poi valuteremo e soppeseremo, Le porgiamo i nostri più cordiali saluti. Carlo Naldoni Presidente Asd Baseball Godo

  14. Alberto Antolini 6 novembre 2019 at 16:06 -

    Bsera
    Per pura curiosità ed informazione:
    – Occorrerebbe comprendere chi nel caso specifico fosse individuato come il vero vincitore Pirro in una guerra che non è mai esistita e non ha portato morti virtuali.
    – Non e mai esistita ne nel 2013 ne mai nessuna vessazione da parte di nessuno sulla partecipazione al campionato allora IBL, se nn ricordo male fu l anno del Novara, della Reggiana e del Grosseto partito da arezzo e fonito a Grosseto. (il 2014 fu l anno del campionato pastrocchio a due gironi con differenti attori)
    – non esisrono ne mai sono esistite e su questo la memoria nn mi inganna ne grandi ne piccole, come non esistono squadre privilegiate rispetto alle altre, ognuno cerca con i propri problemi, che a mio parere risultano comuni, di portare un mattoncino a favore dello sport. La applicazione della regola AFI e passata la scorsa stagione con il voto favorevole se la memoria nn mi inganna di Ronchi, Godo, Castenaso, Parma e Nettuno di Fortini.
    – Gusto e lecito porre le proprie opinioni seppur doscordanti, meno opportuno continuare a seminare illazioni su presunti scollamenti e disaccordi tra le parti, bene non fa ad uno sport che continua ad arrancare (per tutti nessuno escluso), non e ne la guerra tra Montecchi e Capuleti e neppure di Pirro contro i romani.
    – se oltre ai legittimi timori o pensieri dell autore che in questo articolo mi sembra voglia porre alla attenzione dei lettori fosse supportato da certezze provate sarebbe anche mio desiderio esserne finalmente informato.

    Concludendo: Nonostante opinioni diverse tra le parti io che ho sempre personalmente partecipato negli ultimi oltre due decenni alle riunioni BL e ex ho sempre notato rematori che hanno sempre remato tutti insieme nella stessa direzione. (e i presidenti erano Notari, Fraccari, Marcon)
    Il clima di scontento e sconforto generale di oggi rimane noto, ma che esista una classificazione di forza in grado di determinare addirittura le sorti del baseball italiano a favore di qualcuno e a discapito di qualcun altro (e quale pro aggoungo) mi sembra una affermazione populistica molto molto molto pre elettorale.
    Un saluto

  15. Andrea Nettuno 6 novembre 2019 at 17:04 -

    Nessun vero cambiamento, 8 partite in più rispetto alla stagione scorsa e campionato che finisce poco più dopo la metà di agosto mentre l’A1 di softball gioca fino a fine ottobre come anche accaduto quest’anno, era meglio un girone all’italiana giocavi 44 partite di regular season a 12 squadre, per lo più senza impegni della nazionale il prossimo anno si gioca poco lo stesso, con addirittura 8 squadre per non fargli finire la stagione anticipatamente le coinvolgono tutte in un girone per la salvezza, federazione veramente poco intelligente per far giocare di più!

  16. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 6 novembre 2019 at 20:14 -

    Caro Presidente Naldoni,
    sui temi caldi del nostro sport ho apprezzato alcuni Suoi interventi su face book dai quali emerge una visione “realistica” dello stato del baseball italiano. Lei è comprensivo verso una dirigenza federale che tenta di trovare una sintesi che risolva lo spinoso problema del necessario allargamento del massimo campionato, e si dichiara disposto ad assecondare le proposte.
    Giusto atteggiamento positivo.
    Tuttavia è necessario cercare di capire se le proposte vanno nella direzione giusta: purtroppo il format proposto dal Presidente Marcon è un fittizio allargamento per le ragioni che ho evidenziato nell’articolo. Anzi, peggiora la visibilità delle 8 squadre escluse dal Pool Scudetto rispetto alla visibilità che avrebbero in un campionato di A2 nel quale c’è un titolo da vincere non più simbolico come negli anni passati, ma reintegrato nel sacrosanto diritto alla promozione.
    Ci si rende conto che – salvo sorprese – le società che aderiscono ad un simile campionato, concludono addirittura già nella fase di qualificazione ogni interesse per il campionato?
    Ci si rende conto che in quella fase di inizio stagione le squadre devono ancora rodarsi e non possono esprimersi al meglio come è nelle possibilità dei Club che possono schierare in campo molti atleti d’oltre oceano già pronti?
    Ci si rende conto che con un simile format ben 8 squadre terminano la fase agonistica all’inizio del campionato mentre la logica dei campionati è che le sorti si decidono a fine stagione, e più le sorti sono incerte fino all’ultimo, più ne guadagna il campionato ?
    Le 8 squadre che falliscono il tentativo di entrare in Pool Scudetto o Coppa Italia giocheranno ben 14 settimane nell’ombra, senza obiettivi! L’idea di giocarsi tutto all’inizio invece che alla fine della stagione è un’idea veramente assurda ed alienante per i giocatori, per il pubblico e per i media! Cosa incredibile oltre che inaccettabile!
    E’ più che evidente che in questo modo il movimento non può crescere, anzi precipita del tutto!
    Purtroppo, Presidente Naldoni, il modo migliore per aiutare la nuova dirigenza Federale a cambiare strategia sta nel non assecondare la realizzazione di campionati che continuano a mantenere al vertice un piccolo numero di squadre, lasciando in ombra come semplici comparse gli altri Club i quali, pertanto, sono chiamati a far parte di un allargamento solo fittizio.
    Invito le future 8 società ombra a riflettere bene prima di lasciarsi ingolosire dall’idea di partecipare al massimo campionato: forse una sola di loro potrà entrare nel Pool Scudetto assieme a Fortitudo, Parma e S.Marino, ma le altre proseguiranno la stagione per loro la più insulsa di sempre.

  17. Alberto Antolini 6 novembre 2019 at 21:25 -

    Bsera
    Esattamente come Naldoni pongo alla attenzione le stesse considerazioni

    ….. quando nel 2013 Fraccari chinò la testa di fronte al rifiuto da parte dei Club di IBL di allagare il campionato a 12 squadre:………
    NON MI RISULTA E SE ESISTESSERO A CONOSCENZA DI QUALCUNO DELLE CERTEZZE SAREBBE PIACEVOLE VENIRNE A CONOSCENZA

    ……. Mi meraviglia che Redipuglia, Godo, Castenaso e Macerata abbiano dato il “via libera” a tale riforma: forse non hanno avuto il tempo di riflettere sulla forte diversità del format illustrato da Marcon rispetto al progetto originale che, al contrario, avrebbe rappresentato per loro un vero passaggio alla categoria superiore…….
    NON E STATO PRESENTATO NESSUN PROGETTO ORIGINALE 2019

    Per quanto riguarda la veneranda eta dichiarata dal sig. Cardea invece Chapeau (complimenti veri e sinceri).

    Da ospite un saluto: passo e chiudo

  18. Carlo Naldoni 8 novembre 2019 at 21:13 -

    Caro Cardea, spesso su molte opinioni espresse abbiamo concordato. Personalmente ritengo che il baseball italiano abbia bisogno di una vera e propria ricostruzione dalle basi. Sono però anche rispettoso delle istituzioni ed in questo caso della fibs e dei suoi vertici che si presentano con una proposta che, se andrà in porto non sarà, per me, l’ottimale ma certamente un miglioramento rispetto al passato. Credo che aumenti la competitività, poi le sorprese sono sempre dietro l’angolo e le assicuro che ce la mettiamo tutta perché diventino realtà. Io spero che si arrivi almeno a questo risultato, se non fosse così, sarebbe certamente una delusione. Da qui però a ribellarsi rifiutando di partecipare ce ne corre. Saremmo certamente insoddisfatti di un campionato ad 8 o anche 10, ma lo onoreremmo anche se non certamente con il morale alle stelle. Il Godo, ricordo, non sottiscrisse la “ribellione” delle 7 sorelle alcuni anni fa, anche se l’obiettivo era diverso. Ciò non toglie che continueremo a batterci lealmente e secondo le regole per cercare di cambiare il corso del nostro movimento nel senso, come ricordato da lei, più volte pubblicamente indicato, sapendo bene anche che non siamo da soli, a cominciare dalla unificazione di a1 e a2, non voglio ora scendere nei particolari. Piuttosto, mi permetta Cardea, sono ancora in attesa di conoscere da Prince quali sarebbero gli “aiuti speciali” ricevuti dal Godo a cui ha accennato, credo che sia una risposta dovuta oppure, se l’insinuazione é gratuita, ci aspettiamo le scuse dello stesso.

  19. Bastiano 8 novembre 2019 at 22:47 -

    Non vi preoccupate arriverà l’Ammiraglio nettunese a salvare il campionato. A Nettuno ormai lo sanno tutti. Lui farà due squadre perché il Nettuno City non saprà dove andare a prendere i giocatori. Allora ci pensa l’Ammiraglio che nella Fibs se la comanda come gli pare e piace, quindi due squadre che a quanto va dicendo in giro, una lotterà per lo scudetto e l’altra farà giocare tutti ragazzi under di qualche età. Da queste parti tutti si chiedono dove andrà a prendere i giocatori per lottare per lo scudetto visto che scapperanno tutti dal Nettuno City ma sembra che Marcon gli crede e quindi sostiene l’Ammiraglio che è bene ricordare l’anno scorso ritirò la domanda di ripescaggio l’ultimo giorno utile. Anche l’anno scorso il prode Marcon ci stava credendo. Ovviamente il tutto fa molto piacere alle altre squadre, vero Antolini? Così a Nettuno si resta nella mediocrità, magari è facile prendere più di qualche nettunese in squadra e si lotta solo tra Bologna, San Marino e Parma. Vero Antolini? Dai che l’hanno capito tutti che vi piace vincere facile, che poi è sempre Bologna che vince. Aprite gli occhi, per risollevare il baseball italiano per prima cosa va cacciata tanta gente. Cominciate a cacciare chi non paga gli stipendi ai giocatori, chi non paga le tasse gara e chi sta pieno di buffi. Sarebbe bello sapere cosa ne pensa Marcon se si ritrova con una squadra under di qualche età in A1, alla faccia dell’alto livello e del campionato di vetrina. Che ne pensa lei Antolini? Le piace giocare contro una under? Che succederà poi se il Nettuno City non avrà giocatori per formare una squadra? Di due se ne farà una sola? Pensate che pastrocchio, una è avente diritto, l’altra chiede ripescaggio. Si vara il campionato e poi una salta. Che si farà alla Fraccari? Colpo di genio e si uniscono le due squadre così da dodici diventano undici. Ma l’anno scorso Marcon non disse che il campionato dispari non si può fare? Allora che succederà? Chiedo a Antolini e Naldoni, le avete chieste queste cose a Marcon? Fatelo al più presto perché a Nettuno le voci sono insistenti e non sono certo positive per la A1 di Marcon. Povero baseball italiano.

  20. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 9 novembre 2019 at 01:05 -

    Un miglioramento, Presidente Naldoni, era nella precedente proposta, quella fermamente avversata. Non nell’attuale che, invece, non sembra avere suscitato reazione alcuna da parte di quelle società che si erano ribellate. Ed è proprio tale acquiescenza a convincermi che le modifiche apportate non andavano nella direzione di un reale allargamento del campionato.
    Converrà con me che sia poco credibile pensare che le superstiti delle 7 sorelle della famosa ribellione di due anni fa, fieramente renitenti anche lo scorso anno, siano improvvisamente rimaste folgorate sulla via di Damasco diventando miti ed acquiescenti agnellini!
    Evidentemente tale conversione non è dovuta ad un miracolo ma alla nuova impostazione del campionato: per quanto simile al format dello scorso anno, in effetti è fondamentalmente diversa al punto che restringe invece di allargare l’attenzione mediatica che viene focalizzata su quattro squadre!
    La nuova proposta, quindi, pur presentata come un allargamento, è l’esatto contrario e, in fondo, soddisfa esattamente i “desiderata” delle predette “superstiti”.
    Lei sa bene che un movimento per crescere ha bisogno di risorse e che queste non possono arrivare se non dagli sponsor. Lei sa anche benissimo che gli sponsor sono attirati da sport che abbiano visibilità, visibilità di cui il baseball ha beneficiato fortemente (crescendo altrettanto fortemente) quando era supportato dai più importanti quotidiani sportivi nazionali: il baseball vi compariva in facciate talvolta anche intere nelle primissime pagine per tutta la durata del campionato: Inoltre la Rai/tv nel trasmettere i notiziari sportivi annunciava i risultati e le classifiche del massimo campionato di baseball.
    In quegli anni si erano accostate al baseball moltissime aziende, anche di grande importanza: Chlorodont, Algida, Coca Cola, Seven Up, Eutophon, Simmenthal, Standa Noalex, Montenegro, Glen Grant, Cercosti, Germal, Derbigum, Parmalat, Grcohe, Mamoli, WoÌld Wision Montepdschi, Danesi, Cariparma, Unipol … tanto per citarne qualcuna!
    Tutte sparite, con l’eccezione di UnipolSai, man mano che i riflettori mediatici si affievolivano. Il baseball di prima serie sopravvive dove il supporto mediatico continua ad essere offerto dai media locali i quali, ovviamente, danno rilievo agli sport che partecipano ai massimi campionati. Da qui la necessità di un sostanzioso allargamento della nostra prima serie.
    Purtroppo il format proposto da Marcon va in direzione opposta.
    Perciò, qualora non si raggiungano 12 adesioni e quindi si debba ripiegare su un campionato a 10 o peggio a 8, vedrei tale eventuale epilogo meno negativo di quel format a 12 perché le società in evidenza sarebbero 10 o 8 e non 4!
    Per questa ragione, caro Naldoni, per il bene del movimento ribadisco quanto scritto nell’ultimo capoverso dell’articolo.
    Non aderire al format proposto dal Presidente Marcon non è un atto di insubirdinazione perché Marcon non ha imposto, ma proposto, Al contrario vuol dire combattere “lealmente e secondo le regole per cercare di cambiare il corso del nostro movimento” e, tuttosommato, aiutare lo stesso Marcon a realizzare una riforma veramente utile al rilancio del movimento.

  21. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 9 novembre 2019 at 01:26 -

    Caro Signor Antolini, è vero o no che l’ex Presidente Fraccari ha proposto nel 2013 un allargamento del massimo campionato? Se la cosa non si è realizzata, deduco che la maggioranza delle società interessate abbiano risposto negativamente. Siccome la “trasparenza” non era una dote di quella dirigenza, nelle cronache ufficiali pubblicate sul sito federale non è mai comparsa nemmeno una sintesi del dibattito. Tuttavia so quanto di quel dibattito fosse contrariato un alto dirigente federale ed esponente del Novara, società che allora faceva parte di IBL: Giuseppe Guilizzoni, mia vecchia conoscenza, che proprio a seguito del mancato allargamento decise di autoretrocedere la sua squadra.

    La Sua seconda obiezione origina da una mal comprensione di ciò che ho scritto in modo evidentemente poco chiaro, e me ne scuso, e che ora cerco di esprimere con maggior precisione.

    Nel parlare del “progetto originale” ho inteso riferirmi a quello presentato sul finire del 2017 e che fu duramente contestato, come ricorda il presidente del Godo Carlo Naldoni, dalle “7 sorelle”. Tale progetto non ha raccolto le adesioni necessarie alla sua attuazione nel 2018.
    Nel 2019, che io sappia, non venne presentato nessun nuovo progetto e, pertanto, è rimasta in piedi la medesima proposta che, nuovamente contestata con una dura presa di posizione da parte della Sua società, dell’UnipolSai e del Rimini, ha fatto la stessa fine.
    La proposta del Presidente Marcon per il 2020, pur ricalcando lo stesso schema di quella originale del 2017, ne è profondamente diversa per le ragioni che ho evidenziato nell’articolo.

    Con questo La ringrazio per i complimenti alla mia veneranda età che, purtroppo non è tale per mia dichiarazione, ma per quell’accidenti dell’Anagrafe!

    E con l’occasione La saluto con simpatia.