La Fortitudo, frattanto, viaggia imbattuta in campionato. Dobboletta il miglior battitore (444). Però… che fatica contro il Redipuglia di un clamoroso Renzo Martini

Pubblicato il Apr 30 2019 - 10:53am by Maurizio Roveri

Lorenzo Dobboletta

Ho visto i Rangers. I Redipuglia Rangers. Li ho visti tenere con coraggio il campo, in trasferta, a Bologna. Nel giorno del loro ritorno sulla scena della massima serie, a distanza di undici anni da quello storico esordio del 2008 in IBL. 

Li ho visti affrontare a muso duro i campioni d’Italia e farli tremare. In gara1, sabato pomeriggio, li ho visti arrivare ad un solo out dagli extrainning. Il tabellone del “Falchi” indicava 2 a 2. Con 7 battute valide della squadra giuliana e solo 5 da parte d’una Fortitudo che non riusciva a trovare ritmo, prigioniera dei lanci di un Josè Escalona da 8 strikeout in 7 riprese lanciate. I Rangers erano lì, con la testa e con il cuore. Graffiando. E inseguendo una performance che sarebbe rimasta nella loro storia. 

Josè Escalona

Omar Polo, rimpiazzando sul monte di lancio un enorme Escalona, aveva cominciato bene il suo lavoro da closer. Non concedendo neanche le briciole ai campioni d’Italia nell’ottavo attacco bolognese. E anche il nono era cominciato bene per il rilievo dei Rangers, il quale dapprima sorprendeva Nick Nosti con un abilissimo pickoff (eliminazione in “ballerina” pitcher-prima base-seconda base-prima base per il corridore dell’UnipolSai) e poi – dopo la base per ball concessa a Ericson Leonora – costringeva il temibilissimo Osman Marval ad una battuta presa al volo dall’esterno centro Efrain Contreras. Due out. I Redipuglia Rangers ad un passo dal portare al decimo inning il Club più vincente del baseball italiano degli Anni Duemila. Ma…

Ma in agguato c’era “Il Capitano”. Alessandro Vaglio, il capitano della Nazionale azzurra e della Fortitudo UnipolSai. 

Vaglio festeggiato dai compagni

I RIFLESSI DI VAGLIO – Va a a prendere posizione nel box di battuta, Ale. Deciso, sicuro. Piedi in posizione giusta, buon equilibrio, pensieri positivi nella mente, sguardo sul lanciat ore per rubargli l’idea e il tempo. Occhi sulla rotazione della palla. La capacità di intuire il tipo di lancio. Riflessi pronti, scattano i polsi, giro di mazza rapido e armonioso. Si sente il “toc” secco e pieno del bastone sulla pallina, che corre sulla sinistra verso il cuscino di terza base. E’ dentro, ancora in territorio buono. Uscirà dopo. 

Qualche attimo di dubbio. I Rangers si fermano, trafitti da quella battuta. Confidando magari in una chiamata di foul ball. Che non arriva. Per l’arbitro è battuta valida. Un doppio. Sulla prodezza del suo capitano mette le ali Ericson Leonora. Che non ha alcuna esitazione e si produce immediatamente in una corsa vertiginosa. L’esterno della Fortitudo spinge forte le sue gambe. E vola a firmare il punto del 3-2 che chiude la partita. 
Il sogno dei Rangers svanisce, scivola via dalle dita. I ragazzi valorosi del manager cubano Frank Pantoja (che è il figlio dell’allenatore che nel 2008 guidava Redipuglia nel campionato di IBL) capiscono com’è il mondo della A1. Dove c’è da fare i conti con la concretezza, il cinismo d’una squadra quale l’UnipolSai di manager Lele Frignani, e dove ci sono giocatori ai quali basta un attimo per rubarti un sogno.
Ho visto i Rangers della Venezia Giulia riprovarci. Nella partita serale. Non si sono disuniti sull’avvio aggressivo di Bologna, balzata sul 4-0 in due assalti ruggenti (impressionante l’homer di Alex Rodriguez). E neppure si sono demoralizzati, i Rangers, di fronte ad un Raul Rivero che lanciava palle di fuoco dalla collinetta del Falchi. 
Hanno avuto pazienza, gli uomini di Frank Pantoja. E sul “grande lampo” del fuoricampo di Renzo Martini al quarto inning hanno preso coraggio. Il ragazzo venezuelano nativo di Punto Fijo, classe 1992, ha spedito la pallina a perdersi nel buio della notte, laggiù oltre la recinzione, sulla sinistra. Un “solo” homer. Per l’1-4. 
Redipuglia era viva. E quando l’Omone (Rivero) è sceso dal monte al termine del quinto inning, con i suoi 10 strikeout come trofeo in un’altra notte da protagonista, i Rangers hanno avuto un sussulto, un’improvvisa emozione. 

Deotto HR

QUELL’HOMER DA 3 DI DEOTTO – Ecco, arrivava il momento della rabbiosa reazione. C’era da dare un tumultuoso benvenuto a Tony Noguera. Il sesto attacco di Redipuglia si trasformava davvero in un assalto. Efrain Contreras conquistava la prima base sfruttando un errore dell’interbase Polonius, poi era una “palla mancata” a farlo volare in seconda base. Renzo Martini, ancora lui, a battere un singolo. Per il punto di Contreras. 2-4. E ancora: singolo di Anderson Hidalgo, che spingeva Martini in seconda. Sul monte Noguera in difficoltà cercava di aggrapparsi all’esperienza. Però non trovava fluidità. Non c’era ritmo nei suoi lanci. E il peggio… stava per arrivare. Nel box Alessandro Deotto. Il ventitreenne catcher di Monfalcone ha folgorato Noguera confezionando un homer a sinistra. Non un homer semplice semplice (ammesso che si possa definire “semplice” una prodezza come un home run…), bensì un fuoricampo da 3 punti. Sulle basi c’erano Martini e Hidalgo. Match capovolto, con un inning da 4 punti. Sul campo dei Campioni d’Italia. Dal 4-0 per Bologna al 5-4 per Redipuglia. Clamoroso.

I Rangers ad inseguire nuovamente un sogno. Però… hanno avuto appena un fazzoletto di tempo per illudersi.
La reazione della Fortitudo è stata tempestosa. Da squadra di carattere, di classe, di personalità. Due punti al sesto inning su due fuoricampo da 1 punto (autori Vaglio e Grimaudo, a far terminare la partita del pitcher “partente” Eduard Pirvu), altri due punti nel settimo attacco bolognese con singoli di Leonora e Marval su Leonel Cespedes, base per ball a Vaglio, un errore di tiro dell’interbase Hidalgo, punto di Marval (sull’errore) e di un Leonora ancora una volta rapidissimo sulle basi. 
Murillo Brolo Gouvea ha poi chiuso con enorme sicurezza (5 strikeout in 2 inning) proteggendo il vantaggio della Fortitudo UnipolSai.
Redipuglia è uscita dal Falchi bolognese con due sconfitte. Ma a testa alta. Ha fatto tutto quel che poteva fare. Con orgoglio. Il lineup è valido, aggressivo, particolarmente con i primi 6 uomini: Boscarol, Contreras, Martini, Hidalgo, Deotto, Cechet. 
Sul monte il veterano (ex-Parma) Jose Escalona, maggiormente coinvolto in casacca-Rangers, responsabilizzato da “partente”, ha recuperato belle motivazioni. Meno convincente invece la partita degli stranieri. Eduard Pirvu ha braccio potente, palla veloce, però deve necessariamente migliorare nel controllo. Il lineup di Bologna lo ha abbastanza maltrattato: 9 battute e 6 punti (5 guadagnati) in 5.1 inning. Negativo il rilievo di Leonel Cespedes: 3 valide concesse e 2 punti subìti in 1.2 rl.
In difesa i Rangers hanno commesso 6 errori in due partite. Troppi. 

Martini HR

IL PERSONAGGIO DEL GIORNO – Comunque, è proprio del Redipuglia il “personaggio del giorno”. Lui è Renzo Martini, nato a Valera in Venezuela, ventisei anni fa. Un giocatore arrivato in Italia nel pieno della maturità. Impatto fortissimo sul campionato italiano di massima serie: 6 battute valide (con 1 fuoricampo e 1 doppio) su 8 turni in battuta. Giocando al Falchi, nel tempio dei Campioni d’Italia. Il suo batting average di 750 è il migliore in assoluto.

Questo ragazzo, alto 1,85 per 86 chili, battitore destro, difensivamente è un interno. Può essere utilizzato in prima base e in terza. 
La prima importante esperienza l’ha avuta negli Stati Uniti facendo parte per cinque anni, da giovanissimo, della Organizzazione dei New York Yankees. In quelle cinque stagioni nelle Minors, dal 2011 al 2015, Martini ha giocato 272 partite, con 957 turni nel box di battuta, 249 valide (106 extrabase: 79 doppi, 7 tripli, 20 homerun), 172 RBI.
Poi, nel 2017 ha partecipato alla Venezuelan Winter League con i Cardenales de Lara. Più recentemente Martini ha giocato parecchie partite nella Liga parallela.

Lorenzo Dobboletta

DOBBOLETTA IL BOMBER DELLA “EFFE” – Bologna, pur con qualche affanno di troppo, continua a vincere. Mantenendo l’imbattibilità. Vittorie strette in quest’avvio di campionato (5-4 e 3-1 contro San Marino; 3-2 e 8-5 contro Redipuglia), ma… pur sempre vittorie. Indicano la capacità di lasciare il segno, anche in tempi di “work in progress”, mentre si sta cercando di scoprire le potenzialità di un gruppo ampiamente rinnovato. Va ricordato che la Fortitudo UnipolSai ha perso – dello squadrone da record del 2018 – giocatori di valore come Robel Garcia, Mazzanti, Lampe, Moesquit, Flores, Beau Maggi, Jorge Martinez. 

Dopo le prime quattro gare del campionato 2019 è un giocatore italiano, il bolognesissimo Lorenzo Dobboletta, il miglior battitore del gruppo di manager Frignani. “Dobbo” batte 444 (4 su 9 per lui, con 2 doppi). Lo segue Alessandro Vaglio con un batting average di 364: 4 valide su 11 turni alla battuta, con 1 homerun, 1 doppio e 4 RBI.

Alex Bassani

BASSANI, UNA GARANZIA – Sul monte di lancio il Club campione d’Italia propone un Alex Bassani impeccabile. Solido, maturo, concreto. Utilizzato da rilievo, Bassani si è calato perfettamente nel ruolo: 2 partite vinte, 0.00 di ERA e 8 strikeout in 7 inning lanciati. Una certezza.

Interessantissime le apparizioni, brevi e importanti, di Claudio Scotti il ventenne lanciatore romano dalle notevoli prospettive. Puntando su di lui e facendolo arrivare a Bologna, la Fortitudo ha fatto la scelta giusta. La strategia dello staff tecnico bolognese prevede l’ingresso di Scotti come primo rilievo del “partente” Andrea Pizziconi. Per 1.2 o 1.1 di palla veloce e buoni K prima di lasciare il monte alla maturità di Alex Bassani. 
Scotti (la stagione scorsa con la casacca del “Città di Nettuno”, giovane lanciatore apprezzato dall’ex-MLB Scott Richmond) ha lanciato 3 inning in 2 partite, firmando 8 strikeout, concedendo 1 sola battuta valida. E nessun punto.
Nella partita dei lanciatori straniero un Raul Rivero motivatissimo ha già prodotto 18 eliminazioni al piatto.
MARVAL ASPETTA LA CHAMPIONS – Avvio di stagione, invece, anonimo per il battitore numero uno della Fortitudo di questi anni, Osman Marval. Sta… battendo (si fa per dire) 2 su 16. E si è fatto eliminare al piatto 7 volte. Un problema? No, no. Anzi, meglio che Osman sia così indietro. Meglio per la Fortitudo, che non ha bisogno di un Marval in forma adesso (sarebbe preoccupante). Il “quattro” del lineup di Bologna dovrà essere al top della condizione fra un mese, per l’evento della “settimana di Coppa dei Campioni” al Falchi. 
Nel frattempo manager Frignani cercherà di capire se Alexander Rodriguez può diventare quel “cinque” nel lineup in grado di proteggere Marval. Come ha saputo fare Peppe Mazzanti nella stagione scorsa.
A proposito di Champions Cup: il direttore sportivo Christian Mura sta definendo l’ingaggio di un forte lanciatore. Che sarà il terzo straniero di Coppa. L’annuncio verrà dato presumibilmente fra una settimana. Un tesseramento che sarà soltanto per la Coppa e che pertanto non inciderà sui “visti” stranieri di campionato. La Fortitudo ha iniziato la stagione soltanto con due stranieri extracomunitari. Dopo la Champions Cup la Società valuterà dove ci sarà maggiormente bisogno di inserire il terzo straniero per il campionato: sul monte di lancio o più presumibilmente in “position player” per avere quel battitore di potenza da affiancare a Osman Marval?
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Maurizio Roveri

Giornalista professionista, nato il 26 novembre 1949 a Bentivoglio in provincia di Bologna. Ha iniziato la sua brillante carriera giornalistica come redattore di Stadio nel 1974 per passare poco dopo al Corriere dello Sport-Stadio, dove è rimasto fino al gennaio del 2004. E’ iscritto all’Albo dei giornalisti professionisti dal luglio del 1977. Al Corriere dello Sport è stato responsabile del basket e del pugilato nella redazione di Bologna. Capo rubrica per il Corriere dello Sport-Stadio del baseball, sport seguito fin dal 1969 come collaboratore di Stadio. Molte le sue esperienze da inviato a cominciare dai campionati mondiali di baseball del 1972 in Nicaragua, del 1988 in Italia, del 1990 in Canada, del 1998 in Italia, nonché alle Universiadi di Torino del 1970 e ai campionati Europei del 1971, del 1987, del 1989, del 1991, del 1999. Collaboratore del quotidiano “Il Domani di Bologna” per baseball, pugilato, pallavolo dal 2004 al 2007. Creatore del sito internet specializzato sul baseball Doubleplay.it e collaboratore dei siti Baseballitalia.it, Baseball.it e BoxRingWeb.it. Entra con l’inizio del 2012 nel gruppo editoriale di InLiberaUscita, ricoprendo la posizione di opinion leader e di redattore da Bologna. Nel marzo del 2012 è cofondatore del sito specializzato BaseballMania.it di cui oggi è coordinatore giornalistico.

4 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Daitarn 30 aprile 2019 at 23:16 -

    Mi auguro che sia uno slugger da affiancare a Osman e Rodriguez,in modo da avere ulteriore profondita’ da opporre a Nettuno e Parma,Nettuno sta facendo addirittura meglio dell’arsenale nucleare della Effe l’anno scorso,560 di SLG contro 515,occorre potenza.Con l’Omone a questi livelli si puo’ intervenire sul line up con un postion player,senza problemi.

  2. Paolone 1 maggio 2019 at 10:42 -

    Scusi Daitarn se la correggo ma quello che lei ha chiamato Nettuno non è il NETTUNO ma il Nettuno Baseball City e sono due cose profondamente diverse. Loro pensano di esserlo e fanno di tutto per confondere le idee alla gente, quindi vanno chiamati per quello che sono, e loro non sono il NETTUNO. La dimostrazione è che sono stati per settimane a scrivere riempiamolo lo stadio e alla prova dei fatti lo stadio era quasi vuoto al momento del playball del campionato. Poi come sempre al sesto inning le persone aumentano e dicono che c’erano mille persone. Tutto falso, i tifosi quelli veri arrivano allo stadio dal primo giocatore che entra nel box di battuta, quindi lo stadio era quasi vuoto. Questo indica che a Nettuno questa squadra chiamata Nettuno Baseball City non è amata come qualche paggetto di corte sta facendo credere a tutti. Semplicemente non rappresenta lo spirito sportivo di Nettuno, il significato di cosa è sempre stato il Nettuno Baseball da sempre e cioè una squadra fatta di nettunesi.

    • Daitarn 1 maggio 2019 at 18:35 -

      Chiedo scusa Paolone,lo chiamero’ City.Al di la’ di tutto spero riusciate a conservare i titoli(del Nettuno vero),come spero lo possano fare a Rimini.

  3. Nespola 2 maggio 2019 at 13:23 -

    Caro Paolone io da Nettuno lo chiamo Nettuno e non City, tu continua a vedere i fantasmi dove non ce ne sono…buona difesa eccellente nel box e ottimo sul monte di lancio, non vedo perché non dovrei essere felice di seguire il Nettuno