Intervista con il grande seconda base della Fortitudo e della nazionale azzurra:”Nonostante tutto il livello del nostro campionato è il più alto d’Europa”

Pubblicato il Gen 16 2020 - 9:34pm by Massimo Moretti

Alessandro vaglio

La nuova stagione sportiva è alle porte. Quella del 2019 è stata eccellente per Alessandro Vaglio che con la Fortitudo Bologna ha conquistato lo scudetto e la European Champions Cup. Con la nazionale purtroppo, è stata mancata la qualificazione olimpica, dove Israele ha sorpreso tutti e nella finale del campionato Europeo l’Olanda ha avuto la meglio in finale.

Oltre ad essere il capitano della nazionale Italiana ed uno dei più forti interni d’Europa degli ultimi anni, Alessandro Vaglio è rappresentante degli atleti del baseball della IBSPA, associazione indipendente a tutela di tutti gli atleti ed atlete, non solo italiani, di baseball e softball e baseball per ciechi.
Abbiamo fatto con Vaglio una chiacchierata a 360° sul baseball italiano. Cosa ti aspetti da questa stagione 2020, con il campionato di serieA1 a 10 squadre?
 La stagione 2020 è alle porte e purtroppo ancora non si hanno notizie certe sul campionato, ci sono ancora diverse variabili. Non c’è stata negli ultimi anni una formula che potesse permettere ad oggi di poter programmare una stagione con il giusto tempismo e le conseguenze ricadono su tutti, soprattutto sugli atleti. Ma nonostante tutto credo che in Italia ci sia della qualità e si giochi un buon baseball, senz’altro il livello più alto in Europa. Perciò mi aspetto un campionato 2020 eccitante. Non vedo l’ora di scendere in campo. Dieci squadre sono un salto in avanti rispetto lo scorso anno, l’importante é giocare il più possibile, é la chiave per migliorare”.
Come rappresentante degli atleti dell’associazione IBSPA come valuti l’ultima stagione conclusa con i casi Netuno City e Liburnia?
Fare il giocatore di baseball o di softball in Italia é di per sé molto difficile in più se non si rispettano gli accordi diventa una situazione pesante da vivere. C’è bisogno di programmazione, di informazione e sopratutto di correttezza, civile e sportiva,altrimenti il contesto diventa insostenibile e di scarso interesse. Chi non rispetta gli accordi va tenuto lontano dal nostro mondo e vanno date ai soggetti interessati le armi per potersi tutelare in caso di inadempienze”.
Un primo risultato raggiunto dall’IBSPA, vi è stato a novembre. Il Consiglio Federale ha proceduto con la modifica della norma imperfetta. Quale sarà l’obiettivo per il 2020, al fine di tutelare ulteriormente tutti gli atleti?
 “L’ IBSPA offre agli atleti un’ assicurazione, uno studio di avvocati sportivi a disposizione e rappresentanza. Ma soprattutto offre informazione, la cosa per me più importante, perché solo avendo atleti informati si possono prendere le giuste decisioni. L’IBSPA lavorerà attivamente per migliorare le condizioni dei giocatori, a prescindere dalla loro età e provenienza. Un altro passo sarà chiedere la revisione della regola per la quale un atleta Over 30 che non è tesserato da 4 anni perde lo status di AFI”.
Cosa si potrà invece fare con il vincolo sportivo che arriva fino a 38 anni? Una modifica dello statuto sarà mai possibile?
 “É sotto gli occhi di tutti la nostra realtà, fatta di obblighi, piccole gioie e grandi sacrifici. Penso che un adeguamento del vincolo sportivo sia necessario. Il rapporto tra i rimborsi spesa e il valore del cartellini di un atleta non sono in linea, non c’è equilibrio e sopratutto l’atleta è vincolato fino a 38 anni d’età. Mi sembra decisamente eccessivo, mi auguro che chi di dovere metta questo argomento in cima alle priorità da trattare per poter costruire una realtà che permetta a tutte le parti ti essere più tutelate”.
E per finire un invito a tutti, atleti e atlete, ad associarsi alla IBSPA di ogni categoria, perchè farlo?
 “Agli atleti consiglio di informarsi il più possibile, di impegnarsi a capire a fondo tutte le regole che muovono il nostro mondo, per non permettere a nessuno di limitare la nostra passione. L’Unione ci permette di poter esprimere le nostre esigenze essendo riconosciuti e rappresentanti da una realtà costruita e scelta dai giocatori stessi. La parte degli atleti non è stata mai ne interpellata ne resa partecipe di alcuna decisione che riguarda il nostro mondo pur essendone gli attori protagonisti. Perciò il consiglio più grande che posso dare agli atleti di oggi e di domani è ASSOCIATEVI! Siate parte attiva del nostro mondo e non in balia degli eventi”.
Ultima domanda, come valuti lo stato di salute del movimento ed una tua considerazione personale sui ripescaggi (in serie B erano solamente 24 le squadre iscritte su le 32 previste).
 “Penso che la parola giusta per definire il nostro movimento sia: sofferente. Stiamo perdendo campi e società mentre invece la tendenza dovrebbe essere inversa. Complici sono molti fattori ma penso che le difficoltà di collaborazione e di comunicazione presenti nella nostra realtà ci impediscono di crescere. Penso che abbiamo tutte le potenzialità per poter far nascere un baseball e softball che possa regalare emozioni, condivisione e rapporti commerciali. Bisogna assolutamente lavorare per garantire ai ragazzi un punto di arrivo per cui valga la pena sacrificarsi altrimenti tutto il lavoro alla base andrà perso. Allo stesso tempo dobbiamo far trovare ai bambini e genitori un ambiente pulito, sano e corretto dove poter crescere. Come già detto c’è molto lavoro da fare e poco tempo da perdere”.
L’Associazione IBSPA sarà presente con il proprio stand a CON6 che si svolgerà a Rimini dal 24 al 26 gennaio 2020.
Chiudo questa intervista ripetendo il post pubblicato da Alessandro Vaglio il 17 aprile 2019, la considero una sintesi perfetta del giocatore di baseball/softball dell’anno 2020.
Vorrei fare una riflessione sul “nostro” mondo del baseball…
Dopo un inverno sicuramente difficile per il nostro movimento e dopo essermi fatto ore ed ore passate a leggere commenti su commenti di chi fa parte del nostro movimento in qualità di tifosi, giocatori, presidenti, dirigenti, giornalisti e quant’altro, mi sorgono alcune domande…
Le parole che più vengono usate nel nostro mondo sono: morto, scomparso, inguardabile, ingiusto, non c’è più il livello di una volta, foto di campi abbandonati, gente che cerca di giustificare il degrado di uno stadio pubblicandone altre di stadi messi peggio, quindi mi chiedo, ma sapete quale immagine diamo nello scenario collettivo della società? Come può tutto quello che stiamo facendo risollevare le sorti del baseball sul nostro territorio quando chi dovrebbe mostrare il bello del nostro sport, la sua magia i suoi insegnamenti non fa vedere altro che il brutto?
Parlate tutti di livello, ma lasciatevi dire due parole da qualcuno che di livelli ne ha visto qualcuno….in Italia al contrario di quello che si crede si gioca un livello alto del baseball… giocare in Italia è difficile, più difficile di quanto si possa immaginare, giocare solo due volte a settimana diminuisce la probabilità di far bene, di allenare l’occhio di avere il ritmo partita, di reagire a lanci che stanno di media sui 90… con tutto il rispetto per i miei predecessori ma lo sport è un evoluzione… si lavora per battere più forte, correre più veloce, tirare più forte con più effetti e con più cambi di velocità, eccellere in questo sport signori e signore è difficile mettetevelo bene in testa, perché mentre prima per eccellere bastava andare al campo essere dotati di un po’ di forza e di tecnica,  oggi è necessario allenarsi 6 ore al giorno… oggi si studiano programmi di palestra di allenamento che sviluppano la forza, piuttosto che la velocità, piuttosto che il volume e resistenza in base al periodo dell’anno in cui ti trovi e poi vai al campo a perfezionare la tecnica… ma la maggior parte di voi queste cose non le sa, volete sapere perché? Perché al campo non ci andate… non andate a vedere gli allenamenti, non andate a vedere le partite, non vi mettete a disposizione di imparare o anche solo di ascoltare chi di questo sport ne fa lavoro… non conoscete le difficoltà di essere giocatore e pretendete che vi venga offerto uno spettacolo da major league ma non siete disposti ad andare allo stadio… vi racconto una cosa, in major league, ma anche come in minor league o in tutti gli altri paesi dove il baseball viene inteso come si deve la gente va allo stadio durante il bp, per vedere come i campioni si allenano alla partita…
bisogna lavorare attivamente per lo sviluppo altrimenti le parole che utilizziamo oggi diventeranno realtà a breve..

Il campionato è zoppo, non si può usare zoppo come termine quando si presenta un prodotto, al campionato manca una squadra vero per una grande perdita, ma le altre squadre si sono rinforzate con i migliori giocatori di Rimini rendendolo ancora più competitivo, più competitivo suona meglio che zoppo se mi permettete…
Con questo mio post non voglio criticare ma ci tengo ad esortare tutti gli appassionati di baseball, tifosi, dirigenti, giornalisti fotografi, il campionato sta per iniziare e tutti gli atleti si sono preparati al meglio delle loro possibilità per offrirvi uno spettacolo… perché questo è  il baseball, questo è il nostro lavoro, dare spettacolo e vorremo darlo ad una platea che si rispetti?
Vi aspetto allo stadio
Grazie E buon Baseball a tutti!!!
Alessandro Vaglio
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Massimo Moretti

Nato nel 1973....aspettando 17 anni lo scudetto. Semplice appassionato di baseball come tutti quelli che vivono nella città del Tridente. Ottima prima base nei tempi (mio giudizio) protagonista assoluto in una partita con la maglia dei Ragazzi del Nettuno B.C. contro gli americani della base Nato di Napoli (ho le prove ed i testimoni). Vanto una presenza al piatto con la maglia del Baseball Club Rovigo in serie C nono inning uomo in base sotto 3 a 1 in quel di Poviglio strike out senza gloria. Ho provato la scalata nelle Minors come da foto profilo ma senza successo. Più che un esperto sono un fanatico.

4 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Ludovisi Franco 17 gennaio 2020 at 12:19 -

    Nessun commento alle parole di Alessandro? Ha detto cose tutte esatte? Non c’è alcuna contestazione da parte di nessuno? Questo è già molto positivo, ma è ancora poco. Commentate nel senso che ha indicato lui: parlate bene di quello che il nostro sport fa bene e non solo male di quello che purtroppo il nostro sport fa male. Riprendo nel 2019 ad allenare una piccola squadra di ragazzini ed attorno a questa trovo iniziative molto rassicuranti per il nostro futuro. Si lavora per far crescere i ragazzi costruendo per loro addirittura il campo con l’illuminazione; tutti i dirigenti e i genitori sono impegnati a fare qualcosa nell’ambito delle cinque squadre messe su da questa realtà; si partecipa con entusiasmo a campionati e tornei, si è spettatori interessati alle partite di tutti e il numero di spettatori in proporzione è assai più grande di quello della massima serie; si riprendono le gare per intero e le si propongono a chi non è presente, insomma parliamo di una realtà viva e penso non unica nel nostro paese. Allora percorriamo questa strada che ci viene indicata da Vaglio: parliamo “ANCHE” bene del nostro sport.

  2. luigi 18 gennaio 2020 at 10:07 -

    Bravo Vaglio grande atleta e bellissima persona, esempio da seguire in tutto per tutto. Grandissimo Ludovisi come sempre che intelligentemente fa una sottolineatura sacrosanta. Tante piccole realtà fatte di volontariato e gratuità stanno in piedi per questo e sono l’anima del movimento di per se già questo è uno spettacolo. Dobbiamo tutti (quelli malati di baseball) “rallentare” un attimo e pensare, prima di tutto amare questo gioco e farlo amare agli altri, il resto viene da se. Grazie Vaglio, grazie Ludovisi.

    • Massimo Moretti 19 gennaio 2020 at 18:10 -

      Si sono d’accordo tante realtà si poggiano sul lavoro, volontario di genitori, dirigenti ed appassionati. Purtroppo però per fare una competizione professionali ci vuole, altro, e quel punto che bisogna codificare per salvare il nostro movimento. Non si può partecipare ad un campionato nazionale se non si hanno i mezzi.

  3. luca 19 gennaio 2020 at 09:08 -

    La rivoluzione è fatta dall’elite e non dal popolo. Ma abbiamo noi del baseball gente di questo spessore? mah!