In difficoltà contro Richmond e Frias ha trovato il walkoff double decisivo di gara2. Un plauso ai “giovani guerrieri” di Guy Trinci

Pubblicato il Ago 19 2018 - 8:34pm by Maurizio Roveri
Aveva raccolto briciole in gara1. Soffrendo, in particolare, i lanci di Scott Richmond sui quali s’era trovato senza ritmo girando a vuoto. Strike out swinging. Colpendo soltanto l’aria, nei suoi primi due turni in battuta. E anche gara2 aveva presentato ostacoli alti davanti agli occhi di José Flores. Tutt’altro che semplice da inquadrare quel “serpentinero” di Marcos Frias, fastidioso con quel caricamento strano – tutto a scatti – ma decisamente efficace e una palla che taglia un casino sull’esterno del piatto. Lanciatore di temperamento e orgoglioso, anche. 
E così anche il sabato di Flores, battitore numero 3 nel lineaup della Fortitudo UnipolSai, era cominciato incassando un altro strikeout. Stavolta senza muovere il bastone. Struck out looking, un K guardato al primo inning. Poco di più negli altri turni in battuta contro Frias: una battutina stitica durante il terzo attacco della squadra bolognese, l’inning del poderosissimo fuoricampo di un Peppe Mazzanti tirato a lucido e dallo swing impressionante. In un angolo del dugout, José guardava con ammirazione (e forse anche con un pizzico di invidia…) la performance del compagno di squadra. E avrebbe voluto imitarlo! Invano. Dalla sua mazza usciva un’altra battutella innocua, controllata dal seconda base, al quinto inning. 
Insomma, non proprio il modo di cominciare i playoff che Flores aveva sognato…
Giocatore di vasta esperienza, il trentunenne venezuelano nativo di Maracay sa bene che nel corso d’una stagione ci sono periodi ruggenti nei quali la mazza gira che è un piacere (a lui era capitato tra maggio e giugno, memorabile il suo “cycle” contro il City nel girone d’andata della regular season: un fuoricampo da 2 punti in apertura, un doppio nella seconda ripresa, un triplo al quarto inning e un singolo al sesto). Ma ci sono anche momenti di minore produttività e fai più fatica ad avere ritmo e solidi “contatti”. E’ normale che sia così. Non si può essere sempre brillanti brillanti.
L’intelligenza di un buon battitore si vede – appunto – dalla pazienza nei momenti di difficoltà. E la s apprezza nella capacità di non perdere fiducia e di saper aspettare. Cominciando anche con l’accontentarsi delle “piccole cose” (che comunque sono preziose), come ad esempio andando a guadagnarsi una base su ball. Ed è ciò che ha fatto José Flores, al settimo inning, sui lanci di Valerio Simone. Finalmente in base. E lì José ha ritrovato il sorriso.
La fiducia. L’orgoglio. La costanza. Quando queste risorse ti accompagnano, il momento magico prima o poi arriva. O ritorna. Ed è quel momento che può farti sentire padrone del mondo, su un campo di baseball, con la tua mazza nelle mani. 
Il baseball trasmette queste fortissime sensazioni. Che sono uniche, speciali, fascinose. 
José Flores ha vissuto quel momento di magìa, sabato notte. Quel walk off double. Con la pallina battuta profonda, là a destra, quasi nell’angolo, imprendibile per l’esterno. Alle 23,45 d’una “gara2” col Nettuno che Bologna aveva lungamente avuto in controllo (sul punteggio di 5-1) e che improvvisamente era impazzita, s’era infiammata, addirittura rovesciata. Con i nettunesi capaci coraggiosamente di un’energica impennata. Aveva ribaltato la sfida, il gruppo di Guy Trinci, confezionando 5 punti uno dopo l’altro fino a portarsi orgogliosamente al comando sul 6-5. Clamoroso. Raro, rarissimo in questo campionato vedere la Fortitudo Bologna andare così in difficoltà.
Si sono guardati in faccia, gli uomini di manager Frignani. Al cambio campo. E afferrando le loro mazze hanno affrontato il loro nono attacco con la sicurezza dei forti.
E José Flores si è acceso. Lampi di fierezza negli occhi. Con Alessandro Grimaudo (disciplinatissimo, prezioso nell’andarsi a prendere la base su ball) e Moesquit sulle basi, il venezuelano ha “letto” il lancio del pitcher avversario. José è tornato ad essere quel clutch hitter che conosciamo. Battitore capace d’essere decisivo.
Sulla curva lanciatagli da Castillo, rimasta un po’ alta, è scattato il giro di mazza di Flores. L’ha anticipata. Colpendola bene. Un toc secco, intenso, inesorabile. Un doppio da due punti, perchè su questa prodezza hanno messo le ali Grimaudo e Moesquit.
Josè Flores “hombre del juego”.
Lui, Josè, qualche attimo dopo essere arrivato sul cuscino di seconda base, non ha avuto quasi nenche il tempo per metabolizzare il tourbillon di emozioni, il nuovo ribaltamento, il 7-6 finale per la Fortitudo, poichè… è stato letteralmente investito dallo slancio, dall’entusiasmo dei suoi compagni di squadra, tutti usciti dal dugout  per correre verso di lui. Sommergendolo di abbracci. L’immagine di un gruppo compatto.
Anche perchè José è un ragazzo al quale vogliono tutti bene. Correttissimo, sempre al servizio dello staff tecnico e della squadra. Mai una parola fuori luogo. Uno che pensa positivo. Calmo, riflessivo. Un uomo spogliatoio. E’ bello avere in squadra un giocatore così.
José Flores, con questo “doppio” che ha deciso per la Fortitudo un avventuroso finale di partita, si è fatto un bel regalo di compleanno. Soltanto il giorno prima, il 17 agosto, il venezuelano di Maracay aveva compiuto 31 anni.
Flores è arrivato nel nostro baseball nel 2015. A Nettuno. Prima tappa l’Angel Service Nettuno2, per compagno di squadra quell’Osman Marval che ha poi ritrovato dalla stagione scorsa a Bologna. Nel Nettuno2, formazione da 11 partite vinte e 17 perse, José Flores nel 2015 confezionò un dignitosissimo 284 di media-battuta, 12 RBI, seppe guadagnarsi ben 28 basi su ball, mettendosi in luce in difesa con un pregevole 936 di percentuale difensiva nel ruolo di interbase. Un rendimento che convinse il Rimini di Rino Zangheri a portarlo ad indossare la casacca neorarancione dei Pirati. Un campionato 2016 da 52 battute valide, 27 RBI e complessivamente 7 errori difensivi in 47 partite.
Dal 2017 è a Bologna. Da un grande Club ad un altro grande Club. In 39 partite con la casacca-Fortitudo 54 battute valide, 41 RBI, 8 errori. Ancora da interbase.
Quest’anno José difende l’angolo caldo di terza base. Nel box è ancor più produttivo: 319 di average al termine della regular season. E 3 errori in 28 partite.
Una curiosità: dal campionato 2015 fino a sabato, José Flores non ha mai saltato una partita.
L’esaltazione della Fortitudo sabato notte, comprensibile dopo la grande paura e lo scampato pericolo, ha fatto da contrasto con la disperazione e le lacrime dei giocatori del Nettuno. I quali vanno ammirati per come hanno saputo stare lì con la testa, sempre, anche quando per sette inning non vedevano la pallina, perchè un gigantesco Raul Rivero era una montagna troppo grande. Non si sono disuniti e non hanno perso morale, i guerrieri di Guglielmo Trinci. Ci hanno provato. Ci hanno provato, quando dal monte di Bologna è sceso l’imbattibile Omone. E sono riusciti a togliere certezze alla Fortitudo, a sorprenderla, a trovarla impreparata, a mettere in ginocchio un buon pitcher come Murilo Gouvea.
La riscossa coraggiosa del Nettuno è partita dai suoi “monelli”: Mattia Mercuri, Federico Giordani, Andrea Sellaroli. E al loro slancio si sono uniti Leo Rodriguez, Paolino Ambrosino ed Edgar Montiel.
Un sogno he si è infranto su quel doppio di José Flores. Questo è il baseball. Bello e crudele. Per i giovani guerrieri del Nettuno e per i loro compagni, passata la comprensibile amarezza, ci deve essere spazio solo per l’orgoglio. Per l’impresa sfiorata. Pr il coraggio dimostrato sabato notte al Falchi di Bologna. Ci riproveranno. Da martedì, a Nettuno.
Foto Lorenzo Bellocchio
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Maurizio Roveri

Giornalista professionista, nato il 26 novembre 1949 a Bentivoglio in provincia di Bologna. Ha iniziato la sua brillante carriera giornalistica come redattore di Stadio nel 1974 per passare poco dopo al Corriere dello Sport-Stadio, dove è rimasto fino al gennaio del 2004. E’ iscritto all’Albo dei giornalisti professionisti dal luglio del 1977. Al Corriere dello Sport è stato responsabile del basket e del pugilato nella redazione di Bologna. Capo rubrica per il Corriere dello Sport-Stadio del baseball, sport seguito fin dal 1969 come collaboratore di Stadio. Molte le sue esperienze da inviato a cominciare dai campionati mondiali di baseball del 1972 in Nicaragua, del 1988 in Italia, del 1990 in Canada, del 1998 in Italia, nonché alle Universiadi di Torino del 1970 e ai campionati Europei del 1971, del 1987, del 1989, del 1991, del 1999. Collaboratore del quotidiano “Il Domani di Bologna” per baseball, pugilato, pallavolo dal 2004 al 2007. Creatore del sito internet specializzato sul baseball Doubleplay.it e collaboratore dei siti Baseballitalia.it, Baseball.it e BoxRingWeb.it. Entra con l’inizio del 2012 nel gruppo editoriale di InLiberaUscita, ricoprendo la posizione di opinion leader e di redattore da Bologna. Nel marzo del 2012 è cofondatore del sito specializzato BaseballMania.it di cui oggi è coordinatore giornalistico.

9 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Daitarn 20 agosto 2018 at 00:01 -

    Sono la classica voce fuori dal coro.Con questi rilievi non si vincera’ un tubo.Infatti,non capitera’ sempre che le mazze del pur potente attacco della F troveranno la strada per risolvere le lacune del monte.Ripeto ,a parte Raul e Martinez non vedo quella sicurezza nei rilievi che un top team come la Fortitudo dovrebbe avere,mancando inoltre di un closer tipico da vittoria in assoluto.Di questo se ne saggeranno le conseguenze prima a Nettuno ed in caso di qualificazione in finale con bullpen avversari ben piu’ dotati.

  2. Marcello 20 agosto 2018 at 14:26 -

    Caro Daitarn, non sei l’unica voce fuori dal coro, pur vincendo, sabato sera eravamo in molti ad essere amareggiati. Per alcuni la mancanza di rilievi è motivo di preoccupazione e qui non si capisce il perché del rilascio di Panerati. Per molti altri, compreso me, la preoccupazione maggiore deriva dal fatto che nei momenti importanti della stagione, vedi semifinali 2017 e le ultime coppe campioni, la gestione del monte di lancio continua ad essere deficitaria, cambi ritardati oppure starting pitcher inventati.
    Ora, penso che la società cerchi in base al budget che a disposizione di trovare il meglio sul mercato, e anche quest’anno lo sforzo è stato fatto, ma penso anche che perseverare sugl errori diabolicum est. Quindi diamoci o date una svegliata

  3. Jim 20 agosto 2018 at 16:08 -

    Chi sono i rilievi delle altre semifinaliste che sono piu forti di quelli del Bologna..??
    Fate nomi e guardate anche le stats se ne siete capaci e se conoscete gli altri rilievi..dubito che avremmo risposte concrete.

  4. Daitarn 20 agosto 2018 at 23:08 -

    Marcello,Panerati e’ stato rilasciato perche’ i tecnici,dopo tanta attesa e tante occasioni,hanno riscontrato che il ragazzo dopo l’infortunio e’ un ex lanciatore,semplice.Ma il problema qui coinvolge anche Pizziconi,che e’ crollato dopo il discreto campionato dell’anno passato,Crepaldi,che nonostante la discreta chiusura recente non mi da mai la sensazione di essere un closer determinante e per ultimo il brasiliano,autore di una ripresa terrificante,per i suoi compagni in primis e per i tifosi dopo.Ora,si hanno quelle mazze li’ in attacco,tutto bene,ma reggeremo?Vinceremo sempre legnando un homer o un doppio per ultimi?Perche’, questo si configura caro Marcello,finche’ hai l’omone e il cubano ai loro standard ottimali ok,ma poi?

    • Luke 21 agosto 2018 at 19:09 -

      Allora complimenti allo staff tecnico che a rilasciato Panerati durante la stagione questa è riconoscenza per un tuo giocatore, se sei in gamba capisci in inverno che è un ex lanciatore e non lo confermi ma durante la stagione è veramente fuori da ogni logica. Ancora complimenti allo staff per averlo rilasciato senza avere un sostituto pronto. Ora si spiegano tante cose. Comunque futuri problemi vostri

  5. Marcello 21 agosto 2018 at 09:19 -

    Jim, lasciando stare le statistiche che in un campionato da 28 partite non possono fare media vedo Rimini superiore con i rilievi e inferiore con i partenti. Ma la mia preoccupazione deriva dalla gestione dei pitcher, in partita e nella costruzione di essi. E già diversi anni che si sbagliano i cambi o ci si inventano dei partenti nelle partite che contano, come è possibile che un lanciatore passi da.essere il partente fisso di una squadra da scudetto e poi l.anno.successivo non si guarda o venga addirittura rilasciato durante la stagione ! A me tutto questo non sembra per niente normale.

  6. Troiani Giuseppe 21 agosto 2018 at 22:40 -

    Daitarn non voglio essere cattivo o infierire su i problemi del Nettuno… Ma i riluevi buoni che ce la??? Forse il Rimini con Kelly Morellini etc etc ma poi basta cosi… I tutra franchezza quando ai l ottavo e il nono del line up che la “buttano fuori” (Vaglio e Maggi) dei rilievi mi importa poco!!

  7. Daitarn 22 agosto 2018 at 19:24 -

    Panerati si e’ distrutto il braccio in quella maledettissima chiamata in Giappone …con i giapponesi che l’hanno costretto ad usare quelle macchine per aumentare la velocita’ del lancio..crack… ed il braccio di Luca se n’e’ andato.Prima era il miglior partente italiano ,una certezza,una garanzia,a tutto c’e’ un prezzo nella vita,purtroppo.Se rimaneva alla F ora sarebbe ancora il numero 1 degli italiani.

  8. Davide 23 agosto 2018 at 23:26 -

    Il fenomeno daitarn… ma chi sei sputa-sentenze… il braccio di Panerati…. la finale Rimini-Nettuno…dopo la sosta la F ha dei problemi dopo la coppa la F perde.. ma chi sei ??perché non fai il manager… il bench coach.. il pitching coach.. l’hitting coach.. o il coach di terza o di prima… così i tuoi colleghi ne sapranno di più e vinceranno 10-20 scudetti di fila …fenomeno…parli sempre dopo e non ci prendi lo stesso tifoso F ma sputi sulla F… ma chi sei …io qui io là io mi ricordo io 40 anni di baseball . Riguarda le squadre più vincenti degli ultimi 10 anni…