Impresa dei Rangers che in due stagioni passano dalla serie B alla A1 sempre con Frank Pantoja alla guida tecnica.

Pubblicato il Set 26 2018 - 2:26pm by Flavio Orati

Tornano ad essere presenti nel massimo campionato di baseball anche i Rangers di Redipuglia, squadra del Friuli Venezia Giulia, regione che ha scritto tanta storia del Vecchio Gioco. Una storia di passione e tenacia, condita con tante competenze tecniche, che ha seminato non solo nel Nord-est una filosofia di gioco fatta di sacrificio e sudore che ha permesso di portare e di giocare ai massimi livelli almeno una società per ogni stagione agonistica. E anche quest’anno dal Carso è salita sulla ribalta nazionale una compagine storica che nel corso degli untimi decenni ha incamerato traguardi e sofferto rinunce imposte solo dalla mancanza di risorse finanziarie adeguate.  Da queste parti non si fanno i passi più lunghi della gamba.

Ma i Rangers di Redipuglia – che giocano all’ombra di quel Sacrario che conserva le spoglie di oltre centomila caduti della Grande Guerra – quest’anno hanno inanellato due conquiste ottenendo, nel corso di due anni, di passare dalla B in A1 dopo un campionato altalenante, ma ricco di pathos e voglia di vincere.

“Ci siamo trovati in alcune circostanze a giocare delle partite in trasferta con numerosi giocatori impegnati con il lavoro, dato che siamo semipro – mi spiega un interno del team giuliano – tanto che ci siamo ritrovati ad avere solo 8 giocatori e 4 lanciatori  da far giocare fuori casa. Lanciatori che non avevano mai battuto. Come a Bolzano dove gli stranieri non avrebbero potuto giocare la seconda partita così Frank Pantoja il Manager cubano da 24 anni in regione e trascinatore dei Rangers con i coach Ivan Mederos e Andrea Bazzarini, ha fatto scendere nel box di battuta Renè Mazzocchi uno dei nostri lanciatori con un campionato impeccabile, digiuno di mazza ma che ci ha fatto vincere l’incontro. E la situazione analoga si è riproposta ancora a Senago quando con le basi piene c’è stata una valida che ha risolto l’incontro”.

Tenacia Giuliana resa possibile dalla passione instancabile del Presidente Sechi affiancato da tutto il direttivo che si sono messi immediatamente all’opera per organizzare la stagione 2019. Un team trascinato in campo anche dall’apporto importante di Eduardo Figueroa e Renè Mazzocchi arrivato a conquistare anche la casacca azzurra della nazionale per il SuperSix.

Come sarà già accaduto chissà quante altre volte, come a Nettuno con padre e figlio Trinci, anche a Redipuglia la storia si ripete: un successo con una contemporanea presenza in campo di padre e figlio.

E proprio nell’ultima partita che ha determinato la vittoria dei Rangers e la possibilità di giocare il massimo campionato, è salito sul monte a rilevare un ottimo Polo al settimo inning  Simone Bazzarini – giunto quest’anno dal Padova – che, come aveva abituato i suoi compagni,  ha chiuso in scioltezza il confronto.

Un abbraccio con il padre e la gioia è esplosa in campo culminata alle 5 di mattina a Redipuglia dove la squadra è stata accolta al ritorno da Bollate da tutti i dirigenti, tifosi e una mega grigliata a base di cevapcici, salsicce wurstel ed uova per tutti.

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Flavio Orati

Flavio Orati sulla soglia dei sessanta - Padova 4/10/55 - ho iniziato come tutti con gli allievi nell'Arcella Padova-baseball che avevo 8 anni. Poi juniores,e la serie C con la squadra dell'oratorio che ci ha accompagnato per molti campionati da eterni secondi in competizione perenne con Verona, storica scuola di riferimento per noi veneti dell'epoca,riuscendo a conquistare in un lontanissimo campionato la possibilità di fare un torneo per passare alla serie maggiore. la gestione ecclesiastica della squadra - i frati di S.Antonio - ha rinunciato alla partecipazione facendo sfumare il nostro sogno rincorso per anni. Sciolta la squadra, abbiamo costruito con le nostre mani in tempo record un campo per farci disputare il campionato autotassandoci - erano tempi duri ma ricchi di solidarietà - tanto che siamo riusciti a creare una società ex novo e disputare almeno tre campionati di C. Nel frattempo uno sponsor quasi vero Bellamio, ha preso in mano il futuro della squadra con molti dissensi che hanno fatto migrare alcuni di noi verso l'altra storica compagine padovana: quella del CUS Padova.Intanto con l'età crescevano anche gli impegni e il nostro baseball spartano e universitario nonostante i campionati di B doveva lasciare il posto alla vita ma fino ai quarant'anni non ho abbandonato se non con qualche rara sosta, la frequentazione dei diamanti. Ed ecco che tornato a Padova ho ripreso a seguire la squadra nella sua performance stupenda della vittoria del campionato A federale e contestualmente anche della coppa Italia: un team che meritava sacrifici ulteriori nonostante la mia BPCO (broncopatia cronica ostruttiva) che non mi fa più respirare tanto bene. Eccomi qua che provo ad interpretare il baseball per le colonne on line di Baseballmania..... secondo la mia pluridecennale esperienza iniziata da esterno centro con l'erba che era più alta di me, per poi giocare in seconda e poi interbase, ma all'occorrenza ho ricoperto tutti i ruoli!!

3 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Fred 26 settembre 2018 at 16:01 -

    Bravi muli !!! Esempio per tutti di serietà societaria , dedizione ed impegno comune ….. E a proposito di comune vedremo cosa farà quello di Fogliano Redipuglia , in termini di supporto logistico , ma mi sa ….

  2. Armando 26 settembre 2018 at 17:42 -

    Complimenti, e il prossimo anno?

  3. €€€ 26 settembre 2018 at 23:34 -

    quindi il prossimo anno si riparte dalla serie c?