Il Vice Presidente della FIBS analizza la situazione attuale:”Da Rimini nessuna comunicazione di rinuncia e il City sta rispettando gli impegni presi”

Pubblicato il Feb 11 2019 - 6:59pm by Giovanni Colantuono

Gomez Llewellyn

Il letargo del baseball italiano è arrivato quasi a metà febbraio. Quasi tutte le squadre hanno iniziato la loro preparazione precampionato e si stanno completando i roster con le quali le squadre affronteranno la stagione 2019. Eravamo però rimasti ad alcune situazioni che dovevano essere capite bene. Abbiamo quindi sentito il vice presidente FIBS Gigi Mignola, anche perchè le molte polemiche e le tante parole scritte nelle ultime settimane hanno in effetti creato un po di confusione.

A cominciare dal numero delle squadre che ad oggi risultano iscritte al massimo campionato di A1. Rimini è in bilico e sul Nettuno City ci furono le parole di Marcon dette lo scorso 23 gennaio, in una intervista rilasciata a Baseball.it, che non avevano dato una parola definitiva sul “subjudice” relativo alla posizione del City.

Facciamo il punto della situazione appunto con Gigi Mignola. Ad oggi abbiamo le otto squadre iscritte alla A1?

“A quanto mi risulta attualmente  siamo ad otto squadre iscritte – dichiara Mignola – per quanto riguarda il Rimini non abbiamo avuto ad oggi nessuna segnalazione di ritiro della squadra. Per il City invece continuiamo a monitorare la situazione, come dichiarato dal Presidente Marcon a fine gennaio, e il piano di rateizzazione ad oggi viene rispettato quindi quella situazione di subjudice  non impedisce al Nettuno City di essere iscritta al campionato di A1”.

Però quanto sta accadendo a Rimini è preoccupante. Qual’è la sensazione di Mignola, come andrà a finire? Si resterà in sette?

“La mia sensazione personale è che probabilmente il Rimini non riuscirà a restare nel campionato – dice Mignola – non vedo in questo momento la volontà della dirigenza di mantenere la squadra nella massima serie. In queste settimane si leggono molte cose sulla situazione del Rimini, c’è molta confusione anche su alcune situazioni come quelle dei giocatori comunitari. Attualmente i comunitari hanno lo stesso trattamento degli stranieri, quindi se una società non rinnova i tesseramenti, loro sono liberi di andare dove vogliono. C’era stata in passato una richiesta da parte delle società di equiparare i comunitari agli italiani anche come tesseramento, ma poi non si è andato avanti con questa richiesta”.

Pensando alle proposte fatte di allargamento della massima serie, vista la situazione attuale con il rischio di ritrovarsi con sette squadre, c’è più rammarico o rabbia per non essere riusciti nei mesi scorsi ad attuare quella formula proposta proprio da Mignola alle società?

“Il mio rammarico è tanto. Alla luce di quanto sta succedendo penso che abbiamo buttato due anni di tempo. Appena insediati con il nuovo consiglio federale proposi da subito la formula per l’allargamento della A1 ma fu molto strumentalizzata. Dovevamo fare quei passi indietro per arrivare ad un campionato di almeno di 18 squadre, si sarebbe stabilita una situazione più consona alle attuali possibilità del baseball italiano. In molti hanno detto che l’idea non aveva senso e che non era stata mediata con le società. La mia idea invece è che i tempi erano maturi per quel tipo di campionato, non per colpa delle società ma per colpa della crisi generale che ha messo in difficoltà le società stesse per gestire un club in massima serie. Se in quel momento tutti avessero capito che quello era il modo per combattere le situazioni di crisi, probabilmente oggi non ci saremmo trovati nella situazione attuale. Se la A1 scenderà a sette squadre, di fatto ogni turno ne giocheranno solo 6, e consideriamo che tre di quelle sei saranno anche delle neopromosse, ci rendiamo conto che quella era la strada da seguire da subito. Forse oggi qualche squadra sarebbe rimasta nella massima serie e altre ne sarebbero salite senza troppi pensieri. Sorrido quando in molti dicono che dobbiamo copiare la MLB, senza però dire che in quel mondo giocano sempre, anche la domenica ad ora di pranzo e nel pomeriggio, anche se è festa. Qui in Italia invece si tirano fuori problemi quando si pensa a dover giocare ad esempio di domenica.

Un giudizio infine sulla CON3:

“La CON3 è stata un successo, la definisco una convention giovane. Siamo passati dagli 800 iscritti dell’edizione precedente ai  1000 di quest’anno. C’è stato un ottimo contributo da parte dei tecnici, dei classificatori e degli arbitri nelle sessioni specifiche. Aumentano nuove leve negli iscritti come tecnici, anche molti giovani, e quindi direi che stiamo raccogliendo i frutti di quanto fatto nelle ultime due convention. Abbiamo il progetto di farla diventare dal prossimo anno una CON5 aprendo a dirigenti delle società ed atleti, quindi direi che la strada è quella giusta”.

 

WordPress Author Box
Giovanni Colantuono

Nato a Nettuno. Ha iniziato la carriera giornalistica nel 1991 nell’emittenza televisiva privata come autore e conduttore della rubrica settimanale sul baseball Casabase. Allievo del Piccolo Gruppo di Giornalismo Radio-Televisivo di Michele Plastino, ha poi collaborato con il quotidiano Il Tempo e con varie agenzie di stampa. Radiocronista di Idea Radio ed autore di due film reportage sulla Coppa Campioni di Parigi del ’91 e dell’Europeo del ’91. E’ stato per tre anni addetto stampa del Nettuno e collaboratore dei siti BaseballItalia.it e Baseball.it.. Nel marzo del 2012 è cofondatore di BaseballMania.it di cui è l'editore e il Direttore Editoriale.

Like us on Facebook
Giovanni Colantuono

Follow me on Twitter
Follow @https://twitter.com/g_colantuono on Twitter
Giovanni Colantuono

25 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Sergio Fioretti 11 febbraio 2019 at 19:33 - Reply

    Il Rimini baseball ha un Consiglio direttivo composto da 2 sole persone: un Presidente interdetto per 120 giorni ed in consigliere perché il vice presidente, Tononi Lelia si è dimesso. Ciò non è ammesso dalle norme federali. Il Rimini baseball ha solo 8 giocatori tesserati (invece di 15) e ciò non è ammesso dalle norme federali. Ls Fibs dovrebbe considerare il Rimini baseball ente aderente e non società affiliata ed escluderlo fal campionato ed il Comune di Rimini dovrebbe revocargli la concessione dello Stadio dei Pirati. Invece cosa fanno ? Nulla.

  2. Sergio Fioretti 11 febbraio 2019 at 19:34 - Reply

    L’articolo 24.16, ultimo capoverso, del Regolamento Organico testualmente recita:”ciascuna società per iscrivere la propria squadra all’attività agonistica federale di competenza deve, entro le scadenza fissate procedere alla compilazione on line del relativo modulo allegando la ricevuta di versamento delle tasse e dei depositi cauzionali previsti”. La fideiussione di € 20.000 non risulta sia stata versata né al 30 novembre 2018, né al 31 gennaio 2019.
    IL RIMINI NON È IN REGOLA

  3. Sergio Fioretti 11 febbraio 2019 at 19:37 - Reply

    Ora qualcuno mi dia spiegazioni se bisogna continuare a raccontare la favolina che è tutto a posto

  4. Nespola 11 febbraio 2019 at 19:49 - Reply

    Signor Fioretti, se sta bene a Mignola e sta bene a Marcon, deve star bene a tutti… Il caso Nettuno 1945 insegna!!

  5. Giuliano Tonti 11 febbraio 2019 at 19:56 - Reply

    Ma ma l’eventuale (🤣🤣) ritiro del Rimini chi lo deve comunicare? Il presidente del Rimini?

  6. max 11 febbraio 2019 at 20:02 - Reply

    ora mi sento rassicurato

  7. Sergio Fioretti 11 febbraio 2019 at 20:16 - Reply

    Sig. Nespola il fatto che stia bene al sig. Mignola e al sig. Marcon non vuol dire che va tutto bene. Il famoso slogan del presidente della FIBS “LEGGI CERTE PER TUTTI” era solo uno slogan per prendere voti ????

  8. Alberto 11 febbraio 2019 at 22:37 - Reply

    Sergio Fioretti è il solito segreto di Pulcinella che tutti sanno ma nessuno vuole applicare le regole… Così si ammazza questo sport, e diamo adito a qualsiasi società di soprassedere alle regole e poi magari ci s i lamenta che la Federazione ha un credito di 200000 euro verso le società!

  9. Alberto Antolini 11 febbraio 2019 at 22:57 - Reply

    DALLA INTERVISTA:
    ………
    Attualmente i comunitari hanno lo stesso trattamento degli stranieri, quindi se una società non rinnova i tesseramenti, loro sono liberi di andare dove vogliono.

    -> C’era stata in passato una richiesta da parte delle società di equiparare i comunitari agli italiani anche come tesseramento, ma poi non si è andato avanti con questa richiesta”…………….

    DALLA NORME FIBS SUL TESSERAMENTO 2019:
    1.1 a) Rinnovo tesseramento
    Procedura on-line
    Le società, entro il 31 gennaio 2019, utilizzando la procedura on line, dovranno provvedere al rinnovo degli atleti/e, in
    primis scaricando il Modello RIN (file Acrobat) dalla sezione “Rinnovi” e dopo la compilazione dello stesso, inserirlo nella
    sezione documenti della Società ed eseguire il relativo pagamento degli atleti rinnovati.
    Il Modello RIN deve raccogliere le seguenti firme:
    • atleti (italiani o stranieri europei) con età inferiore ai 14 anni (poiché svincolati ogni anno) che intendono
    tesserarsi con la medesima società anche per la stagione 2019;
    • atleti (italiani o stranieri europei) che compiono 14 anni nel 2019 e che con la firma si vincolano per la prima
    volta fino al compimento del 38° anno di età i maschi e 32° anno di età le femmine;
    • atleti (italiani o stranieri europei) che Over 38 anni nel 2019;
    • atleti stranieri non appartenenti alla UE che intendono tesserarsi con la medesima società anche per la
    stagione 2019;

    -> Non è, invece, necessario raccogliere la firma degli atleti (italiani o stranieri europei) già vincolati (tra i 15 ed i 38 anni
    compresi i maschi e tra i 15 e 32 anni le femmine

  10. Giulio 11 febbraio 2019 at 23:26 - Reply

    Nel senso che non sa nemmeno le regole? Non male

  11. Nespola 12 febbraio 2019 at 06:28 - Reply

    Signor Fioretti era sarcastica la cosa, “attenti a quei 2” possono fare e disfare del baseball italiano come dove e quando vogliono a loro piacimento… alla faccia del cambiamento…

    • Giulio 12 febbraio 2019 at 17:20 -

      Quindi Sig. Mignola se non ho capito male sostiene che il CF a suo avviso abbia commesso un grave errore in questi 2 anni in cui, sempre secondo lei, ha perso tempo, per quel che riguarda la riforma del campionato?
      Ho capito bene?

  12. Mario 12 febbraio 2019 at 07:48 - Reply

    Sei il solito cantastorie tanto lo che non lo mandi e lo cancelli ma sei un giornalaio devi solo vergognarti

  13. Bianchi Roberto 12 febbraio 2019 at 08:46 - Reply

    Ma come può la Federazione mettere la testa sotto alla sabbia come gli struzzi e fare finta di nulla come se tutto stia andando bene.Cosa aspetta a prendere posizione e decisioni in merito a questa situazione ridicola e triste forse il giorno del play ball quando si accorge che il Rimini non c’è al campo ??? un pelino tardi forse ….

    • Ermanno 12 febbraio 2019 at 10:34 -

      Giusto. Ma cosa vi aspettate di diverso da un vicepresidente federale che ammette di aver buttato via due anni? Dobbiamo ricordarglielo noi che in Consiglio federale hanno una maggioranza schiacciante?

  14. Giovanni 12 febbraio 2019 at 10:10 - Reply

    Situazione grottesca.
    Una società (il Rimini) è in mano a un presidente e ad un consiglio da lui controllato, che sta facendo di tutto per distruggere la squadra. Il presidente stesso ha dichiarato che sta lavorando come general manager di un’altra società (il Nettuno City). E infatti guarda caso tutti i giocatori del Rimini vengono dirottati come pedine al City.
    Questa ambivalenza di ruoli è normale per la federazione?
    Non prendere nessuna decisione in questo caso non mi sembra la soluzione migliore; vuole dire assistere alla morte del baseball e starsene in silenzio.
    Tra sei mesi quando il personaggio di cui si parla avrà completato l’opera e il Rimini Baseball sarà sparito dalla scena, e lui sarà il presidente del Nettuno City, per la federazione sarà tutto regolare?
    Forse in Federazione aspettano una segnalazione ufficiale dalla società che sta subendo il saccheggio? E’ impossibile perchè la società è controllata al 100% da chi sta facendo il gioco sporco.
    La Federazione (e uso il maiuscolo perchè confido ancora nel suo ruolo e nella sua autorità) dovrebbe agire subito per fermare questa agonia; agonia non solo del Rimini baseball ma di tutto il baseball, causata da un unico personaggio a cui evidentemente non sta per nullaa cuore il bene del baseball.

    • alby66 14 febbraio 2019 at 17:09 -

      niente saccheggi………….ma autosaccheggi…….la voce degli svizzeri che dovrebbero rilevare rimini è vera o fantabaseball???……..si riesce a sapere qualcosa?grazie a tutti

  15. Vincenzo Mignola 12 febbraio 2019 at 12:47 - Reply

    Buongiorno, ringrazio il Dott. Antolini, ha evidenziato giustamente un mio errore e lo ringrazio della sua tempestiva messa in evidenza del mio errore, mi sono sbagliato (non tutte le CAA o le regole restano fisse nella mente) e credo che a volte possa capitare!!
    Rispondo alche al signor Ermanno, mi è stata chiesta un opinione personale sul “rammarico o rabbia” e ho risposto per quello che riguarda me, il CF non ha una maggioranza o una minoranza ma, teste pensanti che votano secondo coscienza e dopo un confronto dialettico a volte anche acceso. Infatti le formule proposte definitive sono diverse dalle prime bozze, io ho solo affermato che oggi, dopo quello che è successo, ho l’impressione che sia passato del tempo constatando anche che molti ora chiedono di andare verso ipotesi simili alle prime proposte da me accennate.
    Grazie comunque per gli spunti e le critiche, tutto serve per crescere e migliorare e non sbagliare.

  16. Ermanno 12 febbraio 2019 at 16:04 - Reply

    La ringrazio per la risposta. Le fa onore. Personalmente rimango dell’idea che una federazione deve dare le linee guida dell’attività interpretando la volontà delle società ma senza farsi condizionare. Altrimenti è il caos. E in questo momento sembra che il caos sia totale. Buon lavoro.

  17. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 13 febbraio 2019 at 21:38 - Reply

    Gigi Mignola risponde con sincerità e, come dice Ermanno, la cosa non può che fargli onore.

    Il Vice Presidente Federale ammette in questa intervista rammarico e rabbia per il tempo perso. Posso testimoniare che non si tratta di “senno del poi” perché un certo senso di disagio rispetto alle posizioni in seno al CF era già trapelato in Mignola in occasione di un non recente colloquio telefonico che ho avuto con lui, nel corso del quale ho apprezzato il suo riserbo circa le posizioni degli altri consiglieri. Si è trattato di colloquio privato e pertanto per correttezza non ne ho mai fatto cenno prima.

    Quanto emerge ora evidenzia l’esistenza all’interno del CF di posizioni variegate e comunque non del tutto convinte del progetto di ampliamento della massima serie nonostante l’iniziale approvazione della bozza inviata nel maggio del 2017 alle società di A1 e A2.
    Su tale mancanza di compattezza ha fatto gioco l’azione dirompente di alcune società della ex IBL.
    In ogni caso, a prescindere dai diversi orientamenti dei consiglieri sull’opportunità o meno di prendere certe decisioni, l’idea di Ermanno secondo cui la Federazione deve dare le linee guida dell’attività senza condizionamenti da parte delle società, non solo è giusta ma è DOVEROSA perché sancita dal DISATTESO art. 25.3 dello Statuto Federale, da me citato in molti miei interventi con l’invito alla sua osservanza.

    Aggiungo che detto articolo attribuisce addirittura al Presedente, e non al Consiglio, ” …la responsabilità generale dell’area tecnico-sportiva ed esercita le funzioni apicali di programmazione …”

    A prescindere, quindi, dai diversi orientamenti in seno al CF, dobbiamo dedurre che nemmeno Marcon sia completamente convinto di quell’allargamento (ricordo che Marcon ad inizio mandato aveva ipotizzato di un campionato a 10!); oppure si è del tutto piegato alla volontà dei Club che di fatto continuano a mantenere il bastone del comando almeno per quanto riguarda la gestione della massima serie.

    • luigi 14 febbraio 2019 at 11:10 -

      Concordo, siamo alle solite: allargamento si/no, stranieri, asi/afi e via discorrendo. Ma di cosa stiamo parlando? Ormai è sotto gli occhi di tutti la “recessione” di questo sport, forse il Presidente Marcon, in perfetta buona fede, si riteneva in grado di imprimere un cambiamento radicale, ma non è stato così. Il futuro prossimo, tenuto conto dei numeri, purtroppo, non può che passare per una riforma dei campionati. Il mitico pantera ha indicato una via percorribile come si dice – in economia – a parte i soliti noti nessuno ne tiene conto. Credo sia giunta l’ora di accorpare A1 + A2 in un unico campionato da chiamare banalmente serie A; a gironi interregionali con doppi o tripli incontri, stranieri ridotti al minimo, meno vincoli per gli impianti, insomma una cosa accessibile ai meritevoli e ai più invece che ai meno. Allargamento massimo possibile della serie B con solo giocatori italiani e stop. La C1 o C eccellenza e la C2 o C junior o D come era una volta per chi inizia a calcare i campi e per gli ex o under 18…Base interregionale, trasferte corte, possibilità di giocare anche infrasettimananale per chi se lo può permettere, Campionati che si fermano le sole due settimane di ferragosto e che proseguissero fino ai primi di ottobre. Si giocherebbe molto di più tutti e i vivai diventerebbero indispensabili per tutto il movimento. Se per Bologna, Parma, San Marino e Nettuno non va bene, beati loro che hanno struttura e finanza si facciano un campionato per loro a parte con buona pace di tutti. Saluti.

  18. Bologna 14 febbraio 2019 at 15:40 - Reply

    Nubi funeste nella bassa bolognese, qua si rischia di rimanere in 5, la crisi attanaglia anche il tanto decantato Castenaso di Bassi !

  19. flavio orati 14 febbraio 2019 at 23:15 - Reply

    …………………Aspettando con ansia il play-ball…………………..
    MAMMA MIA… MAMMA MIA… che succede?… è davvero spaventoso che un presidente di federazione sia così paurosamente latitante. Assente e senza opinione, sembra nascondere chissà quale “Segreto di Pulcinella” quando da oltre due mesi viene chiamato in causa ogni dieci minuti da tutto il mondo della rete su di un fatto che tutta la rete e tutto il mondo del baseball — che grazie ad internet sappiamo tutti seguire questo sport h24 molto bene– discute su ogni piattaforma mediatica, accanendosi e esibendosi in “esercizi da tastiera” (odiosa e odiata espressione) come naturalmente oggi comunemente accade per ogni altra questione dibattuta in tempo reale sulla rete. …………………………si chiede…………………………..
    come possa accadere che continui l’assordante silenzio di una federazione additata ad una palese o presunta violazione di regole richiamate dagli articoli di uno Statuto, citati da nord a sud, da est ad ovest, con l’intero movimento sulla soglia di un baratro galoppante in sella ad una schizofrenia dove grazie a MADRE NATURA si salvano solo i giovani-giovanissimi…
    Siamo a stagione iniziata e ancora tutti si stanno interrogando in quante squadre giocheranno il massimo campionato italiano — 8; 7; 6 ???— da dove dipendono non solo le qualificazioni internazionali per club?….
    che povertà, che fondo del “bidone” …. (bidone tradotto con molta sofferenza)… parole, parole da ogni angolo.
    Intanto le azioni che producono fumo nel nostro movimento, che vive già nella nebbia, si susseguono pressanti un l’altra affiancate da voli pindarici generati da colpi di reni carichi di rare soddisfazioni provenienti da basse competizioni o da guerre tra “poveri”… Intanto a poco più di 60 giorni dall’open day tutto il mondo ci osserva e si interroga se gli incontri rispetteranno il calendario o se quest’anno ci riserverà ancora nuovi effetti speciali…
    Scusate questo mio sfogo: ..in ogni caso viva il baseball.

  20. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 15 febbraio 2019 at 11:25 - Reply

    Finora in maniera così “realistica” abbiamo osato esprimerci solo in pochi.

    Grazie, Flavio, per aver molto ben usato l’odiata “tastiera” per unirti al mio invito rivolto a chi ha, per Statuto, l’onere e il dovere di governare il movimento: invito a DARSI UNA MOSSA e DECIDERE SECONDO LA PROPRIA VOLONTA’ e non secondo quella di coloro che alla fine ottengono ciò cui mirano (status quo) con conseguenti continui default che, ora, toccano persino Club storici.

    La situazione attuale richiede un immediato colpo di spugna con l’immediata attuazione di un programma simile a quello suggerito da Bagialemani: operabilissimo anche coi tempi stretti a disposizione, dato che per tutti i club ne deriverebbero forti economie sulle trasferte e quindi non si pongono problemi logistici tali da non essere pianificabili nel breve periodo che ci separa dall’avvio dei campionati.

    Se si vuol preservare l’ “alto livello” potrebbe benissimo essere presa in esame la mia proposta a 18 squadre che soddisferebbe le triplici esigenze di: “mantenimento del livello attuale”, “espansione territoriale” e reale ripristino di “promozioni/retrocessioni”.
    Come ho già avuto modo tante volte di spiegare.

    Con tale mossa verrebbero recuperate alla prima serie il Padova ed il Padule, verrebbe meno l’incertezza che incombe sul Rimini e forse su qualche altro club. Soprattutto finiremmo una volta per tutte di assistere a questi sempre più pesanti OLOCAUSTI che di anno in anno deprimono il movimento.

    Mi rivolgo ai Club che di fatto dirigono l’orchestra per chiedere qualìè il loro intento: dimostrare di aver annientato Marcon per sostituirlo alle ormai prossime elezioni? Oppure, considerando il continuo crollo di società anche storiche, di rimanere in quattro per un novello “torneo d’Oro” di antica memoria che assennati dirigenti (federali e societari), accortisi dell’errore, hanno RIPUDIATO immediatamente l’anno successivo?
    Chiedo ancora loro: vedendo quel che succede agli altri Club, qual è il loro spirito solidale nel voler mantenere una situazione che immancabilmente crea esclusioni e rinunce al massimo campionato che nulla hanno a che vedere col valore espresso in campo?

  21. Francesco 15 febbraio 2019 at 12:50 - Reply

    Sono sempre più d’accordo con il sig. Cardea. Dal 2020 serie A a 24 squadre !.

Lascia un commento