Il veterano slugger nettunese, che giocherà a Bologna la stagione 2018, racconta i tanti anni da temutissimo “nemico” della Fortitudo

Pubblicato il Dic 15 2017 - 3:48pm by Maurizio Roveri

Quante volte lo abbiamo visto prendere fieramente posizione nel box di battuta, terrore di ogni lanciatore, con quella corporatura robusta e compatta da slugger, con la casacca numero 27 del “suo” Nettuno e anche del Rimini campione d’Italia 2015, braccia poderose, la tipica impostazione del battitore di potenza, le mani ad impugnare la mazza con presa solida e sicura ma non troppo rigida, gli occhi fissi sul movimento del pitcher per intuire il lancio e rubargli il tempo. E poi, la frustata dei polsi. Il giro di mazza vorticoso. Tempismo, rapidità, coordinazione. Per arrivare a colpire la palla con la parte consistente della mazza.

Quante volte abbiamo visto la “34” di Peppe Mazzanti in azione, e il suo swing battere duro qualsiasi tipo di lancio: le palle dritte, gli sliders veloci, le curvette insidiose e fastidiose. Lui te le  piazza lontano e in ogni direzione, a sinistra, al centro, a destra e – abbastanza spesso – più in là, più in là: fuori dal campo. Proiettili che volano inafferrabili.
Lo senti il “toc” secco del legno che colpisce la palla nel punto giusto e al momento giusto, e la scaraventa dove nessun difensore avversario può arrivare. Oppure laggiù oltre la recinzione, dove la pallina va a perdersi nel buio della notte. 
Giuseppe “Peppe” Mazzanti, esponente significativo della “scuola” nettunese, erede di mitici “sluggers” come Bruno Laurenzi, Giampiero Faraone, Guglielmo Trinci, Ruggero Bagialemani, è un battitore destro trentaquattrenne che nei suoi sedici campionati di massima serie (serie A1, poi IBL) ha confezionato 666 battute valide, con 169 doppi, 10 tripli e 67 homers. Oltre a… 424 “punti battuti a casa”, 459 basi per ball, una percentuale slugging di 464 e una OBP di 418. Appare al ventitreesimo posto nella graduatoria di tutti i tempi per percentuale di arrivi in base. 
Inoltre, quel 464 come slugger fa pensare che – ora con nuovi stimoli ed una eventuale ruggente stagione a Bologna – Peppe potrebbe nel corso del 2018 avvicinare o scavalcare personaggi storici che ha nel mirino: Canate, Rigoli, Orlando Munoz, Jairo Ramos.
Intervisto il Campione nettunese, il giorno dopo l’annuncio da parte della Fortitudo dell’accordo raggiunto con il giocatore e con il Nettuno City. Mazzanti giocherà il campionato 2018 a Bologna. Prestito secco. Un anno.
Peppe, sedici anni di aspre battaglie contro Bologna (con la casacca di Nettuno e anche di Rimini). E adesso… entri nella famiglia della Fortitudo UnipolSai. E’ il colpo clamoroso del mercato. Com’è nata l’idea?
“Mi chiamò Christian Mura un paio di settimane fa per avere informazioni, per sapere come stavano le cose qui a Nettuno, io gli ho raccontato la situazione, ci siamo accordati per rimanere in contatto, nel frattempo io avrei verificato quali possibilità c’erano di continuare a giocare a Nettuno. C’erano giocatori che andavano via dal Nettuno City. Io ho parlato anche con l’altra Società, il Città di Nettuno Academy. Chiaro che avrei continuato volentieri a giocare nella mia città. Però non ci sono stati gli accordi giusti. Con il direttore sportivo della Fortitudo avevo lasciato aperta la porta e conseguentemente, a due giorni dalla fine degli svincoli, io ho ritenuto che la scelta migliore per me fosse quella di accettare Bologna. Ho contattato il City, ho detto che avrei fatto un anno fuori, dunque ho detto chiudiamola qui, e così è stato”.
Diventare un giocatore della Fortitudo Bologna, dopo essere stato per più di tre lustri un pericoloso e temutissimo nemico, quali sensazioni ti trasmette?
Tante volte avversario, ma anche tante volte vicino a diventare un giocatore di Bologna. Trattative ce ne sono state in passato, più volte mi sono sentito desiderato dalla Fortitudo, poi il trasferimento non era mai andato a buon fine. Pensavo che non sarebbe avvenuto mai. Invece, stavolta il passaggio è andato in porto. E ne sono felice. La Fortitudo è un grande Club”.
Da ex-avversario, quali sono state in carriera le tue prestazioni più tempestose in sfide contro Bologna?
Naturalmente la serie di finale-scudetto del 2015 quando io ero a Rimini e vincemmo la Italian Series per 4 a 0. Era il dodicesimo titolo tricolore dei Pirati romagnoli. Fu un esito clamoroso: la Fortitudo era andata forte fino a quel momento, dominando la prima fase del campionato (23 partite vinte e 5 perse) e anche la seconda fase (14-4), inoltre era il Club che per un decennio aveva vinto tantissimo, e dunque era difficile immaginare che potesse subire un quattro a zero. Vincemmo tutte le partite, e io in quella serie finale per lo scudetto ebbi un buon rendimento, con 308 di media battuta e 462 di slugging.  Nella stagione precedente il titolo lo aveva vinto Bologna. In gara4 della serie finale del 2014, nella Casa dei Pirati di Rimini, la Fortitudo rimontando lo 0-6 iniziale vinse la partita per 12 a 7. Mi restò la consolazione d’aver battuto un fuoricampo. Un altro ricordo è quella finalissima di Coppa dei Campioni del 2009, con la casacca del Nettuno: sconfiggemmo Bologna 1-0. Però, negli ultimi anni si sono divertiti di più loro contro di me. Nel 2016 io ero tornato a Nettuno  e l’Angel Service incontrò 11 volte la Fortitudo UnipolSai fra regular season e playoff: 8 a 3 il bilancio a favore di Bologna. Ricordo un mio fuoricampo su un lancio di De Santis in una partita che Nettuno vinse in regular season allo Steno Borghese. Nella stagione scorsa 4 vittorie per Bologna e 2 del Nettuno City. E tuttavia l’1 giugno 2017, al Gianni Falchi, feci fuoricampo al mio nuovo compagno di squadra, il grande Raul Rivero, al quarto inning. Quella partita la vinse Bologna 3-2”.
Porterai in Fortitudo le tue caratteristiche di battitore di potenza, il tuo talento, la tua vasta esperienza
Esperienza sicuramente.  Vado per i 35 anni e gioco da tempo, avevo 16 anni nel 1999 quando debuttai in prima squadra con il Nettuno Baseball Club. Ero giovanissimo e le due stagioni successive le feci nella seconda squadra del team nettunese in serie A2. Nel 2002 una importante esperienza negli Stati Uniti, giocando a livello Rookie nella squadra degli Arizona League Mariners, affiliata alla franchigia dei Seattle Mariners. Nel 2003 il ritorno a Nettuno. Ormai posso definirmi un veterano del campionato. Certamente porterò la mia esperienza nel box di battuta. Poi, difensivamente, dove ci sarà bisogno giocherò: in prima base, in terza. E da DH. Penso che la Fortitudo, avendo perso giocatori importanti come Paolino e Samba, abbia pensato anche a me per il box di battuta”.
E comunque la dirigenza e lo staff tecnico stanno costruendo un cast di “mazze pesanti”: ci sarà la tua, ci sarà quella dell’olandesone Lampe, oltre al bastone sempre molto affidabile di Osman Marval e il talento emergente di Robel Garcia, nonchè la concretezza di Vaglio
Sì, e poi Alessandro Grimaudo, e Nick Nosti, che sono ottimi giocatori. Troverò una squadra competitiva, come lo è  sempre stata la Fortitudo. Ritroverò a Bologna altri due nettunesi, come Grimaudo e Andrea Pizziconi”.
In Nazionale hai superato le cento partite. Quali le tue più grandi performances?
Gli Europei 2010. Che vincemmo in Germania, sconfiggendo in finale gli olandesi. In quell’Europeo ho avuto una media-battuta di 324 e una percentuale slugging di 432, con 13 punti segnati, 15 RBI e 5 fuoricampo. Realizzai un grande slam contro la Grecia. Indimenticabile la finale contro l’Olanda, quella vittoria per 8-4, momenti di fortissima emozione, riportavamo l’Italia sul trono d’Europa dopo tanto tempo. In quella finalissima feci un doppio da 2 punti contro Diegomar Markwell e poi un fuoricampo contro Leon Boyd. Venni premiato come MVP dell’Europeo, l’ultimo azzurro nato in Italia che aveva ricevuto questo riconoscimento prima di me era stato un altro nettunese, Guglielmo Trinci nel 1991. Poi, non posso dimenticare l’atmosfera incredibile del World Baseball Classic del 2009. Ero in squadra con Francisco Cervelli, Frank Catalanotto, Chris Denorfia, Nick Punto, Val Pascucci, Mike Costanzo. Ebbi 385 di media-battuta, e mi presi la soddisfazione nella partita contro Venezuela di battere un doppio su un lancio di Francisco José Rodriguez, pitcher venezuelano dei New York Mets”.
Peppe, c’è un rimpianto che ti porti dietro?
Avrei voluto vincere uno scudetto a Nettuno. Vorrei. Ci sono andato vicino, con quattro finali purtroppo perdute. Così, l’obiettivo mi è sempre sfuggito. Ho vinto con il Club della mia città 2 Coppe dei Campioni e 2 Coppe Italia. Lo scudetto però mi manca. L’unico l’ho vinto a Rimini. Comunque, ho ancora un po’ di tempo. Bisogna vedere cosa mi riserva il destino. Adesso debbo pensare a fare bene a Bologna, e dare il mio contributo per una stagione 2018 importante della Fortitudo. Poi, si vedrà…”.
Foto del fotografo di redazione Lauro Bassani/PhotoBass
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Maurizio Roveri

Giornalista professionista, nato il 26 novembre 1949 a Bentivoglio in provincia di Bologna. Ha iniziato la sua brillante carriera giornalistica come redattore di Stadio nel 1974 per passare poco dopo al Corriere dello Sport-Stadio, dove è rimasto fino al gennaio del 2004. E’ iscritto all’Albo dei giornalisti professionisti dal luglio del 1977. Al Corriere dello Sport è stato responsabile del basket e del pugilato nella redazione di Bologna. Capo rubrica per il Corriere dello Sport-Stadio del baseball, sport seguito fin dal 1969 come collaboratore di Stadio. Molte le sue esperienze da inviato a cominciare dai campionati mondiali di baseball del 1972 in Nicaragua, del 1988 in Italia, del 1990 in Canada, del 1998 in Italia, nonché alle Universiadi di Torino del 1970 e ai campionati Europei del 1971, del 1987, del 1989, del 1991, del 1999. Collaboratore del quotidiano “Il Domani di Bologna” per baseball, pugilato, pallavolo dal 2004 al 2007. Creatore del sito internet specializzato sul baseball Doubleplay.it e collaboratore dei siti Baseballitalia.it, Baseball.it e BoxRingWeb.it. Entra con l’inizio del 2012 nel gruppo editoriale di InLiberaUscita, ricoprendo la posizione di opinion leader e di redattore da Bologna. Nel marzo del 2012 è cofondatore del sito specializzato BaseballMania.it di cui oggi è coordinatore giornalistico.

13 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Cosimo 15 dicembre 2017 at 19:03 -

    Caro Peppe la possibilità Fortini te la stava offrendo, a Nettuno non siamo stupidi e certe cose le capiamo benissimo. Aggiungi che le voci in città girano e da tanti giorni si sapeva che stavi trattando con Fortini, quindi per favore mattiamo da parte le ipocrisie. Diciamo le cose come stanno e faresti bene a dirle tutte le cose che accadono a Nettuno, perché il resto d’Italia non sa certe cose ma noi qui sappiamo tutto. Fai sapere a tutti perché vai via dal Nettuno Baseball City dopo che te per primo hai fatto da apripista seguito dagli altri nettunesi per andare a fare una squadra al City con il risultato di abbandonare il Città di Nettuno di Fortini. Ora lasci tutto e vai via. Fai sapere a questo punto perché tutti vanno via dal tanto esaltato City, perché non vorrai mica farci credere che vai via dal City per diversi motivi rispetto agli altri giocatori. Ripeto, noi a Nettuno il motivo lo sappiamo e sarebbe il caso che qualcuno di voi ci mettesse la faccia e dicesse le verità su queste fughe dal Nettuno Baseball City per farle conoscere a tutti. Dici che non c’era accordo per andare nell’altra squadra nettunese, è chiaro che con una offerta in mano dal Bologna avrai fatto delle richieste al pari di quanto avevi gia certo che avresti preso a Bologna. Cuore e attaccamento alla maglia lasciamoli stare, basta ipocrisie e poi da queste parti ci siamo abituati, sei gia andato via qualche anno fa. Con tutto il rispetto, perché i numeri parlano chiaro sei un grande giocatore e su questo nessuno più metterci il dubbio, però in tutta sincerità a noi interessa poco se non hai mai vinto uno scudetto con il nostro amato Nettuno. Fortunatamente abbiamo nei nostri cuori tanti di quei grandi campioni che hanno scritto pagine indimenticabili per il baseball a Nettuno, che di Mazzanti possiamo farne a meno. Con rispetto, grazie per quello che hai fatto e buona fortuna a Bologna. Noi continuiamo a dire FORZA NETTUNO

  2. Tobia 15 dicembre 2017 at 23:33 -

    È chiaro che è stata una lecita scelta economica,offerta notevole quella della Fortitudo,i sentimenti davanti a certe cifre passano in secondo piano

  3. Daitarn 15 dicembre 2017 at 23:46 -

    A proposito di mazze pesanti,la societa’ sembra aver preso quella strada come mai prima,infatti un quinto slugger potrebbe arrivare se tutto va in porto,poi si vedra’ per il monte

    • RedSox 16 dicembre 2017 at 01:43 -

      Mazze pesanti? Cos’è un gioco di parole per dire Mazzanti?
      Quanto al monte, a Parma la colletta per prendere Verlander è andata buca e temo che non si riuscirà neppure a prendere sua moglie. Peccato, lei avrebbe riempito le tribune.

  4. camillo palma 16 dicembre 2017 at 08:45 -

    Quello che dicono Cosimo e Tobia ci incute a fare delle considerazioni importanti, e che riflettono anche un cambiamento della Società nei modi di pensare. Sicuramente il modus di fare dei grandi e storici campioni del Nettuno baseball, e mi riferisco a Giampiero Faraone, Enzo ed Alfredo Lauri, Pietro Monaco, Giorgio Costantini, Bruno Laurenzi che ancora oggi si emoziona e si commuove come un bambino, quando racconta le sue storie nominando il Nettuno baseball, e l’ultima la scorsa settimana alla Sapienza, tanto per citarne alcuni e mi scuso con gli Altri Campioni che non ho nominato,tutti grandi amici da Giampaolo Mirra a Franco De Renzi, e che non avrebbero mai cambiato la maglia del Glen Grant, della Colombo assicurazione etcc…. Era sicuramente un modo diverso di pensare la vita, e dove le emozioni erano dominanti rispetto al materialismo. Ora purtroppo le ideologie sono profondamente cambiate così come la società in generale, ma anche perché in quel di Nettuno la situazione è alquanto pesante, dove manca un progetto di partecipazione della città intera, delle istituzioni, e si ha l’impressione che si ci muove così, con uno stato di fatto delle infrastrutture sportive che è quello che è, con una situazione debitoria del Comune pesante e si cammina senza logiche certe. Sicuramente anche motivazioni di questo tipo hanno spinto Peppe a prendere queste decisioni e visto che per lui è sicuramente un momento favorevole. Giustamente ai tifosi dispiace che una figura come Peppe approda in altri lidi, quando forse poteva essere una figura di legame tra tutte queste situazioni e dare un progetto serio a questa città, e dove seguendo le logiche del marketing e gli strumenti del management il Nettuno baseball poteva essere oggetto di un progetto comune, dove la cittadinanza, la squadra e le istituzioni rappresentavano lo stesso soggetto, e dare adito ad una comitiva che poteva riportare la città e la squadra ai fasti del passato, come ormai fanno da tempo il Real Madrid e tante altre squadre straniere, dominatrici assolute in campo internazionale. Cmq è andata così, augurando a Peppe un campionato come ormai ci ha abituati da tanti anni.

  5. Franco 17 dicembre 2017 at 18:57 -

    Buonasera sig palma,in questa ultima decate non si possono fare confronti tra vecchi giocatori e la nuova generazione, in primis perche’ una volta erano tutti italiani e 2 stranieri. …poi la “SBARCATA” degli oriundi e comunitari che aprirono il mercato deI giocatori “fatti in casa “.
    In questa fase le societa’ di IBL “NETTUNO PER PRIMA”NON CALCOLARONO CHE IL BASEBALL CON QUESTO SISTEMA MORIVA SOLO,DANDO POTERE A I VARIDELLA MILLIA E GUALTIERI CHE IN FUTURO COMINCIARONO la loro escalation al potere mandando in prestito giocatori in giro per l’italia e guadagnando voti e soldi. ….non colpevoliziamo mazzanti per la scelta ,ma chiediamo solo che sia’ meno ipocrita e dica la verita’!!!!scordiamoci a nettuno bandiere come “pantera bagialemani”che nel 1984 rifiuto un pasaggio al akuel santarcangelo per 45 milioni del vecchio conio….e tutta una situazione economica. …e la cosa bella che fortini riportera’ lo scudetto a nettuno

    • Daitarn 17 dicembre 2017 at 21:05 -

      Sapevo di Dall’Olio della Beca carni che aveva fatto un’offertissima per Ruggero ma non del Santarcangelo,interessante

  6. camillo palma 17 dicembre 2017 at 20:04 -

    La ringrazio della risposta sig. Franco, però non capisco perché non si vuole mai scrivere nome e cognome sulle proprie opinioni, e quindi come faccio io ad intrattenere con lei un colloquio libero, democratico e civile su certi concetti, che forse esprimono consensi e dissensi. Mi dispiace molto questa cosa perché vedo che è un’abitudine molto diffusa, e quindi inutile a mio parere. Posso solo dire che lo scudetto su questi lidi non lo vedremo mai più, stante queste situazioni. Buona serata cmq.

  7. Gattuso 17 dicembre 2017 at 22:49 -

    E basta co sto Mazzanti non è nessuno e andasse a giocare altrove. Abbiamo riportato a casa Paolino che ha anche vinto di più di Mazzanti in questi anni. Quindi pensiamo che un grande nettunese l’abbiamo di nuovo con noi e lasciamo stare chi se ne va

  8. massimo 18 dicembre 2017 at 04:55 -

    Sig. Palma i veccchi giocatori che lei cita spesso nei suoi interventi non hanno lasciato mai il Nettuno perche’ qui’ avevano tutto quello che di meglio puo’ avere un atleta, giocare con una societa’ strutturata con fior di posti di lavoro e chi si sarebbe mosso da Nettuno, gli atleti che giocano oggi se avessero avuto le stesse cose la maglia se la sarebbero cucita a sangue sulla propria pelle, questa e’ la generazione piu’ sfortunata del baseball nettunese in 70 annai di baseball escludendo la prima degli anni 50. Ci sono due societa’ e non riescono a farne una, le risorse economiche sappiamo tutti quelle che sono, uno stadio fatiscente, e non si sa’ come andra’ a fin ire nel 2018, posti di lavoro non ne parliamo proprio, quindi basta puntare il dito a chi puo’ trovare piu’ serenita’ in altre citta’.

  9. Franco 18 dicembre 2017 at 12:53 -

    Sig palma il cognome e riggi e sono di nettuno e vivo a via rovito 6, le basta? ??qui non siamo alla sapienza ho in una universita’(mi scusi per I miei errori in italiano )credo che sia’sciocco e stupido il trascorrere tempo e polemizzare in argomenti resolvibili in 3 frasi “””non si fanno’ paragoni””:lei insegna questo all’universita’?io sono un umile carpentiere. …pero’ se lavorerei come lei parla le case crollerebbero. …..Maradona. ..pele’…e il nostro Bruno conti non giocano piu’ e il calcio non si e fermato. ….si figuri se si ferma il baseball senza mirra faraone costantini e il suo laurenzi. ..tanto di capello per le emozioni date record e scudetti vinti. …un grazie a tutti loro. …ma lei sa che siamo nel 2017-18?basta e che si pensi alla nuova stagione e come portare gente allo stadio, E SINCERAMENTE 1 10 100E 1000 PIERO FORTINI. ….ARRIVEDERCI

  10. Franco 18 dicembre 2017 at 13:15 -

    Per il sig daitarn…le dico:il nettuno veniva dalle sponsor della polenghi lombardo e dopo 2 anni si trovava senza nessuno che sponsorizzava e la ‘unica soluzione vendere giocatori per fare capitale e garantire il campionato si inizio’ vendendo maurizio “tittone”de sanctis al firenze con claudio donninelli e la trattativa di ruggero sfumo grazie a alberto de carolis e franco piras gli unici 2 in questo momento che di tasca propio salvarono il nettuno bc. …guy trinci non gioco a baseball x un possibile trasferimento al varese calcio e ruggero era l’ unico italiano in grado di creare un giro di soldi da salvare il tutto. ..gli stranieri di quella stagione li mando tom giordano e si chiamavano Jeff moscarett..daryl cias e gary davemport e si gioco senza sponsor ,lei sig palma parla di bandiere. …ma lo sa che oBernicchia, costantini e catanzani organizzarono lo sciopero del 1981 e non partirono per torin.o e giocarono I ragazzi della demartino …..basta con questi nomi. …di queste storie ma lei che ne sa’?per favore le tesine le lasci all’universita’ dove e tutto calcolato

  11. camillo palma 18 dicembre 2017 at 18:27 -

    Sig. Franco queste persone che lei ha nominato sono tutti miei amici di infanzia e con i quali siamo cresciuti insieme, quindi queste storie le conosco, dal Varese calcio a tutto il resto, poiché io ho anni 60 e poco più, per cui cosa le debbo dire. Cmq lasciamo stare e se vuole di queste situazioni è meglio parlarne a voce, e la voglio lasciare alle sue convinzioni, in modo che così ognuno si tiene le sue, perché sul social penso che la cosa diventi troppo lunga e arrechi fastidio e disturbo agli altri lettori. grazie delle sue risposte.