Il prossimo Campionato…

Pubblicato il Nov 14 2018 - 12:12am by Allegra Giuffredi

Taurelli Paolini Marval

Di recente ho letto un “botta e risposta” tra il presidente del Rimini, Simone Pillisio e quello del Godo Carlo Naldoni.

Entrambe hanno riassunto le attuali scuole di pensiero che si oppongono l’una all’altra, perché c’è chi, in buona sostanza, non vede positivamente l’apertura del prossimo Campionato a squadre che sembrano non poterselo permettere sia materialmente che tecnicamente e chi invece difende a spada tratta questa scelta federale, risentendosi e anche parecchio di certi atteggiamenti che talvolta possono sembrare un po’ presuntuosi.

Chi sia Pillisio e chi sia Naldoni nella querelle che vi ho descritto è più che comprensibile e se ne parlo è solo per proporre una volta di più la potente spaccatura che si è ormai creata nel nostro movimento.

In realtà penso che entrambe le parti abbiano le loro ragioni e che in fondo si dovrebbe riuscire a trovare una quadra in nome della passione che lega chiunque giochi, diriga una squadra di baseball o semplicemente la segua come tifoso.

Sempre di recente ho letto una di quelle “chicche” dedicata proprio al Godo, vale a dire il volume intitolato “Il baseball nel cuore di un piccolo paese” di Flavia Zanchini, a cura di Gisella Ravaglia ed edito dalla Longo Editore Ravenna.

In questo libro di non tante pagine, ma ricco di molte fotografie ed altrettanti aneddoti, si parla della storia del Godo, che da sempre rappresenta una delle realtà più interessanti ed affascinanti del nostro movimento sportivo, narrandone le vicende dal 1964 al 2009, anno in cui a Godo approdò la Baseball World Cup 2009, con alcuni incontri.

Tra le pagine davvero belle di questo spaccato di storia sportiva italiana, risulta peraltro evidente e più di una volta quanto sia importante investire e quindi l’importanza fondamentale delle risorse economiche che ci vogliono, perché senza soldi, ben investiti, non si può scegliere, non si può programmare e non si può decidere nulla, nello sport come nella vita. I soldi servono.

E proprio un ottimo prodotto del Godo, vale a dire Cristian Mura, attuale DS della Fortitudo Baseball in una bella intervista di Maurizio Roveri, nel ricordarci benissimo la differenza tra gli atleti di scuola italiana (ASI) e quelli di formazione italiana (AFI), ha altrettanto inquadrato quale sarà il gap qualitativo della prossima stagione, perché giustamente non esistono 48 lanciatori italiani, ossia di formazione italiana utili a 12 squadre per affrontare la A1.

L’ho scritto allo sfinimento che aprire il Campionato è un’ottima cosa, ma questo deve avvenire in prospettiva, dopo una seria programmazione che risulta impossibile se “ogni due per tre” si cambiano regole e formula e non bisogna dividersi tra i “cattivoni” che ritengono importante guardare al rialzo e chi invece – “in odor di santità” – mette in risalto il sacrificio di chi si dedica al nostro sport, perché entrambi le cose sono fondamentali e ci caratterizzano tutti.

Non ci sono e non ci devono essere “i buoni del panino alla porchetta”, che credono sia sportivo soffrire al freddo e al gelo, come novelli martiri e quelli che invece passano per cattivi, solo, perché parlano di qualità e chiaramente ne parlano anche in senso economico, perché gli stadi devono diventare più accessibili e confortevoli, perché si deve giocare di più e, perché bisogna sapersi trovare gli sponsor giusti!

E’ inutile dire che la Effe ha dietro la Unipol, come se ciò fosse un disvalore, perché quest’ultima è un pezzo di Bologna, che da sempre patrocina lo sport bolognese e lo ha sempre fatto anche nel baseball, quando ancora non era il colosso economico che è oggi ed in questo non c’è niente di male, così come non ci sarebbe niente di male che ogni società di baseball, specie se aspira al massimo Campionato di baseball, lo facesse trovandosi una sponsorizzazione con i fiocchi e i controfiocchi: possibile che sia impossibile?

Per farlo bisogna investire il proprio capitale sociale e quindi le proprie conoscenze, la propria rete sociale.

Passione e denaro non sono in antitesi, quindi invece di continuare a litigare, vediamo di collaborare tutti insieme, mirando al massimo e non solo facendo il massimo delle nostre possibilità, perché questo non basta: è solo la base e mi raccomando!

Lasciatemi un panino alla porchetta con un buon Prosecco di Cartizze!

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Allegra Giuffredi

Nata a Parma quarantaquattro anni fa e bolognese d’adozione da più di venti, è laureata in Scienze Politiche e lavora come funzionario pubblico. Appassionata di baseball, segue la Fortitudo da una decina d’anni e da sette scrive su “Fuoricampo”, ossia sul notiziario della Fortitudo Baseball, articoli di costume su tutto ciò che contorna il mondo del “batti e corri”. Segue anche la MLB e in special modo la squadra dei Chicago Cubs, sulla quale spesso si intrattiene con aneddoti ed altre amenità.

2 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Maurizio Roveri 17 novembre 2018 at 17:42 -

    Eccellenti riflessioni, Allegra. E fondamentale invito ad una piena, vera, costruttiva “collaborazione” fra tutte le parti del baseball italiano. Eh sì, perchè il problema del baseball italiano non è la formula del prossimo campionato. Il problema vero è che in settant’anni di baseball in Italia non c’è mai stata una profonda e sincera collaborazione, nè una autentica unità di intenti. Sarebbe il momento di arrivarci…

  2. Daitarn 17 novembre 2018 at 23:03 -

    Maurizio…al massimo nelle partite AFI verranno offerte tre bustine di cordiale per resistere al freddo nei primi mesi e le manifeste verrano applicate al quinto inning invece che al settimo,mattiamola cosi’,questo sara’ il cambiamento(in peggio) di Marcon.Viva l’Italia.