Il Presidente della Fibs spiega il “suo” baseball e le proposte presentate alle Società. Da parte dei Club voci favorevoli, voci perplesse e anche voci decisamente contrarie come quella di Pillisio che attacca Marcon e minaccia di mollare

Pubblicato il Ott 6 2018 - 1:01pm by Maurizio Roveri
Presidente Marcon, in questo momento quanti Club dello scorso campionato di A1 hanno dato la disponibilità per la stagione 2019?
Due Club della vecchia A1 mi hanno detto di avere delle difficoltà. E’ in difficoltà Padova, dopo l’uscita del patron Tommasin e i problemi legati alla gestione dello stadio Plebiscito. Anche Padule ha manifestato delle perplessità. Il Nettuno City non era presente alla riunione con le società di giovedì a Bologna e non ho avuto comunicazioni. Redipuglia era presente, collegata in videoconferenza”.
Se Nettuno City, Padova e Padule dovessero rinunciare al prossimo campionato di massima serie, rimarrebbero cinque i Club della A1 2018. Ai quali si aggiungono le quattro Società promosse dal campionato di A2: Castenaso, Redipuglia, Imola e Godo. Molto delicata appare la situazione di Imola, che sembra più vicino al no che al sì. La FIBS insisterà ugualmente per un campionato a 12 squadre?
Sì. Con una prima fase composta da due gironi di sei squadre. Quella sarà la base di partenza. Per giungere poi alla fase successiva quando si entrerà nel vivo della stagione. A proposito della seconda fase, abbiamo avuto dalle Società delle proposte che valuteremo e che saranno oggetto di discussione nella prossima riunione. Ci incontreremo nuovamente e in tempi abbastanza brevi. Penso fra un paio di settimane. La riunione di giovedì la considero decisamente costruttiva. Molto partecipata, come normalmente lo sono quelle con i Club della massima serie. Con l’obiettivo comune di affrontare i problemi e arrivare al risultato. Nell’interesse dell’intero movimento”.
Presidente, l’allargamento della A1 a 12 squadre può portare il rischio di un livellamento in basso dell’espressione tecnica? Il pericolo è perdere qualità: un campionato d’’elite non può permetterselo…
Un calo di qualità? Potrebbe, come potrebbe non esserlo. Comunque, noi dobbiamo costruire una situazione che sia stabile negli anni e che sia accessibile un po’ a tutte le Società. Ci sarà un abbassamento tecnico? Lo verificheremo sul campo”.
Nella bozza presentata giovedì alle Società si parla di 2 soli “visti” per giocatori stranieri nella prima fase. Addirittura due in meno rispetto al campionato scorso. Per poi aggiungere un terzo straniero a disposizione dei Club che parteciperanno alla poule scudetto. Le Società – per una volta finalmente compatte – hanno chiesto i 3 stranieri già dalla prima fase.
Ma potrebbero essere anche due. E’ un’altra delle cose da valutare. La proposta attuale della Federazione parte da 2 visti, la richiesta delle Società è di 3. Verificheremo. Il CONI rilascia un numero di visti annuali e in base a quelli noi dobbiamo ragionare sui due massimi campionati, quello di baseball e quello di softball”.
Se fra i Club promossi dalla A2 dovessero esservi delle defezioni, rinuncerete al progetto delle 12 squadre? Potreste orientarvi su un campionato a 10?
Se qualcuna si trovasse nella situazione di non poter sostenere la massima serie, andremo a chiedere la disponibilità ad altre Società”.
Un giro di contatti in tal senso è già stata fatto? Le alternative ci sono?
Preferisco non dire niente adesso. E’ ovvio che io mi auguro non ci siano defezioni. E spero che quando ci rivedremo fra un paio di settimane tutte le 12 Società aventi diritto mi diano l’okay”.
E se così non dovesse essere?
Ho già la disponibilità di un paio di Club, che sarebbero pronti eventualmente a subentrare”.
Le Società che arrivano dalla A2 e quelle che eventualmente fossero chiamate a coprire eventuali “buchi”, sono tutte strutturate per un campionato di massima serie?
Hanno delle cose da mettere a posto, è vero, ma hanno la volontà di metterle a posto queste cose. E farsi trovare pronte. Imola ha detto che in questo momento non può avere la certezza dell’iscrizione ma che spera di poterci arrivare. E’ anche vero che se non iniziamo questo percorso di cambiamento, non arriviamo mai in fondo. Se consideriamo tutte le squadre che abbiamo perso in questi anni nella massima serie, ci si deve rendere conto che dobbiamo strutturarci in maniera diversa”.
Nomi di Società “sostitute” ovviamente (e giustamente) il Presidente federale non ne fa. Data la delicatezza dell’argomento. Ma ho la sensazione che in Maremma si stia lavorando per proporre un Club competitivo e riportare in A1 la storica piazza di Grosseto. Sarebbe – per l’immagine del baseball italiano – un fatto importante. Grosseto potrebbe eventualmente andare a rimpiazzare Imola, che fra le quattro neopromosse (Castenaso, Redipuglia e Godo le altre) è l’unica Società alle prese con qualche incertezza. Macerata è un’altra “piazza”interessante. Che potrebbe salire. Qualora il Nettuno City fosse a fine corsa. Come sembra. Il campionato a dodici – così – sarebbe salvo. Ma se prossimamente ci si trovasse di fronte alle rinunce ufficiali di Padova e di Padule? (più probabile quella del Club veneto, in questo momento). 
Insomma, la FIBS ci prova. Con insistenza. Però non è detto che riesca davvero a costruire un campionato di A1 a 12 squadre. Mi sembra una missione ardua. 
Le proposte della Federbaseball nell’incontro-raffronto bolognese di giovedì scorso vengono valutate in maniera positiva da alcuni Presidenti di Società. Riporto – ad esempio – le riflessioni di Piero Fortini e di Massimo Bassi.
PIERO FORTINI (Nettuno B.C. 1945):Questo incontro con la Fibs è stato molto importante. Intanto per cercare di capire in quanti saremo a fare il campionato di massima serie: se saremo in 12, in 10, in 8 o 9, chi potrebbe ritirarsi e chi potrebbe comunque subentrare. C’è chiara la volontà federale di arrivare comunque ad un campionato a dodici squadre. Che mi sembra cosa interessante. Anche se, è vero, potrebbe trattarsi di un campionato a due velocità. La prima fase, con due gironi da sei squadre e due partite e con uno straniero in meno se non addirittura due rispetto alla stagione scorsa, parrebbe essere un freno per i Club principali. E dopo, nella poule scudetto, occorrerà avere una marcia in più. Ce la facciamo? Penso di sì. La poule-scudetto a sei squadre si annuncia decisamente stimolante”.
MASSIMO BASSI (Castenaso Baseball): “La proposta della Federazione è quello che ci aspettavamo, considerando che ci sono dei paletti dai quali non ci si può liberare: vale a dire i 3 giocatori AFI, compreso il lanciatore, e il discorso dei “visti” per i giocatori stranieri. Di fronte ad una proposta della Fibs di riduzione dei visti a 2 nella prima fase, abbiamo avanzato la richiesta di aumentare a 3 il numero dei giocatori extracomunitari fin dall’inizio della stagione. Inoltre, abbiamo chiesto il passaggio di tre squadre per girone alla seconda fase, e non soltanto due che sarebbe limitativo. Nascerebbe una poule scudetto a 6 Club, proprio come un altro campionato e lì di sicuro la qualità sarebbe notevole. Per poi arrivare alle Italian Series. Credo che una seconda fase di questo tipo, a sei squadre, assicurerebbe davvero forte interesse e confido ardentemente che si vada verso quella direzione. A costo anche di rinunciare alle 3 partite settimanali. Il che mi dispiacerebbe, poichè noi del Castenaso saremmo stati favorevoli addirittura alle 3 partite già nella prima fase pur di far giocare di più i giocatori di formazione italiana. In questa riunione si è chiarito lo status dei giocatori. Gli AFI, cioè giocatori di formazione italiana, e i NON AFI. Ci sono ad esempio dei passaportati, cioè atleti con doppio passaporto compreso quello italiano, che non possono avere lo status di AFI. Il numero delle squadre? Mi sembra che ce ne siano già una decina, più un paio di Club interpellati dalla Federazione che mi risulta abbiano dato l’okay nell’eventualità venissero chiamate a subentrare. Mi sento di dire che sono ottimista. Un campionato a 12, con una prima fase a due gironi, permetterebbe una poule scudetto a sei squadre. E se invece dovesse essere un campionato a 10 Club, ci potrebbe essere un girone unico di andata e ritorno e sarebbe ugualmente valido e interessante”. 
Ci sono anche “voci” diverse, divergenti dalle proposte della Fibs. Leggerete ora le perplessità e le preoccupazione di Christian Mura. E le critiche più forti di un irritato Simone Pillisio, il quale attacca il Presidente federale e addirittura minaccia di mollare tutto.
CHRISTIAN MURA (Fortitudo UnipolSai Bologna, campione d’Italia): “Il mio parere, strettamente personale e nel quale non voglio coinvolgere la Fortitudo, è che facciamo con quello che è il progetto della Federazione. Non si può fare diversamente. Dovremo adattarci alla situazione. Se la Federazione vuole portare avanti il suo programma, è giusto che lo faccia. Poi si vedrà, strada facendo, se va bene così o no. Io dubito che saremo in 12. E se si riesce, è perchè in caso di emergenza si chiederà a chiunque di venir su”.
Se fosse per me, io farei il campionato con i Club che sono disponibili adesso. Se qualcuno delle squadre aventi diritto rinuncia e si continuasse a chiedere a Club di A2 di salire, inevitabilmente si abbasserebbe il livello tecnico nella massima categoria. Normalmente, in ogni sport, il campionato di vertice rappresenta il meglio di quello sport. La facciata di maggiore qualità. Qui non è così. Qui nel baseball, la serie A1 viene interpretata come un’espressione di crescita. No, io non la vedo in questa maniera. Ricordo, fin da quando ero piccolo, che nel campionato principale ci arrivavano i giocatori già pronti, dotati di buoni fondamentali, chiamati ad esprimere la loro qualità. Non è la massima serie che deve costruire i giocatori. Quando si va a vedere il top nel calcio, nel basket, nella pallavolo, il pubblico sa che va a vedere il meglio. E non il ragazzino che deve imparare e che deve crescere. Talvolta può anche succedere, ma normalmente nei campionati più importanti giocano i migliori, i campioni, i giocatori già costruiti. Al pubblico devi dare qualità e una competizione d’alto livello. Nella massima categoria ogni squadra deve poter proporre il massimo potenziale che ha”.
Critico, fortemente critico, SIMONE PILLISIO, il patron dei Pirati di Rimini. Chiare, incisive, forti le sue dichiarazioni.
Dalle regole che la Federazione sta impostando, mi sembra che si stia costruendo un qualcosa che ci farà male. Verrà data troppa importanza ai giocatori italiani, che pure la debbono avere. Secondo me c’è il rischio che gli AFI diventino troppo importanti, al punto da far alzare i loro ingaggi. L’obbligo della partita riservata esclusivamente ai lanciatori italiani produrrà dei problemi. Perchè di lanciatori italiani validi non ce ne sono a sufficienza. E pertanto saremo costretti a portarci dentro delle persone che non saranno all’altezza. Certamente i lanciatori più giovani dobbiamo farli crescere, ma dovranno entrare gradualmente. Con dei limiti. Quale formula avrei preferito? Non un allargamento come questo che si sta attuando. Secondo me le Società di A2 che sono state promosse non sono ancora strutturate per un campionato di massima serie. Non lo sono a livello di roster e anche a livello organizzativo. La A1 è, o dovrebbe essere, l’elite del baseball italiano. La vetrina. Con il meglio che possiamo avere e proporre. Dobbiamo dare alla gente qualità e spettacolo. L’allargamento a 12 è pericoloso, rischia di abbassare il livello tecnico e conseguentemente la qualità della proposta. Di conseguenza verranno messe nella condizione talune Società, non sufficientemente strutturate e poco solide economicamente, di farsi male”.
Prosegue Pillisio. “Mi faccio anche una domanda: se qualcun altro sia disposto a spendere dei soldi importanti per una formula che non gli piace. Io lo dico molto sinceramente: a Rimini di sponsor non ne ho, i soldi li metto io, se la formula non mi piace… sto a casa. Il baseball non lo prendo soltanto come un gioco strettamente personale, io lo prendo come un ritorno che non ho più. In questo sport non ci sono soldi. Chi mette i soldi li mette a fondo perduto e allora non dico che debba divertirsi ma almeno autoconvincersi che ciò che sta facendo può essere importante. Io questa formula, questa roba, non la vedo importante. Anzi, sono decisamente contrario. Nella riunione di giovedì sono rimasto abbastanza defilato, non ho parlato, ho ascoltato. Ma nella prossima riunione esprimerò molto chiaramente il mio pensiero, le mie opinioni. Fra l’altro, sono arrivato a Bologna da Novara, in un giorno feriale, ho lasciato il lavoro e la famiglia, mi sono sobbarcato 270 chilometri all’andata e altri 270 per tornare a casa: e tutto questo per una riunione d’una quarantina di minuti! Anche altri sono venuti da lontano per questo incontro-raffronto con le società. Durato in tutto quaranta minuti. E dove il presidente federale in maniera altezzosa ci liquida dicendo, con un tono un po’ dittatoriale, quello che la Fibs nelle sue proposte ha già in mente di fare. Vorrei che la Federazione fosse più rispettosa nei confronti di chi mette i soldi. Perchè chi mette i soldi è un utente della Federazione: paga le tasse-gara, paga gli stipendi e tutte queste cose e dunque merita rispetto”.
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Maurizio Roveri

Giornalista professionista, nato il 26 novembre 1949 a Bentivoglio in provincia di Bologna. Ha iniziato la sua brillante carriera giornalistica come redattore di Stadio nel 1974 per passare poco dopo al Corriere dello Sport-Stadio, dove è rimasto fino al gennaio del 2004. E’ iscritto all’Albo dei giornalisti professionisti dal luglio del 1977. Al Corriere dello Sport è stato responsabile del basket e del pugilato nella redazione di Bologna. Capo rubrica per il Corriere dello Sport-Stadio del baseball, sport seguito fin dal 1969 come collaboratore di Stadio. Molte le sue esperienze da inviato a cominciare dai campionati mondiali di baseball del 1972 in Nicaragua, del 1988 in Italia, del 1990 in Canada, del 1998 in Italia, nonché alle Universiadi di Torino del 1970 e ai campionati Europei del 1971, del 1987, del 1989, del 1991, del 1999. Collaboratore del quotidiano “Il Domani di Bologna” per baseball, pugilato, pallavolo dal 2004 al 2007. Creatore del sito internet specializzato sul baseball Doubleplay.it e collaboratore dei siti Baseballitalia.it, Baseball.it e BoxRingWeb.it. Entra con l’inizio del 2012 nel gruppo editoriale di InLiberaUscita, ricoprendo la posizione di opinion leader e di redattore da Bologna. Nel marzo del 2012 è cofondatore del sito specializzato BaseballMania.it di cui oggi è coordinatore giornalistico.

22 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Sergio Fioretti 6 ottobre 2018 at 17:43 -

    A me sembra, da tifoso , che con queste nuove regole ridurre i visti, nuove regole sugli AFI, vogliono dare modo ad altre squadre di potersi iscrivere alla nuova A1 abbassando di parecchio il livello tecnico e la spettacolarità di questo gioco e chi ci rimetterà sarà come sempre la gente che va allo stadio. A me sembra che più che una IBL si voglia creare una seconda A federale

  2. Daitarn 6 ottobre 2018 at 18:07 -

    Piena ragione a Mura e Pillisio,si andrebbe verso un campionato di bassa qualita’,chiaramente si sta cercando di spezzare le gambe a Club importanti come Bologna e Rimini,piu’ chiaro di cosi’…

  3. Rumme 6 ottobre 2018 at 23:31 -

    Non capisco tutta questa paura per il livello tecnico… Non mi pare che ora siamo in major League; di sicuro imbarcare qualche straniero a fine carriera in meno aiuterà i conti.

  4. Jim 7 ottobre 2018 at 00:50 -

    Se Imola non fa la A1 cosa succede..? Retrocede in serie C..? Per il mio modesto parere spero proprio di no ma questa domanda deve essere lecita e bisogna farla al presidente federale che è lui insieme con i suoi collaboratori a voler scrivere questa regola.
    L’obbligo dei 3 afi ora è fattibile,lo scorso anno no…e resta il fatto che tutte ed 8 le squadre lo scorso anno hanno giocato sempre con minimo 3 afi in campo pur non essendo obbligatorio…perché ora proporla…?? Che senso ha..? Altra domanda lecita.Non capisco perché obbligare 3 afi quando già questo si verifica e si è verificato per l’intero 2018.

    Invece non capisco perché proporre la gara dell’italiano pitcher obbligatoria quando sanno benissimo che non ci sono di livello per 8 squadre,immaginate per 12…basta vedere le semifinali e finali,quando hanno lanciato gli italiani le gare sono finite per manifesta,quando solo per esempio,il Parma ha lanciato con il suo straniero ha vinto 4 gare su 4 contro Rimini e Bologna…come d’altronde è successo a tante squadre “piccole” che hanno vinto contro le “presunte grandi” spesso con lo straniero…allora penso che non sappiano cosa proporre di costruttivo e sostenibile.

    • armando paggetti 8 ottobre 2018 at 07:59 -

      Ma investire un po’ di soldi nei tecnici per le giovanili al posto degli stranieri? No più stranieri e soprattutto 4 gatti sugli spalti. Avanti così.

  5. Armando 7 ottobre 2018 at 08:31 -

    Ma se volete fare i professionisti fatelo il vs campionato da 4/5 squadre con tutti gli stranieri che volete ma soprattutto con 4 gatti sugli spalti

  6. Alda 7 ottobre 2018 at 08:59 -

    Se qualcosa dovesse cambiare nel sistema baseball è solo nel cambiamento dei tecnici.
    E li che c e’ bisogno di professionalità e qualifiche per avere qualità e crescita.
    Un albero, per crescere e dare frutti, deve avere buone radici alla base e un buon contadino che se ne prenda cura. Questi non comprerà i frutti e li attachera’ all’albero.
    Quindi basta con i dicta o lettere di avvocati.
    PS tutte le società pagano alla federazione i tributi per farne parte e tutte devono essere rispettate.

    • Rumme 7 ottobre 2018 at 15:38 -

      Pure questa l’ho già sentita… I tecnici, i supertecnici e l’accademia..a baseball bisogna giocare e giocare tanto 3-4 partite a settimana anche alle giovanili altro che supertecnici e giocatori in provetta..

  7. Jim 7 ottobre 2018 at 10:25 -

    Ecco fatto,la fibs vuole gli afi a lanciare in campionato obbligatorio per 9 innings in una gara di ogni week end e poi però,per i propri interessi personali,sempre loro, in nazionale,portano:
    Lugo,Palumbo,Teran(che non si sa nemmeno dove ha lanciato e in quale campionato e con quali statistiche)al super six, e in Arizona altri 2 non afi,(Giardina e Mascheri)di cui uno lanciatore che era 2 mesi che non lanciava in una gara(detto da loro)…bellissimo…predicano bene e razzolano male.
    Vogliono proporre percorsi differenti alle società,poi loro sono i primi a non prenderle e nemmeno se ne rendono conto.
    Non sanno cosa dicono e cosa stanno facendo.Imbarazzante
    Questa fibs sarebbe ora che dica la verità su come vuol andare avanti,sia con il massimo campionato di A1 e anche e soprattutto con quello di A2…oltre che con la nazionale,proponendo certe idee alle società di A1 e poi loro,sempre per i loro comodi,fanno l’esatto contrario…Forse anche le società,per i loro comodi, hanno diritto di fare l’esatto contrario di quello che la fibs vorrebbe.

    • Daitarn 7 ottobre 2018 at 19:17 -

      Gia’,inoltre,tutta questa indecisione tipica italiana,obbliga le societa’ a stoppare il mercato in attesa di capire quale sara’ la decisione definitiva,tutti gli anni la stessa storia precaria.

  8. Troiani Giuseppe 7 ottobre 2018 at 12:13 -

    Se Imola rinuncia, se il City rinuncia, se Padule rinuncia… Forse rientra Grosseto… I se e i ma non fanno la storia,… E tanto per essere chiari, signor Pillisio si lamenta lei dei suoi 270km? C’è chi ne ha fatti molti di piu per fare sempre 40 minuti di riunione!

  9. Jim 7 ottobre 2018 at 14:46 -

    Ho visto i 4 gatti che c”erano a Rimini e Parma in semifinale,come anche a Bologna e Nettuno…Invece ho visto i pienoni nelle finali delle serie cadette,A2 e B

    • armando paggetti 8 ottobre 2018 at 14:20 -

      Si ho visto i 4 gatti di San MARINO, Rimini, Bologna, Nettuno durante la regular season……..

    • alby66 9 ottobre 2018 at 11:41 -

      ho visto il tutto esaurito a parma per le finali……un pochino di positività……non fa mai male

  10. Simone 7 ottobre 2018 at 15:53 -

    La FIBS a nome del Presidente Marcon , deve avere il coraggio di annunciare un obbiettivo da raggiungere , non professare sacrifici alle società ( in particolare quellie della A2) di salire in A1 mettendole ad alto rischio ….
    Inoltre è ora che durante le riunioni cominci a dire le cose come stanno , altro che regole dettate dal Coni inesistenti !!!!
    Domanda ???
    Perché alla riunione A1 non c’era il Vice Presidente Mignola ??
    Era in California ???
    Perché non hanno fatto riunione quando c’era anche lui ???

    • Ermanno 10 ottobre 2018 at 10:35 -

      La federazione deve fare il suo dovere. Governare il movimento. Non cambiare idea ogni dieci minuti per cavalcare il consenso. Deve definire un obiettivo a medio e a lungo termine e prendere decisioni sul breve in funzione di quello. Sei, otto, dieci, dodici o venti squadre in A1 non cambiano nulla. Il dramma è che per il terzo anno consecutivo si giocherà con nuove regole sull’utilizzo degli italiani. Così nessuna società può fare programmazione. La verità è che alla fibs interessa solo la qualificazione olimpica e che per raggiungere quella prenderà giocatori di passaporto italiano che in Italia non hanno mai messo piede.

  11. Jim 7 ottobre 2018 at 16:40 -

    Armando pur volendo accusare e denigrare, ha detto,senza rendersene conto,che la soluzione sarebbe il campionato di A1 a 4/5/6 squadre…Armando sarebbe la soluzione ideale da anni…ma qualcuno seguita a non volerlo,predicando bene e poi razzolando male.
    Se tu vedi,come succede in tutti i campionati importanti di baseball(eccetto mlb/giappone),dove li ci sono ben altri interessi economici,i campionati di massima serie di altre nazioni sono:
    Taiwan,Australia,Korea,Santo Domingo,Venezuela,Colombia,Mexico,Portorico,Nicaragua e leghe indipendenti Usa,nessuno di questi passa le 8 squadre al massimo.
    Un motivo ci sarà, o tutti sono dei pazzi incompetenti..??

  12. Francesco 8 ottobre 2018 at 08:02 -

    Pillisio vada al Bar che è meglio … comunque la porta è avanti

  13. Mah 8 ottobre 2018 at 13:18 -

    Aldilà di formule e numeri squadre partecipanti il dato di fatto è che anche nel 2019 si organizzeranno i campionati non sui verdetti del campo dell’anno precedente ma a tavolino tra rinunce e ripescaggi. Quindi perché insistere con promozioni e retrocessioni tra A1 e A2 quando già in autunno sarà già tutto sbugiardato? Purtroppo anche l’A2, che aveva trovato un suo equilibrio ed una sua dimensione nonostante le problematiche economiche e di impianti offrendo un discreto prodotto premiando un’unica squadra vincitrice, viene danneggiata dal fatto di premiare 4 squadre che alla fine non è mai sicuro se saliranno tutte di categoria o meno.

  14. armando paggetti 8 ottobre 2018 at 14:18 -

    In tutti questi paesi menzionati i campionati sono professionistici e non hanno niente a che fare con le Federazioni, come già detto se si vuole fare una Lega Professionistica che la si faccia come in tutto il resto del mondo.

  15. armando paggetti 8 ottobre 2018 at 15:18 -

    Nel resto dell’Europa nella massima serie non è obbligatoria l’illuminazione dei campi: solo da noi.

  16. ANDREA NODARI 9 ottobre 2018 at 09:30 -

    Concordo con Mura e Pillisio , tuuto il resto è demagogia