Il Presidente Bobo Tommasin annuncia la sua clamorosa uscita dal baseball:”Ora solo dolori è arrivato il momento di lasciare”!

Pubblicato il Set 20 2018 - 10:14pm by Flavio Orati

La consapevolezza di avere confermata l’intenzione che Bobo non rinnovasse l’adesione al massimo campionato di baseball per il 2018 è diventata alla fine certezza.

Dopo le mille voci che si rincorrevano di bocca in bocca, in una scansione scritta di proprio pugno ed inviata proprio oggi direttamente dalla sua azienda di fondi bombati poco fuori il capoluogo veneto, il Presidente del Tommasin Padova esprime tutta la propria convinzione, ma anche tutta la propria amarezza, “nell’abbandonare a tutti gli Effetti e gli Affetti il Baseball“ nella città del Santo.

Si tratta di una notizia amara che sa di sconfitta per l’intero movimento del Vecchio Gioco che, non solo nel nostro Paese, sta attraversando un periodo buio – è proprio il caso di dirlo – dal punto di vista della visibilità mentre gli spalti vengono riempiti a fatica anche nelle scadenze tra le più importanti. Ma per Bobo, il presidente che ha sempre soppesato la forma  dei propri giocatori lanciando personalmente dalla collinetta almeno un allenamento nella settimana il batting pratic, significa molto di più. Si tratta proprio come “…tagliarsi una mano – commenta a caldo il suo vicepresidente Marco D’Arcais – è stata proprio molto sofferta condita da ripensamenti e conferme: un’angoscia vederlo così dopo anni di soddisfazioni, sacrifici e successi mettere in tavola tutte le situazioni dolorose che lo hanno portato a questa decisione lasciata appesa fino ad oggi”.  Nei giorni scorsi la società aveva infatti riunito tutti gli atleti ed i vari responsabili dell’organizzazione comunicando loro di ritenersi liberi di optare per tutte le scelte e le opportunità che avessero sottomano, lasciandoli interpretare una rinuncia alla serie A1 per il prossimo campionato. Lo spiraglio lasciato aperto per un campionato nelle serie minori si potrà spalancare solo attraverso l’individuazione di uno o più sponsor che si facesse carico non solo dell’onere dei costi di una ripartenza, ma anche di tutta quella galassia di competenze necessarie a far girare il delicato ingranaggio di un’organizzazione sportiva al top del livello di gioco nazionale. Tutto quello che Roberto Tommasin – Bobo – nel corso di questi anni, ha chiesto e sollecitato in tutte le lingue rivolgendosi all’intero tessuto sociale e produttivo, oltre che ai soliti afecionados.

“Dopo anni di gioie e dolori essere arrivato ad avere solo dolori è arrivato il momento di lasciare”

Lapidario Tommasin.

Ad oggi difatti, da parte istituzionale solo promesse e poche certezze: dopo aver impegnato risorse consistenti per migliorare il diamante e una futuribile promessa di un nuovo stadio con in mano l’ennesimo rinnovo annuale della proroga per la concessione del ballpark del Plebiscito che scade a metà stagione – proprio a Giugno 2019  e mai elaborata in un piano di concessione almeno quinquennale – l’impianto idrico si è nuovamente guastato ancora un paio di volte, così la Società ha detto basta. Un basta dal sapore amaro, molto amaro.

E’ bene ricordare che l’ultima partita di campionato da giocare in casa si è dovuta disputare all’ultimo momento sul diamante di Verona, al Gavagnin, privando i pochi appassionati rimasti sotto la canicola estiva di vedere i propri beniamini giocare l’ultimo game prima dei playoff. Così come la spada di Damocle che pende sul futuro dell’impianto che potrebbe essere rivisitato dovendo ospitare sia il Rugby che il Calcio di una città che  in campo sportivo ha sempre dato molto.

Peccato. Il Baseball ed il suo unico e vero Mecenate è stato abbandonato, solo,  al suo scontato destino: saprà rinascere dalle ceneri come un’Araba fenice piantando ancora il vessillo della resilienza?

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Flavio Orati

Flavio Orati sulla soglia dei sessanta - Padova 4/10/55 - ho iniziato come tutti con gli allievi nell'Arcella Padova-baseball che avevo 8 anni. Poi juniores,e la serie C con la squadra dell'oratorio che ci ha accompagnato per molti campionati da eterni secondi in competizione perenne con Verona, storica scuola di riferimento per noi veneti dell'epoca,riuscendo a conquistare in un lontanissimo campionato la possibilità di fare un torneo per passare alla serie maggiore. la gestione ecclesiastica della squadra - i frati di S.Antonio - ha rinunciato alla partecipazione facendo sfumare il nostro sogno rincorso per anni. Sciolta la squadra, abbiamo costruito con le nostre mani in tempo record un campo per farci disputare il campionato autotassandoci - erano tempi duri ma ricchi di solidarietà - tanto che siamo riusciti a creare una società ex novo e disputare almeno tre campionati di C. Nel frattempo uno sponsor quasi vero Bellamio, ha preso in mano il futuro della squadra con molti dissensi che hanno fatto migrare alcuni di noi verso l'altra storica compagine padovana: quella del CUS Padova.Intanto con l'età crescevano anche gli impegni e il nostro baseball spartano e universitario nonostante i campionati di B doveva lasciare il posto alla vita ma fino ai quarant'anni non ho abbandonato se non con qualche rara sosta, la frequentazione dei diamanti. Ed ecco che tornato a Padova ho ripreso a seguire la squadra nella sua performance stupenda della vittoria del campionato A federale e contestualmente anche della coppa Italia: un team che meritava sacrifici ulteriori nonostante la mia BPCO (broncopatia cronica ostruttiva) che non mi fa più respirare tanto bene. Eccomi qua che provo ad interpretare il baseball per le colonne on line di Baseballmania..... secondo la mia pluridecennale esperienza iniziata da esterno centro con l'erba che era più alta di me, per poi giocare in seconda e poi interbase, ma all'occorrenza ho ricoperto tutti i ruoli!!

14 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. paolo palmieri 20 settembre 2018 at 22:56 -

    Mi dispiace . Le giovanili che fine faranno ?

    • Uomo Ragno 24 settembre 2018 at 12:56 -

      Le giovanili il Padova Baseball non le ha …

  2. Enzo Blanda 20 settembre 2018 at 23:07 -

    Caro Flavio, ti ricordi di me? Leggo adesso la notizia della situazione del baseball a Padova. Mi dispiace perché é ancora una “sconfitta” che lascia l’amaro in bocca. Credo, fermamente, che cene saranno delle altre. Se non si cambia il modo di “adattare” il baseball alle nostre possibilità e al modo di renderlo più accessibile per il pubblico. Non ne verrrmo mai fuori. Da un sondaggio a “pelle di leopardo” risulta che il 52% dice che gli incontri durano troppo. Sai quando entri ma non quando uscirai. Il 18% difficile da capire; il 12% leggendo i quotidiani non capisce la classifica; il 7% no sa dove si gioca. Mi fermo a questi dati per dire che dovremmo temporizzare anche nel baseball così come succede in tutti gli altri sport. Una idea che prevede questo verrà analizzata dopo un altro sondaggio che partirà il prossimo mese. Intanto ti chiedo: cosa ne pensi di questi dati e dell’idea di temporizzare il gioco?

    • luigi 21 settembre 2018 at 11:46 -

      Io direi che il baseball è bello così com’è se non abbiamo le “possibilità” per capirlo ed apprezzarlo allora parlerei di cultura sportiva, urge riforma scolastica con a monte una riforma culturale che preveda anche un massiccio intervento nelle scuole a livello di educazione motoria già dalle scuole materne. Il tennis allora ? anche li non c’è limite di tempo e le partite mediamente durano sempre più di un paio d’ore. Il rugby ha il limite di tempo ma a parte qualche partita del top 12 nei derby per il resto il pubblico è scarso e limitato alle squadre venete. Comunque non è per questo motivo che Tommasin molla a Padova, dove oltretutto un tot di pubblico c’è sempre. Credo invece che si sia stancato nel vedere l’inerzia delle amministrazioni pubbliche che si sono succedute negli anni, promesse politichesi che poi faticano a mantenere tra un commissariamento del comune e nuovi soggetti al comando i quali non hanno nessun interesse a buttare soldi per aiutare un movimento che anche se presente, credo, dagli anni 70 (chiedo conferma a Orati), è sempre stato vissuto come un fastidio per il fatto che occupa un campo in una posizione una volta periferica, ma che adesso è diventata appetibile per altre attività il cui ritorno in termini economici e soprattutto di consensi diventerebbe importante.

  3. flavio orati 21 settembre 2018 at 09:39 -

    ciao Enzo certo, ricordo anche quando calcavi i diamanti, ma rispetto a limitare il gioco entro tempi o numero di lanci io penso, così su due piedi, che lo snaturerebbe anche se potrebbe servire ad una filosofia “marketing oriented”, mentre lo trovo utile per le giovanili per non spremere troppo i giovani lanciatori e favorire più incontri nella stessa giornata.
    Comunque una riflessione più approfondita e analizzando meglio altri dati di sondaggi sicuramente si potrebbe trovare la giusta mediazione per far capire la mentalità e il mondo del baseball. Non sarà comunque un’operazione né facile né veloce. In ogni caso confrontarsi è sicuramente necessario per salvare il Vecchio Gioco che tutti noi amiamo. Teniamoci in contatto.

  4. Enzo Blanda 21 settembre 2018 at 15:29 -

    Flavio, io la vedo in questo modo per fare affluire più spettatori sulle tribune. Due opzioni: la prima di terminare alla settima ripresa col risultato acquisito(quindi anche il pari). Lo spettatore dopo msssimo 2 ore é fuori; la classifica diverrebbe più facile da capire e npn ci sarebbero “manifeste superiorità “. Costi contenuti per le società. La seconda opzione é quella di offrire spettacolo. Far venire “veri” professionisti capaci di offrire spettacolo. Questo comporterebbe, però, COSTI che credo le Società non potrebbero permettersi . La prima ipotesi sarebbe la più attuabile per poter avere maggiore affluenza di pubblico ad assistere agli incontri. Chiaro che la cosa va approfondita, discussa e soprattutto provata in qualche categoria. Un cordialissimo saluto e ti terrò informato sugli sviluppi della prossima indagine.

    • paolo palmieri 21 settembre 2018 at 22:54 -

      Sono assolutamente d’accordo . Sono anni che vado dicendo di accorciare al 7 inning , ma il problema è che la maggior parte degli addetti ai lavori e degli spettatori sono over 50 ed a loro risulta difficile non solo cambiare ma anche discutere questo tipo di opzioni . Non solo , bisognerebbe che tutto il movimento europeo fosse d’accordo di rivedere le regole .Anche in USA ci sono numerose discussioni riguardo a tagliare i tempi , un esempio sono i 2 minuti ti tempo per il cambio inning . Sono comunque troppi , dovrebbero essere accorciati di 1 minuto e si risparmierebbero almeno 15 minuti , con l’obbligo di riscaldamento del pitcher dopo il secondo out , così da salire caldo ed effettuare solo due o tre lanci con il catcher .

  5. Alda 21 settembre 2018 at 15:47 -

    SOS FEDERAZIONE ITALIANA BASEBALL SOFTBALL. Spero vivamente per tutti i nostri ragazzi che nel 2019 ci sia più gioco e spazio per loro. Per le persone di buon senso, le tribune cosi tanto considerate scomode dagli snob, gli impianti luce valutati inesistenti e partite “troppo lunghe”saranno accettate senza problemi.
    Sarà la volta buona che gli snob
    si faranno il loro campionato d’élite e potranno esserci campionati di A, B e C con persone di buon senso

  6. Ongina 21 settembre 2018 at 17:48 -

    L’argomento di cui si deve parlare non è come è in che termini migliorare il baseball in Italia. Il punto, qui è oggi, è che il signor Tommasin, una persona come il signor Tommasin, saluta la Serie A1 e si spera non il baseball. Un brutto, brutto giorno. Per la sua città, per i suoi tesserati, certamente anche per lui personalmente. Per il Baseball Italiano. Mi auguro un ripensamento di una persona così appassionata, competente e responsabile in prima persona, meritevole in qualunque caso di rispetto e massima stima. E forse, perso un ulteriore anno per giunta introducendo liberalizzazioni di ogni genere nei tesseramenti di non AFI, sarebbe meglio domandarsi se e quanto il movimento può ancora reggere.

  7. Flavio 22 settembre 2018 at 00:16 -

    Come vorrei che intervenisse qualcuno tra i “padovani” che per tradizione amano stare dietro le quinte e tramare destini futuri “sotto copertura”.
    Nessuno a sostenere pubblicamente il profondo dolore elaborato in estrema roservatezza da Bobo: credetemi per il suo modus vivendi è come aver perso un figlio o meta’ di sé stesso perché per lui il baseball era l’altra meta’ della vita.

  8. Mah 22 settembre 2018 at 09:04 -

    Purtroppo in questo mondo dove il Padova Baseball ha ottenuto più “visibilità”, e non certo a favore, a Striscia la Notizia che per i più che comunque lusinghieri risultati sportivi ottenuti nella gestione Tommasin, questo é il prezzo da pagare. Sempre purtroppo si potrebbe fare molto di più per aumentare la visibilità del ns. sport a livello di TV (quindi non MLB ma baseball italiano) ma non solo per fare promozione sia per reclutamento di nuovi praticanti che per nuovi potenziali sponsor, ma anche e soprattutto per sensibilizzare maggiormente le amministrazioni comunali a livello d’impiantistica riguardo il baseball. Ultimo purtroppo questa che dovrebbe essere una delle maggiori priorità viene messa costantemente all’ultimo posto.

  9. Massimo T. 23 settembre 2018 at 21:14 -

    il Milano 46 ha giocato in serie B con tanti giovani vincendo 18 incontri e perdendone altrettanti 18 per sfinimento. Contro Avigliana il secondo incontro è iniziato alle 16 per finire alle 20 al limite dell’oscurità, metà di questi ragazzi li perderemo per strada per sfinimento!

    • Armando Paggetti 24 settembre 2018 at 16:33 -

      La serie B dovrebbe avere le partite da 7 inning.

  10. WILLIAM A SANDILLO 24 settembre 2018 at 23:08 -

    Its a sad day for the kids in Padova. My hope was to build a great youth training program and use the training center that Bobom built to build future A1 stars. In the USA we have great players because the game takes great skill to master and it takes time to master these skills. Start playing around 7 or 8 then by the time your 18 your ready for the best level of Italian baseball. Padova Baseball and BoBo could have made this happen. .