Il pensiero del DS della Fortitudo sul cambio della formula in SerieA1:”Il problema più grosso? Quello dei lanciatori AFI”

Pubblicato il Nov 11 2018 - 12:55pm by Maurizio Roveri

Fortitudo Festeggia

Era nell’aria. Lo aveva rivelato baseballmania.eu già tre settimane fa: il forte interesse della Organizzazione dei Chicago Cubs per Robel Garcia. 

Evidentemente l’ottimo campionato disputato da Robel con la casacca della Fortitudo UnipolSai campione d’Italia, soprattutto le successive performances in maglia azzurra nel SuperSix in Olanda e nella Instructional League in Arizona avevano portato gli scout a tenere sotto stretta osservazione il venticinquenne dominicano in possesso di passaporto italiano. E il corteggiamento dei Chicago Cubs ha portato all’accordo. Robel Garcia (la notizia è diventata ufficiale da tre giorni) ha firmato un contratto di Minor League con la prestigiosa Franchigia di Chicago, quella che gioca nel leggendario Wrigley Field, la squadra dove una star della MLB, il prima base Anthony Rizzo, indossò la casacca della Nazionale italiana al World Baseball Classic nel 2013.
La Fortitudo UnipolSai perde dunque il giocatore “naturalizzato” (però non di formazione italiana) che il Club campione d’Italia ha utilizzato nel campionato 2018 nel ruolo di interbase. Lo aveva prelevato da Imola in proiezione della stagione 2017. Un eccellente “investimento”. 
Robel Garcia aveva 22 anni quando arrivò in Italia nel 2016 e nella città dell’autodromo in riva al Santerno, indossando la casacca dei Redskins, disputò 8 partite nella serie A2 con 481 di media-battuta e 926 di slugging. Un “prospetto” interessantissimo che non sfuggì all’attenzione di Cristian Mura, il direttore sportivo e uomo-mercato della Fortitudo. Il debutto, ventitreenne, in IBL nel 2017. Schierato in terza base, alternandosi con Fuzzi (per via del regolamento che prevedeva sette giocatori ASI, cioè di scuola italiana, in campo), Robel Garcia fece registrare una media-battuta di 274 in regular season e 16 RBI in 24 presenze. Salendo a 333 di average nella serie di semifinale, che vide tuttavia la Fortitudo sconfitta dai Pirati di Rimini in gara5 al Falchi. 
Ed ecco la stagione 2018, campionato di serie A1. L’anno della maturità di questo ragazzo dotato di notevole fisicità, apprezzabile tecnica, movimenti eleganti, giro di mazza rapido e aggressivo. Robel gioca titolare fisso nella Fortitudo UnipolSai nella delicata posizione di interbase. E’ pronto per fare cose importanti nella massima serie. Lo si nota fin dall’inizio. In regular season batte 289 firmando 17 RBI e soprattutto è convincente nell’espressione difensiva. Come indica il 955 di fielding percentage. La sua consistenza nel box di battuta sale a 400 nelle tre partite di semifinale contro il Nettuno (e 900 di percentuale difensiva).  Poi, 357 di average e 857 in difesa nella “Italian Series” contro Parma. 
Il ragazzo italo-dominicano, originario di Las Matas de Farfan, motivatissimo e al top della condizione fisica e mentale, è esploso in maglia azzurra nel SuperSix (18-23 settembre) in Olanda. Utilizzato dal manager  Gilberto “Gibo” Gerali come interbase, terza base, anche esterno centro e battitore designato, Robel è stato clamoroso con il “legno” fra le mani. Gran giro di mazza. Uno swing sicuro, incisivo che lo ha portato a confezionare addirittura un “cycle” nella partita contro il Belgio: doppio al 2° inning, homerun da 3 punti al 3° inning, triplo al 7° e singolo al 9°.
Bene bene, ora vieni qui da noi che ti vogliamo dare un’occhiata da vicino… Così debbono aver pensato i Chicago Cubs, che hanno fatto firmare un contratto di Minor League a Garcia.
Una grande opportunità per Robel. Pronto ad andare a caccia di un Sogno.
Inevitabile, a questo punto, una bella chiacchierata con Cristian Mura, il direttore sportivo della Fortitudo UnipolSai. Diversi gli argomenti da approfondire. Dalle prospettive americane di Robel Garcia alla possibilità o no di riaverlo a Bologna. Dalle comprensibili perplessità, dovute alle nuove regole che la Federazione vuole introdurre per il prossimo campionato, alle conseguenze sul piano dell’espressione tecnica che ci saranno con la volontà federale di allargare a 12 squadre il campionato di vertice. Già, l’allargamento della massima serie. Come? Quanti Club ci saranno al via? Quanti avranno “veramente” la struttura necessaria per un campionato di serie A1? C’è il rischio di un livellamento in basso? Questo progetto-FIBS di “cambiamento” non sarebbe stato più logico attuarlo per gradi?
In quest’intervista Cristian Mura parla in maniera chiara ed equilibrata, esprimendo – da esperto e profondo conoscitore di baseball – le proprie riflessioni e opinioni. Pacato e deciso. Com’è nel suo stile.
Cristian, Robel Garcia ha firmato un contratto di Minor con i Chicago Cubs. Che cosa succede ora? Come si muoverà la Fortitudo? Aspetterà di capire e di verificare gli sviluppi?
Garcia andrà allo Spring training dei Cubs e cercherà di guadagnarsi un posto per rimanere a giocare là negli Stati Uniti. E’ l’obiettivo che lui ha. Chiaramente, noi dobbiamo far conto – nel progettare il roster per la prossima stagione – che Robel non ci sia. Perchè non possiamo aspettare fino a marzo per sapere se lui sarà ancora disponibile per la Fortititudo oppure no”.
E dunque, come siete orientati per coprire il ruolo di interbase?
L’orientamento della nostra Società, nelle scelte di mercato, sono legate innanzitutto a quelle che saranno le regole della Federazione per il prossimo campionato. E ovviamente dipende anche da ciò che offre il mercato. Penso comunque che in Fortitudo non ci saranno sconvolgimenti”.
Indubbiamente è cosa delicata e complicata per chiunque abbia la responsabilità di fare il mercato d’una squadra, in questa fase nella quale non si sa ancora quali saranno le partecipanti, la formula e le regole per il campionato 2019…
Effettivamente è una situazione difficile. Per la Fortitudo sicuramente, perchè dovremmo allestire una squadra che sia competitiva sia per il campionato sia per la Coppa dei Campioni. Diventa complicato farlo, in questo periodo di incertezza. Siamo bloccati. Proprio quello che abbiamo sottolineato, nell’ultimo raffronto fra le Società e la Federazione, è il fatto che l’anno scorso ci eravamo dati certe regole. E che quelle regole sarebbero dovute rimanere immutate. Ma oggi invece… cambiano. Nel recente passato c’era la regola di 7 giocatori di scuola italiana in campo, nel campionato scorso zero totalmente, e soltanto il 50% di italiani nel roster, adesso si parla di 4 AFI (giocatori di formazione italiana) in campo. Il cambiare le regole ogni anno penalizza il lavoro di programmazione di un Club. Io, poi, queste regole che la Federazione vuole introdurre non le capisco”.
Perchè?
Se l’obiettivo era quello di tutelare i giocatori italiani, allora non dovevamo toglierli nella stagione scorsa. Erano stati tolti giustificando la motivazione. E adesso vengono rimessi, parlando di programma olimpico. Programma olimpico? Secondo me, è una scusa. Non può essere questo anno e mezzo che manca alle Olimpiadi 2020 a darti il tempo di costruire lanciatori che possano essere pronti per la Nazionale e per un appuntamento importante come quello. Semmai, bisogna ragionare e programmare in proiezione dei Giochi Olimpici del 2024. Non per il 2020, che è dietro l’angolo. Quindi, questa motivazione non la capisco. Probabilmente la vera motivazione è un’altra: si vuol dare l’opportunità a più squadre di serie A2 di salire e partecipare al campionato maggiore. Allora, bastava dirlo chiaramente…”.
L’eventuale allargamento a 12 squadre (con diverse squadre provenienti dal campionato inferiore), e la già certa riduzione di un giocatore straniero non comunitario per ogni squadra, potrebbe portare ad un calo dell’espressione tecnica. Ma il campionato di vertice dovrebbe essere l’immagine della qualità. Dunque, un controsenso?
Certamente il livello tecnico calerà. E questo è preoccupante. E’ un punto importante che stiamo discutendo, vogliamo far capire alla Federazione che il baseball deve progredire. Io ho sempre detto, e lo ribadisco, che nella massima categoria deve esserci la migliore espressione del baseball. E dunque, le squadre che vengono su a giocare nel campionato di vertice debbono essere coscienti che ci sono delle regole. Delle regole certe. Era stato detto che le regole della stagione scorsa sarebbero rimaste per quattro anni. Così non è. Se ad esempio un Club di A2 è cosciente che ci sono regole precise, e che non cambiano ogni anno, può programmare e decidere quando può essere in grado di salire: se nell’anno in corso oppure l’anno dopo”.
Mura, la presenza obbligatoria d’una partita esclusivamente riservata ai lanciatori italiani, costringendo gli stranieri (sia non comunitari sia comunitari) a trovare spazio in una partita soltanto, come la interpreti?
Ecco, l’obbligo d’una partita solo con i lanciatori italiani sarà il motivo principale del calo di qualità del campionato. E sarà un calo fortissimo. Fortissimo. Non ci sono, non ci sono 48 lanciatori italiani per fare la serie A1. Dico quarantotto, perchè considero quattro lanciatori per ogni squadra. In un torneo a 12 squadre. Non ci sono, non li vedo. Durante il campionato verificheremo se avrò avuto ragione oppure se la mia valutazione attuale è sbagliata. Io sostengo che 48 AFI non ci sono. Dico AFI, cioè atleti di formazione italiana, vale a dire prodotti dei settori giovanili. Nel recente passato c’era la partita riservata ai lanciatori italiani, però erano ASI. Cioè di scuola italiana. Il fatto è che in buona parte erano dei “finti ASI”. Nel senso che diversi lanciatori erano diventati italiani perchè erano nel nostro campionato da più di 6 anni. Però, in realtà, non erano di formazione italiana, non venivano dal settore giovanile. Erano i cosiddetti naturalizzati. Siamo andati avanti con lanciatori che non erano italiani, o perlomeno non avevano lo status di ASI. Pertanto, sei i “veri” lanciatori italiani non c’erano allora, o ce n’erano pochi, come si può adesso pretendere di mettere una regola, da un giorno all’altro, senza avere il tempo di progettare e programmare?”.
Mi avventuro in un elenco di lanciatori che vennero utilizzati come italiani, ma non erano di scuola italiana: Grifantini, Orta, Cicatello, Pezzullo, Cillo, Di Roma, Patrone, Torres, Da Silva, Lucena, Nyari, Yovany D’Amico, Oberto, Milano, Pugliese, Marinez, Arias, poi Richetti e Florian che con il Castenaso torneranno sul monte di lancio di massima serie. Eccetera eccetera (perchè ce ne sono stati altri). 
E dunque, Cristian Mura, oggi è quasi impossibile avere in serie A1 un numero sufficiente di lanciatori AFI?
E’ impossibile. Ce ne sono pochissimi. Fra l’altro, l’introduzione della regola AFI è ancor più restrittiva rispetto a quella che era l’ASI. Ad esempio: un ragazzo oriundo, dunque di origine italiana, oggi non può essere utilizzato da italiano nel baseball. Lo può diventare se è arrivato molto giovane e ha fatto i campionati giovanili. Se invece arriva in Italia un oriundo già pronto per lanciare in serie A1, ma non è atleta di formazione italiana, non avrà mai lo status di AFI. Sarà un oriundo, dunque con passaporto italiano, però per il baseball non potrà giocare da italiano. Ci troveremo in un campionato dove, in certe partite, vedremo salire sul monte di lancio – a cercare di finire le partite – dei seconda base, degli esterni, dei prima base… perchè  i lanciatori saranno finiti. Ecco ciò che accadrà nel massimo livello del nostro baseball! Lascio agli altri i commenti. Questo è il campionato non di qualità che i nazionali azzurri andranno a giocare. Come si può pretendere poi che i nazionali siano al top con la casacca dell’Italia agli Europei? Ecco, questi sono gli argomenti delicati che dovremo continuare a discutere, raffrontandoci con la Federazione. Io continuo a ripetere: il campionato di vertice deve esprimere il meglio. Il roster migliore possibile. La costruzione dei giocatori si fa nei campionati inferiori”.
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Maurizio Roveri

Giornalista professionista, nato il 26 novembre 1949 a Bentivoglio in provincia di Bologna. Ha iniziato la sua brillante carriera giornalistica come redattore di Stadio nel 1974 per passare poco dopo al Corriere dello Sport-Stadio, dove è rimasto fino al gennaio del 2004. E’ iscritto all’Albo dei giornalisti professionisti dal luglio del 1977. Al Corriere dello Sport è stato responsabile del basket e del pugilato nella redazione di Bologna. Capo rubrica per il Corriere dello Sport-Stadio del baseball, sport seguito fin dal 1969 come collaboratore di Stadio. Molte le sue esperienze da inviato a cominciare dai campionati mondiali di baseball del 1972 in Nicaragua, del 1988 in Italia, del 1990 in Canada, del 1998 in Italia, nonché alle Universiadi di Torino del 1970 e ai campionati Europei del 1971, del 1987, del 1989, del 1991, del 1999. Collaboratore del quotidiano “Il Domani di Bologna” per baseball, pugilato, pallavolo dal 2004 al 2007. Creatore del sito internet specializzato sul baseball Doubleplay.it e collaboratore dei siti Baseballitalia.it, Baseball.it e BoxRingWeb.it. Entra con l’inizio del 2012 nel gruppo editoriale di InLiberaUscita, ricoprendo la posizione di opinion leader e di redattore da Bologna. Nel marzo del 2012 è cofondatore del sito specializzato BaseballMania.it di cui oggi è coordinatore giornalistico.

23 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Ermejo 11 novembre 2018 at 18:40 -

    Ma che state a dii… ve ricordo che fino al 2017 ci stava la partita dei lanciatori Italiani e tutti li avevano e le partite le finivano i lanciatori e no i seconda base come dice mura. E poi tutti sanno che le squadre forse saranno 10 non 12 quindi questi sono numeri inventati.

  2. saltamartin 11 novembre 2018 at 18:45 -

    Mura, si chiama rebuilding.

    Ovvero ciò che ogni anno, a turno, tocca fare a quattro o cinque squadre della MLB.
    I tifosi accettano serenamente di perdere molte partite, i GM imbottiscono il roster di alcuni prospetti e molti giovani, ci si libera di qualche contratto pesantuccio, il payroll scende e si mette via qualche dollaro per tempi migliori.
    In Italia lo dovrebbe fare l’Intera (o quasi) exIBL, ovviamente d’accordo con la Fibs.

    Un suggerimento al volo?
    Tre partite alla settimana di cui una con TANTI (anche tutti) under.
    Under 19 o 20 oppure 21, dipende dalla merce che c’è nei magazzini delle società.

    Fateli giocare se volete che diventino bravi, se a 20 anni in molti sono pronti per la MLB, volete che non siano pronti per il campionato italiano??

    REBUILDING, per la miseria, e se non cominciate oggi, quando diamine volete cominciare?

  3. Amedeo 11 novembre 2018 at 23:59 -

    I soliti bolognesi che gli piace vincere facile, fanno aprire il portafoglio all’Unipol, comprano una vagonata di comunitari e poi esce fuori un campionato come quest’anno che dopo due settimane gia si sapeva che vinceva la banca bolognese. Ma basta con queste solite lamentele del Bologna. Al resto del movimento non glie ne frega niente della vostra banca da mettere sul piedistallo. Tutti speriamo che presto vi lascino con due spiccoli così poi ci faremo due risate. Ancora co sta storia del campionato di qualità, campionato finito dopo tre giornate lo chiamate di qualità? Avete vinto lo scudetto più scontato della storia del baseball in Italia e questa sarebbe la qualità? Ma smettetela di sentirvi dei fenomeni e scendete sulla terra che prima o poi la banca bolognese di lascerà con i vostri spiccioli come tutte le altre squadre d’Italia.

  4. Daitarn 12 novembre 2018 at 00:28 -

    Rosica Amedeo…aspetta e spera…quello con l’Unipol e’ destinato a diventare il sodalizio piu’ lungo della storia del baseball italiano,non e’ colpa nostra se in altre citta’ non ci sono realta’ come l’Unipol che sponsorizzano le rispettive squadre…

  5. Maurizio Roveri 12 novembre 2018 at 06:17 -

    Rispondo a Ermejo, che non ha neppure il coraggio di presentarsi con il proprio nome e cognome. Neppure gli altri in realtà, ai quali non rispondo perchè i loro commenti non coinvolgono me (e comunque non mi sembrano particolarmente “profondi”). In quanto al signor Ermejo, gli suggerisco di leggere meglio l’intervista fatta a Cristian Mura e le parole del direttore sportivo della Fortitudo Bologna. Il quale ritiene che non ci siano 48 lanciatori AFI (cioè Atleti di Formazione Italiana) affidabili, per un eventuale campionato di A1 a 12 squadre (Mura ha considerato quattro lanciatori italiani nel roster di ogni squadra). Premesso che il signor Ermejo potrebbe non conoscere esattamente la differenza fra ASI e AFI, vorrei ricordargli che nel recente passato andavano sul monte di lancio “italiano” dei lanciatori naturalizzati, cioè italianizzati (e nel mio articolo ho fatto un elenco) i quali – con le regole di oggi – non avrebbero lo status per lanciare nella partita dei lanciatori AFI. Il signor Ermejo non ha avuto sufficiente avvertenza nel chiudere il suo non brillante intervento. Quell’infelice “intervista pilotata”, da lui usata, è irrispettoso e offensivo. Anche irriguardoso. Non tollero mancanza di rispetto nei confronti della professionalità e della correttezza che ho sempre ampiamente dimostrato nei miei 42 anni di carriera da giornalista professionista. Non c’è alcunchè di pilotato, non è nel mio stile. Non l’ho mai fatto nè lo farò mai. Pertanto invito il signor Ermejo ad informarsi meglio e ad essere più prudente prima di buttar giù certe infelici e irrispettose espressioni che potrebbero essere eventualmente motivo di una querela.

  6. Ermejo 12 novembre 2018 at 11:16 -

    Mancanza de rispetto che ? Non posso scrivere un opinione sullo scritto ? Oppure bisogna stassene zitti su tutto !

    Forse le regole le deve rileggere Mura oppure chi le.ha scritte perche da mie informazioni i giocatori che erano ASI sono passati AFI quindi i nomi di lanciatori scritti in articolo erano giocatori ASI sarebbero diventati AFI. Forse intendeva scrivere qualcosa di diverso che non ho capito.

  7. Giulio 12 novembre 2018 at 15:28 -

    Vede sig. Roveri, e anche sig. Mura, il problema è proprio quello che avete detto voi. Che non ci sono 48 lanciatori AFI di sufficiente qualità. E aggiungo che probabilmente non ci sono nemmeno 60 giocatori di posizione AFI di sufficiente qualità. Mi dica lei quale altro sport nazionale non ha almeno 100 giocatori di sufficiente qualità. Noi probabilme te nemmeno la metà.
    Quindi ditemi voi se il problema del baseball oggi sta nel suo massimo campionato oppure nella base del movimento. Non crede che sia giunto davvero il momento di una riforma profonda? Anche se questa in qualche modo dovesse abbassare il livello?

  8. saltamartin 12 novembre 2018 at 15:59 -

    Signor Roveri, a parte il fatto che è normale in un forum avere un nickname, mi farebbe piacere che fosse approfondito, da Lei o dal sig. Mura, il significato di “affidabile”, possibilmente usando numeri e non impressioni.

    tre esempi per intenderci:
    1- non ci sono, ad oggi, 48 lanciatori italiani che superano le 85 mph.
    2- non ci sono 48 lanciatori italiani la cui autonomia supera i 90 lanci.
    3- non ci sono 48 lanciatori italiani con un rapporto k/bb <2.

    ed anche:
    1- i lanciatori italiani che superano le 85 mph sono solo x.

    ecc.ecc.

    come vede il sig. Mura (e anche gli altri) se la caverebbe con meno di mezza paginetta.

    non se la prenda, lei sa meglio di chiunque altro che le critiche vanno accettate.
    saluti e complimenti per i suoi articoli 🙂

  9. saltamartin 12 novembre 2018 at 16:38 -

    e.c.
    rapporto k/bb (MAGGIORE) > 2….

  10. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 12 novembre 2018 at 16:40 -

    Signor Roveri, Lei adombra possibili ricorsi a vie legali di fronte ad espressioni irrispettose.

    Personalmente, ma è questione di gusti, quando ne sono stato vittima, ho preferito affrontare comunque la discussione, proprio come ho fatto tante volte su questo sito dove ho subito aggressioni ed offese ben più pesanti di quella di cui Lei ora si lamenta.

    L’ho fatto con tutti, ma mi è stato interdetto il sacrosanto diritto di replica quando, Lei ricorderà benissimo, in calce al mio articolo del 28/5/2016 “IBL, continua il calo di pubblico e aumentano le “manifeste”, Lei scrisse di me:

    “…ne rispetto la coerenza delle opinioni. Però è coerente nel … gettare fango su IBL. Non perde occasione nel criticare. La critica va bene, ma vorrei che fosse – anche – talvolta costruttiva.”

    Gettare fango vuol dire screditare, parlar male, dire qualcosa di non vero su qualcosa o qualcuno per screditarlo. Chi si comporta così non è una bella persona.

    Eppure Lei sapeva benissimo che le mie critiche sono sempre basate su fatti, documenti o affermazioni di terze persone riportate fedelmente con copia/incolla per non alterarne nemmeno inconsapevolmente il senso. Tutto questo non è fango, ma Lei ha gettato una cattiva luce su di me.

    Le mie critiche non è vero che non sono costruttive.
    Anche questo Lei lo sa perché, in qualità di coordinatore giornalistico del sito, non poteva ignorare i miei numerosi articoli in cui ho prospettato anche in modo abbastanza dettagliato le soluzioni a mio avviso utili ad uscire dall’ormai troppo lunga crisi.

    Come la mettiamo con la correttezza che Lei pretende giustamente dagli altri? Forse che gli altri, non essendo giornalisti, abbiano meno diritti, meno dignità?

    Come dicevo, di fronte a certi comportamenti, e quello Suo verso di me sopra richiamato non è certo commendevole, preferisco affrontare il dialogo: cosa che ho fatto con tutti ma mi è stato interdetto nei Suoi confronti. In quell’occasione, benché non sia stata accolta la mia replica, ho ritenuto di soprassedere. Ma recentemente, in settembre, in un Suo articolo Lei ha in modo inequivocabile (riportando le stesse mie parole pur non menzionandomi) fatto riferimento a me esprimendosi in modo ben poco accettabile: al nuovo rifiuto di pubblicare la mia replica ho deciso di non più collaborare con questo sito.

    Baseballmania aveva il pregio di essere un blog su cui potevano confrontarsi liberamente pareri diversi: ora questi pareri non compaiono più in articoli e nei relativi titoloni. Lei sarà soddisfatto che regni il pensiero unico, il Suo: accetti almeno nella sezione dei “commenti”, i pareri degli altri, e se proprio qualcuno La indispone, credo Lei abbia gli strumenti e la cultura per superare con eleganza qualche frase non protetta da ipocrisia!

  11. Daitarn 13 novembre 2018 at 00:44 -

    Mai come in questo momento la mia stima ed il mio rispetto vanno a Maurizio Roveri.Mi sembra di sognare…intervista pilotata…

  12. Giovanni Colantuono
    Giovanni Colantuono 13 novembre 2018 at 00:51 -

    Il commento di Ermejo in cui viene scritto che l’intervista é pilotata non è accettabile! La carriera giornalistica di Maurizio Roveri parla chiaro e la sua professionalità non può essere messa in dubbio. Invitiamo l’utente Ermejo a moderare gli interventi.

  13. Jim 13 novembre 2018 at 09:42 -

    Non ci sono lanciatori di qualità per farli lanciare in A1,non ce un numero sufficiente per tutte,le solite si andranno a prendere i pochi discreti,alzando i prezzi di tutti a cascata fino alla B.
    Tocchera questo moltissimo la serie A2 dove gli hanno tolto anche lo straniero pitcher.
    Vorrei sapere dalla fibs le ragioni per seguire questa strada sui pitchers afi,vorrei sapere perché ogni anno ne inventano una,vorrei sapere le ragioni nella massima serie di promozioni e retrocessioni,vorrei sapere perché si alzano la mattina e cambiano completamente una formula,senza mai discuterla con le società interessate,senza mai provare a sedersi e approfondire tutti gli aspetti positivi e non del possibile cambiamento.

    • Daitarn 14 novembre 2018 at 00:40 -

      Vorrei tanto saperlo anche io Jim,credimi.Mura ha solamente detto una cosa ovvia a dir poco.Per certe partite,aggiungo io, l’orario di inizio sarebbe meglio anticiparlo alle 18:30…in partite AFI,con dei 30 a 20 di parziale,altro che 5 ore…

  14. Ermejo 13 novembre 2018 at 11:51 -

    Non pensavo di ledere l’onorabilita di una persona esprimendo una legittima opinione in un forum pubblico dove si chiede apertamente di confrontare i propri pensieri, e di questo me ne scuso. Se non si vuole accettare il pensiero , anche diverso, da altre persone non si deve dare la possibilità di commentare in fondo all’articolo.
    In ogni caso non conosco la carriera del sig. Roveri ma penso di conoscere la sua fede “basebalistica” così come conosco il ruolo del sig . Mura, così come penso di aver interpretato nella maniera corretta il regolamento sugli AFI e il suo utilizzo.

    Alla fine de sto PIP***E chiunque la può pensare come me o anche al contrario ma stanne certo che nun m’offendo. Un bacio

  15. Giulio 13 novembre 2018 at 18:39 -

    E sarebbe bello anche sapere cosa intendono fare visto che siamo tutti d’accordo che c’è scarsità di giocatori AFI. Ma sembra che questo non interessi a nessuno. Della serie mettiamo una pezza oggi, per il futuro saranno problemi di altri.

  16. enrico 13 novembre 2018 at 19:43 -

    Caro Direttore, non so come Lei la pensa, ma mi pare francamente inaccettabile anche che si facciano improprie allusioni allo sponsor di una società sportiva e che addirittura si auspichi la cessazione dei rapporti di sponsorizzazione in atto, nella speranza che ne consegua un danno economico.

  17. flavio orati 13 novembre 2018 at 20:56 -

    Nel rugby esiste il terzo tempo… il nostro sport insegna atteggiamenti carichi di fair-play … tutti gli sport propendono per un confronto – seppur carico di grinta – ma non per uno scontro. Stiamo deviando ciò che non vorremmo mai vedere in campo, nel confronto democratico di opinioni e proposte per salvare dallo spettro dell’abisso il nostro meraviglioso sport che è sotto gli occhi di tutti, relegato a icona per una pubblicità sterile o per una puntata di “striscia”…
    Come mai la Pavesi che sta facendo girare nei network il suo spot da budget milionario non è stata contattata dalla Federazione per essere che so il main sponsor della Nazionale o ancor meglio di una De Martino rinata come un’araba fenice quanto mai opportuna visto il deficit eterno dei nostri vivai secondo quanto letto fin d’ora?

  18. Maurizio Roveri 14 novembre 2018 at 04:09 -

    Il raffronto fra persone (addetti ai lavori o soltanto appassionati, non fa differenza) è accettabilissimo, utile e interessante. E’ giusto che ci siano pareri diversi e punti di vista opposti. Serve al dialogo. Ripeto, DIALOGO. Non polemica. Io credo che dialogare di baseball con buon senso, con equilibrio, con rispetto, sia cosa giusta e costruttiva. Oltre a dimostrare lo STILE del sito Baseballmania.eu. Che è un sito specializzato. Non un blog. E i commenti debbono essere veramente dei commenti. Con la volontà di esprimere opinioni costruttive, magari anche lanciando delle idee. E comunque evitando se possibile polemiche o provocazioni, o perlomeno limitandole. Mi piacerebbe che i commenti fossero – sempre – una piacevole e interessante espressione di opinioni. Anche contrastanti. Ci sono, e ci saranno, opinioni differenti? E’ inevitabile. Ma va bene, va bene così. Ci darà l’opportunità di approfondire – sempre di più – i tanti argomenti che toccheremo. E ciascuno che voglia intervenire, commentando, sarà libero di esprimere il proprio pensiero. E’ democrazia. Questo è il succo, il senso, l’essenza, la sostanza che la redazione di Baseballmania (assieme ai suoi lettori) vuole produrre. Per passione. Per amore del baseball, e dunque cercando di fare qualcosa di utile: per un maggiore sviluppo in Italia di questo bellissimo sport. Dialogando, chiacchierando. Più che discutendo o polemizzando. Sono certo di interpretare – con questo mio messaggio – il pensiero dell’amico Giovanni Colantuono. Che di Baseballmania.eu è il Direttore. Attivissimo, energico, con una costanza ammirevolissima. Infine, vorrei assicurare Ezio Cardea: da parte mia, c’è sempre stato – e c’è – un grande rispetto nei suoi confronti. Abbiamo delle vedute diverse (e anche distanti) del baseball italiano e dei suoi problemi. Okay, raffrontiamoci. In tranquillità. In modo utile.

    • Federico 14 novembre 2018 at 19:47 -

      Giusto

  19. Massimo T. 14 novembre 2018 at 20:54 -

    Tempo fa ho espresso un’idea su questo sito specializzato il risultato è stato che mi sono beccato del disfattista e non è accettabile anche questo e nessuno è intervenuto per moderare gli interventi ma ho semplicemente chiuso come si dice un occhio.

  20. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 15 novembre 2018 at 11:29 -

    Caro Maurizio, grazie delle tue espressioni che non possono che lusingarmi. Okey, raffrontiamoci in tranquillità e in modo utile.

  21. Michele Bresciani 16 novembre 2018 at 11:16 -

    Tante parole per questa serie a1 , per questo fantomatico “baseball di livello” ma alla fine ci si dimentica sempre che c’è un tessuto di società nelle leghe inferiori che forse sono molto più consapevoli dei problemi del baseball!! Mancano i giocatori italiani?? Abbiamo scoperto l’acqua calda!! Mai un dubbio se le giovanili sono curate o meno!! Mica li vendono all’eurospin i giocatori!! Non si può avere giocatori se ci si dimentica di u21-u18! Dai 14 ai 20 anni il minimo sindacale dovrebbe essere 30 partite all’anno , minimo 100 turni , minimo 50 inning per i lanciatori!! Non lasciare a far muffa ragazzini che poi di conseguenza se ne stanno a casa! Serie c è serie b devono essere il bacino ! Non avremo mai un cambio di paradigma se rimaniamo ogni anno a parlare di 8,10 o 12 squadre , quanti cioccolatini mettiamo in campo , chi ha un bisnonno italiano così lo spacciamo come nostro e facciamo felice anche la nazionale , e altre belle storie! Stiamo firmando un resa generale qui