Il caso del Plebiscito va messo alle spalle, si gioca a San Marino la prima di campionato senza Novoa che arriverà giovedì

Pubblicato il Apr 14 2017 - 6:14pm by Flavio Orati

Districandomi tra un esercizio respiratorio per sopravvivere, la cucina e due coccole in famiglia; tra la disciplina deontologica che incombeva e l’insaziabile passione per il baseball, ieri sera ero combattuto nell’andare a seguire l’allenamento del Tommasin, o no.
I ragazzi, dopo le turbolente giornate di passiva passione, sono stati costretti ad emigrare per fare l’ultimo allenamento prima dell’opening day che li vede impegnati a partire da questa sera sul monte Titano, in quel di Vicenza. “Bene – mi sono detto tra me e me – almeno giocano in un diamante nuovo e relativamente vicino” Non vi nascondo che avrei voluto sentire l’opinione di Mark Teahen – il Major atterrato sul pianeta Padova – su questa vicenda “kafkiana” che l’avrà certamente lasciato tra se e se a farsi due risate pensando: “Italians”….!!!, ma che ormai in questo nostro disgraziato Paese una vicenda simile non ci coglie più impreparati avendoci sottoposto ormai quotidianamente emozioni a 360 gradi elevati alle quattro dimensioni: come dire meglio la fantascienza che la realtà!!!!
Sulla combattuta diatriba, questa volta, per fortuna, ha avuto il sopravvento lo spirito di sopravvivenza ancora radicato in ognuno di noi, lasciandomi andare davanti al fornello cucinando un italianissimo risotto, risparmiandovi i dettagli (sarebbe impietoso svelarvi la leccornia degli ingredienti magistralmente fusi in una crema di riso tipicamente italiano dal risultato accademico) in quanto i ragazzi trasferiti a Vicenza per l’occasione dopo aver iniziato il classico BP, hanno dovuto desistere a causa dell’illuminazione che ha ceduto. Quasi al buio!
“Una volta superato questo problema – ci ha assicurato manager Aluffi dalla scaletta del pullman che li porterà alla Ciarulla – Vicenza assieme a Verona potrebbero anche essere le sedi per le partite “casalinghe” del Tommasin qualora non fosse possibile l’inversione degli impegni casalinghi, “come ipoteticamente aveva lasciato intuire lo stesso Presidente Fibs Marcon alla fine del pomeriggio di confronto in Comune a Padova.
Per le ultime ore prima dell’inizio del 70° campionato maggiore di federazione sembra non esserci pace persistendo il mare in burrasca all’orizzonte del Tommasin: se non sono i problemi della fantapolitica cittadina – tutti vogliono sperare che non sia una manovra per cercare di mettere le mani, una volta per tutte, sul campo da baseball spianando così la strada per il calcio Padova che alcuni vorrebbero trasferire sugli impianti del Plebiscito, sperando così su chissà quali speculazioni sulla consumata linea affaristico/speculativa cittadina tra edilizia e finanza dai torbidi trascorsi….. – lo diventano le burocrazie diplomatiche per i visti d’ingresso che hanno prolungato l’attesa per l’arrivo del tanto atteso lanciatore Novoa che finalmente avrà la certezza di diventare “padovano” entro il prossimo giovedì, con timbri e visti in regola.
Intanto, questa sera, il partente sarà l’ottimo collaudatissimo Canache, un ragazzo con una buona variazione di lanci e il sorriso ancora più smagliante della voglia di vincere da quando è arrivata anche la sua compagna, lavoratrice regolare nel nostro Paese, che, suo malgrado, a causa del lavoro non potrà assistere al primo esordio annuale del “suo” lanciatore. Per il resto la squadra corta di Aluffi ha la struttura ormai più che collaudata.
Il line-up ideale ancora non c’è, ma sarà solo questione di poco, intanto i ragazzi hanno dimostrato di aver costruito un saldo e solidale spogliatoio. Tra qualche ora il verdetto sul campo: buon baseball a tutti.

 

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Flavio Orati

Flavio Orati sulla soglia dei sessanta - Padova 4/10/55 - ho iniziato come tutti con gli allievi nell'Arcella Padova-baseball che avevo 8 anni. Poi juniores,e la serie C con la squadra dell'oratorio che ci ha accompagnato per molti campionati da eterni secondi in competizione perenne con Verona, storica scuola di riferimento per noi veneti dell'epoca,riuscendo a conquistare in un lontanissimo campionato la possibilità di fare un torneo per passare alla serie maggiore. la gestione ecclesiastica della squadra - i frati di S.Antonio - ha rinunciato alla partecipazione facendo sfumare il nostro sogno rincorso per anni. Sciolta la squadra, abbiamo costruito con le nostre mani in tempo record un campo per farci disputare il campionato autotassandoci - erano tempi duri ma ricchi di solidarietà - tanto che siamo riusciti a creare una società ex novo e disputare almeno tre campionati di C. Nel frattempo uno sponsor quasi vero Bellamio, ha preso in mano il futuro della squadra con molti dissensi che hanno fatto migrare alcuni di noi verso l'altra storica compagine padovana: quella del CUS Padova.Intanto con l'età crescevano anche gli impegni e il nostro baseball spartano e universitario nonostante i campionati di B doveva lasciare il posto alla vita ma fino ai quarant'anni non ho abbandonato se non con qualche rara sosta, la frequentazione dei diamanti. Ed ecco che tornato a Padova ho ripreso a seguire la squadra nella sua performance stupenda della vittoria del campionato A federale e contestualmente anche della coppa Italia: un team che meritava sacrifici ulteriori nonostante la mia BPCO (broncopatia cronica ostruttiva) che non mi fa più respirare tanto bene. Eccomi qua che provo ad interpretare il baseball per le colonne on line di Baseballmania..... secondo la mia pluridecennale esperienza iniziata da esterno centro con l'erba che era più alta di me, per poi giocare in seconda e poi interbase, ma all'occorrenza ho ricoperto tutti i ruoli!!

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  1. luigi 15 aprile 2017 at 04:37 -

    Bravo!