Giovedì nella riunione delle società di A1 ci sarà la conferma della rinuncia al campionato. D’Arcais:”Se troviamo sinergie forse faremo la A2″

Pubblicato il Ott 2 2018 - 10:59pm by Flavio Orati

Alla riunione di giovedì prossimo a Bologna tra le società di A1 il Tommasin Padova confermerà la propria rinuncia alla massima serie per il prossimo campionato, ringraziando tutti di aver dato al capoluogo veneto questa magnifica esperienza quinquennale.

Così, con l’amaro in bocca, anche il vicepresidente Marco Flores D’Arcais esprime tutta la propria delusione all’indomani della riunione tra i vari responsabili delle diverse attività della società sportiva fondata a Padova nel lontano 1975, convocata per cercare di trovare una soluzione all’uscita di scena del Patron Bobo Tommasin. Soluzione che non si è individuata proprio per la mancanza di una precisa assunzione di responsabilità sulla gestione pratica dell’impianto del Plebiscito, vero nodo della situazione, oltre ovviamente al necessario apporto finanziario che è venuto a mancare con la rinuncia ormai certa del suo Presidente.

Una delusione annunciata e denunciata in diverse occasioni, lievitata in questi ultimi 5 anni  che hanno visto un contestuale espandersi di responsabilità h24  nelle mille pieghe e necessità che richiede la gestione di un’organizzazione a questi livelli non solo in piena stagione agonistica.

“Ecco anche ieri sera ancora una volta non c’è stato nessuno che ha chiaramente espresso la volontà di assumere obblighi concreti rispetto la gestione organizzativa futura –  afferma sconsolato D’Arcais – ma solo adesioni di circostanza dai vari vertici che convergono al Plebiscito per la loro attività agonistica quali il softball, l’attività giovanile, il Padova ’88, l’amatoriale, tutte realtà che usano l’impianto. Lo usano senza avere la consapevolezza di cosa vuol dire gestirlo, assicurare la sua manutenzione e la pulizia degli spogliatoi. Per non parlare della palestrina , il PalaBobo, che deve essere pulito riscaldato a gasolio per la sua utilizzazione invernale che a Padova significa fango umidità e freddo”.

Tutte fondamentali realtà accessorie che, sommate alla gestione dei giocatori esterni che richiedono 4 appartamenti sempre aperti con tutte le vicissitudini quotidiane, si fa presto a dire va bene, sì…

Ci vuole una certa presenza e autorità, spalle solide, volontà e passione vera, tanta vera passione che non è trapelata da questa ultima settimana lasciata aperta per capire se il baseball nella Città del Santo poteva avere successori che se ne assumessero il senso di continuità, di crescita.

“Certo, per l’ultima attività in programma il prossimo fine settimana della finale veneta della Coppa Federale Under 15 – aggiunge D’Arcais – Tommasin ha assicurato la concessione  dell’impianto che rimarrà aperto per l’ultima manifestazione della stagione. E così anche per le attività della neonata Accademia regionale è piena la disponibilità a mantenere un progetto così lungimirante e qualificante della Federazione. Poi le chiavi rimarranno in tasca, Navighiamo a vista!.  E se troviamo sinergie per poter fare la A2 , i ragazzi ci hanno dato la loro disponibilità, altrimenti….”

Altrimenti si ricomincerà dagli Under 15 che potranno organizzarsi presto per riaggregare un gruppo e ripartire dalla serie C. Con una nuova società?… con la vecchia?…

Intanto due sono le scadenze ancora importanti per delineare del tutto il futuro delle attività e della società: la riunione federale di giovedì a Bologna e l’incontro in agenda per il prossimo lunedì con l’Assessore allo sport del Comune di Padova, Bonavina, che conserva ancora nei suoi cassetti il fascicolo del progetto già ideato  per il nuovo Ballpark di Padova. Sarà questo il volano per il prossimo futuro del Baseball a Padova?

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Flavio Orati

Flavio Orati sulla soglia dei sessanta - Padova 4/10/55 - ho iniziato come tutti con gli allievi nell'Arcella Padova-baseball che avevo 8 anni. Poi juniores,e la serie C con la squadra dell'oratorio che ci ha accompagnato per molti campionati da eterni secondi in competizione perenne con Verona, storica scuola di riferimento per noi veneti dell'epoca,riuscendo a conquistare in un lontanissimo campionato la possibilità di fare un torneo per passare alla serie maggiore. la gestione ecclesiastica della squadra - i frati di S.Antonio - ha rinunciato alla partecipazione facendo sfumare il nostro sogno rincorso per anni. Sciolta la squadra, abbiamo costruito con le nostre mani in tempo record un campo per farci disputare il campionato autotassandoci - erano tempi duri ma ricchi di solidarietà - tanto che siamo riusciti a creare una società ex novo e disputare almeno tre campionati di C. Nel frattempo uno sponsor quasi vero Bellamio, ha preso in mano il futuro della squadra con molti dissensi che hanno fatto migrare alcuni di noi verso l'altra storica compagine padovana: quella del CUS Padova.Intanto con l'età crescevano anche gli impegni e il nostro baseball spartano e universitario nonostante i campionati di B doveva lasciare il posto alla vita ma fino ai quarant'anni non ho abbandonato se non con qualche rara sosta, la frequentazione dei diamanti. Ed ecco che tornato a Padova ho ripreso a seguire la squadra nella sua performance stupenda della vittoria del campionato A federale e contestualmente anche della coppa Italia: un team che meritava sacrifici ulteriori nonostante la mia BPCO (broncopatia cronica ostruttiva) che non mi fa più respirare tanto bene. Eccomi qua che provo ad interpretare il baseball per le colonne on line di Baseballmania..... secondo la mia pluridecennale esperienza iniziata da esterno centro con l'erba che era più alta di me, per poi giocare in seconda e poi interbase, ma all'occorrenza ho ricoperto tutti i ruoli!!

8 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. paolo palmieri 3 ottobre 2018 at 01:00 -

    Mi dispiace molto , vi auguro di ripartire al più presto .

  2. Tony Faccini 3 ottobre 2018 at 11:52 -

    Da padovano, appassionato di baseball, amico di Bobo e papà di un ragazzo a cui Bobo ha dato modo di giocare fino al massimo dei campionati non posso che esprimere il mio profondo, sincero ringraziamento al Presidente Tommasin per tutto ciò che ha fatto in questi lunghi anni.
    La sua è una decisione che sinceramente mi aspettavo, magari già dall’anno scorso se non addirittura a fine 2016; troppi, sono certo, i sacrifici e la fatica per affrontare da solo tutti gli ostacoli, le trappole e le incombenze di cui è disseminata la strada di chi si avventura a cercare di far crescere e gestire uno “sport minore” a Padova, e immagino non solo a Padova.
    Alla fine tutto ciò ha fiaccato la resistenza anche di un vecchio leone come Bobo.
    GRAZIE BOBO !!!!!!!!!

  3. paolo pietrantoni 3 ottobre 2018 at 13:06 -

    Premesso che Bobone Tommasin va ringraziato ad eterna memoria per tutto quello che ha fatto, prima da giocatore, poi da Presidente mettendo in anni recenti sul piatto una passione smisurata oltre che cospicue risorse economiche, vorrei esprimere alcune osservazioni.
    Un pensiero va anche a chi prima di lui ha reso possibile tutto ciò dal 1975 ed anche prima in poi, per brevità non faccio nomi ma le persone sono tante, alcune ancora presenti ed operative e non è solo storia.
    Si parla di assunzione di responsabilità a questi livelli; certo dei rappresentanti le varie realtà alla riunione, credo, nessuno sia in grado di assumersi l’onere di portare avanti una società strutturata per fare il massimo campionato, ognuno dei presenti tuttavia, per la propria parte, ritengo abbia fatto del suo meglio nell’ambito delle proprie capacità e possibilità. Non per questo sono da valutare in modo negativo. In una squadra c’è chi lancia/riceve, gioca utility, chi fatica anche solo a fare l’esterno, chi gioca poco o mai ma si da da fare col secchio dell’acqua, fa lo scorer o raccoglie le mazze, ognuno ha delle peculiarità che sono solo da apprezzare. Come non tutti abbiamo avuto la possibilità di diventare imprenditori di successo o fatto carriera in posizioni apicali, non per questo non dobbiamo avere apprezzamento anche verso chi, dignitosamente, fa il risuolatore o lava scale per vivere. Sono diversi anni che a Padova si conosce questa situazione, che sappiamo che nessuno sarebbe stato in grado almeno di affiancare Bobo anche solo a livello economico, non è cosa nata nell’ultimo anno/mese, è risaputo da tempo.
    Padova è una realtà difficile per gli sport di nicchia; gli occhi sono da sempre puntati sul calcio e sul rugby dove però le varie società sono storiche e strutturate. Al momento con PD Red Hawks (costola del Padova BSC) si stanno formando una cinquantina di atleti, forse di più, dalla C/U18 giù fino alla U/12 promo. Come sempre in questi casi c’è chi ha il “dono” ed altri sui quali invece c’è da lavorare con molta pazienza, ma sempre nel massimo spirito di accoglienza possibile. Lo scorso anno abbiamo beneficiato del super lavoro di Narciso Ferrer (si spera anche nei prossimi anni) mentre da circa 3/4 anni la gestione delle giovanili è stata saldamente in mano ad Alessandro Rosacolombo seguito a Ciccio Aluffi dopo il primo anno a Padova. Inoltre ci sono alcuni TDB nostrani, di cui non faccio nomi, che seguono le squadre nel dopo lavoro, nei WE, nei tornei, operano da accompagnatori, segnapunti, segna campo e quant’altro in modo pressoché gratuito. Non sono a conoscenza della situazione softball ma credo sia analoga. Non meno importante la presenta di Padova 88 con una nutrita presenza di ex giocatori e simpatizzanti che spaziano nello slow pitch/softaball baseball amatoriale, e altre iniziative, che io ritengo una risorsa importante per il presente e per il futuro. Il baseball a Padova è questo. Certo passare il venerdì e sabato sera allo stadio e vedere giocare le magnifiche 7 qualche anno fa poteva essere solo un sogno che solo uno come Bobo ha potuto realizzare, grazie di cuore. Questo sicuramente mancherà a tutti noi appassionati malati di questo gioco, purtroppo però la realtà è questa e ci impone di rimboccarci le maniche con pragmatismo, non perdere quello che si ha già, il lavoro fatto fin qui, e lavorare ancora per la crescita qualitativa e quantitativa dei tesserati. Sulla questione della gestione dell’impianto alla fine credo si troverà una soluzione; è nell’interesse di tutti gli attuali utilizzatori. Credo anche che tra qualche anno, lavorando in modo adeguato con la giusta struttura tecnica e organizzativa, con voglia, passione, determinazione, la serie A2 potrebbe essere raggiungibile anche con i giocatori cresciuti nel nostro vivaio, film che a Padova abbiamo già visto a metà degli anni 80 e 90, una storia che potrebbe ripetersi. Come recita De Gregori:”la storia siamo noi, siamo noi che abbiamo tutto da vincere e tutto da perdere”. La vera sconfitta è: non partecipare più alla massima serie o quando anche uno solo dei ragazzi del vivaio molla, per poca capacità sua o del suo istruttore? O abbandona il baseball perchè senza prospettive dopo i 18 anni? Un caro saluto a tutti.

  4. Uomo Ragno 3 ottobre 2018 at 18:45 -

    Peccato sentire solo il punto di vista del vicepresidente, corresponsabile della situazione …
    Ci sarà un motivo se nessuno vuole più avere a che fare con il Padova Baseball delle altre società no?
    E non è vero che nessuno si vuole assumere la responsabilità di gestire l’impianto … è solo che fino a giugno la convenzione è in mano al Padova Baseball …
    Le giovanili esistono, una bella realtà indipendente economicamente che porterà i ragazzi verso una serie C

  5. flavio orati 3 ottobre 2018 at 20:56 -

    Peccato che nel primo articolo l’Uomo Ragno non si sia sentito né letto nel contraddittorio in quanto non sono mai stato un censore di mia natura … e nemmeno proponendosi per gestire in prima persona il Plebiscito rilevandola dal Padova Baseball – leggasi Bobo – assicurandone tutte le garanzie necessarie sia in termini di sicurezza esterna – area softball compresa – che di fruibilità naturalmente a fronte di un accordo che non è stato proposto nel luogo e nel tempo opportuni. Visto che l’uomo ragno conosce i retroscena che ce li dica quali sono i motivi anziché usare un facile punto interrogativo…lui sì inquisitore…il vicepresidente, comunque non ha certo bisogno di un peroratore di cause, sa responsabilizzarsi da solo e adeguatamente. Certo chi non ha rimorsi …scagli la prima pietra…!!!!

  6. Nicola Ragana 4 ottobre 2018 at 15:50 -

    da appasionato di questo sport mi spiace molto vedere finita questa avventura nel massimo campionato italiano,
    un grazie alla società e al presidente Bobo Tommasin per lo spettacolo regalatoci, per tutti i forti giocatori che abbiamo visto passare nel campo di Padova in questi anni, da Epifano, Ruiz ,Chapelli, Alvarez,Russo,Pacini,Faccini.Quevedo,UviedoNosti e i molti altri che ci hanno fatto emozionare con le loro giocate.
    …………credo che per rivedere un baseball di tale livello
    qui a Padova dovranno passare decenni, spero di sbagliarmi naturalmente.

  7. Bill Sandillo 5 ottobre 2018 at 09:38 -

    To the fans and people of Padua and the players who have played here I wanted to say Thank you for making my first season as manager a great one. Yes, there are financial issues in Padua but the organization can do better at finding other companies to help support this organization. There is a way to develop youth players in Padua as well. You have to run a youth academy with qualified coaches and a proven training system that can get players better year in and year out. I would love to continue to work with Padua Baseball and continue to grow as an organization. But we have to raise money and do thing the right way. Thank you to Bobo for all he has done for the people and players of Padua Baseball.

  8. Batman 6 ottobre 2018 at 11:34 -

    un sacco di informazioni sbagliate da parte del vicepresidente ….
    La volontà di gestire l’impianto c’è, e pure le competenze.
    Il problema è che nessuno vuole avere più a che fare con l’attuale gestione del Padova Baseball …