Giornata di ieri trascorsa a Nettuno per il Presidente del Rimini. In poche ore clamorosi rumors su un probabile accordo con la squadra nettunese. Oggi l’annuncio che lascia il Rimini

Pubblicato il Gen 17 2019 - 7:13pm by Giovanni Colantuono

Simone Pillisio lascia il Rimini! L’annuncio é arrivato nel pomeriggio di oggi in una intervista dello stesso Pillisio al gruppo Facebook Il Bar del Baseball.
Tutto sarebbe maturato nella giornata di ieri, trascorsa da Pillisio in riva al Tirreno.

Quella di ieri è infatti stata una giornata febbrile a Nettuno con tante indiscrezioni che per tutto il pomeriggio e la sera hanno velocemente fatto il giro della città. Nell’incontro con la dirigenza del Nettuno Baseball City si sarebbero gettate le basi per un imminente approdo dello stesso Pillisio a Nettuno.

Pillisio lascia il Rimini e arriverebbe a Nettuno in  accordo con la dirigenza del Nettuno Baseball City, un accordo che sarebbe stato scritto ieri e dove sarebbe stato messo nero su bianco su ruoli e compiti dei dirigenti nella nuova gestione del City.

Si apre quindi uno scenario fino a ieri impensabile. Il City troverebbe nuove entrate per le sue casse in difficoltà nella stagione 2018 mentre a Rimini si apre  una crisi che a due mesi e mezzo dall’inizio della nuova stagione agonistica potrebbe essere difficile da risolvere.

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Giovanni Colantuono

Nato a Nettuno. Ha iniziato la carriera giornalistica nel 1991 nell’emittenza televisiva privata come autore e conduttore della rubrica settimanale sul baseball Casabase. Allievo del Piccolo Gruppo di Giornalismo Radio-Televisivo di Michele Plastino, ha poi collaborato con il quotidiano Il Tempo e con varie agenzie di stampa. Radiocronista di Idea Radio ed autore di due film reportage sulla Coppa Campioni di Parigi del ’91 e dell’Europeo del ’91. E’ stato per tre anni addetto stampa del Nettuno e collaboratore dei siti BaseballItalia.it e Baseball.it.. Nel marzo del 2012 è cofondatore di BaseballMania.it di cui è l'editore e il Direttore Editoriale.

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51 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Alda 17 gennaio 2019 at 19:50 -

    Se così fosse..Bingo !!
    Non c’è il 2 senza 3

  2. Nespola 17 gennaio 2019 at 19:58 -

    Non ce credo… Stavolta faccio come San Tommaso (senza essere blasfemo)!!!!

  3. Alby66 17 gennaio 2019 at 20:07 -

    Per favore fermatelo immagino che i pochissimi tifosi del city saranno contenti….. Il prossimo anno saranno da capo…. Anzi saranno pieni di debiti… Basta pillisio sparisci hai fatto più danni che la grandine… il baseball ha già abbastanza problemi… Che tristezza presidente pensaci tu!!!!

  4. franco ludovisi 17 gennaio 2019 at 22:08 -

    Pillisio a Nettuno e Fortini a Rimini? Bello!

  5. Procopio 17 gennaio 2019 at 23:58 -

    Come volevasi dimostrare. Dopo Novara adesso Rimini e se veramente andrà al Nettuno Baseball City la terza sarà proprio il City. Non penso che a Nettuno ci sia tanto da esultare per questa faccenda ma penso che ci sarà sicuramente qualcuno che la festa la farà. festeggiate oggi che domani è scontato quello che vi aspetta. Coraggio Rimini non mollare

  6. paolo palmieri 18 gennaio 2019 at 00:03 -

    Ci sarebbe un posto disponibile nel consiglio comunale della regione Basilicata nel caso ….

  7. paolo palmieri 18 gennaio 2019 at 00:23 -

    Scherzi a parte , Sig. Pillisio mi dispiace per questa sua decisione . Da amante del baseball vedo sempre più piccolo il mio/nostro mondo . Non conosco le sue motivazioni . Credo che lei sappia che non c’è un ritorno d’investimento in questo sport e che gli appassionati sono , per la maggior parte , over 40 . Appassionati che non sono teneri perchè sono sempre memori di tempi più brillanti per il batti e corri e non si rendono conto che i tempi , sotto tutti i punti di vista , sono cambiati rapidamente . Non si può sognare una MLB nostrana perchè non ci sono i fondi ed i giocatori . E nemmeno un base di pubblico numerosa . Quello che si può fare è ripartire da dove siamo , renderci conto di cosa siamo diventati . Speravo che il suo ingresso nel mondo del baseball contribuisse ad un assestamento ed a una ripartenza . Magari reinventandosi regole , adattandole ai tempi odierni , come il limite dei 7 innings per game o multiple partite da 7 innings nel corso della settimana con gironi basati su criterio di vicinanza . Solo per dirne alcuni . Invece ci troviamo senza Novara , Rimini con un punto interrogativo …e poi ? Ci ripensi . Grazie .

  8. Marco 18 gennaio 2019 at 02:32 -

    Mi dispiace ma secondo me questo signore fa più danni che altro… Vorrei ricordare che non è un giocatore che può saltare da una società all’altra come un’ape di fiore in fiore… Un presidente non si dimette così perché i tifosi lo contestano per una decisione bizzarra che sapeva le reazioni che poteva tirare fuori… In ogni città, in ogni tifoseria ci sono cretini, maleducati, ecc. ma non si addita tutta la città come ha fatto questo signore, non si è mai saputo di riminesi che non vogliono pagare il biglietto o che minacciano per entrare gratis, se c’è stato un cretino del genere, non si tira in ballo tutta la città insultando come ha fatto questo signore (si fa per dire)… Resta il fatto delle notizie che arrivano da Novara a cui non ha risposto, resta inoltre da vedere se lascia debiti a Rimini, insomma gli interrogativi sono tanti… Vorrei concludere che questo signore é stato ospite fisso del bar del baseball e spesso veniva osannato dai titolari del bar invitandolo ad andare a Nettuno spesso in maniera piuttosto antipatica nei confronti del Rimini… sembra una cosa ben preparata… fossi in voi a Nettuno non sarei così felice.

  9. Oddone 18 gennaio 2019 at 03:44 -

    Scommetto 10 kopecki che il prossimo campionato sarà a sette squadre

  10. Alda 18 gennaio 2019 at 09:19 -

    Ora tocca a lei Marcon
    È ancora in tempo per canbiare la rotta
    metta al lavoro la ciurma fibs
    Stagione 2019 campionati “A,B e C”.
    E se nel suo futuro,non sarà più lei il Presidente di questa federazione
    Sarà ricordato per aver osato.

  11. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 18 gennaio 2019 at 11:52 -

    Aprire un discorso con “scherzi a parte” e terminarlo col proporre partite di 7 inning (tornei degli under 12) in un massimo campionato di uno sport che ha ormai (in Italia) 73 anni, mi sembra una … simpatica presa in giro!

    Sognare una MLB è cosa bellissima: tutti abbiamo non solo sognato che quel mondo si realizzasse. Soprattutto noi. ultraquarantenni, abbiamo fatto di tutto per tracciare la strada per raggiungere quella meta. Altra cosa, invece, è la falsa idea delle generazioni successive di averla raggiunta: gli attuali fallimenti derivano tutti da questo abbaglio e di aver impostato il massimo campionato proprio come se si fosse approdati al professionismo.

    Credo che uno dei maggiori artefici “ultraquarantenni” della costruzione di quella strada, Franco Ludovisi, sia d’accordo con me.

    Le nuove generazioni dovrebbero avere il buon senso di ritornare al sogno, perché solo il sogno può dare la spinta necessaria a completare quella strada intrapresa da noi.

    La FIBS dovrebbe impegnarsi a fondo per ridare a tutti quel sogno se vuole veramente che venga ripreso quel percorso mai completato. Percorso interrotto non dalla pur mutata realtà, ma da una falsa rappresentazione della realtà del nostro, nel frattempo rimpicciolito, mondo del baseball.

    Altro che partite da 7 inning!

    • paolo palmieri 19 gennaio 2019 at 17:10 -

      Gentile Sig. Cardea .
      Trovo riduttivo giudicare un libro dalla copertina . Ho 35 anni di esperienza tra campo e scuole . Trovo che ogni idea debba essere valutata e discussa . Lei ha sottolineato che il nostro sport ha 73 anni . Cosi come un essere umano a quella età presenta acciacchi più o meno gravi , così questo sport ha ” malattie ” da curare . Talvolta la cura può o deve essere drastica per migliorare le condizioni di vita ed andare avanti . Credo si sia reso conto del mondo in cui viviamo . Credo anche che si sia reso conto che , dopo gli anni 80/inizio 90 , nessuno sapeva più dell’esistenza del baseball/softball . Credo che se lei va ad assistere ad una partita di qualunque serie ,specie del massimo campionato che dovrebbe attrarre tifosi e curiosi , ci trova pochi giovani , a meno che siano famigliari/fidanzate/amici . Secondo lei , perchè ? Non crede che le partite siano molto lunghe? poco attraenti e generalmente lente ? Non crede , ad esempio , che visite sul monte , riscaldamento pre-inning , otto 0 cinque lanci per il pitcher , ecc… tengano lontano l’attenzione del pubblico ? Calcoliamo per diletto un minuto trenta secondi per cambio campo arriviamo a risparmiare 24 minuti .Se vogliamo tenere i 9 innings , vuol dire mezz’ora in meno ogni gara . Signor Cardea , le chiedo quanta gente è o sarebbe disponibile a sedere su gradoni di cemento o panche su tubi Innocenti per più di tre ore . Non siamo in Florida e ad Aprile o Settembre in Friuli/Piemonte/Lombardia/Emilia-Romagna dalle 21 sino alle 24 inoltrate , fa fresco . Quanti neofiti , singoli individui e famiglie , sono disponibili a farlo ? Basterebbe la passione a questo nuovo pubblico ? Mi dispiace ma non credo che sia sufficiente . Per questo ed altri esempi credo che siano necessari cambiamenti drastici se vogliamo continuare a giocare,insegnare e veder giocare a baseball/softball . Tutto il mondo sportivo discute su come cambiare format , introdurre regole nuove ed eventualmente accorciare i tempi . Ormai le condizioni sociali ed economiche in cui viviamo ci spingono a modificare gli sport rendendoli più disponibili per l’intrattenimento mediatico e di corta durata . Penso che siamo , come movimento , ad un bivio . Ed è un’occasione storica . Poche squadre , poche partite di grande spettacolo e con tempi accorciati . Oppure tante squadre , vicine tra loro , tante partite , tanti giovani per migliorare il livello ( più giochi meglio è ) , sempre con tempi corti . Sperando di raccogliere nuovo pubblico di appassionati , sempre sperando di saper vendere il nostro prodotto nel modo migliore . Se abbiamo più appassionati di conseguenza abbiamo più seguito mediatico , magari più bambini nelle giovanili , magari più adulti disposti a condividere il loro tempo libero come istruttori o dirigenti , magari più sponsor , magari dirigenti federali più lungimiranti , magari……

  12. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 18 gennaio 2019 at 12:04 -

    Sette o …. sei? Potrebbe essere un’altra bella scommessa!

    Di certo possiamo dire, assieme alla Signora Alda: come siamo ridotti per non aver osato cambiare!

  13. Pino 18 gennaio 2019 at 13:37 -

    Adesso il ds bernicchia sara’ felice grande squadra finalmente e sopratutto guidata da un grande staff

  14. Enzo Blanda 18 gennaio 2019 at 14:23 -

    Secondo il mio parere tutto questo mi puzza di questione ” economico fiscale”.

  15. Massimo T. 18 gennaio 2019 at 20:22 -

    Sono d’accordo con Paolo Palmieri, anche 6 inning durante la settimana con i nostri giovani. Manzo non sparire devi fare il Presidente il prossimo futuro! Dimenticavo io sono over 50!

  16. Riccardo 19 gennaio 2019 at 00:35 -

    PILLISIO IL CANCRO DEL BASEBALL

  17. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 19 gennaio 2019 at 09:55 -

    Combinazione certe idee, che chiamarle balzane è un gran coplimento, come quella di giocare un massimo campionato di uno sport che ormai ha 73 anni con partite di 7 o 6 innings (come le partite dei bambini), arrivano sempre da persone che non hanno mai giocato a baseball o che del baseball hanno una conoscenza molto, ma molto superficiale o, come Massimo T., da chi tifa per altri sport e teme che il baseball torni a sovrastarli come in passato ha fatto col rugby cui mi pare vadano le sue preferenze.
    Basta con queste interferenze che nulla hanno a che vedere con l’argomento dell’articolo. Oppure costoro pensano che i ripetuti colpi di scena (questi di Pillisio non sono gli unici accaduti negli ultimi due anni!) si possano eliminare facendo partite di 6 innings?
    Inutile, caro Massimo T., invocare Manzini che ti prende in giro e non te ne accorgi: Manzini non è personaggio da asilo Mariuccia!

  18. Massimo T. 19 gennaio 2019 at 10:45 -

    E’ Pillisio che vi prende in giro con la sua pura ambizione personale dove nel Baseball ha trovato la strada giusta per soddifarla!

  19. Giovanni 19 gennaio 2019 at 11:46 -

    Ma la federazione non dice nulla su questa a dir poco scandalosa situazione?
    Un Presidente molla una società – senza avere trovato un successore – a 3 mesi dall’inizio del campionato – rendendo praticamente impossibile per la stessa la partecipazione in maniera competitiva al prossimo campionato – e come nulla fosse si piglia un’altra società dello stesso campionato.
    A me questa cosa puzza tanto.
    Per voi è tutto regolare???

    PS
    La mia premessa è ovviamente solo un eufemismo; so bene che la federazione è come se non esistesse.

  20. armando paggetti 19 gennaio 2019 at 11:54 -

    Domanda ma se il Rimini si ritira possibile ripescaggio di una seconda squadra di Nettuno??????

  21. Stefano Manzini 19 gennaio 2019 at 12:38 -

    Volevo ringraziare Massimo T. per la fiducia ma siete già inguaiati abbastanza anche SENZA di me, io porterei atri guai.
    Non ho l’aplomb che dovrebbe avere un presidente, non sono per nulla diplomatico, di conseguenza non ho nessuno che mi lecchi…. i piedi e soprattutto, cosa più importante non ho mai letto le regole, l’ordinamento, le delibere lo statuto della federazione, ho una cultura medio-bassa e non ho nemmeno una cravatta.
    Per essere in quelle posizioni ci vogliono dei professionisti, dei conoscitori del gioco e della finanza, delle persone istruite.
    I tempi dei vari Beneck, Notari, Fraccari e di quest’ultimo sono finiti.
    Quello che vedo ma è solo un’impressione è che non ci sia nessun piano alla base di questo sport.
    Quelli che dovrebbero costruire le fondamenta partono dall’alto e poi cadono miserabilmente a terra.

    Manzini

  22. Manzini 19 gennaio 2019 at 12:49 -

    Chiedo scusa mi è ”scivolato” il dito su invia ma non avevo ancora finito.
    Per esempio se i giocatori del Rimini sono un patrimonio per la Nazionale, com’è possibile che quest’ultima non intervenga? Il rappresentante dei giocatori dov’è e soprattutto che misura ha la sua valigetta? Ha ah ha ha.
    Tutti quei ragazzi che erano in odor di Nazionale, adesso dove andranno a giocare? Perchè dovrebbero continuare a giocare? Con quale scopo e con quale fiducia?
    Quello che è successo a Rimini potrebbe succedere a qualsiasi società a metà campionato e nessuno giocatore sarebbe tutelato, a me è successo due volte in 19 anni di carriera.

  23. Andrea 19 gennaio 2019 at 18:20 -

    beh aspetterei per l’elogio funebre del Rimini , magari non sara’ competitivo come al solito ma una soluzione la troveranno

  24. Nespola 19 gennaio 2019 at 19:38 -

    Buonasera a tutti, premetto che mi guardo bene di prendere le parti a Pillisio perché non lo conosco e non conosco i motivi della sua decisione, ma: se io investo qualcosa come 411mila €, per avere al massimo 300 (o giu di li) persone sulle tribune (compresa la finale scudetto), poi non mi posso permettere di mandare via un manager perche ricevo insulti e minacce, in tutta franchezza qualche “rodimento” ce l avrei (ed è un eufemismo), per fare esempi con il calcio, Lotito a cacciato Di Canio dalla Lazio, Spinelli era presidente del Genoa ma tifava Livorno, Ferrero presidente della Sampdoria ma tifa Roma, sono stati insultati ma per quello che spendono restano dove sono perché le squadre sopracitate non anno alternative, Rimini i tifosi e la città dovrebbero o avrebbero dovuto accettare Pillisio senza tutto questo caos e il presidente restava dov’era

  25. FABBRI ALESSANDRO 19 gennaio 2019 at 21:15 -

    Nespola, è ingenuo o in malafede?

  26. Daniele 19 gennaio 2019 at 22:51 -

    Campionato no professionale di 24 squadra, in 4 girone di 6 squadra per girone, intergirone… un grande campionato italiano, 6 giocatori italiani in campo, 1 visto sportivo per squadra, finito!!! Molti problemi sono risolti. Mi piace il modello di A2.

  27. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 20 gennaio 2019 at 00:02 -

    Gentile Signor Palmieri,

    Anche Lei purtroppo cade in un equivoco: una cosa è valutare un’idea che possa eliminare o migliorare certi aspetti del tutto marginali ed esterni ad uno sport (tempi morti dovuti all’incuria di giocatori, tecnici ed arbitri, etc.), altro è mutare il baseball.

    Lei punta giustamente il dito sulle perdite di tempo per comportamenti in campo poco ortodossi e … invece di invocare norme che eliminino quei comportamenti, invoca l’eliminazione di parte della partita! Insomma, Lei si tiene ciò che infastidisce ed elimina ciò che le piace! Il tutto pur di limitare a sole due orette il piacere (o il dispiacere?) di stare a contatto col baseball .

    No comment.

    Lei parla di “appassionati”: che razza di “appassionati” sono quelli che non sopportano che la partita dello sport che amano duri più di 3 ore in stadi con gradinate in cemento o palchi sorretti da tubolari? E poi, questi “appassionati”, che impegni hanno la sera del venerdì o del sabato, al punto di non potersi concedere il lusso di passare tre o più ore allo stadio? da quale turbinio della vita moderna (alibi ormai per ogni cosa) sono travolti tutti questi “appassionati”? E se fossero così impegnati e stressati, non sarebbe megio che si distraessero con tre o quattro ore, invece di due orette, col gioco che amano? O sono tutti schizofrenici o iperattivi a tal punto da non poter fare o vedere una cosa per più di un’oretta?

    Ma, tranne quei pochissimi che ancora frequentano gli stadi (non allineati – poverini – coi tempi moderni), tutti gli altri “disertori” sono da ricovero? da affidare agli “strizzacervelli”?

    Andiamo, Signor Palmieri, non si faccia anche Lei suggestionare da certe vulgate tirate sempre in ballo per giustificare fenomeni di cui non si riesce a capirne la causa o per nasconderne le vere ragioni: proprio come quando si invoca la “crisi economica” per giustificare il calo del movimento del baseball. A chi tira fuori questa storiella ricordo che il baseball ha avuto il suo maggiore impulso negli anni ’70 e cioè nel pieno di una spaventosa crisi economico/politica in cui imperversavano i brigatisti rossi e neri, gli scioperi selvaggi con piantonamenti anche davanti alle banche con spranghe e catene di ferro, l’occupazione di fabbriche e scuole, omicidi di magistrati e politici illustri come Aldo Moro ….

    L’appassionato, quello vero, è quello che va a vedere una partita non con l’occhio sull’orologio perché non vede l’ora di andarsene, che va allo stadio non per vedere lo “spettacolo” ma l’ “agonismo”, non per sedersi su poltrone, ma stare anche in piedi e magari vedere due incontri e, tra l’uno e l’altro, fare uno spuntino con panino e birra, non seduto ad un ristorante (che dovrebbe funzionare a settimane alterne per due o tre mesi!) …

    Ma Lei parla di appassionati che si scocciano. Non esistono appassionati che si scocciano: gli appassionati, semmai si arrabbiano, ma non mollano …

    Il baseball piace e appassiona centinaia di milioni di persone. Può anche non piacere a pochi italiani: nessuno li costringe né ad amarlo né a seguirlo: ma è assurdo che questi pochi pretendano di mutarlo.

    Il baseball aveva una buona notorietà fino agli anni 80/90 e poi è diventato invisibile, ma il baseball è sempre lo stesso ed è anche migliorato sotto il profilo tecnico: si dovrebbe dedurre che forse era meglio il livello dei primi anni?

    Le ragioni dell’ormai limitato riscontro mediatico stanno altrove ma Lei ricorre al solito ritornello dei tempi che sono cambiati, come se fossero cambiati solo in Italia e non in Estremo Oriente o oltre l’Atlantico e in particolare negli Usa dove, tutt’al più, meditano di intervenire su quei tempi persi per comportamenti che nulla hanno a che vedere col gioco.

    Bisogna urgentemente intervenire non sul baseball, ma sul suo impianto, quello si ormai inadeguato: inadeguato non ai cosiddetti tempi moderni, ma alla nuova situazione di diverso riscontro mediatico rispetto ad alcuni decenni fa. Allora il baseball era supportato dai media “nazionali” e quindi fruiva di una mediaticità tale da attirare sponsor di importanza nazionale; ora, da quando quei media ci hanno abbandonati (misteriosamente, perché eravamo all’apice del successo in Europa sia con la Nazionale che a livello di Club) e con loro si sono dileguati grandi sponsor, il baseball deve fare i conti sulla base del sostegno offerto dai media “locali”.

    Se non si tiene conto di questo stato di cose, i problemi rimarranno sul tappeto. Bisogna capire che il malato non è il baseball ma la struttura in cui è imprigionato. E’ la struttura, quindi, che ha bisogno di cure energiche. Ma, come vediamo, dal 2009 nulla è cambiato, nemmeno nei défault che si verificano immancabilmente ogni anno e in modo sempre più pesante.

    Quindi, caro signor Palmieri, chi pensa allo sport come prodotto da vendere, come un qualsiasi prodotto di consumo e non, invece, come qualcosa da seguire e comprendere cui appassionarsi, come qualcosa deve allargare l’area in cui esibire il suo campionato di punta allo scopo si sopperire almeno parzialmente con i media “locali” alla carenza dovuta al tradimento dei media “nazionali”, non azzeccherà mai la strategia giusta per risollevarne le sorti.

    • paolo palmieri 20 gennaio 2019 at 02:07 -

      Gentile Sig. Cardea ,

      Comprendo ciò che lei dice ma credo che lo faccia con la mentalità di colui che ha vissuto ” i bei tempi ” e che crede che lo spirito sia lo stesso . Certo che è bellissimo vedere la partita fino al nono per vedere che succederà . Più spesso però , lo spettatore italiano ” medio ” tende a pensare che non vede l’ora che arrivi il nono per andare via .Certo , i motivi sono innumerevoli ma quanti nuovi spettatori sono entrati in uno stadio di baseball italiano negli ultimi anni ? Ed in quanti sono rimasti ? La risposta la si può trovare nel calo di società di base e di addetti ai lavori . Oltre al già citato crollo dell’attenzione mediatica . E come mai c’è stato un disamoramento del pubblico nelle piazze storiche ? Milano , Torino , Grosseto ,e via dicendo . Lo dico con dispiacere mi creda . Tre ore è la durata media ma ci vuole il tempo per andare e tornare a casa . Negli Stati Uniti dove viviamo , abbiamo una squadra di Triplo A di buon livello . Quando devono giocare il doppio incontro lo fanno sul limite dei 7 innings . Hanno limitato il tempo per il cambio campo ai due minuti ed il pitcher ha venti secondi per lanciare dal momento che si mette in stretch . Fanno fatica a starci dentro in queste nuove regole con le conseguenti lamentele degli appassionati , ma ce la fanno. Anche nella patria culturale del batti e corri stanno discutendo continuamente sul modificare le regole . Perchè ? Perchè dal Commisioner , dai clubs e dagli sponsor , hanno notato che i tempi sono cambiati e la gente ha meno voglia di stare tre ore allo stadio , nonostante tutto il cibo/bevande/intrattenimento che si trova all’interno degli impianti . Hanno sopratutto notato che lo spettatore televisivo medio non ne vuole sapere di stare a guardare uno sport per più di tre ore . L’unica eccezione è il football americano , ma la NFL dura poco e le partite sono solo una volta alla settimana . Ma anche loro hanno difficoltà di vario genere .Quello che propongo è una rivisitazione delle regole del gioco . Nel calcio hanno messo la moviola in campo , nel basket i 24 secondi per arrivare al tiro , il rugby ha creato le squadre a 7 ed è alle Olimpiadi , nel football americano hanno vietato certi tipi di difesa aggressiva , ecc… Ribadisco che se non osiamo a cambiare allora il declino sarà devastante . Caleranno ulteriormente gli addetti ai lavori , spariranno campi e spettatori . Cordiali saluti .

  28. Nespola 20 gennaio 2019 at 00:54 -

    Signor Fabbri, non sono ne ingenuo ne in malafede… Forse vedo lo sport in maniera diversa da come lo vede lei, se poi ha una spiegazione più chiara posso risponderle in maniera più consona

  29. FABBRI ALESSANDRO 20 gennaio 2019 at 12:58 -

    Grazie della sua risposta, mi ha chiarito molto della sua conoscenza dei fatti. Non è in malafede, è solo un ingenuo che giustifica un signore che a Novara (24 campionati in massima serie) ha lasciato terra bruciata, crateri e zero squadre Seniores nel 2018, 50°anniversario di fondazione, senza alcuna veste formale perché la società a responsabilità limitata Baseball Novara ha sempre avuto come socio unico il signor G. Q. perfetto sconosciuto nell’ambiente sportivo. Lasciata Novara, l’esperienza a Rimini è finita allo stesso modo in meno di un anno, con un proposito che maturava già da tempo, forse ritardato dai mancati ripescaggi della Fibs e che ha usato l’esonero di Ceccaroli come pretesto per poi giustificarsi con le reazioni dei tifosi. Le stesse giustificazioni esposte per lasciare Rimini sono le stesse utilizzate per lasciare Novara: incomprensioni con le amministrazioni, scarso interesse del pubblico, soldi impegnati… Siccome i risultati sono stati negativi per due piazze di massima serie e certamente per lo stesso Pillisio, qualcuno dovrebbe suggerirgli di non mettere più soldi in questo sport.

  30. Massimo T. 20 gennaio 2019 at 13:34 -

    Paolo Palmieri ha dimenticato il tennis che ha introdotto il format next gen 4 game per vincere il set, i puristi si sono tagliati le vene ma le nuove generazioni hanno gradito il format tranne i prezzi del biglietti per la finale una forchetta tra i 60 e 110 euro, siccome noi italiani non siamo fessi molti hanno deciso di andare in vacanza a sciare una settimana che costava meno!

  31. Capitan Uncino 20 gennaio 2019 at 13:47 -

    L’arrivo di Pillisio a Nettuno non mi ha sorpreso, uno come lui solo con quei fenomeni che stanno al Nettuno City poteva andarsi a sposare. Ora il baraccone è completo, venghino signori venghino lo spettacolo dei burattini di Mangiafuoco sta per iniziare!

  32. saltamartin 20 gennaio 2019 at 15:42 -

    Musto a Caserta,
    Gatti a Torino.
    Muccioli a San Marino
    Mazzei-Biagioli-Peccianti a Grosseto,
    Pillisio a Novara-Rimini-Nettuno?
    …………………………………………………..(to be continued)

  33. franco ludovisi 20 gennaio 2019 at 17:47 -

    Lambertini – Calze Verdi – Bologna

  34. armando paggetti 20 gennaio 2019 at 20:36 -

    Per non dimenticare il Cavaliere con la sua Mediolanum!!!!!!!!

  35. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 21 gennaio 2019 at 01:03 -

    Scusi Signor Palmieri, mi ha forse preso per un vecchio (e lo sono certo con i miei 82 anni) che si è chiuso in una stanza per vivere e rintontirsi nei ricordi?

    Non replico come meriterebbe chi si fa un’idea su una persona di cui non conosce né passato né presente. Mi limito a farle osservare che, dato che non vivo come un ebete come parrebbe dalle sue parole, io conosco l’evoluzione del baseball italiano dalle origini ad oggi non perché mi sia stata raccontata, ma per averla vissuta. Proprio per questo credo di aver più credenziali di Lei nel fare raffronti tra passato e presente, tanto più che Lei, se non ha la mia età, non conosce il passato se non per sentito dire.

    Quel che più indispone è il fatto che la Sua replica sembra quella di chi non abbia letto ciò che ho scritto o finga di non aver capito (sarebbe sorprendente se davvero non avesse capito) e ripete tranquillamente le stesse cose sostenute nei suoi precedenti interventi.

    Non una parola sul fatto che una volta i più importanti quotidiani divulgavano il baseball nelle prime pagine in tutta Italia (non è un affondare nei sogni del passato, ma una realtà che posso dimostrare inviandole una infinità di ritagli di quella stampa), che per questo fatto estremamente positivo si sono accostate al nostro sport numerose grandi aziende, che a seguito dell’improvviso ed immotivato passo indietro di quei grandi media il baseball ha cominciato a perdere i pezzi, e che quindi il nostro sport si sta riposizionando sul sostegno che gli deriva da sponsorizzazioni meno importanti, che ormai sono pochissime le società che ancora dispongono di grandi risorse ed anche queste stanno crollando una dopo l’altra con tonfi a dir poco clamorosi e disastrosi per tutto il movimento, che i pochi (di anno in anno sempre più pochi) grossi Club sono fortemente avvantaggiati da tale situazione e quindi tendono a mantenere lo statu quo delle cose, che la Federazione stenta a vedere la nuova realtà che non ha nulla a che vedere con la stupidaggine della frenesia dei tempi moderni ma col fatto che ora il baseball è supportato dai media “locali” e le sponsorizzazioni sono di entità conseguente ….

    E Lei viene a dire che a tutto ciò si rimedia con partite da 6 inning?

    Ma andiamo, Signor Palmieri! Tutto questo passa inosservato ai suoi occhi che, invece, vedono lo “spettatore italiano medio”? A parte che, mi scusi la mia ignoranza, mi piacerebbe sapere chi questo tipo di spettatore, possibile che tutto quanto ho evidenziato, e che La sfido a smentire, le sia passato via liscio da sotto i suoi attenti occhi senza che Le abbia suscitato una qualche minima riflessione o reazione, mentre la sua mente resta attratta da quel fantastico o fantascientifico “spettatore italiano medio che tende a pensare che non vede l’ora che arrivi il nono per andar via”?

    Mi sembra abbastanza sbalorditivo!

    Problema degli spettatori. Gli spettatori non ci sono più nei grandi centri perché Milano Roma e Torino, dopo aver irradiato il baseball nel resto d’Italia grazie ai grandi quotidiani sportivi che vi hanno sede, sono state le prime a perdere dai loro stadi il baseball di prima serie (fuori ormai da trent’anni) a seguito dell’ inspiegabile fenomeno di cui ho già fatto cenno. Siccome la stampa locale dei menzionati grandi centri coincide proprio con la grande stampa che da tempo ormai relega il baseball in vergnognosamente pochi cmq in 50^ pagina, ecco che quelle città da tempo non recuperano uno straccio di sponsorizzazione. Lei non mi crede perchè per Lei sono uno che vive nelle nuvole, immerso nei sogni del passato? Provi a rivolgersi ai dirigenti del Milano ’46 che, se non lo sa, è la più antica società italiana di baseball, pluriscudettata, con un palmares ricco anche di Coppe e Supercoppe Europee: nel 2017 la Società ha dovuto ricominciare dalla serie C.
    Anche quei dirigenti sono degli allocchi che non sanno trovare nuovi sponsor perché vivono dei ricordi e delle glorie del passato? oppure sono vittime di questa situazione che anche la Fibs sottovaluta? possibile che lo stesso fenomeno si sia verificato anche a Roma e Torino per caso e non perché nelle stesse condizioni di Milano?

    Se in quelle città che hanno visto il meglio del baseball italiano il pubblico non c’è più, non credo che ci siano altre spiegazioni da dare.

    Relativamente al calo del pubblico nelle piazze dove, invece, la prima serie è presente, le ragioni sono diverse, ma tra le principali si possono individuare le seguenti: da oltre 30 anni ai vertici della classifica si avvicendano le solite quattro/cinque squadre, i campionati sono sempre più brevi e fin da inizio stagione si capisce quali saranno le squadre destinate ai Play Off, l’esagerato afflusso di stranieri hanno spersonalizzati i vari Club che hanno finito per perdere quel nucleo consostente come in passato di giocatori dei loro vivai …

    Quest’ultima considerazione è presente anche nei commenti ad un altro mio recente articolo (La Fibs ha solo annunciato il ChangeUp…”) per mano di un personaggio di calibro del baseball italiano, Ruggero Bagialemani, il quale scrive testualmente “… PIU’ GIOCATORI DI SCUOLA ITALIANA, PIU’ GENTE ALLO STADIO …”

    Infine, Signor Palmieri, l’articolo tratta di un fatto clamoroso e del tutto nuovo nel panorama del baseball italiano: finora abbiamo visto trasferimenti da una società all’altra di giocatori e tecnici, mentre ora si affaccia un fenomeno – speriamo rimanga a livello episodico – che riguarda niente di meno che i “Patron”, ovvero di coloro che assicuravano tranquillità e continuità dei Club con i quali addirittura si identificavano. Vogliamo restare in tema invece di divagare come succede tra persone meno avvezze alla discussione?

  36. Giovanni 21 gennaio 2019 at 12:06 -

    Se il nostro sport fosse in mano a persone serie e competenti il Sig. Pillisio sarebbe già stato radiato dalla federazione e bandito dal ricoprire qualsiasi ruolo nel mondo del baseball italiano.
    Come può un presidente di una società di baseball annunciare che è general manager di un’altra e che ne diventerà presidente tra 6 mesi?
    Il conflitto di interesse non esiste? il Sig Pillisio prima deve cedere la società del Rimini e poi eventualmente potrà avere ruoli in altre società.
    Mi stupisco comunque che dopo i disastri combinati a Novara e Rimini ci siano ancora società disposte a dargli credito.
    Se a causa del comportamento ignobile del Sig. Pillisio il Rimini non riuscirà a partecipare al prossimo campionato e se lo stesso Pillisio partecipasse al prossimo campionato come general manager, presidente di un’altra società sarebbe veramente una cosa vergognosa e ci sarebbero penso validi motivi per fare partire una causa per danni. Il Comune di Rimini dovrebbe costituirsi contro il Sig. Pillisio e contro la federazione che ha permesso tutto questo.

    • davide 21 gennaio 2019 at 15:14 -

      Sig. Giovanni ..parole sante!

  37. Prince 21 gennaio 2019 at 12:31 -

    E non è finita qui statene certi. Altra società di serie A1 della periferiria bolognese è in difficoltà vediamo cosa riuscirà di escogitare il famoso Califfo !! Salutare il derby !!!

  38. Ruggero.Bagialemani 21 gennaio 2019 at 14:30 -

    Purtroppo quando non si vogliono ascoltare consigi.la fine sarà prossima,quando non ci sono i soldi ci vogliono le idee,con i soldi è facilissimo……cara FIBS.
    Mi dispiace per il Rimini (anche se io secondo qualcuno dovrei essere contento per i fatti del 1999 e lo scudetto rubato al Nettuno)se non riuscisse a fare il Campionato ma sono sicuro che riusciranno a trovare una soluzione ed organizzarsi per tornare più forti,il tempo è poco mi rendo conto ma se non sarà quest’anno x il prossimo,in bocca al lupo riminesi,siete tosti e tra di noi abbiamo fatto sempre grandi Battaglie entrate nella Storia di questo sport

  39. Bog Rock 21 gennaio 2019 at 15:30 -

    A mio avviso stiamo confondendo due cose, la storia di Pilisio e la storia del baseball. Premetto che sono entrato nel baseball al tempo di Notari ed erano boiate per lui, nel periodo forse più forte del baseball, giù lui e dentro Dalla Noce “che invenzione” e furono boiate per lui. Poi Fraccari e boiate anche per lui, giù lui e su Marcon fresco fresco e giù boiate di nuovo.
    Il baseball ovviamente arriva da lontano, qualche società nata nel dopo guerra ed altre nate da giovani curiosi dell’american stile che fecero partire squadrette che col passar del tempo formarono le attuali società. Ma il livello di allora confronto a quello attuale era ben più scarso ma tuttavia aveva il sapore della conquista e della ricerca con i mezzi del territorio, squadre di amici nate nel bar che giocavano con spirito sportivo e non per soldo. Lo stimolo di appartenenza al rione, alla città e questo portava gente amici parenti. Oggi il baseball è diventato uno sport povero di elite, cioè per pochi nostalgici dove anche le squadre di serie C inseriscono inneschi da altre regioni per non dire altri paesi, l’appartenenza è sparita. Se a questo poi aggiungi: sponsor in calo verticale, società fallite o ritirate “tante”, settore giovanile dimezzato, coach ultra cinquantenni con ben poco ricambio, comuni che nulla son disposti a dare perchè anche loro con la canna del gas sotto al naso e chi più ne ha più ne metta… beh… viaggi pindarici di alto professionismo o baseball internazionale per noi è forse un sogno che non possiamo permetterci. Sarebbe meglio leccarci le nostre ferite e provare a ripartire da zero per riformare un baseball Italiano dalle basi, con i nostri giovani e farlo assomigliare di più al baseball che fu sperando nel futuro. E’ bello andare a vedere lanciatori stranieri o comunitari che lanciano a 90 miglia quando i nostri giovani prendono dei K a raffica perchè la pallina manco la vedono?
    Quanto a Pilisio non lo conosco personalmente ma sono convinto che il Rimini si sarebbe ritrovato in braghe di tela anche senza di lui, forse non quest’anno, il prossimo ma ci sarebbe arrivato. Non dimentichiamoci che società molto blasonate sopravvivono grazie ad una persona fidelizzata nell’ambito di una società sponsorizzante… una persona amante del baseball che qualora mancasse cosa accadrebbe? Potrebbe prendere il suo posto un amante del rugby, del calcio o forse del zacagno. La strada la vedo estremamente in discesa e non basta certo un Pilisio ad aggiustarla, ma deve essere tutto il movimento ed anche in fretta perchè contrariamente, tra qualche anno, il campionato maggiore potrebbe diventare quello delle parrocchie, o forse neanche quello in quanto pure la chiesa fa acqua da tutte le parti.

  40. Ruggero Bagialemani 21 gennaio 2019 at 20:42 -

    Caro amico(mi dispiace che non ti firmi) xché dici delle verità che io vado predicando da 15 anni, ci vorrebbe un taglio netto e ripartire con i ragazzi Italiani ma purtroppo, prevale la regola del ci sono stati loro…. Adesso tocca a me mi diverto io, non è cosi del baseball non frega più niente a nessuno, anche a nettuno noto x essere il primo sport, il numero di tesserati si è ridotto, mentre 20/30 anni fa i ragazzini dovevi cacciarli, bisognerebbe che chi è ora a dirigere la Federazione facesse un cambio drastico, avendo un progetto e dando ORDINI, xché chi comanda deve dare ordini non puo avere tutti amici…. Come un allenatore, dentro una squadra di 30 persone avrà sempre una decina di giocatori con il muso e x questo è messo li x dare ORDINI, adesso tornando al Rimini, se la famiglia Zangheri ha intenzione di salvare la squadra, la squadra si salverá, se invece no, la vedo durissima e se fará il campionato sarà molto ridimensionata.
    Pillisio secondo me non centra niente(e non xché viene a nettuno), xché come è andato via da rimini e novara può andare via anche da qui, il problema è che a rimini non hanno pensato a costruire una società che subentrasse a Zangheri x raggiunti limiti di età,come è successo qui da noi del resto, con la vergogna di questi ultimi anni, questo però è successo xché come dice il sig.re precedente che non si è firmato, non esiste più senso di appartenenza,a noi era gia capitato nel 1985 e tutti i giocatori di nettuno hanno giocato gratis salvando squadra, società e città,(non rompete le palle con la storia del lavoro xché io era disoccupato, senza una lira con tutte le grandi che mi volevano x un mucchio di soldi), sono entrato a lavorare 6 anni dopo nel 91.
    Questo x farvi capire che secondo me oltre le incapacitá delle varie societa, litigi interni, dispetti e quant’altro anche i giocatori hanno le loro colpe, xché si sono divisi e non hanno fatto gruppo pensando di risolvere ognuno x conto suo, malconsigliati a mio avviso, xché devo ancora trovare un giocatpre di baseball che si è arricchito o a risolto la vita con questo sport più povero dei poveretti.
    Quindi a mio avviso mai come oggi e velocemente ci vuole un cambio drastico di tutti i campionati.
    P. S.
    Un abbraccio al MANZO e ad Ezio che parla a chi non ci vuole sentire.

  41. FABBRI ALESSANDRO 22 gennaio 2019 at 17:26 -

    Ha ragione Ruggero, Rimini non ha costruito una continuità strutturale in grado di gestire a livello locale la successione di un grande Presidente, figura di riferimento per oltre 40 anni. La stessa cosa era accaduta precedentemente a Novara.
    Ma va detto che Pillisio ben ha saputo cogliere questo lato debole delle due società e ha fatto le sue scelte, aggredendo e poi sbranando la preda.
    Ora ha scelto Nettuno City: l’esperienza dei fatti già accaduti suggerisce che non lo avrebbe fatto se non avesse colto segnali di debolezza.
    Come nelle precedenti due esperienze parte coi proclami (dicesi giocatori, risultati e aspettative ) per anestetizzare un giudizio obiettivo sul suo operato nel passato recente. Poi accentrera’ su di se i poteri (la sua presidenza è prevista per giugno). Poi?
    Basta avere i giocatori per dire di avere una squadra? Serve altro?
    La sua esperienza sa certamente dare la risposta a questa domanda.
    Ruggero, è sempre un piacere leggerla e la ringrazio di avermi letto.

  42. Nespola 22 gennaio 2019 at 20:20 -

    Signor Fabbri, una cosa non riesco a capire nella mia ingenuità, ma Pillisio con Novara Rimini e ora al City, in tutto questo cosa ci guadagna?

  43. FABBRI ALESSANDRO 22 gennaio 2019 at 22:03 -

    Signor Nespola, come già ho scritto, dato che l’esperienza è stata negativa e distruttiva per due team di Ibl e – a dire suo – anche per lo stesso Pillisio, qualcuno dovrebbe consigliarlo di non spendere più soldi nel baseball.
    Avrà la sua convenienza a continuare in questo modo.
    Cordialità

  44. Ermanno 23 gennaio 2019 at 12:37 -

    A Novara e a Rimini Pillisio si è esibito da one man band. A Nettuno trova invece un gruppo dirigente con esperienza e pelo sullo stomaco. Potrebbe essere un vantaggio anche se a molti è sembrato strano che al tavolo della conferenza stampa mancassero proprio i dirigenti storici del City.

  45. Manzini 23 gennaio 2019 at 13:46 -

    Permettetemi di collegarmi ai post fatti in precedenza, dove dichiaro che non sarei capace di fare il presidente etc.etc.
    Il Sig. Pillisio lascia una società come Rimini dove GIUSTAMENTE lamenta di aver speso 411.000 euro e di aver trovato solo 39 abbonamenti in un anno, nessun risultato da parte della squadra e adirittura, tolta la pizzeria, nessuna soddisfazione o riconoscimento.
    Se permettete un paio di domende me le pongo.
    Due squadre con “sponsor” Pillisio macchine per la lavorazione del legno e nessuna delle due con il nome sulla casacca?
    411.000 Euro (quello che dice lui) più quelli di Novara, più quelli che tirerà fuori adesso credo si avicinino ad una cifra fra i 700.000 ed il 1.000.000 per? Per quale motivo? Con una cifra del genere il mio nome sulle braghette del Milan forse lo metto.
    Con una cifra del genere mi compro la federazione, le impiegate e gli impianti delle due accademie, in più con un piccolo sforzo ci salterebbero fuori anche i miei soldi ah ah ah ah ah.
    Ma perchè, con quale scopo fa questo? pensa di avere 5.000/6.000 spettatori paganti? Le auguro di cuore di riuscirci ma ammetterà che è al quanto strano.

    Manzini

  46. marco vandi 23 gennaio 2019 at 19:19 -

    Pillisio a Nettuno? Lo voleva da sempre e ha usato il Rimini come cavallo di Troia. Agli amici nettunesi dico: attenti, correte il rischio di trovarvi in una situazione analoga. Non so cosa cerchi di fare annientando tutte le società che ha diretto. Cerca soldi? Solo un pazzo lo farebbe oggi nel mondo disastrato in cui versa il baseball in Italia. Cerca visibilità? Direi che quella l’ha ottenuta, a mio avviso in modo discutibile e certamente per meriti non sportivi. Quindi non so, ma ripeto: andatevi a riprendere il video di presentazione all’inizio della brevissima avventura a Rimini e leggetevi l’intervista rilasciata in quel di Nettuno: stesso atteggiamento, stessi contenuti. Io dico solo una cosa, da tifoso del Rimini baseball da quando frequentavo le scuole elementari: a prescindere da cosa succederà a questa squadra il mio pensiero va al Presidente Zangheri, alla sua passione, le vere vittime di questa situazione. Del movimento che perderà probabilmente l’ennesima piazza storica me ne sbatte veramente poco. La federazione è ostaggio di poche “sorelle”, non ha avuto il coraggio di imporsi e a breve si troverà con un campionato a 4 squadre. Giusto così.

  47. Alda 24 gennaio 2019 at 12:07 -

    Non é possibile. Tutti gli anni vien fuori
    il peggio di questo sport; altroché élite,vetrina per i giovani,qualità del gioco,migliori tecnici,impianti con le luci
    ecc…
    E poi? Basta un pinco pallino che decida di staccare la spina e tutti giù per terra.
    Fatto é che questo campionato ha più pezze e toppe del vestito di Arlecchino.
    E l’assurdo é che si continui a far esistere
    l’A1 che nulla crea e tutto distrugge.
    Quindi, Signor Marcon, é questa l’élite che le piace?
    E ancora, é da tutto ciò che crede di poter migliorare questa disciplina?
    Dal momento che lei é stato arbitro non sarebbe il caso ,calcisticamente parlando, di andare a visionare il tutto alla VAR?
    Un cordiale saluto,
    Alda

  48. Bob Rock 24 gennaio 2019 at 13:59 -

    Caro Vandi ritorniamo alle solite, il 50% delle società è basato sulla passione di una persona o poco più, finite quelle finiti i giochi.