Emozionante gara 4 vinta dalla Fortitudo 4-3 all’undicesimo inning. Vincente Gouvea e valida decisiva di Peppe Mazzanti

Pubblicato il Set 6 2018 - 3:26am by Maurizio Roveri

Ecco tutto il fascino, la magia, lo spirito, le fortissime emozioni d’una vera partita di baseball, quando è cpmbattuta intensamente, aspramente, in maniera corretta e coraggiosa da squadre solide che si fronteggiano senza voler cedere un centimetro. Al “Nino Cavalli” di Parma, in gara4 delle Italian Baseball Series, dopo quattro ore di battaglia sul filo del più estenuante equilibrio, la Fortitudo UnipolSai vince per 4-3 all’undicesimo inning e conquista lo scudetto. L’undicesimo scudetto nella storia della Fortitudo Baseball.

Bologna lo vince fra i brividi. Rivincendo, praticamente la gara. Dopo essere stata agganciata sul 3 a 3. E’ la mazza di Peppe Mazzanti a confezionare con semplicità, piazzando la pallina nella terra di nessuno, fra il “diamante” e gli esterni, il singolo che mette le ali all’energico e veloce Kevin Moesquit. La corsa del ragazzone di Curacao a casabase è l’immagine della festa-Fortitudo, l’immagine della “liberazione” dopo i tormenti d’una partita difficile, e di una gioia da sprigionare dopo oltre quattro ore vissute in tensione, fra il paradiso e l’inferno.
Il CariParma ha reso la vita dura, durissima ad uno squadrone che chiude questo campionato con un record di 32 partite vinte su 35 giocate!
Uno scudetto meritatissimo per la squadra di Bologna. Parma  è stata una degna avversaria e merita complimenti e applausi. Per la stagione che ha prodotto, perchè ha spesso saputo essere più forte dei contrattempi. E lo ha fatto anche ieri sera, orfana per squalifica de suo interbase e pericoloso battitore Charly Miabal. S’era qualificata per i playoff, e non era scontato. Aveva anzi conquistato il terzo posto. In semifinale – con la sua compattezza – ha affrontato senza paura ostacoli alti avendo la forza e l’entusiasmo per andare ad eliminare un team potenzialmente più attrezzato come Rimini (e dentro la Casa dei Pirati!).
Il gruppo di manager Poma aveva accusato due dolorosi knock out nell’impatto con le finali-scudetto, maltrattata dall’UnipolSai al Falchi in gara1 e in gara2. 
Dovendo fare di necessità virtù, con un monte di lancio corto e rotazioni limitatissime, il ParmaClima ha puntato tutto sulla strategia. Conservando il suo maestoso Casanova per gara3, la prima gara in programma a Parma, davanti ai 3500 spettatori del “Nino Cavalli”. 
Uscendo dal fango delle prime due gare, Zileri e i suoi compagni hanno avuto la forza – martedì – di reagire, di ritrovare la propria identità e d abbattere quella Fortitudo UnipolSai che sembrava imbattibile.
E anche ieri sera il ParmaClima ha fatto terribilmente soffrire Bologna. Per sette inning e 1 out, gli uomini di manager Poma hanno subìto il grande controllo di Jorge Martinez. A lungo dominante sul monte bolognese. Fino a… Fino al fuoricampo di Luca Scalera e al successivo singolo di Aldo Koutsoyanopulos. Accadeva nell’ottavo inning. S’infiammava il “Nino Cavalli”. Sul 2 a 1, partita decisamente riaperta. Anche se in verità non era mai stata chiusa. 
Sceso da monte della Fortitudo l’eccellente Martinez (7.2 riprese lanciate, 7 strikeout, 2 basi-ball, 4 battute valide concesse, 1 punto subìto), è entrato in scena Raul Rivero. L’Omone, come lo chiamano a Bologna. Per la mole, per la potenza dei lanci e per la massima affidabilità.
Ma quelli di Parma, con l’adrenalina a mille, ora diventava difficile tenerli sotto controllo! Aggressivi, di nuovo gonfi di coraggio, hanno dato il benvenuto a Rivero con una legnata di Ricardo Paolini. Grande doppio, che portava Koutsoyanopulos sul cuscino di terza base. 
Bologna, messa in ginocchio la sera prima, riviveva un incubo. Stava rischiando grosso. Si è salvata su una battuta di Zileri in diamante. Poi, ha avuto la saldezza mentale di produrre il terzo punto, nel nono attacco. Grazie in particolare alla voglia di giocare, di correre, di essere utile di Francesco Fuzzi, giocatore recuperato dopo essere stato a lungo fuori dalla stagione per un serio infortunio. 
Fuzzi (entrato come pinch run per Maggi) ha rubato la terza base e poi – sulla battuta di Flores che ha portato all’out di Moesquit in seconda base – con tempismo è partito per casa base. Firmando il 3 a 1 per Bologna. Nella prima parte del nono inning.
Distanze ristabilite. Due punti di vantaggio per Bologna. A soli tre out dalla fine, dalla vittoria e dallo scudetto.
Tutto finito? Macchè… Con questo Parma baldanzoso e pieno di vigore, non lo puoi dire mai. Il gruppo di Gianguido Poma ci prova. Ci prova. Riesce a prendere il ritmo ai lanci di Rivero e nel suo nono assalto va a segno due volte: con Sebastiano Poma sul singolo di Gradali e con Deotto molto reattivo a sfruttare un’assistenza imprecisa di Vaglio. E’ parità. Sul punteggio di 3 a 3. Clamoroso!
Tutto da rifare per la Fortitudo, ch’era arrivata ad un passo dalla vittoria.
Tutto da rifare. Un discorso tutto da riprendere. Con tanta pressione addosso. Gli uomini di Frignani si guardano in faccia. Danno un pugno alla delusione. Hanno gli occhi della tigre. La voglia matta di ribellarsi. No, non si può mollare in questo momento dopo una stagione dominata. 
 Sistemato il monte di lancio con l’ingresso di un ottimo Murilo Gouvea Brolo (2 inning, 3 strikeout, 1 bb e nessuna valida concessa), bravo a rivaleggiare con un grande Ulfrido Garcia il ragazzo cubano che con la sua fastball (stavolta felice nel trovare le giuste location, con bella fluidità)  ha dal sesto inning ridotto la pericolosità dell’attacco bolognese. 
Per Garcia 5.2 rl, 4 strikeout, 3 basi-ball, 5 valide concesse e 2 punti. Efficace partita, anche se – per le statistiche – risulta lui il pitcher perdente. Per aver concesso – sull’undicesimo assalto bolognese – il singolo a Moesquit e – dopo il bunt di sacrificio di Flores e la base intenzionale a Marval – il singolo magistralmente piazzato da parte di Peppe Mazzanti. Per il punto di Moesquit. Che vale la vittoria in gara4 (4-3), la serie e lo scudetto.
Lanciatore vincente Murilo Gouvea. Che chiude il suo primo campionato in Fortitudo da imbattuto.
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Maurizio Roveri

Giornalista professionista, nato il 26 novembre 1949 a Bentivoglio in provincia di Bologna. Ha iniziato la sua brillante carriera giornalistica come redattore di Stadio nel 1974 per passare poco dopo al Corriere dello Sport-Stadio, dove è rimasto fino al gennaio del 2004. E’ iscritto all’Albo dei giornalisti professionisti dal luglio del 1977. Al Corriere dello Sport è stato responsabile del basket e del pugilato nella redazione di Bologna. Capo rubrica per il Corriere dello Sport-Stadio del baseball, sport seguito fin dal 1969 come collaboratore di Stadio. Molte le sue esperienze da inviato a cominciare dai campionati mondiali di baseball del 1972 in Nicaragua, del 1988 in Italia, del 1990 in Canada, del 1998 in Italia, nonché alle Universiadi di Torino del 1970 e ai campionati Europei del 1971, del 1987, del 1989, del 1991, del 1999. Collaboratore del quotidiano “Il Domani di Bologna” per baseball, pugilato, pallavolo dal 2004 al 2007. Creatore del sito internet specializzato sul baseball Doubleplay.it e collaboratore dei siti Baseballitalia.it, Baseball.it e BoxRingWeb.it. Entra con l’inizio del 2012 nel gruppo editoriale di InLiberaUscita, ricoprendo la posizione di opinion leader e di redattore da Bologna. Nel marzo del 2012 è cofondatore del sito specializzato BaseballMania.it di cui oggi è coordinatore giornalistico.

11 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Jason 6 settembre 2018 at 06:34 -

    Grandissimi ragazzi! Ma complimenti a Parma, che ha veramente fatto dei playoff magnifici, sovvertendo pronostici e mostrando un gran carattere! (Con un roster quasi totalmente italiano)

  2. ciccio 6 settembre 2018 at 10:12 -

    complimenti a bologna stagione stratosferica ma se casanova lanciava tre gare come con rimini……….chissà…….

  3. Oddone 6 settembre 2018 at 11:20 -

    Tifavo Parma …ma complimenti al Bologna è stata la squadra più forte del 2018 lungo tutto il campionato

  4. Pino 6 settembre 2018 at 11:57 -

    Certo con miraball e Lugo ci poteva essere un finale diverso ma comunque doveva andare così, complimenti al Parma per aver lottato fino alla fine. Al Bologna direi di spendere qualcosina in più cosi vincono con più tranquillità

  5. luigi 6 settembre 2018 at 16:03 -

    E’ finita come era logico che finisse, di fronte ai numeri della F tanto di cappello, lo scudetto potevano solo perderlo e non mi pareva il caso. La bella novità di questo campionato è questo rinato Parma: management d’eccezione, parco giocatori di prim’ordine con stranieri di grande valore e tanti giocatori italiani e locali, grande carattere di squadra tutto bellissimo e che farebbe ben sperare per il futuro. Se pensiamo invece a tutto il resto di quello che rimane del campionato insomma, e le 12 squadre il prossimo anno? Quante di quelle che passeranno i play off A2 poi andranno in A1? Quante di quelle rimaste di quest’anno rifaranno la A1? Dopo questo scudetto ricominceranno i soliti problemi.

  6. ANDREA NODARI 6 settembre 2018 at 16:10 -

    Vero , abbiamo fatto un po’ piu’ fatica del previsto a Parma ma comunque abbiamo vinto e spendere non è sempre sinonimo di vincere , vedere San Marino che tutti gli anni spende ma da 5 non vince niente

  7. Prince 6 settembre 2018 at 18:02 -

    Campioni campioni…. grande cuore ragazzi grande cuore

  8. paolo palmieri 6 settembre 2018 at 23:23 -

    Complimenti ad entrambe le squadre . Bologna però non ha schierato Agretti , Dobboletta , Grimaudo ed usato poco Fuzzi e Crepaldi . In ottica Nazionale questo non è un buon segno . Va bene che hanno vinto meritatamente , però erano quasi tutti stranieri . Puoi vincere un anno ma quello dopo sei daccapo a fare la squadra . Parma invece ha schierato e rischiato molti locali . Stessa cosa ha fatto Nettuno durante la regular season . Sempre in visione di futuro questo è un’investimento e credo renderà i frutti sperati .

  9. Clemente21 7 settembre 2018 at 08:28 -

    Non rilevo commenti da parte di Dairtan, dall’alto dei suoi 44 anni di esperienza.
    Un ripensamento?

    Comunque, Grande Prova
    Onore al Parma in campo ed alla sua struttura e voglia di esserci e di vincere.

    Onore alla F che ha affrontato un avversario che aveva tanta voglia e ci ha provato in tutti i modi

    Nello sport ci sono anche gli avversari ed e’ una gran soddisfazione vincere contro chi ce la mette tutta..

  10. luke 7 settembre 2018 at 10:45 -

    non sono d’accordo che spendere di più non vuol dire vincere. Bologna ha speso almeno il doppio di noi ed infatti a vinto. Se crei una squadra di forti giocatori puoi più facilmente sopperire ad errori debolezze e paure (e bologna ne aveva tante, tutte scritte sulla faccia del suo allenatore), alla fine questa è stata bologna. Perso la coppa e con grande paura di perdere anche la finale scudetto, ha vinto solo per un organico più forte e molta fortuna (casanova Mirabal)

  11. italo 7 settembre 2018 at 11:35 -

    san marino non vince perchè fanno le cose coi piedi, ciliegina sulla torta quest’anno è stata affidare la panchina a Chiarini ma per favore……detto anche “Signor elettroencefalogramma piatto”