E allora scommettiamo…

Pubblicato il Dic 4 2018 - 12:54am by Allegra Giuffredi

Qualche settimana fa il lodigiano Introppi, ha proposto di far fare un tour itinerante alle squadre di baseball italiane di tradizione ed attualmente con maggiori possibilità economiche, durante un ipotetico campionato ristretto che le vedrebbe giocare l’una contro l’altra, sia nei propri stadi, come al solito, che su e giù per l’Italia, in modo da stimolare l’italica passione per il batti e corri.

Questa proposta mi ha lasciata un po’ stordita, perché non capivo e forse ancora non capisco se è una simpatica provocazione, una sagace presa in giro o appunto una sana proposta per scuotere il movimento sportivo del baseball italiano.

Probabilmente, date anche le risposte ed il dibattito che si è sviluppato, vale la terza ipotesi e allora ci ho pensato su e anch’io desidero condividere la mia opinione su questa tourné sportiva, che lo dico subito: mi convince davvero poco, anche se c’è del materiale su cui lavorare.

Il ritorno economico di un’operazione del genere è quanto mai improbabile, perché necessiterebbe di un battage pubblicitario enorme e soprattutto stadi dove effettuare questi incontri di cartello che francamente non credo esistere nell’italico stivale, perché uno dei problemi, uno dei tanti, che attanagliano il nostro amato sport risiede proprio nella scarsità di impianti e il vecchiume di quelli esistenti, che ribadisco andrebbero demoliti e ricostruiti o comunque ristrutturati per renderli, in primis, più accessibili a tutti.

Io non ho la stessa incrollabile fiducia, ch’eppur ci vuole, di Introppi sul fatto che disputare in giro per l’Italia, quelli che sono sicuramente dei big match, tra le squadre che in questo momento riescono a coniugare blasone, tradizione e soldini, sia un’idea che si ripagherebbe da sé, perché purtroppo, mi duole dirlo, ma il baseball non è propriamente molto conosciuto e, come ho avuto modo di scrivere già più e più volte, spesso e volentieri viene confuso con il rugby o addirittura col cricket, per non parlare del polo.

Quando poi il potenziale tifoso, che dovrebbe pure pagare un biglietto per godere, del migliore baseball italiano, perché questo sicuramente sarebbe, si rendesse conto che gli si propone di vedere un incontro di baseball, la reazione sarebbe sempre ed immancabilmente questa: “Non ci capisco niente!”, associandolo contemporaneamente o almeno molto spesso alla noia mortale e allora?

L’idea di Introppi ha comunque “un suo perché” e allora vediamo un po’, cosa si potrebbe fare. Partendo dal fatto che, oltretutto, anche se a me spiace parecchio e rode altrettanto, le squadre di baseball italiane, blasonate con o senza sponsor danarosi, di tradizione e altro ancora, non le conosce nessuno al di fuori della Via Emilia e qualche altro territorio sparso qua e là per l’Italia, quello che invece e paradossalmente renderebbe molto di più, sarebbe portare le squadre americane di baseball in Italia, come anche lo stesso Introppi scrive in un suo commento alla sua scommessa.

In Italia bisognerebbe portare gli Yankees, i Dodgers, i Cubs (magari!!) e perché no i Mets e i Boston Red Sox e qualunque altra squadra statunitense di cui inconsapevolmente molti italiani portano cappellini, giubbotti e magliette. Bisognerebbe portarli qui a svernare e ad esibire, magari con qualche test match con le nostre squadre o con le altre squadre europee: questo sì che sarebbe uno spettacolo! E che caspita: se gli Yankees e Boston si sfideranno l’anno prossimo in una gara ufficiale, a Londra, dove non c’è alcuna tradizione nel mondo del batti e corri, perché la Federazione italiana non invita da noi le stesse squadre? Certamente sarebbe un impegno economico importante, ma un “una tantum”, per dare una scossa al movimento, ci starebbe! Con una valida copertura dei media e qualche iniziativa collaterale questo sì che porterebbe pubblico e denaro, quel denaro che è fondamentale nella vita come nello sport per scegliere ed investire.

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Allegra Giuffredi

Nata a Parma quarantaquattro anni fa e bolognese d’adozione da più di venti, è laureata in Scienze Politiche e lavora come funzionario pubblico. Appassionata di baseball, segue la Fortitudo da una decina d’anni e da sette scrive su “Fuoricampo”, ossia sul notiziario della Fortitudo Baseball, articoli di costume su tutto ciò che contorna il mondo del “batti e corri”. Segue anche la MLB e in special modo la squadra dei Chicago Cubs, sulla quale spesso si intrattiene con aneddoti ed altre amenità.

6 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Stefano 4 dicembre 2018 at 04:52 -

    Ho idea che per portare in Italia un paio di big match dagli States non basti il budget dell’intera serie A, senza parlare del problema di trovare uno stadio con capienza tale da garantire quantomeno un pareggio di bilancio….
    Sono curioso di vedere cosa succederà in Inghilterra questa estate. Se le rose riusciranno a fiorire in Inghilterra, spero che in Nazioni dove il baseball e’ più seguito si possa tentare addirittura il roseto!

  2. luigi 4 dicembre 2018 at 10:20 -

    Allegra for president

  3. paolo palmieri 5 dicembre 2018 at 01:36 -

    Vorrei condividere la mia opinione . Sono convinto che al punto storico in cui ci troviamo dovremmo provare alternative , anche in apparenza assurde , per muovere il mercato . Quella del doppio incontro ( o singolo ) sulle 7 riprese è una . Il trend attuale è quello di vedere spettacolo sportivo in tv ed il nostro campionato non si adatta , però accorciando le partite forse potremmo avere più pubblico sapendo che in un paio d’ore sei fuori . Ovvio che questo è un punto di vista da spettatore neofita perchè il classico vuole i 27 out o niente . Ma mi sembra di capire che vogliamo più gente sugli spalti giusto ? Usando questa formula si possono avere più squadre e gironi con zone limitrofe . Poi possiamo discute su playoff o girone all’italiana , retrocessioni e promozioni ecc..
    Un’altra idea può essere organizzare due campionati . Primavera/estate che si giocherebbe ovunque ed autunno/inverno , tipo da fine Settembre ad inizio Dicembre pausa natalizia e ripresa a metà Febbraio , che si giocherebbe prevalentemente al centro/sud . Sempre sui 7 innings .Non ci vedo niente di male siccome ci si potrebbero prestare i giocatori per formare od aumentare roster di squadre che altrimenti non farebbero il campionato . Matino , Chieti , Nettuno , Anzio , Roma ,Messina , Paternò , Palermo . Forse altri campi si potrebbero adattare ma già questi impianti possono ospitare gare regolari . L’importante è la promozione così da avere più pubblico . Si giocherebbero più gare nell’arco dell’anno . Lo so che il problema sono i soldi , ma se non si prova si finisce . Per quanto riguarda il match del prossimo anno a Londra . La sede europea della MLB si trova li ed il Regno Unito è un buon consumatore di merchandising anche se per loro il batti e corri si chiama cricket . Inoltre è una città con un bacino d’utenza di 8 milioni di persone che vengono d ogni angolo del globo, è visitata da tantissimi turisti , in più giocano New York e Boston che hanno il loro loghi ovunque nel mondo . Credo se non avrebbero organizzato niente con altri teams . Cincinnati-Tampa Bay non avrebbe avuto senso , ad esempio . Inoltre con 6 ore di volo sei a Londra dalla costa est , molti americani sono sicuro che ci andranno .

  4. leo 5 dicembre 2018 at 11:36 -

    per paolo palmieri
    Le “sorelle” si sono sempre battute per campionati cortissimi.
    Il motivo? Semplice. I giocatori che vengono a rimpolpare i roster delle squadre finito il nostro campionato ne cominciano subito altri nel centro america giocando fino a primavera per poi tornare in Italia.

    • paolo palmieri 6 dicembre 2018 at 01:20 -

      Certo , ma i campionati si possono organizzare con più italiani . Sono anni che si parla di far giocare di più e più giovani italiani . Lo so che il livello sarebbe più basso ma è il prezzo da pagare se ci sono pochi soldi in giro per pagare i campioni ( che ne viene uno ogni tanto ) . Mi chiedo quanti soldi hanno buttato le varie società negli ultimi dieci anni a mettere sotto contratto ” fenomeni ” che battono il loro peso o si strappano dopo tre giornate . Tanto vale spendere per ragazzi italiani o dei vivai e vedere che succede . Che cosa vogliamo dal baseball italiano ? poche squadre , poche partite evento , alta qualità del gioco o molte squadre , livello medio-basso e tante partite per migliorare i prospetti locali ? Non si può avere la moglie ubriaca e la botte piena .

  5. Michele Bresciani 8 dicembre 2018 at 22:51 -

    https://www.triesteallnews.it/2018/12/08/il-baseball-cerca-casa-lalpina-junior-raccoglie-firme-per-ritrovare-uno-stadio?sfns=0 !!!!! A questo link la situazione all’estremo nord est , il campo più vecchio d’italia Dimenticato è uno dei migliori campi dello stivale con annessa foresteria in totale abbandono !!!! La realtà è questa , smettiamola con le cazzate per favore!!