E adesso?…

Pubblicato il Nov 5 2020 - 6:40pm by Allegra Giuffredi

I tifosi di Fortitudo

E adesso che il Campionato è finito, cosa vogliamo farne di questa esperienza così importante, così particolare?

Il Campionato di baseball italiano si è svolto e questo è già stato un mezzo miracolo e al di là di chi lo abbia vinto, si è giocato sia a porte chiuse che alla presenza del pubblico e in pratica si è giocato con una formula molto “short” nell’unica finestra possibile, lasciata aperta da questo male subdolo e davvero cattivo che ci sta attanagliando.

Insomma, tutto si è svolto nella quasi normalità o se vogliamo in una nuova normalità con la quale conviviamo da un po’ (troppo) e che probabilmente alla fine di questo autunno/inverno che abbiamo davanti, ci metteremo alle spalle. Che giorno magnifico sarà quando non dovremo più uscir di casa con la mascherina!

Ma adesso no, non si può: bisogna igienizzarsi le mani, stare distanziati e appunto indossare la mascherina … specie se vogliamo salvare il Natale!

In Major league, sugli spalti durante lo svolgimento dell’American League e la National League o c’erano delle sagome di cartone con un pubblico finto e gli effetti sonori o c’era il pubblico vero in carne ed ossa, ma assai distanziato.

Siamo tutti coinvolti e tutti stiamo ricavando degli stimoli nuovi da quanto accade. Uno dei patrimoni che anche in questa brutta situazione stiamo ricavando è la consapevolezza di quanto talento “Made in Italy” vi sia nel nostro sport.

Io credo che gli stranieri portino qualità e aiutino lo sport italiano in generale a migliorarsi, ma son altresì convinta che questo Campionato molto italiano con qualche innesto comunitario abbia dimostrato che i giovani giocatori italiani di baseball ci sono e sono anche bravi.

Il monte di lancio italiano della Fortitudo promette bene con Bocchi e mantiene anche meglio con Bassani, per non dimenticare Maestri del San Marino e tanti altri lanciatori più o meno giovani che hanno dimostrato freddezza e bravura nel ruolo principe del nostro sport. In difesa poi ho visto prese fantastiche e gran bracci, perché i nostri giocatori, studiano il baseball americano e si vede e poi al di là dei lineup quello che fa la differenza nel nostro Campionato è lo staff tecnico che spesso e volentieri è italiano al 100%.

Lele Frignani, solidissimo allenatore fortitudino, da tempo è coadiuvato da Fabio Betto come pitching coach e fino all’anno scorso dal grande Radaelli che quest’anno abbiamo visto e sentito nell’inedito ruolo di commentatore TV, ma non sono gli unici, infatti anche Mario Chiarini è coadiuvato da uno staff per lo più, se non del tutto, italiano e pure il Parma di Gianguido Poma lo è altrettanto. Quindi, per tirare le somme, da questa Stagione così eterea per la sua durata, ma importantissima per la sopravvivenza stessa del nostro amato sport, si ricava che la scuola di baseball italiana c’è e che possiamo regalare del gran baseball anche in tempi di ristrettezze sia economiche che sanitarie per garantire la sicurezza di tutti, utilizzando giocatori prevalentemente italiani.

La base c’è, le fondamenta ci sono e tra qualche tempo potremo anche tornare a sfiziarci con il ritorno degli stranieri, pur sapendo che bisogna continuare ad investire sui bimbi che sono i campioni di domani, perché le squadre italiane di baseball vincono per la loro base tecnica che è quasi sempre italiana e per i giocatori italiani che le compongono e che da sempre fanno capire “l’andiamo” a qualsiasi Campione straniero.

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Allegra Giuffredi

Nata a Parma quarantaquattro anni fa e bolognese d’adozione da più di venti, è laureata in Scienze Politiche e lavora come funzionario pubblico. Appassionata di baseball, segue la Fortitudo da una decina d’anni e da sette scrive su “Fuoricampo”, ossia sul notiziario della Fortitudo Baseball, articoli di costume su tutto ciò che contorna il mondo del “batti e corri”. Segue anche la MLB e in special modo la squadra dei Chicago Cubs, sulla quale spesso si intrattiene con aneddoti ed altre amenità.