Conto sempre più salato per il baseball italiano che perde anche il glorioso Rimini

Pubblicato il Mar 5 2019 - 6:19pm by Ezio Cardea

Martone Di Fabio

Rimini abbandona!

Dopo l’autoretrocessione del Padova e del Padule, dopo l’incertezza creata da iscrizioni “sub judice” e dopo i voli pindarici del discusso personaggio Pillisio, il  nostro massimo campionato, immutato ed immutabile quasi fosse una inviolabile icona, ha sacrificato sull’altare un’altra vittima: una vittima sempre più illustre, giacché si tratta  della società dei Pirati, ovvero di uno tra i più titolati Club del baseball italiano, che alla fine dà forfait nonostante i nobili tentativi dei più affezionati sostenitori.

Il glorioso vascello ha resistito alla tempesta giusto il tempo di risparmiare al suo Ammiraglio la pena di assistere a queste ultime inquietanti vicissitudini: Rino Zangheri  ci ha lasciati in tempo per non vederle, in un coro di compianti che si sono levati sinceri e commoventi non solo tra la gente a lui più vicina, ma in tutto il baseball italiano.

E’ una botta pesantissima per tutto il movimento, e non si  dica che non sia stato detto a più voci che ci sarebbe stata un’accelerazione del declino!

Vogliamo restare immobili in balia degli eventi in attesa di sapere a chi toccherà uguale sorte?

Sarà giocoforza cambiare radicalmente e senza ulteriori indugi il format del massimo campionato, altrimenti quella pretestuosa ed ipocrita difesa della “qualità” dietro la quale si rifugia chi in realtà difende, costi quel che costi, le proprie posizioni di privilegio, verrà annullata dal destino inesorabile cui il movimento è condannato.

Possibile che si rimanga passivi mentre il nostro campionato assomiglia sempre più al dio Saturno raffigurato da Goya mentre divora i suoi figli?

Basta con l’eccessivo bon ton mostrato dalla nuova dirigenza federale verso chi non vuole cambiamenti! Si è trattato di un riguardo verso la precedente gestione, ed in particolare verso le società di IBL: riguardo mal corrisposto e sicuramente eccessivo anche perché a spese di tutto il movimento per via del conseguente rinvio del passo più importante di quel ChangeUp che aveva consentito a Marcon di diventare Presidente Federale.

Prenda la palla al balzo, il Presidente Marcon, offerta da quest’ulteriore pesante perdita per attuare immediatamente il suo bocciato format.

Ma se vuole veramente togliere il baseball da quel circolo vizioso nel quale sta affondando, lo deve fare  in modo più ardito  coinvolgendo, come ho più volte spiegato, 18 società da organizzare in tre gironi e  due fasi: 18 squadre consentono di allargare l’area di gioco e, quindi, di acquisire altri “media” locali oltre che  dare l’opportunità di gioco a più alto livello a diversi atleti;  la “fase di qualificazione” consentirà di  preservare e anzi esaltare il livello tecnico raggiunto dal baseball italiano.

Si tratta di un cambiamento che non comporta, per le società, spese superiori a quelle del campionato di A2, che consente il recupero di società ingiustamente sprofondate in Serie B:  solo vantaggi e nessun rischio.

Perché aspettare?

La responsabilità dei continui fallimenti, che non può che gravare sulle spalle federali, per il momento ha l’attenuante della pesante responsabilità morale di ha fortemente osteggiato ogni riforma al punto da far temere una scissione: da domani, se permane la situazione di stallo,  graverà  solamente e senza attenuanti sulla compagine federale.

 

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Ezio Cardea

Nato a Milano il 9/12/1936, ha svolto attività come giocatore e come tecnico dal 1948 al 1980 partecipando ai campionati di prima serie dal ’55 al ’72, quasi sempre in società milanesi. Abbandonato il campo per impegni di lavoro, ha continuato a collaborare saltuariamente con società milanesi in supporto alle squadre giovanili e all'attività presso le scuole. A contato col baseball praticamente dal dopoguerra ai nostri giorni, ne conosce la sua evoluzione e ne ha evidenziato fin dal 1980 le criticità: prima fra tutte, a suo avviso, quella creatasi a causa della tendenza delle varie amministrazioni federali a potenziare il livello del campionato di punta fino a creare una frattura col resto del movimento, frattura insormontabile se non con l’'ingaggio di una forte percentuale di atleti d’oltre oceano.

18 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Stefano 5 marzo 2019 at 18:41 -

    Avendo passato i 50 già da un po’ ricordo quando il ‘cakcio’, inteso cne ‘soccer’, era considerato meno di zero in USA. Ricordo anche una partita dimostrativa tra Italia e una ‘nazionale’ USA (nazionale senza campionato) che termino’ 9-1 per l’ Italia.

    Ora, trascorsi da quell’evento circa 40 anni, negli USA vanno a svernare fior di giocatori, gli stadi traboccano di pubblico, nessuno mette le mani addosso a nessuno, il campionato si chiama MLS (Major League Soccer) e attorno ad esso girano soldi da far paura.

    Insomma, si può fare! Nessuno che si prenda la briga di analizzare ciò che è successo negli USA per capire come e perché ci sono riusciti?

  2. Ermanno 5 marzo 2019 at 19:46 -

    Non dimentichi Cardea che il prossimo sarà il terzo campionato a svolgersi sotto l’egida dell’attuale guida federale. E tre indizi fanno una prova. Il fallimento di questa gestione che si presentava come “il nuovo che avanza” è sotto gli occhi di tutti. Fallimento organizzativo, tecnico, economico e mediatico. Avevano quattro anni di tempo per dimostrare che si poteva fare meglio della lunga e discutibile gestione precedente. Sono riusciti nell’impresa di fare peggio. Lei crede che i compianti Beneck e Notari avrebbero passivamente osservato il crepuscolo di Nettuno e Rimini? La domanda è ovviamente retorica, le risparmio la risposta.

  3. Alby66 5 marzo 2019 at 20:07 -

    E adesso via Marcon e avanti con la riforma…. La buffonata messa in scena da pillisio è terminata in maniera tragica…. Come da copione…. La fibs si farà sentire o farà finta di niente???? Ultima domanda parma in Champions o solo Bologna?? … Cmq spero si riparta da zero… Aria nuova… dirigenza federale da rifondare e via personaggi come pillisio dal mondo del baseball italiano… Dai un pochino di coraggio….. Piazza pulita se non è troppo tardi…. Profonda tristezza… Il minimo che qualcuno chieda scusa al pres e ai tifosi di Rimini… Ma dal titano non si muove nulla???

  4. Alberto Antolini 6 marzo 2019 at 00:34 -

    Bsera.
    Il Titano, cioè il sottoscritto si e mosso sino a Salsomaggiore 2016 mettendoci la faccia, dopodiché la palla democraticamente la ha avuta da allora l attuale dirigenza FIBS.
    Cosa dire oggi di diverso da allora?
    Idee diverse sicuramente SI.
    Meglio o peggio?
    Non sono certo io che devo dare goudizi. L’elettorato rimane sovrano, a lui resta la sentenza.
    Raccontare oggi gli episodi dell’altro anno, dell altro ieri o ieri per me non risolve sicuramente il problema.
    Che Zangheri e Rimini facciano parte della mia storia credo non lo debba ricordare a nessuno, il resto e gli episodi sino ai giorni passati non credo abbiano molta importanza è purtroppo il risultato che conta e chi è senza peccato scagli pure la prima pietra.
    Con rammarico vero per l epilogo. Alberto Antolini

    • alby66 6 marzo 2019 at 10:54 -

      sig.antolini buon giorno chiedevo lumi sulla sua società solo per avere notizie di mercato……….il resto del mio intervento era solo uno sfogo riguardante lo scempio che è sotto gli occhi di tutti quelli che amano questo splendido sport….saluti da parma

  5. francesco 6 marzo 2019 at 09:43 -

    Un vecchio adagio dice “al peggio non c’è mai fine” un’altro invece “toccato il fondo si può solo risalire”… sbagliato , si può anche scavare.
    Con tutto questo fumo e tira e molla, quest’anno avremo un campionato con trenta scudetti in meno in campo, vista l’assenza di Rimini e Nettuno più qualche altro titolo qua e la. Fior fiore di giocatori che all’ultimo momento si sono trovati in mezzo alla strada, senza una casa per curare la loro preparazione proprio nell’anno della qualificazione Olimpica, complimenti. Vorrei porgere le condoglianze per la perdita di Rino Zangheri e dei suoi sforzi di una vita per il Rimini. Ultima chicca, ho sentito dire sui campi” se hai il giardino chiama Pillisio, è un ottimo diserbante” Meditate gente, anzi meditiamo.

  6. Giovanni 6 marzo 2019 at 12:17 -

    Seguo il Rimini Baseball dal 1983 – allora avevo 14 anni, ora ne ho 50.
    Quello che è successo da quando a dicembre 2017 il nostro Presidente Rino Zangheri ha ceduto la società è una vergogna.
    Il fatto che chi ha affossato i Pirati sia stata la stessa persona che un anno fa si diceva pronto a cogliere l’eredità del Presidente (con la P maiuscola) la dice lunga sulla sua etica, sulla sua morale e sui valori che guidano le sue azioni.
    E’ stato bello avere gioito per le vittorie ed avere sopportato delusioni per le sconfitte; questo è lo sport.
    Si gioca: a volte si vince, a volte si perde, a volte piove.
    Ora ci hanno tolto la possibilità di giocare….

  7. luigi 6 marzo 2019 at 13:43 -

    Purtroppo Francesco ha ragione da vendere. L’epilogo del nostro massimo campionato ex IBL diventa tragico. Fino a ieri qualcosa è rimasto in piedi per merito di alcuni mecenati, certamente animati da passione e buona volontà ma che non tutti hanno fatto la fortuna del baseball anzi. Soldi buttati nei massimi campionati, tirando per la casacca un manipolo di stranieri, principalmente venezuelani, che in Italia si guadagnano la pagnotta, senza pensare al dopo. Ora è veramente triste il destino di Rimini e fa pensare. Di questo passo rimarrà Parma per entroterra culturale sportivo e capacità manageriali dello staff, Bologna idem più finanza Unipol, le altre? Abbiamo visto la fine di Padova post Tommasin che si barcamena per fare una serie C, Padule…, uno dei Nettuno che scompare?? Ma Nettuno si sa attinge giocatori a josa dalle società collegate e in qualche modo va avanti, in più è arrivato Pillisio con il suo manipolo di uomini di fiducia giocatori e tecnici e una svangata di soldi, beati loro!!!. Le altre speriamo bene ma partirà un campionato a 7???? Ancora non si sa. A sentire FIBS va tutto bene, tutti si auto accreditano per quanto sono stati e saranno bravi. Le Convention con iscritti in crescita bla bla bla e i tesserati, forse non sono ancora diminuiti??? E’ una tragedia e o ci si rende conto o si fa finta di nulla.

  8. Giulio 6 marzo 2019 at 16:11 -

    A questa Federazione non frega nulla del baseball. Solo del softball.

  9. Marco Braina 6 marzo 2019 at 17:40 -

    Sono oramai 3 anni che per motivi famigliari e lavorativi ho smesso di occuparmi attivamente di Baseball.
    Devo però essere sincero: mi sono allontanato anche perchè mi rendevo conto che le scelte federali e dei vari club più o meno “potenti”, non avrebbero portato niente di buono a questo sport.
    Non ho però mai smesso di leggere ed informarmi settimanalmente su tutto ciò che succede in FIBS e nel mondo del Baseball Italiano in generale.
    Questa del Rimini è una “morte” che era annunciata già da quando, parecchi anni fa, il povero Rino si ammalò ma, come al solito, la miopia ed il campanilismo dei vari club e l’incompetenza della classe dirigente, ha fatto si che tutto ciò accadesse, e purtroppo continuerà ad accadere anche in un prossimo futuro.
    Tutti i commenti che sentivo anni fa e che continuo a sentire oggi sulla massima serie, sono pure speculazioni che non servono a niente, chiacchiere da bar che non hanno nessun tipo di progetto economicamente sostenibile alle spalle: 2 partite la settimana, no facciamo 3; 8 squadre, no 12, anzi facciamo 18.
    A che serve tutto questo? Dove sono i giocatori Italiani per fare tutto ciò? Dove sono i soldi?
    E il pubblico? Di cosa stiamo parlando? Di una squadra campione d’Italia che nel 2018 ha fatto 3.410 spettatori nelle 14 partite in casa durante la regular season? (dati presi dai ruolini del sito FIBS)
    Ma è possibile che si possa essere così miopi? Possibile che non ci si renda conto che non si possono spendere 500.000€ o più per un campionato che da decenni non segue più nessuno?
    Estremizzo un concetto, anche se non troppo: l’unica via per ridare respiro al Baseball Italiano è che i vari club si “obblighino” (tramite la FIBS) a ridurre drasticamente il budget utilizzato per le massime categorie e ad utilizzarne molto di più per il settore giovanile.
    Come fare? Con un progetto a lungo termine, che porti ad avere in un roster di 22, almeno 20 atleti italiani VERI, con l’obbligo di averne il 50% fatto da atleti formati nelle giovanili della società stessa (altrimenti le più ricche si metterebbero a rastrellare in giro per l’italia tutti gli atleti italiani migliori).
    Qualcuno tirerà fuori la solita storia: che vietare ai comunitari o agli oriundi di giocare in Italia, è contro la legge.
    E allora io rispondo: ma se le società (tramite la FIBS) vuole darsi delle regole interne che sono espressione delle società stesse, chi mai si metterebbe a denunciare il fatto che uno spagnolo non può giocare in Italia?
    Inoltre: se uno spagnolo viene a giocare in una squadra Italiana, vuole dire che qualcuno lo ha cercato, glielo ha chiesto e gli ha offerto un ingaggio; ma se nessuno li va a cercare come fanno i comunitari e/o gli oriundi a venire qui e denunciare qualcuno?
    Quando poi arriva il momento della farsa “nazionale Italiana”, basta andare negli USA (come del resto si fa oggi) ed ingaggiare qualche paisà che vuole indossare la casacca Italiana.
    Ma questo sembra che nessuno lo voglia fare o capire, e allora mi tocca dire che i club stanno segando il ramo sul quale sono seduti, che è solo una questione di tempo, e che stanno contribuendo a far morire il Baseball, cosa che purtroppo non tarderà ad arrivare.

  10. Angelo Introppi 6 marzo 2019 at 20:49 -

    E’ tutto molto triste. Ormai è così da qualche anno. Quella dei Pirati è stata una “morte annunciata”. Rimini era legata a doppio filo al grande “Rino”. Mi posso anche sbilanciare dicendo che se a San Marino Alberto Antolini decidesse di dire basta, magari per mettere su una squadra a Cremona, anche il Titano sarebbe sicuramente messo malino. E se Fortini decidesse di chiudere con il baseball a Nettuno? Ragionando più in piccolo mi viene in mente Matino, dove fin quando c’era Alessandro De Marco eran tutte rose e fiori. Ora dov’è Matino? Che ne è del suo diamante? Tommasin a Padova è un altro esempio lampante. Tante, troppe società legate a dei veri ed ammirevoli filantropi. E’ un discorso che ha radici profonde, perchè sono anno che non c’è più ricambio generazionale a livello di dirigenti di società. La Fibs ha le sue belle colpe, che partono però dalla prima gestione Fraccari, quella del sopo Dalla Noce. Ora è un vero disastro, ma le colpe non sono tutte di Marcon. Certo, questa gestione ha fatto poco per invertire la rotta. A questa attuale gestione riconosco un solo merito: aver risparmiato sul budget, ma sono convinto che non sia poi stato così difficile, anzi, si poteva fare di meglio. Ma su questo argomento accontentiamoci: va bene così. E’ su tutto il resto che non andiamo bene. Peccato. Ora ci vorranno almeno 20 anni per cambiare le cose, sempre ammesso che ci si cosparga il capo di cenere e sulle ceneri si ricominci a ricostruire, rimboccandosi le maniche. Non è una cosa facile. E’ una cosa molto ma molto difficile.

  11. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 6 marzo 2019 at 22:47 -

    Mi sorprende in modo fortemente negativo l’intervento di Marco Braina che ho avuto occasione di apprezzare in altri interventi su Mybaseball.

    Signor Braina, Lei offende questa Redazione e quanti intervengono su questo blog: su Baseballmania non si fanno chiacchiere da bar.

    Sorprende questa supponenza, una vera caduta di stile nello svilire ciò che viene dibattuto su questo sito con serietà, senza ipocrisie e senza sconti per nessuno.
    Su Baseballmania sono trattati e commentati con serietà parecchi argomenti e sono state formulate diverse ed interessanti ipotesi per far uscire il baseball dallo stallo che lo sta divorando.

    Ogni intervento che ha come scopo la ricerca di una soluzione, va sempre apprezzato anche se ritenuto di livello modesto, perché va apprezzata l’intenzione.

    Se il signor Braina si sente di livello superiore nonostante le banalità espresse nel suo infantile sfogo di persona scontenta come lo siamo tutti noi, si accomodi pure sui altri siti, magari su quelli sui quali non è mai apparsa una nota critica verso quei “potenti” club che di fatto impongono la loro politica.

    Lei banalizza (… 8, no 12, anzi 18 squadre) senza entrare nel merito e sicuramente senza avere letto, e se lo ha letto, senza nemmeno aver capito il perché di un allargamento almeno a 18 squadre: l’ho scritto non perché ho estratto un numero dal sacchetto della tombola, ma perché c’è una logica che ho illustrato. Ho anche inviato in Federazione un prospetto dettagliato di un progetto che coinvolge tutti i campionati.

    Lei tratta consufficienza tutti: sia chi ha poca esperienza, sia chi conosce tutta l’evoluzione del movimento del baseball italiano dalle origini, con gli errori e con le cose ben fatte, non perché gli sia stata raccontata, ma per averla vissuta e tuttora si impegna facendo ricorso a tutta la lunghissima esperienza.

    Lei dice: “…. mi sono allontanato anche perché mi rendevo conto che le scelte federli e dei vari club più o meno “potenti” non avrebbero portato niente di nuovo a questo sport”. Ebbene, invece di prendersela con chi non tiene in alcun conto le nostre analisi, dà del cialtrone a noi che faremmo discorsi da bar!

    Complimenti, signor Braina!

  12. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 6 marzo 2019 at 23:11 -

    Bounasera Signor Antolini,

    dato che Zangheri ed il Rimini, come Lei dichiara e come del resto è ben noto, appartengono alla Sua storia, non ha sentito la necessità, visti gli ultimi tristi eventi da cui è stato travolto quel Club, di rientrare in quella storia?
    Forse si sente frenato dal rifiuto di tenere un comportamento che potrebbe essere assimilato a quello molto criticato di Pillisio?
    O forse ha ritenuto che una Sua decisione, sicuramente risolutiva per il Rimini, avrebbe potuto creare delle difficoltà al S.Marino?

    Probabilmente avranno concorso entrambe le motivazioni, e non posso che ammirare questo forte senso di lealtà verso il S.Marino e di digniotà personale nel non voler apparire opportunista.

    Ma se si riappropriasse di quella gloriosa storia, credo che l’intero mondo del baseball e non solo quello riminese, La giudicherebbe con indulgenza e … forse le dedicherebbe una standing ovation!

  13. Alberto Antolini 7 marzo 2019 at 02:01 -

    Bsera
    Il come, perché e quando nn credo possano cambiare gli eventi. E successo quello che e successo. Inutile oggi cercare ragioni sul perché; era meglio ieri pensare al come e bastava solo tenere ben presente quello che ricordava continuamente il Pres Zangheri “il baseball è una cosa seria non e come comprare il pane al forno”.
    Il Presidente Andrea Marcon credo non abbia mai avuto il piacere di ascoltarlo ne prima ne durante ne dopo: “peccato per lui”
    Saluti

  14. Stefano Manzini 7 marzo 2019 at 09:13 -

    1) Una è andata e fra un po’ toccherà alle altre, questo è fuori discussione, i soldi sono fondamentali.
    2) Se non sei dentro l’ambiente (qualunque federazione) non puoi fare niente, puoi solo scrivere un post per divertimento ma dall’alto non ti ascolteranno mai.
    3) Gli Italiani questi sconosciuti, basti guardare la pagina di oggi di questa redazione la quale parla di : Ruperto Zamora – Perez Silfa – Arley Sanchez – Un lanciatore del Castenaso che non sembra Italiano – Ramon Borrego ed in fine Yogi Berra con la frase non è finita fin che non è finita, se l’avessi detta io mi avrebbero fatto rinchiudere.
    Proverò con la frase “ha detto che sarebbe morto ed è morto”.
    Questo è il nostro baseball.

    Fatemi togliere per favore un sassolino dalle pinne, sono al mare, giusto per dare un po’ di giustizia e credito a chi lo merita, visto che la federazione ha chiuso il sito dell schede vita record baseball e softball,
    Non esiste straniero che abbia raggiunto il livello di gioco ed i record dei nostri migliori giocatori Italiani, da Bianchi, ad oggi, oggi non è un cognome ah ah ha
    Manzini

  15. Ruggero Bagialemani 7 marzo 2019 at 10:04 -

    Buon Giorno,è difficile anche esprimere un giudizio ma secondo me non c’è più sordo di chi non vuol sentire,noi(come movimento siamo destinati a morire),sono 10 anni che siamo in crisi profonda,adesso che è sparita Rimini ci si ricorda??????
    Perché Grosseto?
    Nettuno?
    Tutte Società che hanno fatto la Storia di questo sport,piazze che riempivano gli Stadi(non con gli stranieri),Parma ha avuto una grande crisi ma poi(fortunatamente)si è rialzata,come Bologna che negli ultimi 10 anni spadroneggia,Milano,Torino ed altre non ce l’hanno fatta,questo per farvi capire che la crisi non è iniziata oggi,io personamente sono più di 10 anni che predico un cambiamento per il movimento ma nessuno ha mai ascoltato,quando non ci sono i soldi ci vogliono le IDEE……qui invece le Idee si bocciano,neanche si prendono in considerazione,perchè siamo un popolo di Ipocriti di meschini,dove tutti sono pronti solo a puntare il dito contro il Cattivo,si giudica,si condanna o si elegge ma poi di concreto non si fa mai niente,tutti pensano che lo si fa per un interesse personale,non si pensa al bene del movimento ne al futuro dei nostri ragazzi,si preferisce far giocare dei disperati a 2 soldi per non aver problemi di far crescere i nostri ragazzi.
    Come detto sono più di 10 anni(ancora allenavo) che predico l’allargamento della SERIE A ,di giocare di più e di spendere di meno.
    Purtroppo bisogna renderci conto che noi siamo regressi come Movimento(eravamo pari al Basket,superiori alla Pallavolo e al Rugby)adesso siamo meno di ZERO,una notizia di Baseball non si trova neanche nei trafiletti degli SPORT INUTILI,ci vuole CORAGGIO e chi comanda per il bene di tutti non deve ascoltare nessuno dare Ordini e presentare un progetto a lunga durata che riporti quantomeno a buon livello questo sport per il bene di tutti ma lontani dal pensare che gli sponsor investiranno su di noi perché parliamoci chiaro IL Calcio e la pressione Fiscale a ucciso gli Sport minori,allora bisogna inventare qualcosa ma bisogna farlo presto perché altrimenti a giocare a baseball non viene più nessuno.
    Un saluto a tutti.

  16. Rossodisera 9 marzo 2019 at 08:35 -

    E’ fuori di dubbio che continuare a predicare nel deserto serva a ben poco, mi piace comunque condividere con voi, amici del baseball, il mio pensiero. Seguo questo sport da oltre quaranta anni, ho vissuto in maniera attenta e passionale ogni sua fase e posso ricordare chiaramente quando di baseball si parlava alla radio rai o alla Domenica Sportiva. Per carità, non che interessasse a molti, ma era comunque bello far sapere che esistevamo. La vera grossa differenza rispetto a quei tempi è la “sponsorizzazione sportiva”, sono cambiate molte leggi, non è più molto appetibile sponsorizzare uno sport che non ha visibilità e di questo dobbiamo prenderne atto.
    E’ fuori di dubbio che c’è bisogno di un aiuto da parte dello stato, si dovrà cambiare qualche legge fiscale a vantaggio delle sponsorizzazioni per gli sport minori e questa strada dovrà essere percorsa in sinergia con queste altre discipline sportive. Un altro piccolo aiutino, lo si dovrà cercare nel CONI, che deve entrare nell’ottica che una ridistribuzione più equa è fondamentale per lo sport Italiano.
    Una volta reperiti i fondi, magari con uno sponsor unico che si leghi al campionato, la riforma dello stesso dovrà essere immediata. Ho sempre pensato che un piccolo movimento come il nostro, non avrebbe mai potuto avere un campionato con più di sei squadre e lo penso ancora, almeno mantenendo un discreto target tecnico. Ma è altresì vero che un sostanzioso allargamento, porterebbe oltre alla auspicata visibilità dello sponsor, anche ad un aumento dei praticanti giovani che sono poi la base di ogni sport. Sarebbe dunque vera l’equazione – tante società nel massimo campionato = tante squadre e settori giovanili –
    Per analizzare una riforma del campionato e dei settori giovanili, non basterebbe un post lungo una settimana, ma le linee guida dovrebbero essere, la formazione e/o l’aggiornamento periodico dei tecnici obbligatorio da parte delle strutture federali preposte, l’obbligo dei preparatori atletici fin dalle prime fasce d’età, la riapertura dell’Accademia Federale, l’eliminazione della pausa estiva e la sostituzione di quest’ultima con delle leghe estive per i giovani dai 12 ai 18 anni e le franchigie obbligatorie.
    Questi sono a mio parere le prime e fondamentali modifiche necessarie ad una rapida ripresa del nostro sport, ci vuole coraggio e unione di intenti…..

  17. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 9 marzo 2019 at 19:31 -

    Predicare nel deserto è inutile, Vero, ma giacché, anche se ci siamo vicini, ancora non siamo nel deserto, ciò che sconforta è che purtroppo si predica ai sordi!
    Tra le tante cose discusse in questi ultimi anni alla ricerca di una soluzione al sempre più deleterio stallo, togliendo alcuni interventi chiaramente di parte o con ottica limitata (ottenimento di un livello di gioco sempre più alto, come se non fosse desiderio di tutti, senza tener conto dei danni collaterali!), sono stati sviscerati tanti problemi con opinioni diverse e proprio per questo assolutamente utili.

    Rossodisera, dopo la premessa, focalizza l’attenzione sulle sponsorizzazioni centrando il problema dei problemi.

    Il movimento è uscito dalla fase pionieristica solo quando le sponsorizzazioni hanno cominciato a sostituirsi ai “mecenati” e alle tasche di gruppi di soci e volonterosi … Tutto ciò per merito della notorietà e diffusione data al baseball non solo, come ricordato da Rossodisera, dai notiziari sportivi su radio e tv nazionali e, grazie a Beneck, anche della Domenica Sportiva, ma anche e sopratutto dalla più importante stampa sportiva italiana che riservava al baseball grandi spazi nelle primissime pagine per ampi reportage sulle partite non solo di prima serie (mi riferisco alla Gazzetta dello Sport, ma non solo) ma anche alla serie cadetta.
    Sicuramente, come dice Rossodisera, le sponsorizzazioni avvenivano ed avvengono anche grazie a determinati vantaggi fiscali, ma sicuramente e soprattutto per un concreto ritorno mediatico. Che è quasi completamente sparito, e con esso sono spariti i grandi marchi che hanno assistito per almeno tre decenni i Club di prima serie.
    Purtroppo quella transizione, come ho avuto modo di dire in vari articoli, è stata mal gestita dalla Federazione che non si è minimamente preoccupata di bilanciare le forti differenze tecniche prodottesi tra la prima serie, mediaticamente più interessante, e la serie cadetta con minori risorse per via della minore visibilità.
    Le promozioni/retrocessioni tra le prime due serie che avvenivano senza traumi, hanno cominciato a creare grossi problemi tuttora presenti (e tuttora inibenti) non risolti con l’IBL che, semmai, li ha accentuati.
    A tale handicap mai risolto, si è agggiunto il sempre minor ritorno mediatico di un campionato sempre più ristretto sia come durata che come area di svolgimento. Conseguenza: esodo dal baseball delle grandi marche (resiste solo l’UnipolSai) man mano sostituite dai “patron” con un sempre più aleatorio ritorno alle origini, come gli ultimi eventi dimostrano e come ho scritto in tempi non sospetti.
    Ormai il nostro sport sopravvive grazie ai media “locali” e su quelli ci si deve riposizionare.
    La cosa non sfugge all’attento Rossodisera che con ammirevole franchezza confessa:

    “ho sempre pensato che un piccolo movimento come il nostro, non avrebbe potuto avere un coampionato con più di sei squadre … Ma è altresì altrettanto vero che un sostanzioso allargamento, porterebbe alla auspicata visibilità dello sponsor, anche ad un aumento dei praticanti giovani che sono poi alla base di ogni sport.”

    Parole che mi sento di sottoscrivere in pieno, ripetendo assieme a lui: ci vuole coraggio e unione di intenti!