Considerazioni dopo le prime cinque settimane del massimo campionato

Pubblicato il Mag 22 2018 - 12:28pm by Ezio Cardea

Marval Deotto

Si è appena conclusa la 5^ giornata di campionato e già si evidenzia una notevole differenza di forze tra le società.  Figuriamoci  quale valore avrebbe assunto tale differenza se il campionato fosse stato a 10 squadre, obiettivo di ripiego cui ad un certo punto sembrava puntare l’attuale dirigenza federale.

Indubbiamente ci sono state partite molto equilibrate e di forte interesse agonistico oltreché tecnico, tanto  che in  4 incontri sono stati necessari gli extra innings  per far emergere la squadra vincente. Però ci sono state anche ben 7 gare terminate per “manifesta”.  Quest’ultimo dettaglio indica un elevato gap tecnico che la classifica s’incarica di evidenziare già da ora con poche probabilità di cambio di scenario: appare già chiaro che almeno due compagini sono fuori dai giochi, ovvero dalla possibilità di accedere ai play off,  aprendosi per loro un prevedibile  ruolo di  “cenerentole” per il resto della stagione.

Ed è proprio per questa ragione che alcune quotate società di A2, pur in possesso dei requisiti per accedere al massimo campionato, ma consapevoli di un proprio livello tecnico non ancora adeguato ad una competizione alla pari, hanno saggiamente preferito non fare quel passo.

Ho scelto questo punto del campionato per fare un parallelo con la situazione nella quale ci saremmo trovati al termine della “fase di qualificazione” qualora fosse stata approvata la riforma del campionato come da bozza predisposta dalla Federazione: 12 squadre divise in due gironi e regular season divisa in due fasi. Mi permetto di suggerire una modifica alla prima fase, ovvero a quella che serve a raggruppare, in base ai piazzamenti in classifica, le squadre in due nuovi gironi,  modifica tesa ad ottenere il perfezionamento di tale fase  in sole 5 settimane: utilizzare i doppi incontri settimanali come incontri di “andata” e “ritorno” facendo giocare la prima gara il venerdì o  il sabato presso una squadra e la  seconda il sabato o la domenica presso l’altra.

Proviamo ad immaginare che sia già in atto un simile  campionato.

Terminata detta fase con tutto il carico di gare sbilanciate e di “manifeste” (che nel campionato attuale perdurano fino ai play off), a partire dalla settimana prossima sarebbe iniziata la seconda fase con le attuali sei squadre più forti  (Rimini, Unipol, RSM, Parma, Tommasin Padova e Nuova Città di Nettuno) raggruppate nel girone del play off Scudetto:  proprio  quelle sei che, molto simili per potenza e per livello tecnico, hanno dato vita ai citati incontri molto combattuti, alcuni dei quali conclusi alla 10ma ripresa, contro uno solo terminato per “manifesta”:  incidente, questo,  che può accadere anche alla squadra più titolata, ma inaccettabile come una costante di tutte le settimane, o quasi,  come sta accadendo.

Con tale impostazione,  nella seconda  più lunga (10 settimane) e più importante fase, che cade proprio nel periodo ottimale sia per il gioco del baseball sia per l’afflusso del pubblico,  avremmo assistito ad accese  competizioni all’insegna della massima intensità agonistica e del massimo interesse, con un susseguirsi di incontri di alto livello senza soluzione di continuità,  tutti determinanti ai fini della qualificazione ai play off, non interrotti né inquinati  da gare  di scarso interesse che abbasserebbero  la tensione ed il livello qualitativo del campionato.

Ma  Padule e Nettuno City  che interesse avrebbero nel restare escluse dalla gara per i Play Off?

Tanto per cominciare l’attuale classifica lascia pochi dubbi sulla loro possibilità di recupero. In compenso, nell’altro tipo di campionato:

 

  • per le menzionate società, aggregate nella seconda fase ad altre di analogo valore, sarebbe finito un vero e proprio calvario, mortificante per i giocatori e poco gradito dal pubblico (mi pare che a Sesto Fiorentino lo scorso anno il pubblico sia stato più numeroso):  per loro avrebbe avuto inizio un ciclo molto positivo di  gare agonisticamente equilibrate,  interessanti e gratificanti per  dirigenti e atleti,  per il pubblico,  per i “media” locali  e per  gli sponsor;
  • avrebbero avuto la possibilità di qualificarsi per la Coppa Italia;
  • sarebbero state comunque al riparo dalla reintrodotta “retrocessione”  (se non ancora praticabile quest’anno, lo sarà sicuramente il prossimo!) per la loro maggiore esperienza rispetto alle new entry;
  • l’anno successivo sarebbero  sempre in Massima Serie,  con le stesse possibilità delle altre 10 squadre di  concorrere per il titolo di Campione d’Italia.

Mi piacerebbe sapere se il Padule e il Nettuno City,  e soprattutto i loro fan e i loro sponsor,  preferiscono la situazione che ho prefigurato poco sopra o la Via Crucis  cui sono costrette dall’attuale campionato.

Ma, a prescindere dalle considerazioni sulla migliore opportunità per i due suddetti Club, continuando nel parallelo di cui parlavo più sopra,  è incontestabile che, a partire dalla prossima settimana e fino al termine della stagione, il campionato prospettato dalla dirigenza federale  sarebbe decisamente di qualità migliore e più attraente.

Pertanto, mentre mi auguro che la Federazione non abbandoni il suo iniziale progetto, mi permetto di dare un altro suggerimento ovvero quello di potenziare l’allargamento fino a 18 squadre. Allargare a 12 comporta per le partecipanti un impegno tecnico ancora elevato e ci si potrebbe trovare nuovamente di fronte a rifiuti da non giudicare negativamente perché dettati dalla prudenza. Con 18 squadre cadrebbe quella remora perché, dopo la breve fase di qualificazione (di grandissima utilità per le new entry perché  incontrerebbero almeno due tra le più forti compagini del baseball italiano), le partecipanti si troverebbero a gareggiare con squadre della stessa forza portando a termine la stagione con dignità. Inoltre, i tre livelli tecnici, il terzo dei quali sarebbe del tutto simile a quello medio dell’attuale A 2, consentono finalmente l’effettivo ripristino delle salutari e vitali “promozioni/retrocessioni”  senza i danni causati in passato dall’eccessivo stacco di livello tra le due prime serie.

Ma sono tanti ancora i vantaggi che deriverebbero al movimento da una platea del massimo campionato molto più larga, per tante ragioni:  per effetto  della maggiore visibilità, per le maggiori opportunità di gioco ad atleti dei nostri vivai, e per le tante altre situazioni molto favorevoli all’espansione del movimento che ho ripetutamente evidenziato in altri interventi.

Perché rinunciare a tutto ciò se nessun Club ne è penalizzato e, al contrario, tutti trarrebbero giovamento, compresi quelli tradizionalmente più restii al cambiamento?

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Ezio Cardea

Nato a Milano il 9/12/1936, ha svolto attività come giocatore e come tecnico dal 1948 al 1980 partecipando ai campionati di prima serie dal ’55 al ’72, quasi sempre in società milanesi. Abbandonato il campo per impegni di lavoro, ha continuato a collaborare saltuariamente con società milanesi in supporto alle squadre giovanili e all'attività presso le scuole. A contato col baseball praticamente dal dopoguerra ai nostri giorni, ne conosce la sua evoluzione e ne ha evidenziato fin dal 1980 le criticità: prima fra tutte, a suo avviso, quella creatasi a causa della tendenza delle varie amministrazioni federali a potenziare il livello del campionato di punta fino a creare una frattura col resto del movimento, frattura insormontabile se non con l’'ingaggio di una forte percentuale di atleti d’oltre oceano.

41 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Ruggero Bagialemani 22 maggio 2018 at 13:45 -

    Cia Ezio,avevo deciso di non scrivere più perché mi piace sapere con chi ho il piacere di parlare,ti faccio una domanda,5 giornate un mese e mezzo 10 partite giocate,come si fa a crescere? Ho visto quasi tutte le partite giocate a Nettuno dalle 2 squadre,dal mio punto di vista qualcosa di buono per la nostra Nazionale c’è,sono preoccupato per il monte di lancio anche se alcuni ragazzi potrebbero esplodere e diventare lanciatori(le potenzialità le hanno)ma giustamente gli allenatori non li lanciano o non hanno il coraggio di farlo perché il risultato è molto più importante del far giocare un ragazzo Italiano,perchè per fare dei giocatori di livello(specialmente sul monte) ci vuole tempo e con uno straniero gia fatto è tutto molto più semplice,bisogna avere il coraggio di fare riforme anche impopolari ma farle,tutte le proposte devono essere analizzate,studiate,corrette se necessario e poi prendere decisioni comunque che facciano il bene del BASEBALL senza accontentare questo o quello,questo è il mio pensiero,poi se per gli Europei prenderemo 7/8 oriundi sul monte a qualcuno potrebbe anche stare bene ma non sarà mai l’espressione del nostro reale valore,mi auguro e auguro alla federazione di poter trovare la voglia e la forza di portare queste riforme che coinvolgerebbero tutti i Campionati a partire dalle giovanili per arrivare al massimo Campionato di serie A,tornando presto(spero)ad essere i primi in Europa.

  2. max 22 maggio 2018 at 18:59 -

    credo che detto da tutte e due allargare il campionato sia la soluzione migliore per i suoi molteplici vantaggi bisogna vedere cosa dicono le famose 7 sorelle che non vanno d’accordo con la federazione essere continuamente in campagna elettorale non giova al movimento. Per la nazionale i giocatori a Nettuno ci sono sempre ma devono crescere ancora molto. Il monte di lancino è la nota dolente e forse la scelta della nuova Accademia con maggiore presenza di lanciatori e ricevitori può aiutare.

  3. Marco Lunedei 22 maggio 2018 at 20:05 -

    La Juve gioca contro il Napoli (squadra di vertice), contro la Fiorentina (squadra di media classifica) e contro il Crotone (squadra di bassa classifica poi retrocessa). Succede in tutti i campionati (o quasi) e in tutti gli sport di squadra (salvo rare eccezioni) in Italia e nel mondo. Noi invece vogliamo giocare solo le partite equilibrate. Risultato: poche partite, poco spazio per i giocatori italiani (lanciatori in primis), poco spazio per i giovani, poco miglioramento tecnico dei giocatori italiani. Andiamo avanti così. Facciamoci del male. Inventiamo formule sempre più astruse per far giocare sempre tra di loro le 4/6 squadre più forti. Buttiamo a mare il resto dell’Italia e tutti i potenziali giocatori sparsi per lo stivale

  4. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 22 maggio 2018 at 20:46 -

    Caro Ruggero, hai gettato sul piatto due o tre problemi tra i tanti del baseball italiano: stagioni cortissime, pochissime partite, sempre minori opportunità di gioco degli atleti dei nostri vivai, sempre minori spazi per i lanciatori italiani …
    Tutti argomenti che mi stanno a cuore su cui la pensiamo allo stesso modo e che meriterebbero specifiche discussioni ma … pare che poco interessino a coloro che, dentro e fuori della Federazione, governano il movimento.
    Bastava poco, e mi pare d’averlo dimostrato, per dare un altro volto a questo campionato e nel contempo aprire la strada allo sviluppo di tutte le altre strategie da mettere in atto proprio per cercare un rimedio ai problemi che hai richiamato!
    Per questa ragione ho scritto che spero che la Federazione perseveri nel cercare di realizzare la sua pur minima riforma, e anzi, visto che la dura opposizione ha mandato in bianco metà del mandato della nuova dirigenza, ne approfitti per recuperare il tempo perso realizzandola nel modo più corposo che ho indicato.

  5. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 22 maggio 2018 at 22:51 -

    Signor Lunedei, il nostro piccolo mondo del baseball italiano non è paragonabile a quello del primissimo sport italiano qual è il calcio, e tanto meno alla sua tifoseria che seguirebbe qualsiasi tipo di partita. Tanto più che
    la differenza di valore tra le squadre di calcio non influisce sulla durata delle partite ma solo su qualche punteggio fuori della norma.

    Nel baseball, se il dislivello tra le squadrenza non è contenuto, si incorre con frequenza in gare sospese per “manifesta” inferiorità; se poi la differenza è sensibile …

    Ecco perché, se è indispensbile allargare il massimo campionato (cosa che mi pare che anche Lei ritenga opportuna) perché troppo piccolo in una zona troppo piccola, è necessario farlo adottando particolari impostazioni (per nulla astruse) che consentano di limitare tali handicap alla sola fase iniziale della stagione.

    Noi rispetto al calcio abbiamo altri problemi ed in primo luogo quello di frenare il declino del movimento e riprendere quel trend di crescita di qualche decennio fa.

    Purtroppo le scelte federali hanno privilegiato proprio ciò che Lei giustamente indica come risultato negativo: poche partite, poco spazio per i giocatori italiani (lanciatori in primis), poco spazo per i giovani … il tutto alla ricerca dell’alto livello, dello spettacolo, del “prodotto da vendere”.

    Tutto sbagliato, non per mio giudizio o pregiudizio, ma perché lo dice la realtà che Lei stesso ha descritto.

    Pertanto non mi resta che ripetere quanto ho scritto a conclusione della mia risposta all’amico Ruggero Bagialemani.

  6. Troiani Giuseppe 23 maggio 2018 at 05:01 -

    Condivido in pieno quanto scritto da Ruggiero con una variante…la riforma ci vorrebbe anche nella FIBS e nei vari comitati che ne fanno parte…non è possibile che sono 40/50 anni che si vedono i stessi “personaggi” che possono fare e disfare a loro piacimento.

  7. Ruggero Bagialemani 23 maggio 2018 at 06:18 -

    Ciao Ezio,io come tu e come tutti noi, non siamo nella testa degli organi Federali,però se la Federazione avesse intenzione di cambiare qualcosa o addirittura fare le modifiche che quasi tutti si auspicano perché di mezzo c’è la sopravvivenza e la credibilità di questo sport dovrebbe gia da adesso annunciare cambiamenti per dare a tutti la possibilità di attrezzarsi con un anno d’anticipo ai nuovi Campionati e alle nuove regole e non arrivare a ottobre.novembre per trovare delle soluzioni tampone che poi scontenerebbero tutti,mettere sul piatto un progetto a lungo termine e poi lavorare e lavorare duro per migliorarsi in tutto,basta chiacchiere e parole soltanto per creare disturbo e perdere altro tempo,oppure come soluzione estrema creare un altro gruppo senza interessi personali che sia di alternativa a quello che ci governa adesso e candidarsi alle prossime elezioni per un cambiamento radicale che sia di svolta per il movimento del Baseball in Italia,nella speranza che tutti capiscano l’importanza di del momento tragico che stiamo vivendo……

  8. MLB 23 maggio 2018 at 08:20 -

    Credo che incrementare il numero delle squadre e suddividere il campionato in due fasi come proposto da Ezio sia una proposta sensata. La prima fase fungerebbe da pre-campionato o spring training o come lo si voglia definire, mentre la seconda vederebbe la continuazione del campionato tra squadre più equilibrate rendendo le gare più interessanti anche tra quelle meno titolate. Per quanto concerne i giocatori italiani sarebbe il caso di introdurre una terza gara settimanale da giocare il sabato pomeriggio con regole che obbligano un determinato numero di giocatori di scuola italiana, ivi compreso naturalmente il monte di lancio. Le gare finirebbero 25-22? Non è questo il problema, l’obiettivo è schierare in campo giovani per farli far esperienza e crescere al fianco di quelli più esperti. In questo caso specifico si potrebbe anche prevedere una riduzione di inning.

  9. Prince 23 maggio 2018 at 09:43 -

    Bagialemani a parole è tutto facile , mettiti in gioco, avresti dovuto schierarti apertamente con uno dei tre gruppi alle ultime elezioni, avresti finalmente cambiato il Baseball italiano

  10. Armando 23 maggio 2018 at 11:21 -

    Il prossimo anno forse finalmente avremo il campionato che si propone la FIBS: 2 gironi da 6 squadre con relativi play off e penso anche play out, sperando che le società promosse dalla A2 vi partecipino e che altre non scompaiano.
    Vedremo.

  11. Mah 23 maggio 2018 at 13:05 -

    Purtroppo in queste considerazioni ed in controtendenza vanno considerate anche le situazioni di squadre che erano favorite alla promozione (Paternò) oppure altre che senza importanti aiuti esterni si sarebbero anche potute ritirare dopo una settimana di campionato (Nettuno Baseball City) che fanno anche seriamente pensare che per poter allargare le partecipanti al massimo campionato occorre anche far diminuire non solo il gap tecnico ma anche e soprattutto il gap economico. E sempre purtroppo il movimento, per cercare di aumentare le opportunità di poter reperire nuove ed importanti risorse economiche per poter fare questo, o fa poco o non è in grado di farlo.

  12. Franco 23 maggio 2018 at 14:31 -

    Buonasera,d’accordo con bagialemani sui giovani che non giocano per il livello raggiunto con oriundi gia’ fatti e stranieri:lancio un urlo,non si dovrebbe iniziare a giocare piu’ partite con i settori giovanili esempio,invece di fare allenamenti 3 volte a settimana le varie societa’ italiane non possono giocare partite da 4-5 inning non influenti alla classifica’ e cercare di spiegare movimenti e il gioco durante le stesse?credo che nessuno dei ragazzi e meno i genitori si lamenterebbero di tale formula (per incontri infrasettimanali dico tra societa’ limitrofe e massimo’ 20 km)che ne pensate’

  13. Mah 23 maggio 2018 at 16:24 -

    Però bisognerebbe anche analizzare le situazioni Paternò e Nettuno Baseball City e quindi non analizzare solo gli aspetti tecnici ma anche gli aspetti economici. Purtroppo il sospetto è che il movimento, Federazione compresa, non pare in grado di creare nuove opportunità per attrarre maggiori risorse economiche che possano rendere applicabile concretamente quanto si vorrebbe attuare. Un (altro) anno senza alcuna visibilità mediatica se non qualche raro caso a livello internet o social a livello di attrattivita’, interesse e visibilità ha veramente poco.

  14. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 23 maggio 2018 at 19:12 -

    “… dovrebbe già da adesso annunciare cambiamenti …”
    Hai ragione, Ruggero, ed è per questo che ho riproposto il problema della riforma ora, anche se qualcuno pensa che sia troppo presto. Niente affatto, la Federazione dovrebbe ricordarsi di ciò che è accaduto lo scorso anno, quando si è lasciata convincere a rimandare la discussione (che troppo democraticamente voleva avvenisse con tutte le società interessate), a fine campionato.
    Infatti la Federazione aveva predisposto la bozza della riforma già sul finire del maggio dello scorso anno e l’aveva distribuita a tutte le società. Ma abbiamo visto come è finita: accontentata la richiesta delle 7 sorelle di rimandarne l’esame al termine del campionato, sul finire di settembre la Federazione si è trovata ad affrontare non una discussione, ma una durissima levata di scudi delle predette, con tanto di proclama a firma di un legale!
    Ovviamente la forte contestazione si è protratta fino quasi a fine anno e … anche le società di A Federale che erano inizialmente orientate a salire in prima serie, nell’incertezza di come sarebbe stato impostato il campionato, hanno giustamente preferito fare retromarcia. Una retromarcia dovuta anche al dubbio su chi effettivamente reggeva le redini del comando.
    Mi auguro che la dirigenza federale faccia tesoro di quella esperienza negativa: deve muoversi per tempo come lo scorso anno, ma il comportamento democratico che ha dimostrato di avere, deve pretenderlo da TUTTI, respingendo proclami e qualsiasi discussione che non sia inerente alla messa a punto (non la bocciatura o il rifiuto di adeguarsi) della riforma che intende attuare.
    Deve dimostrare di avere saldamente in mano il governo del movimento, altrimenti l’incertezza scoraggerebbe nuovamente qualsiasi buona intenzione delle società di A2.

  15. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 23 maggio 2018 at 20:00 -

    Rispondo a Mah.
    La Federazione non ha i mezzi né gli strumenti per attirare i “media nazionali” almeno sul suo massimo campionato.
    Fintanto che il baseball è stato sorretto dalla Gazzetta delllo Sport, dal Corriere dello Sport, da Tuttosport (stampa a tiratura nazionale), dai camunicati sportivi Rai che davano notizia sui canali “nazionali” dei risultati e delle classifiche del massimo campionato, il nostro sport ha conosciuto una grande stagione di crescita e di espansione.
    Quando quella stampa e quella Tv ci hanno lasciati, è cominciato il periodo di contrazione del movimento e di perdita degli sponsor.
    Il baseball ora regge bene solo in quelle zone in cui è sorretto dai “media locali”.
    Per questo motivo ora più che qualche decina di anni fa, è necessario “allargare” il massimo campionato: per agganciare il maggior numero possibile di “media locali”. Più media locali si conquistano, più risorse entrano al baseball.
    Ritengo ingeneroso addebitare ai dirigenti societari, molti dei quali probabilmente sovvenzionano l’attività con le loro tasche, l’incapacità di trovare risorse. Solo la Federazione può cercare di creare le condizioni favorevoli perché affluiscano al movimewnto più risorse: allargando anche territorialmente il suo campionato capace di guadagnare l’attenzione dei “media locali” e quindi degli sponsor.
    Se il baseball assume VISIBILMENTE (e quindi non certo passando da 8 a 10 o 12 squadre) una dimensione più “nazionale”, anche i media di interesse nazionale torneranno ad interessarsi al nostro sport consentendogli di rientrare nelle grandi città e di fare un nuovo salto di qualità.
    Per allargare la vetrina senza danni alla qualità, l’unico sistema è quello che è stato apprezzato dal commentatore MLB. La cosa mi fa molto piacere non certo perché si tratta della Major League, ma credo di sapere che si tratta di personaggio profondo conoscitore del nostro sport e dei nostri campionati, autore, se non mi sbaglio, di diversi articoli di tecnica su altro sito.

  16. flavio orati 23 maggio 2018 at 21:13 -

    anche in questa discussione ripropongo una banale considerazione che rimando direttamente a chi ha responsabilità e ruolo per decidere,,, in questo tour della Nazionale presso le principali concentrazioni del Baseball italiano non è nemmeno stato previsto un banalissimo collegamento streaming per proporre alla rete che segue questo sport on line, almeno le immagini di un diamante in movimento riprese da un telefonino per percepire come possono giocare questi atleti agli ordini di manager Gibo Gerali .
    Ce ne sono altri di appuntamenti simili e per organizzare qualcosa di accettabile oggi non serve un camioncino regia satellitare con i relativi costi e problemi organizzativi…. o funziona che la Federazione deve offrire il “top” oppure … nulla? …. Basta poco…che ce vò?”.
    Attendiamo fiduciosi soluzioni per i prossimi appuntamenti in calendario grazie.

  17. jhon 24 maggio 2018 at 13:29 -

    Gli sponsor non ci sono in primis perché il paese è in crisi da un po di anni secondo e non da meno non si possono più fare certi tipi di fatturazioni terzo la fibs non fa nulla e investe nulla a livello mediatico.
    sommato tutto ciò anche con la scarsa presenza di dirigenti di società che devono cercare e trovare risorse economiche si arriva alla situazione che si sta vivendo.
    la colpa..? Per me è l’unione di tutto ciò.
    Lavoare per cambiare ciò..? Non è facile
    Assolutamente allargando il massimo campionato non cambierebbe nulla ne a livello economico per le nuove e vecchie squadre di ibl ne a liverllo tecnico…è solamente un povare una strada che porterebbe società poco strutturate afare un salto nel buio con lul’unica cosa di giocare 2/3 weekend con società di più alto livello tecnico.
    L’unica cosa se si vuole allargare il massimo campionato è farlo diventare come l’attuale A2…uno straniero in campo e giocare due gare nello stesso giorno….è ciò che si dsidera nel massimo campionato italiano e europeo..? Sarebbe la soluzione giusta per l’intero movimento italiano..? Per me assolutamente no…

  18. jhon 24 maggio 2018 at 14:00 -

    Le soluzioni..??
    Nessuno ha la bacchetta magica ma abbassare i costi di gestione giocatori è la prima cosa…e non vi è differenza tra italiani e stranieri, anzi spesso lo straniero e no comunitario,costa meno.
    abbassare le spese nei confronti della fibs sia di tesseramento che di tasse gara.
    Trovare insieme alla fibs strade per la comunicazione mediatica a livello nazionale di visibilità televisiva e nei giornali.
    nessuna società VERAMENTE vuol giocare più gare e più mesi perché i costi sarebbero insostenibili. ..non riempiamoci la bocca con ste parole se poi non ci sono i soldi per farlo.
    Abbassare gli stanieri in A non porta a nulla rispetto al giocatore italiano a livello economico, regolarizzare i comunitari invece si, sia a livello economico che a livello tecnico sempre rispetto all’italiano. ..il comunitario costa e costerà sempre di più e il suo livello tecnico sarà spessissimo uguale o forse poco superiore a quello dei nostri italiani con il rischio di perdere molti nostri vivai.
    bisogna lavorare per avere un livello tecnico alto nel massimo campionato anche avendo solo 6/8 società ed abbassare i costi di gestione dei giocatori, aumentare la visibilità mediatica per lo meno del massimo campionato e
    ciò lo si può fare unendo le forze e le idee della fibs e delle società dei campionati di appartenenza…la ibl è completamente differente alla a2….le problemtiche sono completamente differenti e saranno uguali solamente se la ibl diventa come la a2… per me sarebbe un gravissimo errore.

  19. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 24 maggio 2018 at 20:19 -

    Caro Flavio, tu segnali qualcosa che è sicuramente importante come la “comunicazione” interna al movimento, e sono d’accordo con te che si può fare di più anche perché la cosa entro certi limiti non richiede soldi, ma un minimo di attenzione in più.
    Però, tutto sommato, il nostro mondo è informato molto di più di quanto non lo fosse prima dell’avvento di internet, e grazie ad internet possiamo informarci di tutto, senza nulla spendere, attraverso i siti specializzati e quelli delle singole società.
    Meno male! Se oggi mi affidassi alla Gazzetta dello Sport per sapere cosa avviene nel baseball, dove si gioca qualche partita di baseball e di softball … starei fresco!
    Quindi, Flavio, fai bene a spronare perché tutti si attivino per questo tipo di comunicazione, tuttavia il grosso problema del baseball è quello di comunicare con l’immenso mondo che è al di fuori del nosto piccolo, sempre più piccolo orticello!
    Se i grandi media nazionali non ci aiutano più, bisogna che fuori dall’orticello ci andiamo noi. L’unico modo è allargare l’area di gioco della parte più in vista del nostro sport, ovvero il massimo campionato.

  20. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 24 maggio 2018 at 20:39 -

    La crisi non guarda in faccia nessuno, quindi se tocca il baseball, tocca anche gli altri sport e li tocca anche in maniera più pesante quanto più è grande è l’entità dei finanziamenti degli sponsor.
    Mi pare che il budget delle più strutturate società di baseball sia piccola cosa rispetto a quello delle società di calcio o di basket o pallavolo …
    Però il baseball è lo sport più in crisi.
    L’alibi della crisi non regge perché il movimento è in crisi da molto, ma molto prima che si palesasse l’attuale crisi economico/finanziaria e politica.
    L’anno in cui Fraccari ha varato l’IBL lo ha fatto preannunciandolo come l”‘anno della svolta”: Svolta da cosa se non da un declino del movimento già in atto da oltre un decennio?

  21. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 24 maggio 2018 at 20:57 -

    I dirigenti delle società non hanno nessuna colpa se non trovano gli sponsor: forse che si divertono a spendere di tasca loro per mandare avanti la loro squadra come succede in molti casi succede? Chi non crede si rivolga, per esempio, al Milano ’46. Ma non è l’unico caso, e mi sembra veramente irriverente addebitare loro anche scarso impegno nella ricerca di risorse.
    Gli sponsor, che erano tantissimi ed importantissimi, sono spariti non per la crisi ma perché il baseball è diventato invisibile alla massa.
    Se i “media nazionali” ci negano visibilità, dobbiamo fare ciò che ho già detto rispondendo al sempre attento Flavio Orati che ho avuto la fortuna di conoscere qualche anno fa occasionalmente allo “Steno” di Nettuno, apprezzandone la passione e la competenza.

  22. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 24 maggio 2018 at 22:16 -

    Fortunatamente solo uno, tra quanti sono intervenuti in questa discussione, è contro l’allargamento del massimo campionato, senza peraltro suggerire una soluzione per superare il momento difficilissimo. Mi correggo: la soluzione l’ha data ed è fantastica (nel senso letterale della parola) ma la dirò a fine commento per un po’ di … “suspance”.

    Dal baseball si sono ritirati gli sponsor (intendo quelli di una certa portata tra cui resiste solo l’Unipol) e il nostro massimo campionato comincia a perdere anche i “patron” i quali sono diventati ormai l’ultimo baluardo che consente la sopravvivenza del baseball di un certo livello. Ma costoro, a differenza delle aziende che sono tante anche quando qualcuna di esse cade in default, i “patron” sono pochissimi e uno di loro, il grande Zangheri, ha dovuto suo malgrado fare un passo indietro: il fatto che in soccorso del Rimini si sia precipitato Pillisio, non vuol dire che il baseball non abbia comunque perso un mecenate ed il baseball una società, il Novara.
    E se qualche altro “mecenate” facesse per qualsiasi motivo un passo indietro?
    Vogliamo continuare ad ignorare questa realtà ben poco promettente, chiudendo gli occhi rassengandoci al destino, o vogliamo fare qualcosa?
    Cambiare è difficile, difficilissimo. Allora? Se sul monte c’è un lanciatore fortissimo col rekord di K, rinunciamo ad andare nel box di battuta perché tanto restiamo K?
    No. Si lotta. Non si cerca la “bacchetta magica”, si utilizza il cervello, si trova una soluzione e la si attua.
    Oppure restiamo tutti fermi, seduti accovacciati a sonnecchiare come i massicani coperti dal loro enorme sombrero? Piagnucoliamo perché le tasse gara sono alte? Imploriamo di giocare meno perché i soldi sono pochi? ma se i soldi sono pochi, perché i roster sono pieni di atleti d’oltre oceano e ora anche d’oltr’Alpe?

    No, no! Che gli stranieri costano più degli italiani è una storiella! Infatti leggo:

    “non vi è differenza tra italiani e stranieri, anzi spesso lo straniero e no comunitario, costa meno”.

    Finalmente una notizia interessante! Molto interessante per quelle società che non sono salite in A1 pensando che avrebbero speso oltre le loro disponibilità per ingaggiare stranieri!

    Questa grande rivelazione ci deve far riflettere: se è vero, come qualcuno afferma, che gli stranieri costano quanto gli italiani e anzi meno, con i milioni di giocatori d’oltre oceano che problema c’è a riempire di tali atleti un’altra decina di squadre per fare un vero grande massimo campionato?

    Per la miseria, nessuno ci aveva pensato! Vedete che è utile discutere?

    Ora telefonerò subito a Marcon!

  23. Mah 25 maggio 2018 at 07:27 -

    Purtroppo a livello federale il differenziale tra A1 e A2 non è però solo nelle tasse gare. Basta dare solo una scorsa alla Circolare Agonistica per poter verificare che tra iscrizione e cauzione (cifra che certamente verrà poi restituita a fine stagione ma che però non può essere utilizzata ad altri fini durante la stagione in corso) ballano € 15.000 di differenza tra i due campionati. Per uno sport come il nostro sono comunque cifre molto importanti di cui, come correttamente è stato evidenziato, è anche giusto che i dirigenti delle società tengano conto, dal momento che sono quelli che in tanti casi utilizzano le proprie tasche per far quadrare i conti. Secondo la mia modestissima opinione se alla federazione interessa veramente un allargamento del massimo campionato di riferimento dovrebbe intervenire anche in tal senso. Ma la federazione, che anch’essa dagli ultimi conti non pare certo navigare nell’oro, si può permettere questo? Purtroppo non vorrei che le problematiche economiche condizionino maggiormente questo progetto rispetto alle questioni più prettamente tecniche e di campo.

  24. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 25 maggio 2018 at 21:48 -

    Certamente, Mah.

    Però non sono le tasse gara ed il costo dei cartellinamenti che stanno paralizzando il baseball: hanno sicuramente il loro peso, ma sono problemi più facilmente solubili soprattutto se la Federazione ridimensiona certi certi istituti e certe iniziative che producono una forte ed inutile dispersione di risorse.

    I grossi problemi sono le spese di trasferta e la necessità di rinforzare molto i roster. Soprattutto quest’ultimo problema ha fatto da remora a quelle società che avrebbero potuto salire in A1 ma vi hanno rinunciato.

    Trasferte: è un problema, ma nemmeno così terribile. Infatti, se controlliamo le trasferte della Serie A2 con i loro intergironi e la presenza di alcune società fortemente decentrate … forse la A1 costa di meno!

    Forte potenzialmento del roster: è necessario solo in caso di un allargamento a 10 squadre per l’ovvia ragione che il campionato può svolgersi solo con girone unico e la società che non si rinforza in modo adeguato fa da materasso per tutta la stagione oltre ad abbassare la “qualità” del torneo, al cui solo pensiero molti inorridiscono!
    Anche in caso di allargamento a 12 il problema persiste, per quanto dimezzato dalla possibilità di fare due gironi e introdurre la fase di qualificazione: pertanto si rendono necessari investimenti in atleti di portata semre molto importante.
    Il problema cade del tutto solo con un forte allargamento fino a 18 squadre, tale da consentire la formazione di 3 gironi: superata la fase di qualificazione, le società si troveranno a combattere alla pari in nuovi gironi nei quali lo sread è diviso in tre livelli, l’ultimo dei quali è del tutto analogo a quello delle società di media classifica di A2: ergo, nessuna necessità di rinforzarsi: quindi, quei club che non reperiscono le risorse per nuovi ingaggi non hanno alcuna esigenza di sobbarcarsi un onere finanziario superiore a quello normalmente sostenuto in serie cadetta.

    Per questa ragione sostengo che è più fattibile un allargamento a 18 squadre che non a 12. Il tutto senza che il campionato perda alcunché del massimo livello che, ripeto, si concretizza e si esalta nel girone dei play off scudetto assieme alla qualità di un gioco non inquinato da incontri sbilanciati; inoltre le riesumate “promozioni/retrocessioni” possono finalmente trovare effetiva realizzazione senza traumi delle società coinvolte perché i livelli tecnici del girone dei paly out e della serie cadetta sono del tutto simili.

  25. jhon 26 maggio 2018 at 06:43 -

    Mha prova a farlo capitre te al grande cardera.
    lui, il grande, ancora dice che tutto si risolve, economicamente e tecnicamente, con l’allargamento della A non solo a dodici squadre ma bensì minimo a diciotto…!!
    Allora le 4 aventi diritto lo scorso anno alla massima categoria hanno tutte rinunciato e una che era fuori di queste 4 (paterno) ha rinunciato pure alla A2 a canpionato in corso…come può succedere anche al nettuno city.

    il grande, ancora crede alle favole, basta far salire dieci squadre in A( non strutturate ne economicamente ne tecnicamente, ne forse con i campi adeguati e non parlo assolutamente di protezioni chr è l’ultimo dei problemi)per avere:
    SPONSOR, ARTICOLI SUI GIORNALI NAZIONALI E FORSE ANCHE LA TV…
    Cardea sai che pensandoci bene tieni ragione al 200% …???
    Sai che stai convincendo anche marcon e forse anche fraccari.??
    Peccato che devi convincere le società di A2….
    e sai per convincerle tutte e dieci cosa devi fare..? Gli devi trovare i soldi…a no è vero ci sono gli sponsor, i giornali e la tv, ora sono nel massimo campionato…???
    Oppure ridurre tutta la A alla A2, due gare nello stesso giorno, uno straniero in campo,meno tasse gara, mazze composite,3/4 lanciatori in piu per ogni squadra, giocare senza fare la sosta di un mese circa come è in A2, allora si che si avrà diciotto teams…ma questo campionato già esiste ed è l’attuale A2…prova a convincere macon te adesso, senti un po cosa di dice però. ? E se puoi informaci anche a noi comuni mortali

    la A

  26. Massimo T. 26 maggio 2018 at 13:56 -

    Il Rugby che ha più soldini di noi prevede un allargamento del campionato di Eccellenza a 12 squadre in due gironi e la serie A federale da 24 a 30 squadre in gironi da 6 e non viceversa, soluzione Cardea già attuata da un altra disciplina ma non hanno risolto ancora molti dei problemi di visibilità !

  27. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 26 maggio 2018 at 22:17 -

    Chissà se Jhon ha letto il mio intervento precedente prima di scrivere il suo: se così fosse, sarebbe un caso clinico.

    Quanto a Massimo gli ricordo che non ho mai sostenuto un allargamento così modesto: lui sa benissimo che ho sempre spinto per un campionato a 18 squadre. Ovviamente non ho mai proposto un allargamento sic et simpliciter, ma da realizzarsi solo previa introduzione della fase di qualificazione, proprio come ha descritto il commentatore MLB, profondo conoscitore del baseball (perché è un tecnico) e del nostro mondo del baseball: la ragione, tanto evidente da non richiedere spiegazioni, è quella che la fase di qualificazione consente di aggregare le squadre in base al loro valore che è il principio su cui si fondano tutti i campionati.

    Oltre a portare il massimo campionato a 18 squadre preservandone, e anzi esaltandone l’alto livello col girone in cui è in palio l’accesso ai Play Off, ho anche suggerito una seconda serie estesa a tutto il territorio nazionale diviso in 3 macro zone: all’interno di ogni macro zona ho previsto altrettanti campionati a 18 squadre con la stessa impostazione del massimo campionato.

    Pertanto la mia idea non è quella di una seconda serie depauperata, ma allargatatissima perche sarebbero interessate ben 54 società!

    I problemi di visibilità non si possono più risolvere con i media “nazionali” che ormai hanno fatto della informazione un vergognoso mercimonio, ma cercando di raggiungere il maggior numero di persone attraverso i media “locali”.

    Cerco di rendere meglio l’idea sul recupero di visibilità: se con la Gazzetta dello sport, il Corriere dello Sport e Tuttosport il baseball andava sotto gli occhi di parecchie centinaia di migliaia di persone nonostante che il baseball di prima serie era giocato solo in 5 o 6 (e quindi erano moltissime ed anche importanti le aziende interessate al nostro sport), per recuperare almeno in parte quella visibilità (e tornare ad interessare gli sponsor) bisogna portare il baseball delle prime due serie nel maggior numero possibile di città: la stampa e tv locali e le autorità locali sono sicuramente sensibili verso gli sport anche secondari se le squadre militano nelle massime serie.

    Dubito che il rugby abbia fatto un progetto del genere. Se lo ha fatto, ha sbagliato a farlo di una dimensione tanto modesta da non aver avuto alcuna risonanza mediatica.

    Noi stiamo indugiando troppo e spero che nessuna federazione tenti questa strada prima di noi: chi tardi arriva male alloggia.

  28. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 26 maggio 2018 at 22:26 -

    Mi scuso per una frase, al terz’ultimo capoverso, sgrammaticata e priva di una parola.
    La ripeto correttamente:
    “…sotto gli occhi di centinaia di migliaia di persone (e quindi erano moltissime ed anche importanti le aziende interessate al nostro sport) nonostante che il baseball di prima serie fosse giocato solo in 5 o 6 città …”

  29. Stefano Manzini 27 maggio 2018 at 11:39 -

    Ciao Ezio, come stai? Spero bene,
    volevo “analizzare” il tuo commento che riguarda esattamente questa frase: La stampa, le TV locali e le autorità locali sono sicuramente sensibili verso gli sport anche secondari se le squadre militano nella massima serie.
    Notizia di questa mattina 27/5 sulla Gazzetta di Parma, giornale locale: INIZIATIVA .
    La catena di SUPERMERCATI CONAD darà in omaggio un pass ai suoi clienti per assistere alle partite casalinghe.
    Manca solo in futuro e poi le hanno provate tutte, a me non sembra una notizia ma più una richiesta d’aiuto.
    Parma ha vinto 10 scudetti e 13 Coppe dei Campioni, dovrebbero assumere dei buttafuori/steward e ci dovrebbero essere i bagarini fuori dallo stadi, invece……

    Ciao Ezio

  30. Stefano Manzini 27 maggio 2018 at 11:41 -

    In futuro porte aperte, mi ha mangiato un pezzo di testo

  31. Massimo T. 27 maggio 2018 at 12:01 -

    Dubitare di una cosa partita già da 3 anni. La soluzione Cardea è stata attuata nel 2014/15 in serie A federale 4 gironi di 6 squadre, verrà attuata in Eccellenza dal prossimo campionato in due gironi da 6 basta andare sul sito federale!

  32. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 27 maggio 2018 at 13:41 -

    Ciao Stefano,
    sto bene, grazie.
    Parma dovrebbe avere i buttafuori, e invece ,,,
    Invece, nonostante si dia da fare, patisce del clima di depressione che da troppo tempo affligge tutto il movimento.
    La tua città, cui mi sento particolarmente legato, pur avendo giocato una stagione, per il forte cameratismo e per l’ “aria” di baseball che si respirava, è tuttora assieme a Nettuno un oasi felice. Ancor più di Bologna e Rimini perché i rispettivi stadi non mi pare che abbiano fatto registrare quest’anno presenze superiori a 3 o 4 centinaia di persone. Lo stadio di Parma, pur lontano dai numeri dei tempi passati, vedo che comunque sabato ha ospitato oltre 600 persone. Forse anche grazie a Conad.
    Mi fa piacere sapere da te che, pur primeggiando, i dirigenti non trascurino nessuna strada per incrementare il pubblico. Se l’iniziativa non ha il successo aspettato, mi sembra doveroso apprezzare comunque la buona intenzione di chi l’ha promossa.
    Per contro, ci sono piazze messe molto peggio ma … non ho notizie di sforzi per rimediare!

  33. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 27 maggio 2018 at 13:51 -

    Massimo,
    non ho nessuna intenzione di perder tempo a frugare nel sito del Rugby per sapere se la loro formula dei campionati sia uguale o meno alla proposta della nostra Federazione.
    Chiedo a te: è stata introdotta nei campionati di rugby la fase di qualificazione?
    Se la risposta è negativa, parliamo di due cose totalmente diverse.

  34. Manzini 27 maggio 2018 at 15:06 -

    Ezio dovresti chiamare la redazione di baseball.it, perchè loro dicono 40 la prima e 60 la seconda, totalone 100 in due partite.

    Un saluto Stefano

  35. Massimo T. 27 maggio 2018 at 20:38 -

    La soluzione Cardea è partita nel campionato di serie A federale nel 2014/15 sono tre anni che fanno la fase di qualificazione 4 gironi di 6 squadre dal prossimo campionato verrà attuata in Eccellenza con due gironi da 6 squadre! La risposta è positiva! Saluti

  36. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 27 maggio 2018 at 21:16 -

    Tu, Stefano, ti riferisci alla partita contro il Padule e quei dati indicano le presenze a Sesto Fiorentino. Sono dati deprimenti e non fanno che confermare il sospetto di cui ho fatto cenno: lo scorso anno all’inizio il Padule aveva più pubblico, ma ora al secondo anno di fanalino di coda, la gente è delusa. I dirigenti del Padule hanno fatto male a schierarsi con le “sette sorelle” per bocciare un campionato che, invece, le avrebbe tolte dal calvario che dovranno subire.

    Io invece mi riferivo alla tua città dove si è giocato la scorsa settimana con un afflusso di 612 persone secondo i dati sel sito federale. Se sei andato a vedere la partita, ti chiedo di dirmi se c’era quella gente o se si tratta di dato fasullo.

    Ciao Ezio

    • luigi 28 maggio 2018 at 10:21 -

      perchè i dati degli altri campi?? rimini/rsm 160 venerdì 160 sabato, bologna venerdi 50, sabato non indicato, padova 125 venerdi, 120 sabato (ma erano molto meno)…….
      Il caso Padova: ingresso libero, bar, paninaro che lavora dalle 7 di sera, tre tribunette in acciaio, agli inizi della ex IBL 2014/15 non erano sufficienti ad ospitare il pubblico numeroso che veniva da tutto il circondario veneto, ora che la squadra arranca, per ovvi motivi, sabato c’erano molti spazi vuoti, poca gente distratta, poco tifo/interesse, quasi disaffezione. Va detto che Padova è rugbystica con uno scudetto dopo 7 anni e due squadre saranno in eccellenza il prossimo anno, una in A, due in B e molto movimento in provincia e dintorni. Inoltre sabato c’era la finale di champion. Insomma una tristezza per chi ha visto gli anni d’oro del baseball in Italia. Il fatto grave è che tutte le ricette per invertire la tendenza non trovano nessun accoglimento, mancano le capacità manageriali a tutti i livelli, tranne che nelle solite isole felici ma è poco molto poco, manca il coraggio di un cambiamento radicale. Trovo le proposte di Pantera Bagialemani e Cardea ampiamente percorribili, ma ci vuole coraggio e determinazione da parte dei vertici federali ma anche della classe dirigente di tutto il movimento.

  37. Stefano Manzini 28 maggio 2018 at 05:50 -

    Hai ragione scusami, sono le persone delle partite a Sesto. No non sono andato quindi saranno state sicuramente 612.

    Un Saluto Stefano

  38. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 28 maggio 2018 at 09:08 -

    Caro Stefano, un lapsus capita a tutti e la cosa più intelligente, è ammetterlo come hai fatto tu anche se si tratta di una banalità, ma a maggior ragione se si fosse trattato di qualcosa di più importante.

    Purtroppo il mio amico Massimo continua a toppare sui ragionamenti, e la cosa è più grave perché non solo non vuole ammetterlo, ma nel tentativo di dimostrare l’indimostrabile, offe un ASSIST INCREDIBILE alla mia tesi sulla riforma dei campionati.

    Infatti Massimo, che evidentemente segue il rugby, ci indorma che da ben tre anni quella federazione sta sperimentando nella seconda serie lo stesso tipo di campionato che io sostengo; inoltra precisa che il rugby LO ADOTTERA’ NELLA MASSIMA SERIE!

    C’è da domandarsi se non sono così folli, quelli del rugby, da applicare in massima serie qualcosa che non ha funzionato nell’esperimento fatto in seconda serie? O forse è più intelligente pensare che ha funzionato?

    Massimo ribadirà che lui intendeva dimostrare il suo assunto e cioè che con la nuova impostazione il rugby non ha risolto i problemi di visibilità.
    Gli faccio osservare che negli sport minori la visibilità è data quasi esclusivamente dai campionati di punta. Pertanto se è vero, come ha detto lui stesso, che il MASSIMO CAMPIONATO DI RUGBY con la nova impostazione deve essere ancora disputato, è veramente incredibile dire che il rugby “… non ha ancora risolto i molti problemi di viisibilità”!

  39. Massimo T. 28 maggio 2018 at 17:11 -

    Caro Ezio, non sono contrario ad allargare il campionato ma a portarlo a 18 squadre, ritengo opportuno già un risultato portarlo a 12 con i gironi di qualificazione. Volevo poi puntualizzare che il prossimo campionato di Eccellenza di Rugby verrà allargato a 12 ma al 90% sarà ancora a girone all’italiana! Saluti!

  40. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 29 maggio 2018 at 06:46 -

    Beh, Massimo, giacché non parliamo del sesso degli angeli ma di cose concrete riguardanti il futuro del baseball, sarebbe opportuno che fossi più preciso.

    Quando hai citato il campionato di Eccellenza del rugby ti sei espresso come se fosse cosa certa l’adozione di un impianto uguale a quello che sostengo, affermando: “La soluzione Cardea ,,, verrà attuata in Eccellenza dal prossimo campionato in due gironi da sei …”
    Ora dici che quel campionato sarà al 90% ancora a girone all’italiana!
    Forse ti sei accorto in ritardo di aver dato un assist alla mia tesi e quindi con questa tardiva precisazione tendi a far pensare che la federazione del rugby non è ancora sicura di quella soluzione.
    Devo quindi credere che i tuoi interventi non riflettano esattamente il tuo pensiero, ma siano condizionati da un’avversione inspiegabile verso ciò che cerco di dimostrare in modo razionale?

    Quanto, invece, all’opportunità di allargare vedo che finalmente concordi, ma escludi – senza indicare il perché – un allargamento fino a 18.

    Evidentemente non tieni conto del fatto che il tentativo di allargare a 12 è fallito non solo per la ben nota avversione da parte delle ex IBL, ma percé anche la partecipazione ad un simile campionato avrebbe comportato, per chi vi avesse aderito, un consistente e costoso rimpolpamento del roster col rischio di … retrocedere, quindi col rischio di essersi sottoposto ad uno stress economico/finanziario inutile e dannoso che in passato ha prodotto enormi guai.
    Inoltre, un simile modesto allargamento non consentirebbe al massimo campionato di uscire dalla piccolissima zona in cui viene giocato.
    Allargando fino a 18 squadre,invece, vengono risolti tutte e due i problemi per le ragioni che ho detto tante volte e che non ripeto dato che le puoi rileggere nella mia risposta al commentatore Mah.

    Però, Massimo, ti accredito di capacità mentali ben diverse da chi critica qualcosa e ne dimentica un’altra, e poi, ripreso sull’altra, ribatte dimenticando la prima …

    E’ un giochino, questo, che lascio a menti meno capaci o in non perfetta buonafede, ma non a te.

    Ricambio i saluti, ancora con stima … ma non approfittarne!