Annuncio ufficiale del Presidente Mauro Poli:”Ho già annunciato la nostra rinuncia a Marcon. Imola riparte dalla serie C”

Pubblicato il Ott 30 2018 - 9:50am by Nino Villa

Marino Salas

Nella riunione del consiglio direttivo del 23/10 la società ha preso atto delle difficoltà insormontabili, dati i parametri Fibs, per la partecipazione al campionato 2019 in serie A1, diritto conquistato sul campo al termine della stagione di serie A2 2018.
E’ impensabile, oltre che per i costi, un’illuminazione di un’enorme quantità di lumen in una zona densamente popolata come quella in cui si trova il campo della Tozzona ed anche la spesa per la protezione di tutto il perimetro del campo non è sostenibile.
Considerato che i costi per un campionato di A2 o di B, da affrontare senza sponsor, sarebbero molto elevati, la società ha deciso di ripartire dalle giovanili e da una serie C da affrontare con spirito goliardico, per divertirsi.
Amareggiato il presidente Mauro Poli: “ Ho ufficialmente comunicato al presidente Marcon la nostra decisione. Qualcuno pensa che verrò ricordato come quello che ha affossato il baseball a Imola, ma sono 26 anni che ho dato impegno e qualcos’altro a questo sport. Negli ultimi anni ho lavorato forte, con Christian Gnudi, dichiarando prima dell’inizio dei campionati di voler fare risultato pieno, e ci sono riuscito. La società è invecchiata ma nessuno di quelli che sostenevano di avere il cuore a Imola si è fatto avanti per dare una mano. Non abbandonerò per ora la società: ancora per due anni resterò al mio posto per cercare di traghettare i Redskins verso una soluzione più sicura”.
Alcuni giocatori smetteranno l’attività, altri cercheranno di sistemarsi altrove, ma per una serie C senza obiettivi particolari già si sono riavvicinati atleti imolesi che avevano attaccato gli spike al chiodo da tempo.

WordPress Author Box
Nino Villa

Nato a Imola (Bo). Pubblicista dal 1984 a Bologna, si è sempre occupato di sport "minori" come baseball, softball, football americano, cricket, hockey prato, ippica e altri, più il ciclismo. ha collaborato stabilmente alle pagine regionali dell'Emilia-Romagna ed a quelle nazionali dell'Unità; ha lavorato in trasmissioni sportive nella redazione di Punto Radio TV ed NTV a Bologna. Ha collaborato con numerose riviste specializzate di vari sport. Ha diretto alcuni giornali locali, il foglio informativo della Fortitudo Baseball ed ha svolto il ruolo di Addetto Stampa della Uisp di Bologna. Rientrato a Imola nel 1987, collabora alle pagine sportive del settimanale imolese (12.000 copie tra abbonamenti e vendite) "sabato sera".

16 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Giulio 30 ottobre 2018 at 11:00 -

    Il problema del baseball non sono i soldi che mancano. Piuttosto le società che non sono in grado di fare la minima programmazione soprattutto quando mancano i soldi.
    Cosa cavolo serve comprare una squadra di giocatori che vengono da fuori e poi accorgersi che sono finiti i soldi.
    Ma non era meglio arrivare quarti in serie A2 e dedicare qualche risorsa a tecnici per il settore giovanile?

  2. Rossodisera 30 ottobre 2018 at 11:24 -

    Saranno quindi almeno due le società che rinunceranno alla serie A1. Ci avviciniamo quindi sempre di più alla quadratura del cerchio, sono anni che dico che la IBL (…io continuo a chiamarla come deve essere chiamata!) ha bisogno di essere ridotta a 5 max 6 squadre e senza retrocessione, ma con l’obbligo delle franchigie. Ognuna delle società di IBL dovrebbe avere in affiliazione, una IBL2 una serie B e una C e tutti e tre i livelli giovanili.
    Solo in questo modo si potrà continuare a fare baseball ad alto livello. Si alto livello, perchè, checchè se ne dica, dobbiamo mantenere un alto livello, perchè fare sport tanto per farlo non serve a nulla.
    Di pari passo a questa riforma, la Federazione, dovrebbe ripristinare l’Accademia FIBS cancellata alla fine dello scorso anno, allargandola ad almeno 25/30 atleti, rispetto ai 18 dell’ultima edizione. Sarà proprio l’Accademia Federale a formare i giocatori di alto livello necessari alla IBL e alla Nazionale. Come si vede una ricetta molto semplice, che prevede formule esattamente opposte a quelle “distruttive” messe in atto in questi ultimi due anni!

  3. armando paggetti 30 ottobre 2018 at 13:59 -

    Ricapitolando, delle 12 aventi diritto Padova ed Imola hanno dato forfait, di Nettuno City e Padule non si hanno notizie, le altre dovrebbero iscriversi.

  4. alby66 30 ottobre 2018 at 16:06 -

    e dai che raschiamo il barile…….caro presidente tutto come da programma??e adesso avanti ancora con la politica dei due visti e una partita con lanciatori italiani…..come nelle favole…….non ci siamo….

  5. LUIS 30 ottobre 2018 at 18:29 -

    che peccato ….non si poteva prevedere dopo alcuni anni esaltanti …..e adesso chi sara’ la prossima societa’ a non garantire di poter partecipare ai campionati di vertice ???

  6. Nino Villa 30 ottobre 2018 at 19:07 -

    Per il sig. Giulio, non polemicamente: tra le tante contraddizioni del baseball italiano non è la peggiore vincere uno scudetto di A Federale e conquistare un diritto sul campo ma non poter usufruirne per i parametri necessari a stare in A1. Ricordo che il campo di Imola è in una zona densamente popolata che non sopporterebbe un’illuminazione a giorno e trambusto ad ore tarde. Costruire un campo nuovo, illuminato, nemmeno a parlarne con l’amministrazione comunale. Il presidente Poli si è tolto delle soddisfazioni negli anni e le ha fatte vivere anche ai (pochi) tifosi imolesi, poi come Tommasin, ha dovuto fare dei conti in tasca propria. Gli investimenti per le giovanili ci sono stati e ci saranno ancora perchè il tecnico cubano Pedro Azcuy tornerà a fare il lavoro nelle scuole e con le giovanili che in questa stagione hanno visto la U12 alle finali nazionali e la U15 a quelle regionali.
    Dai e dai, alla fine mi converto anch’io alla proposta di Rossodisera. Ma sarà possibile con i chiari di luna di questi tempi ?

  7. Massimo T. 30 ottobre 2018 at 20:21 -

    Sono ricominciati i famosi balletti degli anni 80!

  8. paolo palmieri 31 ottobre 2018 at 00:05 -

    Mi dispiace per Imola . Hanno sempre fatto un ottimo lavoro e spero che continuino a farlo . Adesso spazio per Grosseto e Bollate .

  9. Daitarn 31 ottobre 2018 at 01:30 -

    Pillisio ha tutte le ragioni di questo mondo.Penso che la Effe si aggreghera’ al dissidente Pres dei Pirati.Vedremo Marcon cosa farai dopo se anche Nettuno e Parma effettueranno lo strappo…Mi pare la farsa del TAV hahaha

  10. MLB 31 ottobre 2018 at 13:26 -

    E’ inutile girarci intorno, c’è un divario troppo ampio tra le Top 5 e tutte le altre squadre, basta guardare la classifica dello scorso anno dove il 50% delle squadre hanno registrato un record sub 500 (San Marino sorprendente delusione). In linea di massima sarei d’accordo per l’allargamento delle squadre, ma più facile a dirsi che a fare, quindi realizzabile solo teoricamente poiché in pratica si va incontro a ostacoli che mettono un grosso freno. La qualità del campionato 2019 era già previdilmente bassa in partenza, immaginiamo cosa potrà essere con il ritiro di 2 società con esperienza nella categoria (Padova, Padule) e una al debutto (Imola), sperando che finisce qui. Se il divario tra le Top 5 (andrebbe rispescato almeno una big del passato) è già abbastanza evidente, elemento già previsto dalla FIBS tanto da formare due divisioni a metà campionato, la forbice si allargherebbe ancora di più con ulteriori ripescaggi. Il pubblico va rispettato, e se parte di esso è propenso al baseball di livello, il campionato va limitato, e qui dico purtroppo, a chi è in grado di offrire uno spettacolo degno del termine. Potranno partecipare le società in grado di giocare almeno 3 gare settimanali e formare un roster di livello con impianti conformi alle regole. Gli altri campionati devono limitare il numero di atleti non AFI, fungere da franchigie per le società maggiori e dediti alla formazione di giocatori per il futuro.

  11. Giulio 31 ottobre 2018 at 15:00 -

    Per il sig Nino Villa, anche da parte mia nessuna polemica. Qui non si tratta di vincere un titolo e di non poter usufruire per i parametri imposti dalla Serie A1. Qui piuttosto, se non ho capito male, si tratta di vincere un titolo e poi ripartire dalla serie C perchè non si hanno più nemmeno i soldi per rifare la serie A2. Ma io non ce l’ho con la società Imola. Ci sono anche altri casi simili. La mia domanda è se mi consente, vale la pena fare una squadra senza praticamente avere giocatori del proprio vivaio e poi, finiti i soldi, non avere più nemmeno la forza per fare una squadra da metà classifica in serie A2? Non era forse meglio rinunciare a qualche straniero/oriundo e coltivare qualcosa in casa, piuttosto che ora dover ricorrere a giocatori che come scritto nell’articolo hanno smesso di giocare anni fa? Che il Presidente Poli abbia voluto togliersi delle soddisfazioni e farle vivere anche ad altri, tanto di cappello. Ma non crede che evitando di vivere alla giornata e programmando il futuro un pochino meglio, ora forse si potrebbe fare un campionato più tranquillo, magari con i giovani del vivaio?

  12. Nino Villa 31 ottobre 2018 at 18:23 -

    Rispondo al sig. Giulio per quel che penso da tifoso neppure tesserato per la società per la quale ho fatto da A.S. per pura passione : mi ha fatto piacere stare vicino ai Redskins in questi anni segnati da molti play off, un titolo e la riconferma ai vertici. Con questi risultati non si può dire che il presidente Poli abbia vissuto alla giornata. Nella squadra c’erano quattro giocatori del vivaio, Davide Poli, Federico Cortini, Luca Freddi e Luis Sosa e fino a due anni fa anche Manuel Minardi, senza dimenticare Alex Bassani che viene dalle giovanili Redskins, più qualche atleta chiamato nel dug out in diverse occasioni. Ci sono presidenti che vogliono un ritorno economico, altri a cui basta veder coronare un buon risultato dopo ventisei anni di impegno anche finanziario non da poco. Poi, il problema del baseball italiano non è che i Redskins non fanno la serie A1, ripartono dalle serie C, fanno tornare in campo giocatori che se ne erano allontanati e curano il vivaio giovanile. Chiudo qui con un saluto.

  13. simone pillisio 31 ottobre 2018 at 18:35 -

    Grande Presidente Mauro Poli …..!!!
    Lei non ha rovinato nulla , anzi …..
    grande Presidente Poli.

  14. Giulio 1 novembre 2018 at 09:24 -

    Mi è consentito pensare che se una squadra arriva fino alla massima serie o quasi, e poi tutto d’un tratto finisce i soldi e non è più in grado di fare praticamemte nessun campionato perché non ha nemmeno 9 giocatori, forse qualcosa di meglio poteva essere fatto? Io ripeto, non ce l’ho con Imola. A Padova, grande presidente, ha regalato grandi soddisfazioni al baseball della città. E ora? Parlo dal punto di vista tecnico. Cosa è rimasto? A Paternò? Cosa è rimasto.
    Rimanendo in zona per esempio io apprezzo molto quello che ha fatto Godo. Che un giorno è ripartita dal proprio vivaio lavorando sul campo e senza fare il passo più lungo della gamba, è tornata al top. Se domani finissero i soldi, la squadra l’avrebbero ancora. La stessa cosa posso dire di Torino.

  15. Jim 2 novembre 2018 at 13:32 -

    Sig.Giulio ogni squadra ha il proprio settore giovanile e quindi puo’ ripartire quando vuole.
    Il problema è dare un seguito al progetto che si è intrapreso,mi spiego,se fai un campionato di A2 di vertice da un po’ di anni,come es Imola,poi per due anni di fila Vinci quel campionato,come Imola, arriva l’anno che hai il diritto di salire e alla fine non salì.
    Che senso ha aver costruito per un Po di anni una squadra di vertice,vincendo anche quella categoria e poi rinunciare a seguire quella crescita..?? Non capisco.
    Lo capirei solamente se sono finiti i soldi e non mi sembra affatto il caso dellimola.

    Come allo stesso modo non capisco sta fibs che se rinunci alla promozione DEVI ripartire dalla C…ma come si fa,con i tempi che corrono,con le sponsorizzazioni che non ci sono o saltano facilmente a porre sta regola che distrugge completamente una società…ridicoli.

  16. Jim 2 novembre 2018 at 13:40 -

    Il problema Giulio è che se il Godo rinunciasse,per mancanza di soldi(e potrebbe accadere molto facilmente a molte squadre,con i tempi che corrono) sarebbe ripartito dalla C,cosa per me assurda…solo sti fenomeni della fibs non lo vedono.
    Il godo già aveva rinunciato un Po di anni fa a proseguire il suo campionato di A1…mica è ripartito dalla C..