Annuncio del Presidente Marcon a BaseballManiaLIVE. Provvedimento salutare per il movimento e ripristino delle condizioni di pari opportunità

Pubblicato il Gen 27 2017 - 2:22pm by Ezio Cardea

La dichiarata intenzione del Presidente Marcon, espressa durante la trasmissione BaseballManiaLIVE mercoledì sera (sabato e domenica dalle ore 21,00 andranno in onda le repliche della trasmissione su Social Web Radio), di ripristinare promozioni e retrocessioni tra i due primi campionati non solo è salutare per il movimento ma è anche doverosa per tornare al rispetto dell’Art. 1.8 dello Statuto che recita:

La F.I.B.S. organizza e disciplina lo svolgimento dell’attività sportiva e ne garantisce la pratica da parte di chiunque, in condizioni di parità e pari opportunità in armonia con l’ordinamento sportivo nazionale e internazionale.

Le condizioni di “parità e di pari opportunità” sono state disattese a discapito delle società di A Federale quando, col varo dell’IBL, ad esse è stato tolto il diritto di avanzamento per merito sportivo (vincita del campionato): da allora le società di A Federale possono entrare in IBL solo grazie a sponsorizzazioni idonee a rinnovare il parco giocatori e previo vaglio delle società già in IBL.  C’è anche da annotare che il vaglio delle società di IBL è una vera anomalia in quanto, a dispetto della sua denominazione, l’IBL non è una “lega” e pertanto non ha nemmeno quell’autonomia che le vere leghe hanno, sia pure nei termini consentiti dall’appartenenza ad una federazione.

Le Società di A Federale sono ingiustamente penalizzate perché  possono solo vincere un titolo che non da diritto a niente, nemmeno alla partecipazione alle Coppe europee. Nessun diritto, quindi e nessuna  soddisfazione tranne quella di … perdere i loro migliori giocatori che giustamente inseguono le aspirazioni di ogni   atleta promettente, ovvero di giocare in prima serie!

Il predetto principio di parità e pari opportunità stabilito dallo Statuto è stato calpestato anche dall’altra decisione che ha totalmente enucleato l’IBL dagli altri campionati:  il privilegio concesso alle società di IBL,  non esteso  alle società delle altre Serie, di non retrocedere.

A giustificazione dei suddetti provvedimenti fortemente discriminanti è stata tirata in ballo una duplice esigenza: da una parte quella di porre fine alle disastrose avventure di molti Club neopromossi non all’altezza di affrontare il nuovo impegno;  dall’altra, quella di consentire alle società di IBL di “sperimentare” e far crescere i “prospetti” senza correre il rischio di retrocedere.

In realtà si tratta di ragionamenti sbagliati sia dal punto di vista logico che tecnico.

Il fenomeno dei suddetti default si è accentuato man mano che il baseball “cresceva” ed era in  grado di attirare risorse sempre maggiori: infatti si sono avvicinate al baseball tante  aziende, molte di importanza nazionale.

E’ evidente che la capacità di attrazione dei Club variava a seconda della Serie di appartenenza e, ovviamente, sono stati avvantaggiati  quelli di Prima Serie che, grazie alle maggiori risorse, hanno potuto accaparrarsi i migliori giocatori italiani e attingere atleti dall’estero, in particolare nel mondo d’oltre oceano,   alzando il livello di gioco in modo irraggiungibile nemmeno dalla più forte compagine del campionato cadetto.

Da quel momento, ciò che era un normale avvicendamento tra le prime società della serie cadetta e le ultime del massimo campionato, ha cominciato ad essere un grosso problema per entrambe: le prime, per adeguarsi al nuovo livello tecnico dovevano smantellare il loro organico di giocatori e ingaggiare atleti più dotati (normalmente “pagati”) quindi più costosi; le seconde, uscendo dal cono di luce che attirava gli sponsor, finivano per perdere gli abbinamenti e, non potendo più trattenere gli atleti, si trovavano a dover rinunciare persino al campionato cadetto, e spesso a dover ricominciare dall’ultima serie.

Il gap tecnico tra le due prime serie aveva già di fatto creato quella situazione di impraticabilità di interscambio: il provvedimento adottato con l’avvio di IBL ha solo “formalizzato” quello stato di cose che, al contrario,  richiedeva un rimedio. Che non c’è stato.

Anche l’idea di mettere al riparo dalla retrocessione le società di prima serie per consentire loro di far crescere i “prospetti” era semplicemente ingenua: quale sponsor, dopo aver messo a disposizione cifre di una certa entità, avrebbe accettato di vedere in panchina i “fuoriclasse” per sperimentare i giovani e finire in fondo alla classifica o comunque perdere la possibilità di entrare nei play off e ad altre conseguenti soddisfazioni in ambito europeo? Ammesso che vi sia uno sponsor paziente e capace di tollerare un anno “buco”, certamente non può essere così folle da spendere per tre o magari quatto anni cifre per un totale sicuramente superiore al milione di euro, senza agguantare un successo o addirittura per vedere la squadra costantemente umiliata ed ultima in classifica per tutta la stagione!  Novara, sia quella della prima edizione che quella targata Pillisio, docet: il  Novara prima edizione, dopo i costanti insuccessi si è autoretrocessa; il “Patron” del rigenerato Club novarese, dopo la solenne “scottatura” della scorsa stagione, nonostante l’esistenza del paracadute della non retrocessione, mica ha aspettato di far crescere i suoi prospetti: si è dato ad una vivace attività di mercato che richiede un portafoglio un po’ più pieno di quando si va a far la spesa al mercatino rionale!  Lo stesso Pillisio ha recentemente dichiarato (v. l’intervista di Giovanni Colantuono del 15/1 per conto di Baseballmania)  che non gli è piaciuto vincere la scorsa stagione solo due partite!

L’assurdità di una situazione così “bloccante” e deleteria per tutto il movimento è stata percepita da Fraccari finalmente solo nel 2014 quando durante gli Stati Federali tenutisi a Tirrenia ha affermato:

Oggi si è interrotta la filiera fra le società di vertice e il territorio: si sta purtroppo sterilizzando il campionato di vertice, isolandolo dal resto del movimento”.

constatando con enorme ritardo tale fenomeno, ma  non rendendosi conto di aver lui stesso contribuito ad ingigantirlo e a renderlo irreversibile con le novità da lui introdotte con l’IBL:  franchigie, sub-campionato di queste ultime, abolizione di promozioni e retrocessioni,  etc., tutte iniziative tese a potenziare la prima divisione e separarla definitivamente dal resto del movimento.

Ma è ancor più strabiliante è il fatto che Fraccari abbia visto penalizzato solo il “campionato di vertice”: abituato a vedere solo quello, Fraccari non si è reso conto dei danni ancor peggiori subiti dal resto del movimento. Infatti in quattro anni, e cioè da poco dopo il varo di IBL fino ai  richiamati Stati Generali di Tirrenia,  ben 40 società  hanno chiuso i battenti con una media di 10 società sparite all’anno. Quel che è peggio è che Fraccari, avendo notato che l’interruzione della “filiera” è stata dannosa, nulla ha fatto per porvi rimedio: il risultato è che nei due anni successivi altre 53 società sono sparite alzando la media delle sparizioni da 10 ad oltre 25 per anno! Per non parlare di altri pesanti danni subiti dal movimento quali la perdita di importanti e storici stadi: per una Federazione perdere gli stadi è come per un giocatore perdere il suo guantone!

Sebbene Fraccari consideri l’interruzione della “filiera” responsabile della sterilizzazione del solo massimo campionato, in realtà ne ha patito soprattutto l’intero movimento. Ed è quindi più che sensato, da parte di Marcon, pensare al ripristino di quella filiera, non solo per ottemperare al richiamato articolo 1.8 dello Statuto, ma soprattutto per il bene di tutto il movimento.

Ovviamente per ripristinare promozioni/retrocessioni tra i due primi campionati senza che si ripetano gli inconvenienti di un tempo, è necessario eliminare il gap tecnico tra le due serie. Altrettanto ovviamente, questo gap non si eliminerà per grazia divina,  e nemmeno dicendo che il prossimo anno si faranno salire le prime due classificate di A Federale: se queste non avranno la possibilità di attrezzarsi per l’IBL come faranno?  Faranno da materasso per tutta la stagione con “manifeste” all’ordine del giorno abbattendo pesantemente la qualità dell’intero massimo campionato?

No. E’ necessario dare al massimo campionato una impostazione tale da consentire il superamento di quel gap in modo naturale e senza forzature. La soluzione c’è e l’ho già esposta varie volte sottolineando che non comporta abbattimento di livello di gioco e soprattutto non da luogo a alle disastrose disfatte degli anni passati.

Questa volta non la ripeto ma mi metto a disposizione dello staff del Presidente Marcon se riterrà opportuno interpellarmi.

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Ezio Cardea

Nato a Milano il 9/12/1936, ha svolto attività come giocatore e come tecnico dal 1948 al 1980 partecipando ai campionati di prima serie dal ’55 al ’72, quasi sempre in società milanesi. Abbandonato il campo per impegni di lavoro, ha continuato a collaborare saltuariamente con società milanesi in supporto alle squadre giovanili e all'attività presso le scuole. A contato col baseball praticamente dal dopoguerra ai nostri giorni, ne conosce la sua evoluzione e ne ha evidenziato fin dal 1980 le criticità: prima fra tutte, a suo avviso, quella creatasi a causa della tendenza delle varie amministrazioni federali a potenziare il livello del campionato di punta fino a creare una frattura col resto del movimento, frattura insormontabile se non con l’'ingaggio di una forte percentuale di atleti d’oltre oceano.

5 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Luke 28 gennaio 2017 at 14:37 -

    Forse il Presidente non sa o non ricorda che negli ultimi anni di esistenza della Serie A1 molte squadre che vincevano il campionato di serie A rifiutavano di salire oppure nel migliore dei casi retrocedevano l’anno successo e nel peggiore invece si ritrovavano debiti fino al collo.

  2. alby66 28 gennaio 2017 at 15:34 -

    caro luke parole sante ma da dove arriva questo personaggio?? dalla luna???fermatelo potrebbe essere pericoloso…tutti gli ex arbitri sono pericolosi….meditate gente meditate…..

  3. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 28 gennaio 2017 at 16:21 -

    Infatti, Luke, ho sottolineato la necessità di eliminare il gap tecnico (e anche economico) tra i due massimi campionati. Il sistema che suggerisco è fattibile immediatamente, e si sarebbe potuto fare già da quest’anno senza nulla perdere quanto a livello tecnico e qualità di gioco.
    Con la velocità di decrescita del movimento (53 società perse negli ultimi due anni!), non si sarebbe dovuto perdere tempo con un altro campionato che agli effetti di cui sopra non è per nulla utile.
    Il prossimo campionato non sarà utile nemmeno in fatto di recupero di pubblico perché la nuova impostazione mette in vantaggio le squadre più forti fin dall’inizio della vera regular season attenuandone di molto l’interesse.
    Probabilmente vi sarà un numero minore di “manifeste” per il fatto che gli incontri settimanali saranno due e, sempre per questa riduzione di partite, il pubblico si concentrerà dando la sensazione di un maggior afflusso, il che, tutto sommato è un bene. Ma sarebbe un errore attribuire a quella sensazione valore di indice positivo.

  4. maurizio 29 gennaio 2017 at 07:24 -

    ….vorrei portare il mio modesto parere nell’ambito della discussione.
    quoto in pieno il concetto di luKe, ed il parere di Cardera.
    Il problema è che per equilibrare il gap tra la due attuali categorie è l’attuale IBL che deve adeguarsi al livello della A1 o AF. (rinunciando a giocatori di più alto livello) e naturalmente alla perdita di quei quattro gatti che oggi assistono alle gare, per cosa? per conservare il potere di quei personaggi che oggi piangono perché non hanno più sussidi Federali , Comunali e o benefici fiscali da ” sponsorizzazioni” Oggi una società sportiva deve essere una AZIENDA deve fare ricerca di mercato, deve avere utili, altrimenti senza quello su citato, Muore. Oggi gli amatori che mettono mano al loro portafoglio si contano su una mano, è facile fare il Dirigente con i soldi degli altri. Pertanto ( mi fermo qui nell’esprimere il mio parere) oggi è meglio avere 10 tem tra AF e IBL con vertici dirigenziali piramidali per quattro o 5 anni, che continuare con persone che detengono il potere ma non avendo la forza economica di gestirlo, cercano regole o regolucce per tirare avanti.

  5. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 29 gennaio 2017 at 11:10 -

    In mancanza di altre strategie, l’unica possibilità per abbattere il gap tecnico (ed economico) tra le prime due Serie, è quella indicata da Maurizio che mi pare alluda alla limitazione dell’uso dei giocatori stranieri.

    Ma siamo sicuri che sia la strada giusta e che non ci sia una alternativa?

    Tale restrizione comporta senz’altro l’abbassamento del livello tecnico delle società attualmente dotate di maggiori risorse economiche, ma queste maggiori risorse si riverserebbero sul mercato interno: certamente il gap verrebbe ridimensionato, ma non in termini tali da rendere accettabili le differenze tra i due massimi campionati e nemmeno, a mio parere, all’interno della stessa IBL tra le compagini più forti e le altre, soprattutto quelle che si aggiungerebbero per arrivare ad avere un campionato a 10 squadre.

    Ma l’alternativa c’è e consente di superare totalmente quel gap senza rinunciare né al livello tecnico raggiunto né alla qualità del massimo campionato.