Analizziamo caratteristiche e “numeri” delle due squadre che in questo fine settimana (venerdì 16 agosto e sabato 17) daranno vita alle prime due gare delle Italian Baseball Series. Per lo scudetto 2019. Si comincia allo stadio Falchi di Bologna. Ore 20,30. Martedì la serie proseguirà sul diamante sammarinese di Serravalle

Pubblicato il Ago 14 2019 - 1:21pm by Maurizio Roveri

Vaglio e Pulzetti

Era stata una sfida d’inizio stagione.

Sarà la sfida che chiude la stagione. L’ultima. Quella più importante, quella decisiva. Quella che vale lo scudetto.

Bologna contro San Marino. Appassionante serie. Imprevedibile, anche. Da vivere intensamente, inning dopo inning. A cominciare da questo fine settimana, venerdì e sabato (ore 20,30). Allo  stadio “Gianni Falchi” di Bologna. Dove la gente ha ancora negli occhi e nel cuore una pazzesca “gara5” di semifinale fra brividi e tensione emotiva, fra tenebre e luce, eccitazione e dramma, dove il baseball è sport capace di buttarti addosso il thrilling di un improvviso colpo di scena e del più repentino e sconcertante ribaltamento della situazione.

L’orgoglio figlio della sofferenza – che ha permesso alla Fortitudo Bologna di vincere 5-4 una partita che la vedeva indietro 0-4, concludendo nello “spareggio” la rimonta (tre successi consecutivi, dopo le due sconfitte iniziali – sarà la forza che sosterrà il gruppo di manager Lele Frignani anche nelle nuove durissime battaglie delle Italian Baseball Series.

San Marino ha dovuto spendere meno energie. Sapendo chiudere la pratica-City in quattro gare. Un segnale forte del grande controllo raggiunto dalla squadra gestita da Mario Chiarini. Gli uomini  della Repubblica del Titano, nella loro serie di semifinale vinta 3-1, hanno concesso un batting average di appena 241 ad una formazione di temibili battitori come quella nettunese. Che aveva chiuso la regular season con una media-battuta di 316.

 

Quattro mesi fa, in quel primo turno di campionato che mise immediatamente di fronte Bologna e San Marino, la Fortitudo UnipolSai ebbe la meglio al “Falchi” con il punteggio di 3-1. Era il 20 aprile. Pitcher vincente Raul Rivero. Contro Carlos Quevedo, che quella sera conobbe un primo inning difficile facendosi sorprendere dall’avvio intenso di Ferrini, Marval, Vaglio.

La sera successiva, al “Serravalle Field” della Repubblica del Titano, il team bolognese si impose in una partita ancor più stretta (5-4).

Nel girone di ritorno della regular season, sul diamante di Bologna, nuovamente una gara sul filo dell’equilibrio. Fortitudo vittoriosa per 3-2. Era il 14 giugno. Murillo Gouvea il lanciatore vincente. Ma a San Marino – il giorno dopo – il primo grande urlo stagionale dei Titani contro l’UnipolSai, appena diventata campione d’Europa. Un perentorio 11-7, che mostrò un San Marino che aveva cominciato a cambiare pelle. Un San Marino che, mese dopo mese, afferrava ritmo e sicurezza.

 

Il “San Marino Republic” – questa la scritta che appare dal 2019 sulle nuove bellissime casacche – è un gruppo che è andato progressivamente acquistando equilibrio, organizzazione di gioco, solidità difensiva.

Non possiede il notevole potenziale della Fortitudo UnipolSai campione d’Europa, tuttavia con la difesa e il monte di lancio la squadra di Chiarini ha saputo limitare la pericolosità del cast di battitori del Nettuno City. Guadagnandosi così il pass per le Italian Series. Il Club di baseball della più antica Repubblica del mondo torna a disputare una finale-scudetto a distanza di due anni. C’era anche nel 2017, quando venne battuta in tre gare dai “cugini” del mare: i Pirati di Rimini. Era il Rimini di Ricardo Hernandez e José Rosario (affidabili pitcher), di Carlos Infante, Freddy Noguera, Nicola Garbella, Federico Celli (da quest’anno salito sul Titano), Riccardo Bertagnon, Wuillians Vasquez, Lorenzo Di Fabio (come Celli, da quest’anno giocatore del San Marino), Lino Zappone.

L’ultimo scudetto sammarinese è targato 2013. Completando una straordinaria tripletta, dopo aver conquistato il titolo di campione d’Italia anche nel 2011 e nel 2012. Erano gli anni di giocatori forti, competitivi, di personalità come il trascinante Tiago Da Silva, come Darwin Cubilan, Carlos Duran, Jairo Ramos, Laidel Chapelli, Francesco Imperiali, Wuillians Vasquez, e quel Simone Albanese che ancora adesso veste la casacca (rinnovata, in uno stile molto “racing”) del San Marino.

 

Bologna ha tecnicamente qualcosa in più. Oltre al vantaggio del fattore-campo (per aver vinto la regular season, che già permetterà alla formazione di Lele Frignani di difendere il suo titolo nell’edizione 2020 della European Champions Cup).

Però… però la sensazione è che la Fortitudo attuale non abbia la brillantezza di quei magici “cinque giorni” d’inizio giugno quando affrontò la European Champions Cup al top della condizione fisica e mentale. C’era davvero un’atmosfera speciale, quella settimana. In semifinale contro Rotterdam davanti a 2500 spettatori e nella finalissima contro Amsterdam, in un “Falchi” da 3000 persone sulle tribune, Perakslis, Rivero, Marval, Vaglio, Fuzzi, Polonius, Leonora e compagni riuscirono ad esprimere il meglio della loro espressione tecnica.

 

Ora la Fortitudo UnipolSai viene da una serie di semifinale – in campionato – durissima, faticosa, sofferta. E’ finita al tappeto due volte in apertura della serie, e sul proprio campo, dove non perdeva da una vita. Soprattutto quel 3-10 di gara1 è stato sconcertante, e l’indisponibilità di Marval rendeva il tutto ancor più inquietante. Pareva che Parma avesse più energia, più carica, più vitalità.

Il gruppo di Bologna (che è campione d’Italia in carica) ha saputo rialzarsi. Negli occhi la voglia di ribellarsi. Con rabbia, con orgoglio.

Ha fatto la faccia dura, la formazione di Frignani. Ha ritrovato la mazza di Marval. Ed è andata in trasferta a pareggiare clamorosamente la serie con due successi a Parma.

Pur perdendo per infortunio Ericsson Leonora (peraltro ottimamente rimpiazzato da Lorenzo Dobboletta) la Fortitudo aveva soffocato l’entusiasmo dei parmigiani, riuscendo a portare il ParmaClima a gara5. Ma… ancora una maledetta partenza (e ancora al Falchi) aveva ricacciato Bologna nelle tenebre. Sul punteggio di 4-0 per Parma, sembrava stavolta impensabile il recupero. Anche perchè Parma aveva il suo magnifico cubano Casanova sul monte, che dominava, che concedeva il minimo. E gli inning passavano, e all’UnipolSai restava sempre meno tempo.

Poi…

Riviviamolo quel finale mozzafiato dove il destino d’una partita e d’una stagione si è di colpo ribaltato.

Sul punteggio di 4-1 per la banda di Gianguido Poma, la Fortitudo s’è trovata a 6 out dall’eliminazione e dall’abdicare.

Ottavo attacco dei bolognesi. Quello della grande ribellione, dopo sette inning di frustrazione. Comincia Leo Ferrini raggiungendo la prima base su errore difensivo del ParmaClima (Mercuri) e successivamente sfruttando un lancio pazzo per avanzare in seconda base. Casanova, già oltre i cento lanci nel braccio, appare in affanno. Affronta Osman Marval. La dritta gli rimane un po’ alta. Il ruggito dello slugger venezuelano è tempestoso. Nella sera delle stelle cadenti (era il 10 di agosto) la pallina colpita prepotentemente dalla mazza di Osman si alza, vola, vola, oltre lo sguardo della gente, oltre gli alberi e va a perdersi chissà dove…

Fuoricampo da 2 punti. I pur coraggiosi ragazzi del Parma Clima impallidiscono. Una partita ch’era già vinta, viene riaperta. Bologna è “solo” a 1 punto di ritardo. Brividi.

Casanova viene tenuto sul monte. C’è Alessandro Vaglio nel box di battuta. Il capitano non tradisce mai. Trova il tempo e lo spazio per confezionare un singolo e poi Paz lo porta in seconda. Ma ci sono due out. E Casanova può limitare i danni. Invece… no. Non va così, perchè Alessandro Grimaudo – il giocatore più in forma attualmente della Fortitudo – batte un singolo importantissimo. Che spinge a punto Vaglio. 4 a 4. Aggancio. Il “Falchi” diventa una bolgia. Esce di scena Casanova. Sale sul monte Habeck, al quale Francesco Fuzzi (altro preziosissimo giocatore italiano dell’UnipolSai) dà il benvenuto. Con la battuta valida che mette le ali a Grimaudo e lo fa volare – con un largo sorriso sul volto – verso casabase. A firmare il punto del sorpasso, della vittoria, della finale.

Così Bologna è entrata nella Italian Baseball Series (la quinta volta negli ultimi sei anni). Dimostrando una resistenza mentale che Parma non ha avuto.

 

I NUMERI DELLE FINALISTE – Il baseball è sport che ti riempie di numeri, di stats. Sono informazioni preziose e spesso non mentono.

E allora vediamoli, i “numeri” della Fortitudo UnipolSai e del San Marino Republic in questa stagione. Fino ad ora, vigilia delle finali per il titolo.

Team Batting: Bologna ha fatto registrare una media-battuta di 295 in regular season (primo posto). E 272 nella serie di semifinale contro Parma. Confermando il primo posto. Pur non avendo avuto Marval in gara1 e avendo perso Leonora nel corso di gara3. San Marino ha battuto 276 in regular season e 255 nei playoff contro il Nettuno City.

Team Pitching: per Bologna 3.13 di ERA in regular season (primo posto) e 3.40 in semifinale (la migliore tra le quattro semifinaliste). San Marino ha avuto un 3.14 di ERA in regular season che praticamente equivale al rendimento della Fortitudo, e 4.00 nella serie di semifinale. In questa voce statistica (peraltro molto importante perchè riguarda il monte di lancio) le due squadre sono molto vicine.

Team Fielding: Bologna molto bene in regular season con una percentuale difensiva di 983, ma… molto male nell’impatto con i playoff dove il rendimento difensivo della Fortitudo è sceso a 961. La peggiore percentuale delle quattro semifinaliste. San Marino 970 in regular season, alzando considerevolmente la qualità della sua difesa in semifinale e portandola ad un notevole 986. La percentuale più alta in assoluto.

 

In sintesi. La Fortitudo UnipolSai si fa preferire in attacco (però bisogna verificare se potrà recuperare Ericsson Leonora, un battitore che può fare la differenza). Il monte di lancio mostra valori abbastanza simili e allora molto dipenderà dalla gestione delle rotazioni. San Marino ha per pitchers partenti Carlos Quevedo nella gara degli stranieri e Alessandro Maestri in gara2 (anche se nell’ultima partita manager Chiarini ha proposto un René Mazzocchi molto brillante come “partente” e un Maestri magistrale da rilievo). Bologna possiede una coppia straordinaria di stranieri per gara1: il “lanciafiamme” Raul Rivero re dello strikeout e Stephen Perakslis“Il Magnifico”, re del controllo e specialista nel lavorare sui fili. I quattro lanciatori italiani (Bassani, Scotti, Pizziconi, Crepaldi) sono tutti dei Nazionali, però potrebbe non essere semplice per manager Frignani, per il pitching coach Radaelli e per Betto scegliere a chi affidare (in gara2 e nell’eventuale gara4) la partenza. La logica suggerirebbe Bassani, ma l’imolese venne travolto al Serravalle Field di San Marino il 15 giugno quando gli uomini di Chiarini si imposero 11-7 (e Bassani uscì dopo 3 inning e dopo aver concesso 7 punti). Chiaro che se Bassani sabato sarà al meglio della condizione fisica, la palla verrà messa in mano a lui. Seppure le cose migliori le ha fatte da rilievo lungo, come ad esempio nel girone d’andata della regular season. Proprio a San Marino. Era il 19 aprile. Quando Alessandro Maestri terminava la sua ottima prestazione (6 inning, 7 strikeout, 3 basi-ball, 3 valide, 2 punti) e il suo rilievo Tommaso Cherubini ebbe un impatto doloroso, sull’altra sponda entrava in scena Alex Bassani ad alzare la qualità del “monte” bolognese con 4.1 inning, 4 strikeout, 1 bb, 3 valide e nessun punto concesso. E la Fortitudo vinceva in rimonta. 5 a 4. Toh, lo stesso punteggio con il quale – in una gara ben più importante – ha sconfitto ed eliminato il Parma Clima in gara5 di semifinale sabato scorso.

 

Ancora numeri. Quelli individuali di media-battuta. Con riferimento alle semifinali. Il recuperato Osman Marval, cleanup di Bologna, ha giocato 4 partite (su 5) di semifinale viaggiando con un average di 500 (8 battute valide su 16 presenze nel box).

Al secondo posto un altro giocatore della Fortitudo UnipolSai, Alessandro Grimaudo, average di 444 (8 su 18).

Terzo posto con 400 di media-battuta per Oscar Angelo (Nettuno City) e per Edgar Rondon, utility comunitario del San Marino.

Nella classifica dei migliori battitori delle serie di semifinale troviamo, poi, Giovanni Garbella (Nettuno City ) 385, Ricardo Paolini (Parma) 381, Andy Vasquez (Nettuno City) 375, John Polonius (Bologna) 333, Mattia Reginato (San Marino) 333, Stefano Desimoni (Parma) 333, Alessandro Vaglio (Bologna) 313, Mattia Mercurio (Parma) 300,José Flores (San Marino) 294, Peppe Mazzanti (Nettuno City) 286, Ericsson Leonora (Bologna) 286, Koutsoyanopoulos (Parma) 278, Alex Romero (San Marino) 250, Simone Albanese (San Marino) 250, Leonardo Zileri (Parma) 238, Federico Giordani (San Marino) 222.

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Maurizio Roveri

Giornalista professionista, nato il 26 novembre 1949 a Bentivoglio in provincia di Bologna. Ha iniziato la sua brillante carriera giornalistica come redattore di Stadio nel 1974 per passare poco dopo al Corriere dello Sport-Stadio, dove è rimasto fino al gennaio del 2004. E’ iscritto all’Albo dei giornalisti professionisti dal luglio del 1977. Al Corriere dello Sport è stato responsabile del basket e del pugilato nella redazione di Bologna. Capo rubrica per il Corriere dello Sport-Stadio del baseball, sport seguito fin dal 1969 come collaboratore di Stadio. Molte le sue esperienze da inviato a cominciare dai campionati mondiali di baseball del 1972 in Nicaragua, del 1988 in Italia, del 1990 in Canada, del 1998 in Italia, nonché alle Universiadi di Torino del 1970 e ai campionati Europei del 1971, del 1987, del 1989, del 1991, del 1999. Collaboratore del quotidiano “Il Domani di Bologna” per baseball, pugilato, pallavolo dal 2004 al 2007. Creatore del sito internet specializzato sul baseball Doubleplay.it e collaboratore dei siti Baseballitalia.it, Baseball.it e BoxRingWeb.it. Entra con l’inizio del 2012 nel gruppo editoriale di InLiberaUscita, ricoprendo la posizione di opinion leader e di redattore da Bologna. Nel marzo del 2012 è cofondatore del sito specializzato BaseballMania.it di cui oggi è coordinatore giornalistico.

1 Commento Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Daitarn 14 agosto 2019 at 23:24 -

    D’accordo con te Maurizio.Vorrei comunque dire che il loro lineup puo’ sempre contare su gente come Romero,Flores e Reginato che possono cacciarla in qualsiasi momento,senza dimenticare Giordani e Celli che in ogni caso devi giocarteli con precauzione.