Taglio di due inning? Vero masochismo!

Pubblicato il Lug 23 2020 - 12:11pm by Ezio Cardea

Foto di Diana Egidi

Come osservato nel precedente articolo “Gli strani scherzi della vita!” http://www.baseballmania.eu/notizie/news/gli-strani-scherzi-della-vita/, anche questa settimana i risultati degli incontri confermano le realistiche  previsioni di un mini campionato interessante: due dei tre più quotati Club del campionato, RSM e Parmaclima,  si sono affrontati in gare avvincenti (mi affido alla cronaca sul sito Fibs), come pure  Godo e Collecchio che tecnicamente si equivalgono e quindi, sempre secondo quanto si legge sul sito federale, hanno offerto uno spettacolo godibile persino nell’incontro vinto dal Godo con largo margine; infine le gare tra Macerata e UnipolSai fanno parte di quei 54 incontri che indicavo non certo come il meglio che si possa vedere, il cui unico interesse è costituito, come evidenzia l’autore della cronaca, dal festival di valide e punti. Nel caso in questione, ovviamente dell’UnipolSai.

 

Tutto sembra procedere come era facilmente prevedibile, insomma, e la qualcosa ci rassicura sul fatto che il presente campionato possa nel complesso essere un buon campionato.

 

Ne sarei felice se non temessi certe aberranti deduzioni …

 

Il rischio è che il campionato in corso non sarà più riconosciuto come un adattamento cui si è giunti forzatamente per colpa del “coronavirus”, ma come merito di chi lo ha voluto. Peggio ancora: ci sarà sicuramente chi attribuirà le ragioni del buon esito di questa edizione al taglio di due inning e spingerà per rendere “definitivo” questo provvedimento quale panacea di ogni male del nostro baseball!

 

Di quest’argomento si è parlato molto in questi ultimi tempi e si sono espressi in modo favorevole a tale mutilazione anche personaggi noti,  persino chi ha un trascorso da tecnico!

 

A costoro desidero fare subito presente che quella decurtazione è del tutto inutile per le partite sbilanciate, le quali si concludono  comunque alla settima ripresa per “manifesta”; in compenso il provvedimento in questione è fortemente negativo sotto molti aspetti in tutti gli altri incontri molto combattuti, che non sono pochi, come ad esempio quelli sotto elencati:

  • Godo – UnipolSai:               2 – 4
  • Collecchio – Parmaclima:   5 -7
  • RSM – Parmaclima:             3 – 0
  • Parmaclima – RSM:             1 – 4 (3 punti realizzati da RSM al 7°!)
  • Parmaclima – RSM:             3 – 2
  • Collecchio – Godo:              2 – 1
  • Godo – Collecchio:               1 – 2

nei quali la decurtazione ha solo tolto di mezzo inning di  grandissima emozione ed interesse nei quali sarebbe potuto succedere di tutto e di più!

 

Un vero masochismo!

 

Forse che qualche spettatore si sarebbe scocciato nel vedere due inning in più in quelle gare così combattute? Se qualcuno ha il coraggio di rispondere affermativamente vuol dire che non è un appassionato di baseball!

 

Con 2 inning in meno si è tagliato il baseball e non le negatività che, invece, permangono e riescono ad inquinare anche gli incontri interessanti.  Si taglino le perdite di tempo, gli esibizionismi, i lanci di ogni nuovo lanciatore sul monte a meno che la sostituzione sia imprevista a causa di infortunio, etc., ma non il baseball!

 

Mi auguro che coloro che hanno la responsabilità del movimento capiscano da questa esperienza che ogni eventuale positività non è dovuta per nulla ai 2 inning in meno, ma al ridotto numero dei protagonisti del torneo.

 

Nel contempo, tuttavia, si deve tener conto del fatto che è impensabile, quando il “coronavirus” sarà solo un brutto ricordo, restare con un massimo campionato a sole 6 squadre. E’ necessaria una nuova impostazione del torneo basata su un più ampio numero di partecipanti le cui prestazioni diventino non solo accettabili, ma addirittura interessanti: allo scopo necessita la selezione cui dedicare, come molte volte ho proposto, la prima e breve fase della regular season per consentire il proseguimento della stessa con le squadre raggruppate secondo il loro valore. Il successo di un torneo è la competizione a qualsiasi livello, presente e avvincente solo nella parità di valore dei contendenti; lo spettacolo è importante: senza la contesa è come assistere ad incontri come quelli tra Macerata ed UnipolSai nei quali  il “festival di valide e punti”  di una sola delle protagoniste, diventa spettacolo senza alcuna emotività.

 

Tale nuova impostazione è l’unica strada per non disperdere la massima qualità del nostro baseball, cosa al momento realizzabile, come mi pare stia avvenendo, con un numero di squadre non superiore a 6; ma è anche la strada per presentare nel contempo un campionato importante e di  ampio respiro che abbracci un territorio sempre più esteso  che apra, come già osservato nel precedente articolo,  orizzonti ed opportunità ad un notevole numero di società e a tantissimi atleti dei nostri vivai.

 

Solo così si può ragionevolmente sperare  che il movimento si risolleverà, i tifosi torneranno ad appassionarsi e a frequentare gli stadi …

 

Non certo per il taglio di due inning a partita!

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Ezio Cardea

Nato a Milano il 9/12/1936, ha svolto attività come giocatore e come tecnico dal 1948 al 1980 partecipando ai campionati di prima serie dal ’55 al ’72, quasi sempre in società milanesi. Abbandonato il campo per impegni di lavoro, ha continuato a collaborare saltuariamente con società milanesi in supporto alle squadre giovanili e all'attività presso le scuole. A contato col baseball praticamente dal dopoguerra ai nostri giorni, ne conosce la sua evoluzione e ne ha evidenziato fin dal 1980 le criticità: prima fra tutte, a suo avviso, quella creatasi a causa della tendenza delle varie amministrazioni federali a potenziare il livello del campionato di punta fino a creare una frattura col resto del movimento, frattura insormontabile se non con l’'ingaggio di una forte percentuale di atleti d’oltre oceano.

11 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. giuseppe bataloni 23 luglio 2020 at 15:21 -

    https://tht.fangraphs.com/seven-innings-seven-innings/………..scuole di pensiero diverse

  2. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 23 luglio 2020 at 17:55 -

    Scuole di pensiero?
    Ma andiamo, Pino Bataloni! La scuola di pensiero è una ed è quella che ha forgiato in oltre un secolo il baseball che appassiona milioni di persone in tutto il mondo.
    La seconda scuola di pensiero NON ESISTE per il semplice fatto che voler giocare 7 inning NON E’ UN PENSIERO: è una semplice NON VOGLIA di baseball che non ha alcuna giustificazione razionale se non nel fatto che il baseball piace in modo abbastanza … superficiale!

    Ma perché ti brucia tanto restare nel format, per nulla casuale, messo a punto da coloro che sono i padri di questo sport?
    Per quanti possano essere i link a tuo sostegno
    (anche in Italia trovi chi dice peste e corna del calcio) saranno sempre un milionesimo di quelli dei veri appassionati e VERI CONOSCITORI del baseball.

    Noi, difensori e appassionati del baseball vero non siamo così prepotenti da costringerti a vedere 9 inning: se te ne vai soddisfatto alla fine del settimo, magari col Parmaclima – RSM sul 3 a 2, o Collecchio – Godo sul 2 a 1, non ci offendiamo e, anzi, siamo contenti di vederti andar via felice.
    Noi saremo ancor più felici di restare a goderci le emozioni di altri 2 inning e forse anche i supplementari! Vorrei sapere quale appassionato di baseball se ne andrebbe via!

    Tu, invece, e chi la pensa come te, che siete in minoranza assoluta, volete imporre a noi, stragrande maggioranza, di andarcene a casa sempre alla settima ripresa!
    Almeno servisse a qualcosa questo taglio! Ma, come pare che anche questo scorcio di campionato stia dimostrando, non solo non serve a nulla, ma ci priva di inning entusiasmanti in tantissimi incontri: ne ho citati 7 e siamo solo alla seconda settimana!

  3. Massimo T. 23 luglio 2020 at 23:47 -

    La soluzione sarebbe 18 squadre e 18 inning a settimana? Adesso ci sono almeno 3 partite distinte a settimana che con buona volontà si potrebbero portare a 4 per poi andare nella seconda fase chiamata play off e giocare partite tradizionali da 9 inning.E’ solo un’idea!

  4. Stefano 24 luglio 2020 at 04:49 -

    Che quando lo spettacolo sia spettacolare tutti non vorremmo finisse mai, è ovvio. Tuttavia, su cento partite, quante meriterebbero di durare quattro, cinque, sei ore? All’opposto, una marea di incontri noiosi, laddove dal quinto al settimo accade nulla perché è all’ultimo che accade tutto, diventerebbero molto più interessanti se di 7 riprese, magari con lanciatori così così da 100 lanci che potrebbero riciclarsi buoni lanciatori da 70… E tutto questo senza contare che, piaccia o non piaccia, una partita da 7 riprese sia molto più televisiva di una da 9… Detto questo, ben vengano i cambi di campo di corsa, i turni in battuta senza che il battitore possa chiedere tempo e i cambi di lanciatori ‘al volo’. Infine… Prepartita di due ore; gara1 di 3 ore abbondanti; pausa di due ore; gara2 di altre 3 ore se va bene… Sinché giochi in casa, ti limiti a fare giornata, ma se devi pure cuccarti 5 orette di pullman per la trasferta… In uno sport di dilettanti, che magari lavorano pure… Mah! PS: Qualcuno si ricorda di quanta gente seguiva la pallavolo quando c’era il cambiopalla? E proviamoci convinti, dai…..

  5. Gilberto polacchi 24 luglio 2020 at 11:25 -

    Certamente allargare il campionato è una prerogativa assoluta, ma il gap con le squadre più deboli si amplifichera ancor di più. Le sette riprese diventeranno regolamentari dal anno prossimo nei campionati mondiali u21 e u23 e sperimentale forse nelle minor leagle, quindi
    Non vedo il motivo per non farlo anche qui in Italia. Per il gap tra le società è una questione solo economica, il godo, collecchio e il macerata giocano con giocatori locali o quasi e due stranieri gli altri hanno degli sponsor più forti che consentono le società più blasonate di acquistare più stranieri o giocatori italiani più forti. Nota positiva sono le tre partite settimanali in cui i lanciatori possono essere usati bene per tutta la settimana

  6. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 24 luglio 2020 at 14:06 -

    Massimo, non vedo perché bisogna “smontare” qualcosa di collaudato e che ha funzionato egregiamente facendo crescere il movimento.

    La mia proposta di allargamento non è tesa a “migliorare” il gioco ma a recuperare quella notorietà di cui il baseball usufruiva quando, pur essendo concentrato nelle grandi città, era diffuso in tutta Italia dai quotidiani a tiratura nazionale e dalle reti nazionali Rai/Tv che trasmetteva risultati e classifiche durante stagioni molto più lunghe delle attuali.
    Questa circostanza è stata determinante perché il baseball facesse il salto dal mecenatismo e dalle tasche di pochi soci, ad impostazioni più professionali grazie agli “sponsor” anche di grande importanza che tutti ricordiamo con nostalgia.

    Perché costoro si sono allontanati tutti ad eccezione di UnipolSai, che permane per le ragioni che ho tante volte evidenziato? Perché lo hanno fatto nonostante il baseball fosse cresciuto? Lo hanno fatto perché non gradivano più i 9 inning?

    Sarebbe pazzesco sostenere una balla del genere! Lo hanno fatto perché incredibilmente i grandi media hanno relegato il baseball in spazi indegni, di pochi cmq, nelle ultime pagine o c’è qualcuno disposto a sostenere che lo hanno fatto perché non gradivano più i 9 inning?

    E’ follia pensarlo.

    Fatto sta che per recuperare gli sponsor è necessario riguadagnare la portata mediatica persa per l’incomprensibile voltafaccia dei grandi media (avvenuto proprio quando il baseball aveva raggiunto l’assoluta supremazia in Europa sia a livello di Nazionale che di Club) attraverso i media locali. Se non si riesce ad uscire dalla ristrettissima area (poco più ampia dell’Emilia/Romagna) in cui il baseball è stato relegato da politiche sbagliate, non usciremo dalla crisi la quale, anzi, continuerà a mietere vittime.

    Allargando l’area più mediatica, quella costituita dal massimo campionato, parte della visibilità persa per il tradimento dei grandi media, viene recuperata dai media locali sempre pronti a seguire con grande attenzione qualsiasi sport che si affacci nella prima serie nazionale.

    Solo in questo modo potremo riguadagnare gli sponsor che saranno sempre più importanti man mano che si allargherà l’area di svolgimento della prima serie.

    Stiamo ancora a perdere tempo sui 7 o 9 inning assolutamente ininfluenti su quello che è il problema più importante, costituito dal reperimento delle risorse?

  7. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 24 luglio 2020 at 14:18 -

    Il gap tecnico tra le squadre aumenta aumentandone il numero, cosa che del resto anche Lei, signor Polacchi, ritiene necessaria.
    Ma proprio per questo il mio progetto (http://www.baseballmania.eu/notizie/serie-a1/momento-delicato-per-la http://www.baseballmania.eu/notizie/serie-a1/il-campionato-di-massim)
    prevede una prima breve fase di “qualificazione”: per raggruppare le squadre in nuovi gironi omogenei nei quali il gap si abbassa notevolmente garantendo un seguito di stagione nel migliore dei modi.

    I campionati degli “under” sono un’altra cosa e vi è anche una più che sacrosanta ragione (spesso ignorata da alcuni cosiddetti “tecnici” che insegnano a lanciare la “curva” a bambini di 10 o 11 anni!): soprattutto quella di preservare le braccia di atleti ancora troppo giovani.
    Come pure sembra ragionevole, negli “under 12”, limitare sia la durata degli inning (al 4° punto se non interviene il 3° out), sia della partita che viene fatta terminare ad un orario prefissato qualunque sia il numero degli inning giocati.

    Le ragioni sono ovvie e non sto a dirle, ma quel che voglio mettere in evidenza è che una cosa è parlare degli “under”, un’altra parlare dei “senior” in uno sport che ormai può considerarsi adulto dopo ben oltre settant’anni di attvità!

    Il mio progetto (spero Lei abbia avuto la pazienza di leggere gli articoli di cui ai link sopra indicati) ha proprio come obiettivo quello di consentire alle società come Godo, Collecchio e Macerata, di confrontarsi con squadre di livello superiore (tali solo grazie ai soldi!) facendo fare una grossa esperienza ai loro giocatori senza essere essere umiliati per tutta la stagione, giacché è prevista la prosecuzione della regular season con squadre raggruppate secondo il loro livello. Oltre al vantaggio appena indicato e ai tanti elencati nei miei articoli, le società meno “attrezzate” (di stranieri!) militando in prima serie hanno maggiori opportunità di trovare sponsor più importanti e … un domani far vera concorrenza alle cosiddette “grandi”.

    Che non sia questo il vero motivo per cui proprio quei club frenano ogni allargamento?

  8. massimo giannetti 24 luglio 2020 at 15:27 -

    Ogni tentativo di innovazione puo’ sembrare all’inizio qualcosa di improponibile e di incerto, nessuno potra’ dire tra qualche anno se l’ innovazione dei 7 innings potra’portare qualcosa di buono o no se non si sperimentera’ mai niente mai sapremo come si potra’ migliorare tutto cio’che da anni rema contro il nostro amato baseball. Detto cio’ secondo me ( vecchio tifoso nettunese ) potrei dire che se sul piatto della bilancia mettiamo tutto cio’ che non va’oggi e tutto cio’ che potremmo avere di benefici tra qualche anno sono certo che i benefici saranno di gran lunga superiori a quello che dice il ns presente. Gioco piu’ spettacolare perche’ si tentera’ da subito di giocare aggressivi subito dal primo inning, durata gara due ore circa, quindi piu’ gente allo stadio, sul monte vedremo solo veri lanciatori, se andra’ piu’ gente allo stadio anche gli sponsor saranno piu’ attratti ad avvicinarsi al baseball,una squadra mediocre ccon due lanciatori di livello potra’ tener testa ad una big fino alla fine quindi niente piu’ gare da tanto a poco, forse si perdera’ piu’ come strategia nella rotazione dei lanciatori ma quello che si potra’ guadagnare e’ proprio TANTO signori puristi….

  9. Massimo T. 24 luglio 2020 at 19:40 -

    I puristi Inglesi hanno recentemente introdotto nel cricket disciplina con 600 anni di storia partite da 1 inning da 120 lanci calcolando che i veri test fra nazioni full members durano la bellezza di 5 giorni in mezzo ci sono altre partite dal limite dei 300 lanci, a tuttora non mi risulta che i puristi inglesi si siano tagliati le vene solo qualche birra in più dalla rabbia, dimenticavo la parola inning è stata presa in prestito dal cricket. Dimenticavo che i giocatori si adattano facilmente ai 3 format completamente diversi!

  10. Riccardo Ciolfi 24 luglio 2020 at 19:54 -

    Sentir parlare di tempi televisivi in Italia mi fa sorridere….
    Ricordo che siamo noi a pagare le televisioni e non viceversa. Rendere appetibile un prodotto che appetibile non è sul nostro mercato é utopia.
    P.s. anche la Fifa ha avuto regole diverse dalle varie federazioni, quindi anche se la WBSC sceglie i 7 inning faccia pure. Non é rilevante nel nostro contesto.
    Aggiungo che chi sostiene che il problema sia la durata dimostra una scarsa frequentazione degli impianti, molto spesso in condizioni indegne.

  11. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 24 luglio 2020 at 21:57 -

    Signor Giannetti, il taglio di due inning non è una innovazione perché di fatto esiste fin dall’avvio di IBL, ovvero da una dozzina di anni: la “ manifesta”, che purtroppo aveva la sua ragion d’essere perché in ogni campionato almeno una quindicina e forse più di partite prive di ogni attrattiva hanno cessato di annoiare al 7 inning.
    Non sono stato a perdere il tempo a contare quante sono state ad oggi le partite che hanno fatto quella fine, ma suppongo che non siano meno di 100!
    E’ forse migliorato qualcosa con la “manifesta”? No, ma se viene adottata la sciagurata decisione di tagliare tutte le partite al 7° inning, non solo non miglioriamo la situazione, ma stronchiamo anche le partite interessanti.

    Quindi le somme possiamo già tirarle: mi sembra … puro masochismo!

    Mi creda, caro Giannetti, quello che i promotori del taglio chiamano esperimento sanno benissimo che l’esperimento, come ho dimostrato, c’è già. Quindi non si tratta di “esperimento” ma di “primo passo” per introdurre qualcosa cui sono interessati proprio coloro che lo propongono.
    I quali, oltrettutto, non vogliono proprio assolutamente saperne di innovazioni, tant’é che dall’inizio di IBL ad oggi hanno fatto in modo che il campionato rimanesse com’era. Salvo due casi.
    Il primo è del 2012, quando Fraccari intendeva fare un campionato a 12 con due gironi di 6 squadre e regular season in doppia fase (in sostanza, il mio progetto in dimensioni ridotte): venne boicottato (Guilizzoni per protesta a tale boicottaggio ritirò la sua squadra da IBL!) e ne segui un campionato ad 8 squadre divise in due gironi da 4! Ridicolaggine abbandonata l’anno successivo. Ha vinto lo status quo voluto da … Lascio alla vostra immaginazione.
    Il secondo è del 2017 quando si è sperimentato un campionato a due fasi a scapito delle squadre più deboli che sono partite nella seconda fase col carico delle sconfitte della prima fase!
    Marcon ha tentato nuovamente di allargare, ma la violenta protesta, quasi un ammutinamento, delle 7 sorelle ha bloccato tutto e siamo tuttora in stallo mentre le società crollano una dopo l’altra!
    Ma di tutto questo disastroso andazzo non accuso coloro che hanno tenacemente bloccato ogni riforma: accuso la dirigenza federale perché la guida del movimento spetta ad essa e non ai suoi gestiti.

    Gli accadimenti descritti ci insegnano che se malauguratamente dovesse essere deliberata la decurtazione dei due inning anche per i futuri campionati di A1, vuol dire che la cosa ha il “gradimento” di chi da chi di fatto governa il movimento: di conseguenza, tenendo sempre presente gli accadimenti descritti, possiamo escludere che l’obiettivo sia l’interesse generale del movimento!

    Quanto alle altre Sue riflessioni, mi domando se Lei ha mai giocato e se è stato manager. Secondo Lei un manager fa dormire la squadra per tutta la partita per renderla aggressiva al 9° inning? Secondo Lei un manager rischia “giochi spremuti” per agguantare 1 punto alla prima ripresa per perdere 3 a 1 mentre se avesse dato un altro indirizzo al gioco avrebbe realizzato al primo inning 3 o 4 punti mettendosi in posizione di privilegio? Potrei continuare all’infinito …
    Spingendo al massimo le Sue considerazione si può dire che tanto vale fare le partite di 1 solo inning: così tutto è concentrato lì e quindi tutto è più spettacolare da subito!
    Lei, molto fiducioso, aggiunge:“durata gara due ore circa, quindi piu’ gente allo stadio…” Benché Lei si dichiari “tifoso”, temo che non lo sia: un vero tifoso non è mai sazio di baseball del proprio sport!
    Quanto alla gente, è sotto gli occhi di tutti che il pubblico è sparito nonostante che con IBL e l’abuso di giocatori d’oltre oceano il livello di gioco si sia alzato. Quindi la Sua teoria si basa su una presunzione sbagliata.
    Al pubblico interessa la “competizione” e questa si ha solo quando le squadre sono della stessa forza o quasi, cosa che in IBL non è mai stato, anzi, è sempre cresciuto il divario tra le più forti e le più deboli con conseguente perdita di interesse per un campionato dall’esito sempre più scontato fin dalle prime partite.

    Io ho suggerito come ovviare a questo handicap nei link indicati in un mio precedente intervento.