La Fibs ha solo annunciato il “ChangeUp”, la federazione francese l’ha applicato. Nel 2019 nella Division 1 ci saranno 12 squadre!

Pubblicato il Gen 4 2019 - 1:11pm by Ezio Cardea

Massimo Moretti, che cura assieme a Massimo Di Cesare la pagina facebook di Casabase, ha postato il sito della società francese di baseball di prima serie, la Rouen  http://www.rouenbaseball76.com/infos-generales/la-division-1-se-, nel quale si annuncia che il prossimo campionato della massima divisione francese passerà da 8 a 12 squadre divise in 2 gironi da 6.  Ecco l’annuncio:

 

La division 1 passe de huit à douze équipes, réparties deux poules. Les trois premières équipes de chaque poule seront qualifiées pour les play offs. Pas de demi finales, les deux premiers des play offs se retrouveront en août dans une série finale en cinq matchs.  Attention, les résultats des  matchs de saison régulière entre équipes qualifiées en play off seront comptabilisées. En clair, si Rouen et Montpellier se retrouvent en play offs, les deux équipes ne s’affrontent pas à nouveau mais on retient leurs résultats en saison régulière.

LES POULES  Les poules ont été composées en fonction du classement 2018.

Poule A

ROUEN HUSKIES (1) – MONTPELLIER BARRACUDAS (4) – SAVIGNY LIONS (5) – STADE TOULOUSAIN TIGERS (8) – CLERMONT ARVERNES (9) – VALENCIENES VIPERES (12)

Poule B

MONTIGNY COUGARS (2) – SENART TEMPLIERS (3) – LA ROCHELLE BOUCANIERS (6) – PARIS (7) – NICE CAVIGAL (10) – METZ COMETZ (12)


Detto sito non riporta alcun commento al riguardo. Impossibile non fare un paragone con quanto sta vivendo il nostro movimento.   Ho quindi curiosato sul sito ufficiale della Federazione francese, ma  nemmeno lì ho trovato traccia delle discussioni che invece, come noto, si sono scatenate violentissime da noi a seguito dell’analogo tentativo di ampliamento che la nostra Federazione intendeva realizzare.

Eppure, non credo che in Francia  una simile riforma non sia stata oggetto di riflessioni:  evidentemente, se discussioni ci sono state, queste sono avvenute in forma riservata e suppongo che non vi siano state intemperanze verso l’organo federale con esternazioni e prese di posizione a livello di vera e propria insubordinazione, come verificatosi da noi. La Federazione francese ha ritenuto utile perseguire una politica espansiva e l’ha messa in atto. Viene spontaneo chiedersi come avrebbe reagito se si fosse trovata a fronteggiare una protesta  plateale come quella del famoso “proclama” del settembre del 2017  firmato dalle ex società di IBL, o come quella delle recenti esternazioni di alti dirigenti di alcuni tra i maggiori Club di prima serie:  dubito che simili atteggiamenti sarebbero stati tollerati.

Il risultato è che il baseball francese sta mostrandosi più concreto del nostro nella ricerca di una strada che lo porti a crescere, mentre  noi da oltre un decennio siamo paralizzati da una politica non condotta dalla Federazione, ma da alcune Società che continuano con ostinazione a condizionare e addirittura a piegare alla loro ottica di Club la volontà federale. Ma una federazione deve avere una visione più complessiva, che tenga conto di tutto il movimento e non solo di una élite sempre più sparuta di società.

La motivazione che ha spinto la FFBS ad  aumentare il numero delle società partecipanti al massimo campionato non può risiedere in altro se non nella volontà di allargare l’area di gioco del campionato di punta,  quello più seguito dai “media” e quindi più idoneo a svolgere la funzione propagandistica senza la quale il movimento non può espandersi.

Non credo che la Francia disponga di 12 Club dello stesso livello tecnico; dubito che tutte e 12 le società abbiano i campi dotati di illuminazione! Evidentemente i dirigenti di quella federazione sono disposti a sopportare l’handicap del dislivello tecnico delle società, privilegiando la funzione propagandistica su tutto, anche sui campi illuminati che, invece, sono totem intoccabili da “noblesse oblige” per il decadente baseball italiano!

Sicché la Francia ha seguito la stessa politica già in atto con successo nella Federazione di Baseball tedesca che, come ho segnalato nell’articolo del 16 marzo 2018 , http://www.baseballmania.eu/notizie/news/baseball-tedesco-in-continua-crescita-e-nazionale-figlia-di-una-bundesliga-a-16-squadre/, ha impostato un campionato a 16 squadre divise in due gironi, Bundesliga Nord e Bundesliga Sud, col quale copre tutto il territorio nazionale.

Garda caso, in entrambi i Paesi il baseball è in espansione con conseguente crescita tecnica,  a differenza del nostro baseball che si ostina a cercare la “qualità”, altro totem fasullo che,  in realtà, è un semplice pretesto …

Credo proprio di condividere un’amara considerazione fatta dal grande Franco Ludovisi, esattamente lui, il personaggio indotto nella Hall of Fame del  baseball italiano, in un  commento al mio recente articolo Il Gattopardo http://www.baseballmania.eu/notizie/news/il-gattopardo/:

 

“Il problema è dei grandi Club che non sanno neppure loro, non solo la Fibs, che cosa vogliono realmente”.

 

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Ezio Cardea

Nato a Milano il 9/12/1936, ha svolto attività come giocatore e come tecnico dal 1948 al 1980 partecipando ai campionati di prima serie dal ’55 al ’72, quasi sempre in società milanesi. Abbandonato il campo per impegni di lavoro, ha continuato a collaborare saltuariamente con società milanesi in supporto alle squadre giovanili e all'attività presso le scuole. A contato col baseball praticamente dal dopoguerra ai nostri giorni, ne conosce la sua evoluzione e ne ha evidenziato fin dal 1980 le criticità: prima fra tutte, a suo avviso, quella creatasi a causa della tendenza delle varie amministrazioni federali a potenziare il livello del campionato di punta fino a creare una frattura col resto del movimento, frattura insormontabile se non con l’'ingaggio di una forte percentuale di atleti d’oltre oceano.

51 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Sergio Fioretti 4 gennaio 2019 at 15:12 -

    Scusi io sono ignorante in materia ma per quello che leggo lei addossa tutte le responsabilità della mancata riforma nel baseball Italiano alle tre/quattro società d’elite, ora le domando se sa nei minimi dettagli qual è la proposta della federazione Francese? Sa se in Francia ci siano squadre che falliscono e il giorno dopo chiedono l’ammissione alla A1? Sa se in quel campionato ci sono squadre che costringono a giocare in certi giorni o ore o magari quanti atleti di scuola Francese devono entrare in campo? Così potrebbe fare un paragone con quello Italiano altrimenti no. Visto che conosciamo il progetto FIBS ( 12 qui dove le trovi ?!?! ) con squadre che un giorno danno la disponibilità e il giorno dopo la tolgono. Lei conclude con la grandissima frase ” Il problema è dei grandi Club che non sanno neppure loro, non solo la FIBS cosa vogliono realmente ” Io invece credo che tutti sappiano perfettamente cosa vogliono curare i propri investimenti

  2. francesco 4 gennaio 2019 at 15:18 -

    Egregio sig. Cardea seguo costatemente e con grande attenzione le Sue, dotte e pertinenti, osservazioni e nutro per Lei grande ammirazione e rispetto.
    Pur trovandomi spesso in accordo con quanto da Lei ritenuto, dissento sulla seguente circostanza: “noi da oltre un decennio siamo paralizzati da una politica non condotta dalla Federazione, ma da alcune Società che continuano con ostinazione a condizionare e addirittura a piegare alla loro ottica di Club la volontà federale”.
    Io penso che una (vera) Federazione che ambisca alla ricerca ed alla tutela del bene comune non possa e non debba farsi condizionare da nulla e nessuno; il problema è proprio questo: in precedenza si accettava (supinamente e pronamente) la volontà dei grandi club; adesso non si hanno la forza, la capacità e la personalità per contrastarla.

  3. Nespola 4 gennaio 2019 at 15:52 -

    Ci sono riusciti in Francia… In Italia no, facciamo ridere l Europa “anche” del baseball nostrano…

  4. marco 4 gennaio 2019 at 19:06 -

    Come non essere d’accordo con Sergio Fioretti…la colpa è sempre solo dei grandi club che…il resto lo sappiamo, cioè fatemi capire, in uno sport dove di soldi non ne girano le uniche società che ancora spendono senza nessun ritorno ma solo per la passione dei propri presidenti/sponsor sono i colpevoli? Ma davvero credete che portare la massima serie a un torneo di slow pitch sia la soluzione? Che così facendo magicamente arrivano sponsor, presidenti mecenati, e gente allo stadio? Non succederebbe nulla di tutto ciò perchè nel nostro paese ora gira solo il calcio e tutto il resto è ai margini .

  5. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 4 gennaio 2019 at 21:22 -

    Signor Fioretti, in pochi anni (dal 2010 al 2016 date degli ultimi due appuntameni elettorali), il movimento ha perso circa un quarto della sua dimensione. Terminata la gestione Fraccari siamo rimasti nella stessa situazione e quindi … si sono avuti altri default. Sembra quindi indiscutibile l’esigenza, sempre più pressante, di invertire la rotta.

    Non conosco le dimensioni del baseball francese, ma credo che il movimento italiano abbia dimensioni maggiori e ha dell’incredibile che dal 2013 si tenti senza successo di fare lo stesso passo fatto dalla FFBS per cercare di far uscire il baseball dallo strettissimo ambito Emilio/Romagnolo e ridargli quel respiro di sport nazionale che consentiva di reperire sponsor e quindi risorse indispensabili allo sviluppo.

    Secondo Lei la colpa è della triste vicenda di Nettuno, da Lei richiamata a sproposito e con mancanza di rispetto verso chi sta subendo le conseguenze di responsabilità antiche. Poi aggiunge che “certe società costringono a giocare in certe ore o giorni”: allude forse al fatto che alcune società non dispongono di campi illuminati o chiedono di giocare i doppi incontri in giornata per economizzare sulle spese di trasferta? Salvo che Lei dimostri il contrario, io sono convinto che in Francia siano ben pochi i campi illuminati e che non tutte le società abbiano gli stessi mezzi dei nostri più importanti club: cionondimeno, la Federazione francese evita di farsi paralizzare per accontentare i pochi club potenti, e se questi ultimi hanno mantenuto un comportamento rispettoso delle minori disponibilità delle altre società evitando di imporre orpelli paralizzanti, c’è da togliersi tanto di cappello di fronte alla loro sportività.
    Insomma Lei non attribuisce alcuna responsabilità a chi in Italia ha vistosamente osteggiato una riforma analoga, già tentata da Fraccari nel 2013: voglio ricordarLe che allora c’era la disponibilità delle società di A2 di arrivare a 12 e che tutto andò all’aria per l’opposizione delle società di IBL nonostante una di loro, Il Novara fosse favorevole e addirittura ne chiedeva l’attuazione come presupposto per la sua permanenza in IBL.
    Tornando ai due tentativi falliti della nuova dirigenza federale, Lei si deve rendere conto che alla fine delle ben note discussioni la federazione ha indicato una data entro cui dare l’adesiaone alla massima serie e questa adesione si sarebbe dovuta dare al buoio, ovvero senza sapere a quale tipo di campionato si sarebbe partecipato: si rende conto della aleatorietà di una adesione ad un campionato senza sapere se sarà a 12 a 10 o a 8 squadre? Ha idea della profonda differenza di un campionato a girone unico a 8 rispetto ad un campionato a 12 squadre con fase di qualificazione? Ha idea del clima poco sereno, anzi inquetante dovuto alle pesanti contestazioni ad opera dei Club più potenti? Il passo indietro di alcuni Club dimostra solo grande senso di responsabilità.

    La frase con cui concludo l’articolo non è mia ma di Franco Ludovisi, qualcuno ben più importante e autorevole di me.
    Lei invece conclude dicendo di credere “che tutti sappiano perfettamente cosa vogliono curare” i Grandi Club “i propri investimenti”. Francamente non capisco cosa Lei abbia inteso dire.

  6. Massimiliano 4 gennaio 2019 at 21:22 -

    Parlate giustamente di problemi di sponsor che condizionano le squadre e i campionati, allora Marcon dovrebbe spiegare la sua scellerata scelta di non ripescare il Nettuno di Fortini favorendo il Nettuno Baseball City che durante la stagione ha creato non pochi problemi al campionato proprio per mancanza di sponsor. Marcon sapeva benissimo che la cordata di imprenditori che stava dietro al Nettuno di Fortini è una cordata solida, al ritorno in A1 ha subito costruito una squadra da playoff formando un roster investendo molte migliaia di euro per gli svincoli di giocatori del giro della nazionale. Era la stessa cordata di imprenditori che ha fatto il favore al Nettuno baseball City di giocare gratis allo Steno Borghese nel 2018 salvando il campionato che stava per perdere una squadra senza soldi, salvando anche la faccia a Marcon stesso. Alla fine della storia Marcon che ha fatto? Ha fatto di tutto per consentire al Nettuno Baseball City di affiliarsi inventandosi un sub judice mai accaduto prima. Poche settimane dopo Marcon ha completato l’opera facendo fuori dal campionato chi un budget lo aveva e aveva anche una squadra di tutto rispetto. Tutto questo resta ad oggi inspiegabile con la realtà dei fatti che parla di un Nettuno Baseball City che ad oggi ancora non si capisce con che squadra giocherà il campionato e soprattutto in quale stadio.

  7. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 4 gennaio 2019 at 22:17 -

    Signor Francesco, La ringrazio della stima.

    Quanto al Suo diverso parese su chi dirige effettivamente la politica federale, potrei rammentare diverse annotazioni che peraltro ho ripetutamente scritto su Baseballmania.

    Fraccari, ritenuto da molti una persona molto determinata, si è rimangiato alcuni suoi iniziali intendimenti. Ne cito i due più importanti:
    – l’abbandono della “scorciatoia” degli stranieri, strada preferita dalle società con maggiori risorse finanziarie in grado di attingere, come abbiamo visto, a mani basse al mercato d’oltre oceano. Perché ha abbandonato quella idea a mio avviso giustissima se non per pressione di quelle società? O forse bisogna credere alla “pezza” messa da lui stesso quando, fallito quel suo proposito, ha affermato che ci si deve arrendere alla “globalizzazione”? Se non ricordo male fece questa ammissione a Milano in occasione della presentazione del campionato 2015 alla presenza di Malagò.
    – Allargamento della massima serie: ne ha parlato da sempre e quasi mi ero illuso che avesse colto i miei ripetuti suggerimenti sul sito Tuttobaseball quando era diretto da Giorgio Gandolfi e su Mybaseball di Angelo Introppi. Ha tenuto in serbo questa sua intenzione che evidentemente sapeva avrebbe trovato una forte resistenza da parte dei cosiddetti Grandi Club, fino a quando, forse a seguito dei diversi default ed il rischio di non riuscire più a comporre un campionato con un minimo di 8 squadre (ricorderete quante società sono entrate in IBL solo dietro insistenza federale), nel 2013 propose un allargameno a 12 squadre in due gironi con una regular season divisa in due fasi (progetto del tutto simile a quello più complesso, a 18 squadre, da me varie volte descritto anche su Baseballmania). L’esito fu quello che ho descritto nella mia risposta al Signor Fioretti, A Fraccari venne dato il contentino della doppia fase con due gironi di 4 squadre ciascuno: una cosa veramente ridicola. Fraccari non ha più osato riproporre il suo progetto.

    Veniamo a Marcon, anche lui arrivato alla guida federale con l’intenzione di allargare il massimo campionato e ripristinare le promozioni/retrocessioni: perché non è riuscito ad imporre quel progetto (a mio avviso, troppo modesto) che la Francia, il cui movimento baseballistico credo sia meno importante del nostro, pare abbia realizzato con estrema facilità? Perché forse, nonostante il tanto proclamato ChangeUp della campagna elettorale, in fondo non gli interessava granché? o forse ha ceduto di fronte alle ripetute fortissime prese di posizione dei cosiddetti Grandi Club?

    Difficile sostenere che in questo ultimo decennio le redini del movimento le abbia tenute la dirigenza federale.

    Sono invece in pieno accordo con Lei quando afferma che una vera Fedeazone deve tutelare il bene comune e non deve farsi condizionare da nessuno.

  8. Sergio Fioretti 5 gennaio 2019 at 00:36 -

    Se ho offeso qualcuno perchè ho citato la questione Nettuno chiedo scusa, non volevo mancare di certo di rispetto, ho solo parlato di qualcosa che è sulla bocca di tutti e se solo per avere detto questo vengo accusato di mancanza di rispetto? Sig. Ezio Cardea io capisco il suo punto di vista ma le volevo chiedere per quale motivo una squadra che ha un progetto ha un programma di investimenti rispettando le regole dovrebbe scendere di categoria, livellarsi al basso,e noi appassionati vedere partite che finiscono con punteggi roboanti tipo 18 a 1. Perchè parliamoci chiaro quello che lei sta chiedendo è l’abolizione della A1 ( ex IBL ) ma questo già c’è la A federale. Io invece credo che IBL dovrebbe essere il fiore all’occhiello del nostro baseball, meno squadre ma competitive (in altre nazioni dove il baseball è una cosa seria già lo fanno ) Come vede lei ha portato l’esempio della Francia io quello di Cuba e altri

  9. Nespola 5 gennaio 2019 at 09:09 -

    Signor Fioretti, mi scuso se mi intrometto nel discorso, massima stima per Marcon… Ma lei è contraddittorio! Non vuole vedere partite che finiscono 18 a 1 ma accetta di vedere il Nettuno City in A che lo scorso anno a fatto anche peggio del risultato sopracitato, io come ho scritto su un altro articolo di questo sito auspico che la federazione torni sui suoi passi o un accordo tra i 2 Nettuno… Speriamo bene

  10. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 5 gennaio 2019 at 10:34 -

    “Squadre che falliscono e il giorno dopo chiedono l’ammissione alla A1”. Signor Fioretti, invece di basarsi su ciò che è sulla bocca di tutti, mi permetto di consigliarle di badare ai fatti noti. I fatti, e non le chiacchiere, dicono che il fallimento risale a comportamenti non attribuibili agli attuali eredi o comunque a coloro che hanno cercato di evitare la caduta di una società tuttora simbolo del baseball italiano.
    Purtroppo quando il vecchio Nettuno è crollato, non dico che la Federazione avrebbe dovuto lanciargli un salvagente facendo qualcosa che lo Statuto non consente, ma non avrebbe nemmeno dovuto voltargli le spalle come ha fatto interloquendo con nuove realtà nettunesi, alzando le spallucce e liquidando una questione importante come una qualunque “bega di paese” una disputa importantissima: la contesa dello stadio Steno Borghese tra le nuove società e la vecchia Nettuno che stava per risorgere grazie a Patron Fortini. Quest’ultimo, lungi dall’aver ricevuto qualsiasi aiuto dalla Federazione peraltro impedita dal farlo – come già precisato – dalle norme statutarie, non ha ricevuto nemmeno il sostegno morale per il suo meritorio sacrificio nel cercare di far riprendere alla Società simbolo del baseball italiano, il prestigio di un tempo. E Fortini ci stava riuscendo, essendo riuscito a far entrare nella scorsa stagione il Nettuno nei Play Off della prima serie!
    Se la sua, signor Fioretti, non è mancanza di rispetto, è perlomeno superficialità, come superficiale è la sua visione del massimo campionato giustamente stigmatizzata dal commentatore Nespola.

  11. Sergio Fioretti 5 gennaio 2019 at 13:59 -

    Ma sig Cardea come ritorno a ripetere non era mia intenzione ne mancare di rispetto ne tantomeno essere superficiale, vengo spesso a Nettuno ed ho tanti amici in quella bellissima città, e mi spiace tantissimo vedere tutto quel ben di Dio che ha sempre offerto Nettuno nel mondo del baseball, in un passato non lontanissimo, essere perso. Le grandissime sfide allo Steno Borghese o con il Grosseto al Janella le ricordo molto bene e mancano.
    Al sig. Nespola dico che anch’io faccio il tifo per un solo Nettuno forte e che ritorni allo splendore che gli compete ma se legge bene il mio commento precedente non credo che sia contraddittorio, infatti io mi auguro una IBL con meno squadre ma competitive e sottolineo competitive, e mi creda io spero veramente che ha Nettuno si possa risolvere questa situazione

  12. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 5 gennaio 2019 at 16:40 -

    Signor Fioretti, Lei ripete lo stesso errore che ha ispirato il varo di IBL: un campionato “vetrina” che avrebbe fatto da locomotiva al movimento già in marcata flessione, ma che non ha fatto altro che accelerare quella flessione!

    Fraccari infatti varava l’IBL nel 2009 all’insegna degli “anni della svolta”, proprio nell’intento di rilanciare il movimento.
    Degli 8 Club partenti, almeno 6 potevano aspirare ad inserirsi nei play off: grazie alla crescente permissività federale in fatto di utilizzo di stranieri in funzione di un baseball “spettacolo”, il livello era decisamente alto. Ma il movimento ha continuato a flettersi e a perdere pezzi, ovvero società anche importanti non più in grado di sostenere l’onerosità di un simile campionato. Persino il pubblico ha mostrato di non essere interessato nonostante non mancassero incontri di grande livello e di grande spettacolo: le presenze agli stadi hanno avuto un vero tracollo.

    Morale, anche i maggiori sponsor hanno cominciato ad allontanarsi dal baseball perché non più interessati ad uno sport ormai abbandonato dai grandi media.
    A fronte delle tante grandi marche che sostenevano il nostro sport quando il massimo campionato abbracciava un’area molto più importante e molto più grande, l’unica vera grande azienda rimasta legata al baseball è l’UnipolSai. Gli altri Club hanno sostegni meno importanti o sono sostenuti dall’impegno personale dei “patron”. Ma anche questi, o per l’età o perché l’onere non è più sostenibile, stanno sparendo.

    Vogliamo ancora insistere su questa strada (meno squadre ma più competizione) che ci sta affossando?

    Forse è più intelligente allargare il campionato introducendo la fase di qualificazione: l’allargamento del massimo campionato consente di allargare l’area di svolgimento dell’unico torneo oggetto di attenzione mediatica e con questo si può sperare in un ritorno degli sponsor; la fase di qualificazione assorbe tutti gli scontri sbilanciati dovuti alla disparità di livello tecnico delle squadre, ma consente di avere una seconda fase altamente equilibrata con squadre raggruppate in base al loro valore. Pertanto, nella fase successiva alla qualificazione, il campionato offre quell’agonismo che tutti, non solo Lei, vogliamo vedere, ed una competizione ancora maggiore, perché limitata a 6 squadre, di quella che può offrire il prossimo torneo per l’ennesima volta a 8 squadre. Anche l’altro girone avrebbe il pregio di offrire incontri equilibrati per via dell’omogeneità dei valori delle squadre; all’equilibrio degli incontri si aggiunge il massimo agonismo per la duplice aspettativa delle squadre: le più forti per l’interesse ad entrare nel pool della Coppa Italia, e le altre per evitare i play out per la retrocessione.

    Ripeto: è preferibile rimanere eroicamente attaccati al vascello che sta affondando o forse è meglio, molto meglio, tentare una sortita che potrebbe finalmente rilanciare il movimento?

  13. Nespola 5 gennaio 2019 at 20:40 -

    Signor Cardea, condivido e sottoscrivo tutto quello che lei ha scritto compreso le virgole! Ma comincio ha pensare che non c’è piu sordo di chi non vuol sentire…il signor Fioretti da Grosseto (città che amo) non ha mancato di rispetto a nessuno, ma dovrebbe capire che l egemonia di Bologna Rimini San Marino (Parma un po meno) deve finire, un campionato giocato per il 90% in Emilia Romagna non ha senso di esistere, a mw piacerebbe vedere in seria A Nettuno (con i campioni che a sempre avuto) Grosseto (idem del Nettuno) Paternò Padova Ronchi Redipuglia, cosi potrei chiamarlo veramente CAMPIONATO DI BASEBALL ITALIANO!

  14. Sergio Fioretti 5 gennaio 2019 at 21:44 -

    Sig Ezio Cardea io capisco il suo punto di vista ma credo che per rilanciare il pianeta baseball serve un progetto a monte, cosa che negli ultimi anni è mancato, i grandi sponsor se ne sono andati per la poca visibilità che ha questo sport sui media, faccio un esempio stupido, ma guardiamo il rugby non credo che abbia un bacino di odiens superiore al baseball eppure dirette TV e tanto altro, se vado su youtube e digito ” campionato baseball Italiano ” trovo una marea di video degli anni 80 e 90, circa 30 anni dopo nel 2017 non c’è una sola immagine della semifinale e la finale si è vista solo grazie ad una TV come RSM che l’ha trasmessa. Secondo lei con queste premesse chi vuole che investa come sponsor nel baseball?

  15. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 6 gennaio 2019 at 00:48 -

    Signor Fioretti, il progetto che io sostengo e che la Federazione ha preso in considerazione in forma ridotta (e a mio avviso insufficiente) si fonda soprattutto sul recupero di quella visibilità, una volta alta, ma da diversi decenni quasi nulla.
    I grandi media hanno inspiegabilmente abbandonato quasi di colpo il baseball a partire dagli anni ’90 quando il nostro sport dominava in Europa a livello di Nazionale e anche a livello di Club che mietevano le Coppe Europee; inoltre gli stadi italiani registravano spesso migliaia di spettatori, per non parlare di Nettuno, Grosseto, Parma e Rimini che hanno spesso superato la cifra ragguardevole di 5/600 presenze!
    Il fenomeno dell’abbandono dei grandi media è poco spiegabile, ma è una realtà che ha causato il dileguarsi dal nostro mondo dei grandi sponsor. L’unica eccezione (fino a quando?) è costituita dalla UnipolSai.
    Sembra che i grandi media siano fortemente venali e la nostra Federazione non può permettersi certi oneri: fino a qualche tempo fa acquistava sui più noti quotidiani sportivi (credo col concorso degli sponsor ancora fedeli al baseball) una pagina per pubblicizzare l’avvio del campionato … ma ormai il baseball era relegato nella 50ma pagina in pochi cmq! Meno male che la Federazione ha smesso di gettare quei soldi.
    I media locali no, continuano a rendere un vero servizio pubblico di informazione dando il giusto risalto alle discipline sportive locali che danno lustro ai rispettivi Comuni. Da qui la necessita impellente di un forte allargamento della prima serie che è l’unico campionato preso in considerazione. Gli sponsor di medio calibro ci sono e l’Emilia/romagna lo dimostra. Ecco perché dobbiamo allargarci: più è larga l’area di svolgimento del massimo campionato, maggiore sarà il numero delle sponsorizzazioni e maggiori saranno le risorse che affluiranno al baseball.
    Solo cos’ si può supplire al vuoto mediatico prodotto dal tradimento inspiegabile dei grandi quotidiani sportivi e dalla TV nazionale che ci ha escluso dai notiziari sportivi.
    Se si vuole invertire la rotta, non c’è altra strada, ed invito tutti coloro che veramente hanno a cuore la sorte del baseball di unirsi nel sostenere questo passo che, tra l’altro, nella forma di allargamento che ho varie volte illustrato, non penalizza assolutamente la “qualità”: le ragioni le ho spiegate mille volte anche se qualcuno continua imperterrito nell’adombrare chissa quali disastrosi cali di livello. In più, l’allargamento che da una vita propongo a 18 squadre (che oltretutto per le ragioni che pure ho spiegato è più facilmente realizzabile di quello a 12), consente maggiormente di uscire la ristretta area di gioco attuale e aumenta in modo notevole il numero degli atleti italiani alla ribalta della prima serie. Ed altro ancora … come ho descritto nell’articolo del 28/11 u.s. “Dai sogni nel cassetto alla realtà”

    • MLB 7 gennaio 2019 at 10:15 -

      Sperare di ottenere migliori risultati ripetendo gli stessi errori è da stolti.

  16. Sergio Fioretti 6 gennaio 2019 at 12:15 -

    Sig. Nespola lei crede davvero che se si attuasse la riforma che sostenete l’egemonia delle squadre d’elite finirebbe? Se ci fosse sul mercato dei campioni, degli altri Mazzanti, Vaglio Mercuri Bassani ecc. ecc quali secondo lei quali squadre avrebbero possibilità di acquisto? Ma concordo con lei anch’io vorrei vedere Nettuno, Grosseto forte e competere per lo scudetto ma di questo non si può certo dare la colpa alle big

  17. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 6 gennaio 2019 at 13:49 -

    Certo, signor Fioretti: altrimenti per quale ragione c’è la fortissima opposizione di quelle squadre al progetto di allargamento?
    I vari Mazzanti, Vaglio e etc. non durano in eterno e prima o poi dovranno cedere il passo ad altri atleti (sempre più rari perché relegati in serie cadetta nella quale è difficile valutarne il vero valore) i quali sono facilmente accquisibili se giocano in serie A2. Ma se queste società passano in A1 il loro ingaggio diventa più difficile! Senza contare che più si allarga la serie, maggiori sono le possibilità che emergano nuovi club, proprio come già si è verificato in passato quando il baseball di prima serie era solo in Roma (Nettuno), Milano, Bologna e Torino: uscito da quelle città per merito di una dirigenza federale molto accorta, il baseball è letteralmente esploso a Parma, Rimini, Grosseto … e gli scudetti hanno finito di essere appannaggio di Nettuno, Roma e Milano!
    Le dice qualcosa tutto questo?

  18. Nespola 6 gennaio 2019 at 14:58 -

    Signor Fioretti, ribadisco che con un Nettuno ed un Grosseto all altezza delle Emiliane Romagnole, Alessandro Vaglio ci penserebbe bene ad andare via da Viterbo o forse andrebbe più vicino casa (Grosseto o Nettuno), Mazzanti idem, Grimaudo anche, Albanese, Reginato, Sambucci, Morellini,Imperiali, Bassani pure… Praticamente ho fatto quasi una squadra! Se al Nettuno sono state tarpate le ali, al Grosseto nessuno a dato un mano nel momento del bisogno, ecco che chi ha voglia di giocare e vincere va dove sopracitato!

  19. Jim 6 gennaio 2019 at 16:25 -

    Per Cardea bisogna giocare il massimo campionato con 18 squadre,2 gare settimanali nello stesso giorno,anche entrambe di giorno per chi non ha le luci(mattina e pomeriggio),massimo 2 stranieri in campo,playoff al meglio delle 3, finali scudetto al meglio delle 5,coppa Italia per chi non va ai playoff con 2 gare a settimana con finali al meglio delle 3, girone per retrocedere con 2 gare a settimana e playout al meglio delle 3.
    Lanciatori italiani obbligatori in una gara,position Players obbligatori nei ruoli chiave(Interbase,catcher).

    Tutto ciò porterebbe enorme interesse da parte dei giornali,da parte degli sponsor e da parte del pubblico.

    Chi ci crede…?? Solo lui e alcune delle società che già giocano questo torneo che si chiamano squadre di serie A2.

  20. armando paggetti 6 gennaio 2019 at 19:04 -

    Questa Federazione ha provato ad allargare, ma le società che avrebbero potuto(Macerata, Ronchi, Grosseto per esempio) non se la sono sentite di approfittare di questa opportunità, sono sempre del parere che una incentivazione sarebbe quella di abolire le denominazioni inutili SERIE A1 e A2 e di chiamarle col loro nome effettivo SERIE A e SERIE B. Avremo Quindi il solito campionato 8 con BOLOGNA e RIMINI un gradino sopra le altre, SAN MARINO proverà a riscattarsi della deludente stagione passata, Parma proverà a confermarla, ma tornerà Casanova? Nettuno vedremo come si presenterà: dove finiranno i giocatori della scomparsa Città di NETTUNO? C’è la faranno a finire il campionato? Le altre si contenderanno gli ultimi tre posti, a proposito quante squadre retrocederanno quante saranno promosse? Il campionato finirà a fine luglio i play off in agosto, ciò permetterà alla Federazione di concentrasi per il difficile obbiettivo di vincere l’Europeo e/o qualificarsi per le Olimpiadi. Poi arriverà il 2020 a mio modestissimo parere sarà per il ns movimento l’anno ZERO. Buon 2019 a tutti.

  21. Asteroide23 7 gennaio 2019 at 01:19 -

    Finalmente riesco a trovare un po di tempo, per esprimere un mio modestissimo parere, sulla vicenda allargamento della massima serie. Fin da quando la federazione ebbe questa astrusa idea, espressi il mio disappunto, era infatti ovvio che un movimento come quello del baseball italiano, con i numeri che tutti conosciamo, non avrebbe potuto esprimere un campionato di massima serie con più di 5 o 6 squadre, senza dover fare i conti con un abbassamento drastico del livello tecnico, con tutte le conseguenze che eventualmente ne sarebbero scaturite.
    Le rinunce di molte squadre promosse sentenziò il fallimento della politica federale in quanto a struttura dei campionati.
    Come se non bastasse, si eliminò la IBL, per tornare al meritocratico, quanto “pallonaro” metodo delle promozioni e delle retrocessioni. Questo metodo utilizzato nel “milionario” calcio e in quelli sport che hanno ancora due spicci da spendere, ovviamente non avrebbe mai potuto funzionare nel povero baseball, dove fare un campionato è una remissione certa, che si cerca di attenuare, con sinergie e sponsor.
    L’accoppiata, allargamento e promozioni e retrocessioni, ha portato alla paralisi del baseball italiano, in attesa della completa fine, se non si ritornerà al metodo dell’accesso libero ai campionati.
    L’opportunità per l’inversione di marcia, era stata data da Nettuno, con le richieste di ripescaggio di alcune squadre, ma la presunzione e l’orgoglio, non hanno permesso alla dirigenza di tornare sui propri errati passi.
    Peggio di questa dirigenza federale, ha fatto il movimento di Nettuno, quella che fino a una quindicina di anni fa era la città del baseball, ha infatti dimostrato quanto basso sia il livello culturale e sociale di questa città.
    Si è arrivati ad una guerra fratricida, atta a far fuori l’unica realtà sportiva ed economica, che poteva dare un nuovo inizio al baseball nettunese, che è quella del duo Fortini\Academy. E la cosa peggiore è che la manovra è stata orchestrata da vecchi volponi, media locali e con l’appoggio della federazione, che ha silurato il baseball di alto livello a Nettuno, per andare a cercare nuove sinergie politiche in ottica elezioni di riconferma (da personaggi di cui mai e poi mai ci si potrebbe fidare, caro Marcon lei non sa con chi ha a che fare hihihhi) e l’imbonimento dei media del settore, già pronti a massacrare tutto e tutti nel nome della “deroga”!
    Credo che siamo arrivati davvero a raschiare il fondo del barile,che pena!
    NOTA DELLA REDAZIONE
    Questo commento è stato moderato ed è stato necessario modificare anche il “nickname” dell’autore (abbiamo usato Asteroide23 che è stato usato dall’autore stesso nella mail). Ricordiamo che ci sono delle regole per l’utilizzo di questo forum e vanno rispettate, in particolare esigiamo che venga per prima cosa portato rispetto per chi legge e per chi scrive, rispettando principalmente le regole della buona educazione.

  22. Ermanno 7 gennaio 2019 at 19:03 -

    Quanti titoli europei ha vinto la Francia? Quante Coppe dei campioni? Il livello di gioco del campionato francese è modestissimo, l’interesse dei media praticamente nullo. Davvero vogliamo prendere la Francia come modello?

  23. Massimo T. 7 gennaio 2019 at 19:45 -

    La serie A di pallamano ha sperimentato allargamenti dal 2012 al 2018 con 3 gironi da 9 o 10 squadre in tutti questi anni i giornali non ne hanno mai parlato, quindi è solo una teoria, da questa stagione sono tornati al girone unico a 14!

  24. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 8 gennaio 2019 at 00:51 -

    Ci meravigliamo, come afferma qualche mente piena di scienza infusa, se siamo davvero arrivati a raschiare il fondo del barile: Che pena!

    Il bello, per non dire il comico, è che questa constatazione viene fatta proprio da uno che sostiene fin da quando la Federazione ebbe questa idea “astrusa” (secondo Treccani significa “difficile a intendersi per troppa sottigliezza”) dell’allargamento, che il campionato dovrebbe continuare esclusivamente con quelle sempre più poche società di élite! Cioè sostiene che bisogna continuare imperterriti ad andare a sbattere, come stiamo facendo da oltre 10 anni con i continui défault di società, con l’allontanamento degli sponsor più importanti (resiste solo l’UnipoSai, non so fino a quando), con la perdita di circa un quarto delle società affiliate …

    Complimenti, Asteroide, da quale distanza siderale sta scendendo sulla terra? Eppure si è reso conto della drammaticità della situazione perché l”ha dichiarato a fine del suo esaltante intervento! Però non si è accorto che non è colpa di quell’astruso allargamento (che poi è di una semplicità elementare, ma evidentemente … ) perché (diciamoglielo, perché l’Asteroide forse vagava lontanissimo dalla terra) l’allargamento NON E’ STATO FATTO ed è quindi del tutto incolpevole! Pertanto siamo arrivati a raschiare il fondo del barile a causa di quel voler restare aggrappati ad una IBL tuttora in vita.
    IBL tuttora in vita perché, a parte il cambiamento del nome … nessun cambiamento è stato apportato al campionato che continua a svolgersi esattamente come quando si chiamava IBL: niente promozioni, niente retrocessioni ma autoretrocessioni, ricerca di vittime sacrificali per raggiungere almeno 8 squadre …

    Coerentemente, astrale è il paragone tra il nostro baseball ed il calcio giacché Asteroide ritiene assurdo il ripristino nel baseball delle promozioni/retrocessioni per merito cosa che, secondo lui potrebbe permettersi il calcio “milionario”! Incredibile: Asteroide ritiene più giusto che il baseball, sempre più povero in canna senza più soldi e senza sponsor, dovrebbe continuare ad imporre la partecipazione al massimo campionato solo in virtù dei soldi che invece stanno dalla parte del calcio milionario! Eppure dovrebbe aver notato le disperate corse di Fraccari per recuperare qualche squadra in modo da non dover ridurre ulteriormente la sua creatura!
    Evidentemente l’Asteroide non comprende che una situazione simile se la può permettere solo un sport straricco, come il baseball USA, che soprattutto non ha più bisogno di espandersi, uno sport dove si pratica il baseball non solo per passione ma anche come mestiere per vivere, e pertanto c’è una marea di dirigenti che guadagnano profumatamente lavorando nelle leghe minori anche se sanno di dover stare lì tutta la vita perché la loro finalità non è avanzare con la squadra, ma ricavare tanti soldi dagli atleti prelevati dalla MLB.
    Il campionato “chiuso” se lo potrebbe permettere in Italia forse solo il Calcio. Non uno sport che vive di passione come il nostro baseball, perché la grande parte dei dirigenti delle società dalla A2 in giù non guadagnano ma spendono spesso di tasca loro per mantenere le società: se togli loro l’ambizione di arrivare in massima serie … Infatti dal 2010 al 2016 sono sparite oltre 90 società. E alla prossima scadenza elettorale, se le cose rimarranno come sono, speriamo di non avere un’altra brutta sorpresa.

    Ma Asteroide è terrorizzato non dal “drastico” declino del baseball ma dal “drastico” abbassamento del livello tecnico! Come dire che, se stai per cadere in un burrone, sei terrorizzato dal danno ai vestiti e non al corpo. Mah!

    In ogni caso il livello non potrebbe scendere oltre quello della Serie A2 (che quando serve, viene esaltata, purché quelle squadre restino nel loro brodo e si limitino a fornire di tanto in tanto qualche giocatore alle “elette”); inoltre, come indicato nel progetto federale SEMPLICISSIMO (non astruso), l’allargamento con la fase di qualificazione innalza il livello tecnico ed insieme quello agonistico nella seconda parte della regulare season, quando le società sono raggruppate in gironi omogenei il più forte dei quali raggrupperebbe le 6 più forti squadre del campionato.

    Siccome il ragionamento è semplice da capire, come giudicare chi continua imperterrito a dire certe cose? Possiamo crederlo in buona fede e solo mal informato?

    Quanto all’allusione ad un Marcon già in attività per accattivarsi le simpatie di coloro che in passato (Salsomaggiore 2012) si sono vantati di poter gestire una gran quantità di voti, mi permetterei di rammentare che nel 2012 quei voti erano già molto inferiori rispetto all’esito plebiscitario delle elezioni precedenti, e nel 2016 non sono stati sufficienti ad incoronare l’erede di Fraccari, Fochi: ormai la grandissima quantita delle società (dalla A2 in giù) che lottano per la loro sopravvivenza soprattutto grazie ai soldi dei dirigenti e dei sostenitori in cambio del puro niente, NE HANNO LE SCATOLE PIENE e hanno votato per il cambiamento.
    Ergo, se così fosse, dopo aver tradito chi lo ha votato per il proclamato ChangeUp tuttora latitante, Marcon farebbe nei loro confronti un secondo imperdonabile tradimento PER NULLA, perché nessuno di quel popolo sarebbe tanto grullo da rivotarlo!

    A Marcon non resta che una alternativa se vuole ancora sperare in una rielezione: deve riconquistare la fiducia di chi lo ha votato e deve farlo ormai con i fatti. Deve imporre l’ampliamento del massimo campionato perché questa è la cosa, non l’unica tra le tante, ma la più importante per ridare dignità ad un campionato che sta muorendo e per rinvigorire la passione di tutti quei dirigenti che finora sono stati condannati a semplicemente spendere per mantenere socieà senza speranza di accedere alla prima serie se non in virtù di qualche miracolosa eclatante sponsorizzazione. Ma se vuole riuscire in questo, deve operare un allargamento a 18 squadre perché (vedi il precedente mio articolo “Dai sogni nel cassetto alla realtà) con 12 non vengono risolti né il problema delle promozioni/retrocessioni per merito, né quello dell’allargamento dell’area di gioco, cosa essenziale per sperare di recuperare l’attenzione degli sponsor.

  25. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 8 gennaio 2019 at 11:22 -

    Torna Jim con la “sua” lettura del mio campionato.

    Purtroppo le sue costanti storpiature o fantasiose deduzioni (giocare il mattino) costituiscono il massimo della scorrettezza o della preoccupante incapacità di capire ciò che legge. Scelga lui.

    Ho mai scritto che l’allargamento avrebbe suscitato “enorme successo” dei giornali, degli sponsor e del pubblico?
    No. Ho scritto ben altro e abbastanza chiaramente: letture diverse e caricaturali sono scorrettezze inammissibili.

    Ho sempre detto che il baseball è stato abbandonato dai “grandi” media (in particolare i giornali a tiratura nazionale) e dai canali generalisti di RaiTv. Non dalla stampa locale. Non ci vuole una grande mente per capire che i media nazionali, portando la parola baseball su tutta Italia, hanno favorito la divulgazione del baseball consentendogli di uscire da Nettuno-Roma, Milano Bologna e Torino (lì era concentrato il massimo campionato) per conquistare nuovi centri in cui il nostro sport ha raggiunto altissimi livelli.
    I grandi media poi hanno abbandonato il baseball ed è per questa ragione che a Roma, Milano e Torino (cioè le piazze sedi dei grandi quotidiani sportivi a tiratura nazionale) il baseball è pressoché sparito.
    Il nostro sport è rimasto vivo dove la stampa locale, che non ha mai abbandonato il baseball, è seguita molto di più di quella “nazionale”.
    Il che fa supporre, come ho detto, che allargando l’area di gioco del massimo campionato, si acquisirebbe altra stampa locale: sicuramente non si riuscirebbe a pareggiare i conti con l’apporto propagandistico che dava la grande stampa, ma sicuramente sarebbe molto meglio del niente. Altra stampa locale a sostenere il baseball vorrebbe dire altre sponsorizzazioni di aziende locali, quindi altre risorse per il baseball.
    Il pubblico? Ho forse parlato di “enorme successo di pubblico? No. Ma sicuramente in qualsiasi città arrivi lo sport di prima serie, se quello stesso sport era seguito da 100 persone in serie cadetta, sicuramente ne avrà di più in massima serie. Se le Autorità comunali sono tiepide con uno sport secondario nelle serie inferiori, altra attenzione riserverebbero alla disciplina sportiva che dà lustro alla città partecipando al massimo campionato.

    Ho fatto queste precisazioni non per Jim (tempo perso, di fronte alla malafede), ma per evidenziare la sua scorrettezza a chi segue il blog con serietà ed interviene in modo opportuno e utile, affinché diffidi sempre delle affermazioni di tale Jim, verso il quale la Redazione credo sia già intervenuta in passato e forse lo ha già censurato sotto altro nikname.

    Che squallore!

  26. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 8 gennaio 2019 at 12:18 -

    Signor Ermanno, cosa c’entrano i titoli della Francia e il livello di gioco del suo campionato? E’ notorio che
    il livello francese è inferiore al nostro, ma la causa non è certo imputabile a qualcosa che ancora deve essere attuata: l’allargamento del massimo campionato. Semmai la situazione è attribuibile al fatto che finora ha avuto un campionato di punta di dimensione più modesta.

    L’argomento di cui stiamo parlando è incentrato su cosa si debba fare per migliorare: non so se la federazione francese, oltre al naturale intento di migliorare ed espandere il baseball e guadagnare in visibilità, abbia anche il problema che sta vivendo il nostro baseball, ovvero quello di contrastare il forte calo del movimento. Quello che è certo è che la federazione francese, al contrario di noi che continuiamo a restare nella stessa situazione che ci sta portando sempre più in basso, ha preso un provvedimento.

    Lei, Ermanno, ha già visto nel futuro francese e ci sconsiglia di imitare la sua iniziativa?

    Io aspetterei qualche anno prima di fare certe deduzioni. Tanto più che ho rammentato ciò che sta avvenendo in Germania, dove il baseball è di livello decisamente inferiore al nostro: la Germania da qualche anno ha impostato il massimo campionato su 16 squadre in due gironi che consentono di portare il baseball migliore su tutto il territorio tedesco. Il risultato, salvo diverso e attendibile parere di Bagialemani molto aggiornato sul baseball tedesco grazie ai suoi recenti impegni in quella nazione, è positivo perché pare che il livello tecnico sia migliorato e stia migliorando.

  27. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 8 gennaio 2019 at 12:44 -

    Poteva mancare l’intervento a priori avverso a qualunque cosa io scriva, da parte dell’amico Massimo T.?

    Caro Massimo, ogni volta che parli mi dai degli assist formidabili.

    Non conosco quanto sia diffusa la Pallamano, ma dubito che sia maggiore del baseball: cionondimeno la sua politica di massima espansione dell’area di gioco della prima serie, ha consentito a quella federazione di dare il via ad un campionato a girone unico di ben 14 squadre!

    E’ appunto il risultato cui dovrebbe tendere il baseball, risultato irraggiungibile se si insiste con un torneo poco più che regionale di 8 squadre, sempre a grande rischio di ulteriore riduzione!

  28. Mario 8 gennaio 2019 at 16:44 -

    Cardea se la canta e se la suona.
    La fibs ha provato ad allargare a 12,con pessimi risultati,rimanedo in effetti 8 e facendo un pasticciaccio a Nettuno.

    Cardea vorrebbe portarlo a 18,quindi per far cio’ si DEVE GIOCARE,

  29. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 8 gennaio 2019 at 17:07 -

    Lo sbaglio della Federazione, caro Mario, è stato appunto quello di “aver provato” e di averlo fatto timidamente con un progetto con un progetto troppo timido.
    Un presidente Federale, invece, “deve” mettere in atto i provvedimenti che ritiene utili allo sviluppo della propria disciplina sportiva, perché così gli impone lo Statuto art.25 punto 3.
    Le società non hanno aderito in parte perché impedite dalla assurda imposizione dell’obbligo delle luci, in parte per senso di responsabilità, perché aderire ad un campionato che non si sapeva da quante squadre sarebbe stato formato, avrebbe esposto al rischio di subire una stagione umiliante con possibili conseguenze a livello sponsor.
    Queste cose le avevo previste ben molto prima della scadenza delle domande di adesione, e si sono puntualmente realizzate. Le ragioni sono indicate nell’articolo del 28/11 u.s. (ma anche in altri articoli precedenti) “Dai sogni nel cassetto alla realtà”, nel quale ho anche indicato le ragioni per le quali sarebbe stato più facilmente realizzabile un campionato a 18 che non a 12 squadre.

    • MLB 9 gennaio 2019 at 09:54 -

      Dallo sbaglio della Federazione di aver provato e averlo fatto con timidezza deve rappresentare il punto di partenza. Se veramente questa Federazione vuole fare un vero Change-Up, deve cominciare a lavorare su questo progetto da subito. Interpellare tutte le società di A2, sottoporre loro il progetto nei dettagli, magari indire delle riunioni in modo che le interessate siano messe in condizioni di poter organizzare e pianificare il futuro, societario, tecnico e roster. Alcune realtà andate perdute come Paternò, Grosseto, Novara, Milano, Padova ed altre devono assolutamente essere recuperate per espandere il baseball sul territorio nazionale. L’alternativa è una discesa infrenabile.

  30. francesco 9 gennaio 2019 at 00:47 -

    Continuo a ritenere che il sig. Cardea abbia ragione. Campionato a 18 squadre e FIBS meno timida !

  31. Ruggero Bagialemani 9 gennaio 2019 at 11:13 -

    Ho letto tutti i commenti,molti parlano ma a quanto penso non sono mai stati dentro una Società,altri hanno dato belle risposte,io dico che tutti possono avere ragione tranne la FIBS che ha provato ad allargare ,qualcuno dice timidamente,non centra il fatto di essere timidi,nel nostro sport (dove non ci sono soldi,i Presidenti si fanno i conti e non si indebitano per il gusto di farlo)Alcuni Presidenti invitati si sono fatti i conti e poi hanno rinunciato,quindi per far capire ai Presidenti il vantaggio,bisogna abbattere i costi e i costi si abbattono soltanto ,togliendo la Serie A ed equiparando A1 e A2,prediligendo la Territorialità.
    Dividendo l’Italia in Cerntro,Centro Nordo,Nord Est e Nord Ovest(aspettando il sud e quando sarà pronto inserirlo nel massimo Campionato),quindi dicevo 4 gironi da 6/8 squadre con soltanto 3 stranieri e 4 comunitari (di cui 2 Lanciatori).
    5 partite a settimana con squadre sotto i 100 km il martedì,mercoledi e giovedì (una partita lo straniero,una l’italiano e una il comunitario),sostituiamo le partite con i 3 giorni di allenamento che comunque andrebbero fatti.
    il fine settimana 2 partite per le distanze con più di 200 km o tutte e 2 in un giorno o il venerdì a casa di uno e il sabato a casa dell’altro(lasciando la domenica x eventuali recuperi),le 2 partite del fine settimana lanciate dallo straniero e dall’Italiano.come potete capire non ci sono costi di hotel e pulman per lunghe trasferte,con una grande preparazione da meta Gennaio tutto febbraio e tutto marzo,l’inizio sarebbe la prima settimana di Aprile alla prima settimana di Agosto,(calcolando la sosta della Coppa Campioni),si disputerebbero 80 partite più i Play Off che disputerebbero le prime 2 di ogni girone,da decidere come disputarle a Raund Robin o a eliminazione diretta al meglio delle 7.
    Con questa formula tornerebbero tutte e dico tutte le grandi città più tutte quelle che vorranno partecipare(visto che i costi sono solo,tasse gara,stipendi Giocatori,Materiale Tecnico e soldi di combustibile per le piccole trasferte).
    Presentando un Campionato cosi al CONI si avrebbe un altro tipo di considerazione,all’inizio pagheremo lo scotto di questo famoso livello del quale tutti parlate senza magari essere andati mai nel box di battuta,nel giro di 10 anni però (calcolate quanti ne abbiamo buttati di anni) saremo tra i 5 più importanti Campionati del Mondo con 80 partite di regular Season più i Play Off ……arriveremo a circa 100 partite l’anno,si dovranno cambiare alcune usanze,non si arriverà al campo più 3/4 ore prima,si farà un altro tipo di riscaldamento e poi via in campo a GIOCARE,i campi non dovranno avere più l’obbligo delle regole internazionali,quelle regole verranno usate solo per chi vorrà Organizzare nel proprio Stadio competizioni di Livello internazionale,mente per le altre verrà Istituita una commissione di controllo che darà il N.O. a poter disputare il massimo campionato dopo aver accertato che i campi abbiano i requisiti necessari,Sogliatoi,Dimensioni e Panchine a norma,logicamente chi ha l’illuminazione e vuole usarla la usa ma chi è sprovvisto di illuminazione non verrà scartato a priori,giocherà di giorno.
    Questo è soltanto una mia idea non dico sia la ricetta giusta per far esplodere il Baseball,sulla quale però ci si può ragionare e aggiustare nel modo migliore,cosi facendo però si darebbe al 80% dei ragazzi ITALIANI di scuola ITALIANA VERA la possibilità di giocare ,di divertirsi e di portare altri ragazzi a giocare a Baseball,cosa che non succede più adesso.
    Un saluto a tutti,un abbraccio a te Enzo.
    (Sarebbe più bello se tutti si firmassero ed avrebbero il coraggio di dire ciò che pensano senza nascondersi dietro nomignoli e confrontarsi civilmente soltanto sulle idee,non è un reato……..)
    Ciaooooooooo

    • luigi 9 gennaio 2019 at 17:14 -

      Pantera for president, concordo 100%

  32. Gabriele 9 gennaio 2019 at 13:31 -

    Mi potete elencare le nazioni che hanno campionati di massima serie a 18 squadre?… Grazie

  33. Mario 9 gennaio 2019 at 14:18 -

    Per avere nella massima serie il campionato a 18 squadre, bisogna giocare sempre e tutti il sabato doppio incontro o la domenica mattina e pomeriggio doppio incontro(per chi non ha le luci),togliere almeno un’altro straniero(portarli a due) e far giocare i comunitari anche sul monte in entrambe le gare(lanciatori Italiani di qualita’ ce ne sono pochissimi…tutto cio’ per provare a vedere se si avranno 18 squadre.

    Poi,cosa succede..?? Arrivano gli sponsor,arriva il pubblico,arrivano i giornali..? solo perche’ la serie A1 viene trasformata nell’attuale serie A2..?? in sostanza cambiandogli solamente il nome e abbassando il livello di gioco,di campi e di organizzazione come l’attuale A2..?

    Io credo proprio di no.

    Altra cosa,pensate che i giocatori migliorino..? parlo di quelli di livello medio basso.
    E quelli buoni..? migliorano o peggiorano con un livello che scenderebbe drasticamente dall’attuale A1..?

    Se questa sarebbe la soluzione dei problemi di tesserati,di sponsor di visibilita’,penso prorpio che si andrebbe completamente fuori strada.

    Gia’ questa categoria esiste,è l’attuale A2,non capisco proprio cosa cambierebbe all’intero movimento.

  34. Gabriele 9 gennaio 2019 at 15:30 -

    La penso esattamente come Mario…

  35. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 9 gennaio 2019 at 17:00 -

    Caro Ruggero, è veramente irrazionale una cosa: il nostro baseball è bloccato e sta andando a picco nonostante che questa situazione sia voluta da pochissime società e dai pochissimi loro sostenitori.

    Le pochissime società difendono, legittimamente, il loro stato di privilegio. In genere loro ritengono di trovarsi in tale situazione per merito dei loro dirigenti: può essere vero, ma può anche essere semplice preseunzione. Abbiamo sentito tante lodi per i dirigenti della Fortitudo, e nessuno mette in discussione le loro capacità, ma …, c’è un “ma” che vale un “Perù”: alle spalle c’è uno sponsor come la UnipolSai. Se dovesse venire a mancare il suo sostegno, dubito che l’attuale poca forza attrattiva del baseball (mediaticità solo locale, max regionale) possa rendere facile agli stessi e capaci dirigenti l’aggancio di sponsor dello stesso calibro. Rimini docet: si è salvata dal prevedibile passo indietro di Patron Zangheri solo grazie ad un intervento esterno (che è costato il défault di altra squadra di IBL): eppure, Zangheri ha mollato le redini non improvvisamente ma per anzianità: c’era, quindi, tutto il tempo possibile per trovare altri sponsor adeguati al livello di una società con quel palmares, nella regione in cui il baseball è maggiormente in auge. Quindi, per quanto abili i dirigenti delle società che ancora possono contare su sponsor o Patron all’altezza della situazione, credo che siano poco lungimiranti nel voler mantenere uno staus quo nel quale si possono ancora trovare degli sponsor, ma disposti a mettere risorse minori, proporzionate al riflesso mediatico ormai solo regionale.
    Il tempo ha già dato alcuni responsi terribili ma, salvo alcuni casi in cui c’è stata effettiva responsabilità dei dirigenti, nella stragrande maggioranza dei casi i défault delle società sono attribuibili solo ad una politica assolutamente inadeguata e incapace di adeguarsi.

    Veniamo ai pochissimi commentatori innamorati ciechi di tale caduta libera. Le società cosiddette “grandi” non vogliono che le cose cambino, però almeno hanno una posizione di privilegio da difendere: ma i commentatori?
    Sono degli sprovveduti o in qualche modo sono legati o interessati ad una di quelle società. E forse sta in quest’ultima ipotesi la ragione del loro nascondersi dietro un nikname. Nulla di male utilizzare i nikname, ma è un comportamento veramente squallido e poco degno di ospitalità su un blog serio quando ci si nasconde per insultare o irridere gli altri. Per non parlare delle loro contraddizioni in cui incorrono e del ripetere le stesse cose già discusse senza tener in alcun conto le risposte già date. Sicché da trsformare un forum in un asilo mariuccia!

    Anche questa è una delle cause del declino del baseball.

    Dicevo, Ruggero, che è irrazionale il voler mantenere lo status quo, ma è altrettanto incomprensibile che la Federazione, che non può non essere al corrente del fatto che la stragrande maggioranza delle società e dell’opinione pubblica voglia un cambiamento, abbia consentito che la minoranza prevalesse!

    Ha pochissimo tempo per riscattarsi.

    Un carissimo saluto.

    • MLB 9 gennaio 2019 at 22:42 -

      Ecco che perviene anche da Ruggero Bagialemani, ben addentrato nel baseball italiano e non solo, una proposta, forse più elaborata, ma sicuramente con alcuni punti di interesse. Mia opinione è che questa deve essere la strada da intraprendere, collaborazione, offrire idee e non isolare la FIBS a lottare da sola contro le lobby. Il baseball è di tutti e non deve essere limitato ad una sola regione, l’espansione sul territorio nazionale è indispensabile per la sua sopravvivenza.. L’insieme di idee certamente può essere di aiuto. Non rispondo direttamente al Panda per non attirarmi addosso le sue ire per l’uso di un nickname, ma ho i miei motivi. Ciao Roger!

  36. Mario 9 gennaio 2019 at 18:22 -

    Cosa propone il sig.Bagialemani sarebbe un’ottima soluzione,pero’ la realta’ purtroppo è un’altra che non ci sono i soldi ne i giocatori sono disposti a giocare 5 gare a settimana,solamente perche’ lavorano e non avrebbero il tempo ne la forza per affrontare un campionato lungo 4 mesi con tanti giorni di sacrifici lavorativi e di famiglia,senza poi ricevere un beneficio economico che possa permettere tutto cio’.

    Squadre competitive e attrezzate che sono nel giro di 20/30 km non ce ne sono molte,la gente lavora in settimana,un conto fare allenamento sotto casa di 2 ore al massimo,un conto andare fuori,anche solamente per 20/30 km,giocare 3 ore piu’ il pre partita,tornare a casa e il giorno dopo andare a lavoro e tutto cio’ per 4 mesi..??
    A meno che non si hanno tutti giocatori stipendiati o studenti.
    Poi quando si gioca al pomeriggio come si fa..??(con quelli che non hanno la luce..??) quanti giocatori non potrebbero farlo..? come si compongono le squadre se poi hai molte defezioni di giocatori..?
    Quindi tutto gira intorno ai soldi e alla disponibilita’ dei giocatori Italiani,se ci sono si puo’ fare tutto ma alla attuale situazione penso proprio che non si possa ragionare su un discorso del genere

    Invece fare un campionato a 6/8,unendo le forze economiche delle societa’(cioe’ insieme 2/3 societa’ che si scontrano con le altre, giocando per 5 giorni a settimana potrebbe essere molto piu’ fattibile).
    Il problema, penso possa essere nella gestione economica della cosa da parte di 2 o 3 societa’ che si mettono insieme per formare una sola squadra,qui andiamo su un campo molto complesso della gestione economica di una squadra formata da piu’ presidenti e dirigenti che devono amministrare la societa’ stessa,noi Italiani, penso, non siamo molto onesti e capaci per far si che non nascano problemi,di natura,spesso economica.

  37. Massimo T. 9 gennaio 2019 at 20:10 -

    5 partite alla settimana da 9 inning con dei dilettanti che alla mattina vanno a lavorare? a momenti neanche in MLB le giocano con 14 lanciatori, chiaramente vanno arbitrate da altri dilettanti che vanno a lavorare dove li troviamo?

  38. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 9 gennaio 2019 at 20:18 -

    Per fare un campionato a 18 …

    Bisogna che Mario si chieda come fa ad esistere la Serie A2 costituita da 24 squadre che giocano due incontri alla settimana.
    Un campionato di A1 a 18 richiede la partecipazione di meno della metà di quelle squadre, le migliori, che unite a quelle di A1, non possono che migliorare.

    Il ritornello, stressa cervelli, del livello che si abbassa sta solo nella testa di chi non capisce o finge di non capire il meccanismo della “fase di qualificazione”. Questa fase assorbe tutti gli incontri sbilanciati a causa della disparità dei valori in campo, ma consente di avere, nella seconda parte della regular season, due gironi equilibrati: quello che raggruppa le prime due squadre dei gironi della fase di qualificazione non può essere di livello inferiore a quello degli attuali 8 Club: semmai sarà superiore perché ci sarebbero due squadre in meno, quelle che solitamente fanno da materasso!
    Mario dovrebbe spiegare in modo razionale (e non col “io credo”) per quale incomprensibile motivo parla di livello che calerebbe in un campionato a 18 con fase di qualificazione. E’ come dire che cala il livello dei tornei internazionali dove è in uso il sistema delle “qualificazioni” proprio per allargare la partecipazione dei concorrente ed avere la garanzia che in finale approdino solo i migliori. Dovrebbe anche spiegare razionalmente (e non col “io credo”) perché un campionato a 8 come quelli passati e come quello che si profila, dovrà essere di livello superiore e di maggior interesse dato che non si capisce in virtù di quale miracolo un campionato identico che ci accingeremo a vedere non dovrebbe più essere costellato per tutta la stagione da incontri sbilanciati, da società materasso, dalle solite “manifeste”, dalla perdita di interesse perché fin dalle prime settimane perché si delineano già le società destinate ad entrare nei play off, da ulteriori défault … (speriamo di no!).

    I giocatori migliorano? Certo! Quelli che provengono dalla A2, indubbiamente; quelli già in A1 non si capisce perché dovrebbero peggiorare: perché giocano con giocatori di livello inferiore? Solo nella prima parte del campionato: ma il baseball e i gli atleti del nostro vivaio crescono. Ovviamente questo concetto, il bene del baseball in generale, sfugge alla menti di chi invece pensa sempre e solo alle pochissime società di baseball, di chi ha una visione condizionata e quindi inidonea a discutere di problemi che riguardani la crescita di tutto il movimento. In ogni caso è falso sostenere che i giocatori già in A1 peggiorerebbero, perché nella seconda fase sarebbero impegnati più e anche meglio di quanto non lo sarebbero nel campionato a 8, per le ragioni che ho detto più sopra.

    Fuori strada è la politica di una federazione che non reagisce al fatto che il campionato di punta è di dimensioni modeste e sempre più concentrato in una piccola area (quasi esclusivamente in Emilia/Romagna); che non reagisce al fatto che proprio per la ragione appena detta, il baseball non interessa più ai grandi sponsor che, pertanto, se ne sono allontanati ad eccezione della UnipolSai; non reagisce al fato che le società non reggono l’onere dell’attuale campionato, non per la crisi ma per l’abbandono del baseball da parte degli sponsor i quali a loro volta non hanno abbandonato il baseball per la crisi ma perché il baseball – quello seguito dai media – è ormai troppo piccolo; non reagisce a campionati non più in grado di esibire 8 squadre dello stesso livello competitivo; non reagisce a campionati nei quali fin dalle prime battute mostra chi saranno i protagonisti dei play off; non reagisce al numero troppo alto di incontri terminati per manifesta ….

  39. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 10 gennaio 2019 at 00:19 -

    Caro Ruggero,
    tale Mario, dopo aver detto che un campionato a 18 abbassa la qualità (solita fissazione), dice che la tua soluzione, un campionato molto più largo, sarebbe un’ottima soluzione!

    Come logica non c’è male.

    Poi, nonostante riconosca che sei “ben addentrato nel baseball”, dice che la realtà è un’altra. Altro capolavoro di logica!

    Ma sai, come faccio a mettere in forse quanto dice Mario? Magari è un grande economista o un sociologo … quindi gli do fiducia. Allora, Ruggero, è vero che sei stato un anno in Germania, ma insomma dove eri in tutti gli altri anni della tua vita per manco sapere che realtà c’è nel tuo Paese e nel baseball italiano a cui hai dato tutto il tuo impegno ed ogni attimo libero della tua vita ?!?!
    Non ci sono i soldi né i giocatori, Ruggero, mi meraviglio che tu non sappia queste cose, tu che oltre ad essere stato un grande giocatore, non so quante volte maglia azzurra, sei stato anche un grande tecnico e conoscitore del valore dei giocatori! Ma che fai, parli a vanvera come un bimbetto che vaneggia e ti fai dare una lezione da Mario?
    Poi i lavoratori non avrebbero il tempo né la forza (un po’ smidollati, ‘sti lavoratori italiani!) per affrontare un campionato lungo niente di meno che 4 mesi!
    No Ruggero, caro sognatore, tutto gira intorno al vil denaro e alla dispnibilità dei giocatori italiani!

    Beh, sui giocatori italiani senza volerlo l’ha azzeccata: infatti di questo passo o, peggio, facendo ciò che Mario ha ipotizzato come soluzione ottimale, di giocatori italiani non ce ne saranno più! Anzi, non ci sarà più il baseball italiano!

    Difatti Mario non resiste alla tentazione di dire che un campionato a 6/8 squadre, unendo le forze, si può fare! Unendo le forze? Ma se le forze sono quelle 6/8 squadre della prossima A1, con chi le rinforzi: con i giocatori di A2?
    Mamma mia! ma se nel post precedente ha sentenziato che la A2 unita alla A1 ne abbassa il livello!

    Mah … Azzardo una ipotesi: se le società di A2 cedessero i loro pochi soldi a quelle di A1, queste potrebbero far arrivare altri giocatori d’oltre oceano e quindi potrebbe andare in onda un ottimo campionato! Ecco, così c’è una logica.

    Già, però Mario, severo anche con se stesso, si mette da solo il bastone tra le ruote e boccia anche la sua idea con questa riflessione: però i dirigenti delle società che danno il loro apporto (non di giocatori, che non valgono, ma di … vattelapesca, se soldi nemmeno ci sono!), vorranno anche loro avere voce in capitolo! Quindi Mario fa un altro elogio al popolo di cui fa parte, e conclude: noi italiani non siamo molto onesti e capaci per far si che non nascano problemi di natura, spesso economica!

    Beh, Ruggero, non ti sconfortare se un pensatore come Mario ti ha trattato come un pivellino che nemmeno conosce il mondo in cui vive. Vedo che un altro commentatore, MLB, la pensa in modo completamente opposto, e non si tratta di uno qualunque, a differenza di te che non sai in che realtà vivi! (mi sono tappato le orecchie perché se no … sentirei la tua voce anche se non mi telefoni!). Io lo conosco ma ovviamente non svelo il suo nome, tanto più che sa usare in modo assolutamente corretto e signorile il suo nikname. Posso dire che si tratta di persona che conosce bene il nostro mondo del baseball, è un tecnico molto preparato che pubblica interessanti articoli di tecnica e molte profonde dissertazioni tecniche con richiami a testi USA su altro sito. Probabilmente lo conosci anche tu.

    Un carissimo abbraccio a te e all’amico MLB

  40. Ruggero Bagialemani 10 gennaio 2019 at 09:07 -

    Ciao Ezio,io penso che la Bacchetta Magica non ce l’ha nessuno ma una riflessione è degna di nota,dal nostro vocabolario e da quello delle famiglie Italiane è sparita la parola SACRIFICIO,non nel senso di bunt ma di Sacrificio vero e proprio,senza sacrifici non si ottiene niente,se vogliamo che il 1 aprile ci siano 20 squadre e si giochi tutti i giorni come in America,lo capite da soli che questo non è possibile,quindi bisogna ragionare,trovare una formula che possa sembrare giusta e modificata con dei piccoli accorgimenti di volta in volta ma senza sacrifici non si avranno più partite,più giocatori di scuola Italiana,più gente allo stadio,il livello lasciatelo stare ,quello verrà con il passare degli anni.
    Spero che tutti abbiate fatto delle Buone Feste,restiamo alla finestra e vediamo come andrà quest’anno.
    Da quello che ho visto e sentito la squadra più penalizzata è Nettuno che dovrà fare tutte trasferte lunghissime ,le altre bene o male giocano il venerdì da una parte e il sabato dall’altra,è facile cosi alzare gli stipendi dei giocatori senza spere extra…….
    Questo però è un altro discorso e non mi va di entrare in polemica….
    Ciao Buona giornata

  41. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 10 gennaio 2019 at 10:07 -

    Risposta signorile, Ruggero: non aver minimamente preso in considerazione certe “disquisizioni”, è la migliore lezione che potevi dare a chi ha avuto la presunzione di raffrontarsi con con uno della tua esperienza.

  42. luigi 10 gennaio 2019 at 10:43 -

    Eh si sono tempi diversi ai quali noi di una certa generazione, di cui sono orgoglioso, non ci possiamo rassegnare. Il non volere rassegnarci è però un merito e significa che siamo ancora “vivi”. Ci indigniamo pensando che un giocatore/lavoratore non possa allenarsi e giocare 2/3 partite la settimana. Ma allora quelli come noi che andavano alle partite con il panino in borsa, con partenza dal bar sportivo alle 3 del mattino erano dei marziani?!?! Oppure noi che per imparare qualcosa in più facevamo centinaia di km per spiare i grandi del baseball (ci metto anche pantera) una/due ore prima della partita nei preliminari…era tanta passione. La passione oggi è un bene raro. La difficoltà più grande di questi tempi è fare appassionare i ragazzini e fare in modo che non smettano a 16/18 anni altro che IBL, se la base si assottiglia non si va da nessuna parte. I sogni nel cassetto? Qualcuno dice fanno la muffa…

  43. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 10 gennaio 2019 at 13:31 -

    Vero, Luigi, per questo ho scritto che “Dai sogni nel cassetto” bisogna passare “alla realtà”!

  44. Ruggero Bagialemani 10 gennaio 2019 at 17:15 -

    Voglio raccontarvi una cosa della mia vita da Atleta ma come me penso molti abbiano fatto cose simili,1980 il Nettuno era in trasferta a Torino,io avevo 17 anni,era il mio primo anno da Titolare in serie A dopo 2 anni di panchina,fui fortunato che quando faraone mi chiamo mi feci trovare pronto,quello era un grande Nettuno,la squadra da Battere era il Rimini,bene giochiamo Venerdì e Sabato a Torino,finisce la partita,2 panno e via in pulman per tornare a Nettuno,grande traffico perché arrivati a Roma tutti venivano al Mare ,la mia Squadra la De Martino(attuale Juniores) giocava ad Anzio 2 partite,non c’erano cellulari,per paura che il pulman facesse un altra strada mi aspettarono ad Aprilia,mi presero con la macchina e via al campo a giocare 2 partite una la mattina e una il pomeriggio con la De Martino,questo intendo per sacrificio,se uno vuole arrivare ,si sacrifica e mette da parte altre cose,oggi invece si vuole tutto e subito,questo è il grande problema ,non è che noi eravamo dei marziani,ci piaceva giocare in più avevamo ,passione voglia di vincere sempre e la cosa più grande IL SENSO DI APPARTENENZA,la squadra era nostra,il Nettuno anche e perdere era motivo di scherno da parte dei più grandi .
    Ma le sfide più agguerrite erano quelle sulle spiagge di Nettuno tra quartieri,oggi non si vede più un ragazzino giocare per strada,li devono mandare x forza nelle palestre dove gli tolgono un sacco di soldi,invece di portarli in spiaggia e farli divertire da dopo studiato fino a che c’è luce come facevamo noi e la strada la vera università ,è la strada che ti intosta ,ti fa crescere e ti insegna ,oggi li firmano che sono dei somari,li mandano in Repubblica Dominicana,i dominicani della loro eta gli rubano tutto,gli fanno venire i complessi di inferiorità,paura e piangono per tornare a casa,bisogna lavorare molto sotto questo aspetto,l’Olanda ha gli Antillani,adesso anche la Francia attinge dalle Antille,la Spagna ha i Latini,la Germania è in crescita come la Rep.Ceka perché loro hanno la seconda lingua inglese perfetta quindi vanno nei college usa,noi tra un po resteremo con 2/3 giocatori di livello ,adesso ci salviamo perché ci difendiamo con gli Orieundi,ma secondo voi,vi pare possibile che non siamo capaci di far giocare le giovanili almeno 3 partite a settimana,tra le squadre della stessa città,ditemi voi se è possibile diventare giocatori con 20 partite l’anno,qui stiamo parlando solo della serie A ma il problema vero sono le giovanili.

    • MLB 11 gennaio 2019 at 09:16 -

      Da un racconto si un coach di Team USA. La squadra USA si trovava in un Paese del Sud America. Viaggiando sul pullman, dai finestrini non si vedeva altro che povertà, barracche fatiscenti e nessun campo da baseball. Un giocatore chiese al coach come facevano tanti giocatori di quella terra e in quelle ad arrivare a giocare nelle majors. Mentre il coach esprimeva il suo pensiero, ecco che passano in mezzo a un paesello e per strada si vedono dei ragazzi a piedi nudi, senza guanti, una mazza da scopa e una palla di pezza. “Ecco”, aggiunse il coach. “Questo è il loro vero secreto: LA PASSIONE”.

  45. Jim 10 gennaio 2019 at 18:41 -

    Bagialemani fa un esempio di sacrificio quando giocava nella massima serie ma ha anche scritto che aveva 17 anni,quindi non lavorava,studiava e non aveva una famiglia da mantenere.
    Se si fa un campionato con tutti studenti si possono anche fare 7 gare a settimana ma nessuno deve recepire soldi,se no impossibile.

    Quello invece che ha pienamente ragione è che è inconcepibile che l’attività giovanile non giochi dentro la settimana almeno una gara o due.
    È qui che si potrebbe cambiare questa cosa con pochissime risorse economiche e in più avere un risultato importante,giocare 15/20 partite sole all’anno nelle categorie giovanili sono veramente poche,invece di fare 2 allenamenti a settimana,trasformarli in una o due partite sarebbe un gran successo,cosa che con l’attività giovanile si può fare.
    Con poca spesa di pulmini,si possono portare i ragazzi a giocare anche nelle città vicine distanti 30/40 km

  46. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 10 gennaio 2019 at 20:54 -

    Un detto recita: “Non ti fidar di chi ha due facce”.

    Sicché Mario, si comporta in modo presuntuoso verso di me perché non sono un personaggio noto, dicendo peste e corna di un campionato a 18; poi lusigna Bagialemani il cui progetto è molto più spinto del mio: perché? Perché Mario mostra l’altra faccia … quella di chi non osa contraddire un personaggio noto!

    Però poi dice che la realtà è un’altra! La cosa comica è che non si rende conto della gaf, e la ingigantisce cercando di spiegarla, come parlasse ad uno sprovveduto! e in questo sforzo esterna un sacco di puerilità difficili da sentirsi persino nell’asilo Mariuccia!

    L’infantilismo dei suoi discorsi meritava ben altra e più pesante ironia. Forse per questo Bagialemani, che non è un tenero, ha signorilmente ignorato il suo intervento.

    Lei continua a sostenere cose assurde e mi domando dov’era quando con IBL è stato fatto proprio quello che Lei con grande confusione mentale sta ripetendo: si ricorda delle “franchigie” obbligatorie? si ricorda cos’erano e qual era il loro intento? si ricorda come e perché sono saltate spontaneamente senza nemmeno necessità di delibera federale? E poi: si rende conto il baseball deve espandersi e non contrarsi con le fusioni? Si rende conto che se 30 società possonio gestire 3000 atleti, 10 non ne gestirebbero nemmeno la metà? Questo è crescere? Si rende conto che il problema del baseball italiano non è la stressante (per alcune menti) idea di un campionato di “qualità” ma la necessità di crescere? Si rende conto che nemmeno il pubblico cerca la “qualità” perché altrimenti avrebbe dovuto aumentare invece che sparire giacché la “qualità” è aumentata con l’inflazione dei giocatori d’oltre oceano? Si rende conto che forse con meno qualità, meno atleti d’oltre oceano, più atleti italiani (come una ventina di anni fa) e più agonismo, forse il pubblico tornerebbe numeroso (come una ventina di anni fa)? Si rende conto che con le fusione che lei vorrebbe, le società che devono cedere i loro migliori elementi finiscono per sparire? Si rende conto che con un campionato così piccolo e concentrato un un’area ancora più piccola non potrà mai richiamare l’attenzione degli sponsor (e quindi delle risorse) una volta numerosi e importanti?

    Lei all’ironia rispondere con volgarità e con l’attribuirmi scorrettezze come quella di travisare le parole altrui o addirittura mentire, squallido comportamento che forse è congeniale a lei, non a me: io sono solito fare dei “copia/incolla” delle frasi degli altri o ripetere i concetti usando per quanto possibile le stesse parole. Non si permetta altre scorrettezze.

    Cerchi di riflettere invece di insolentire con linguaggio scurrile, ed abbia più rispetto se non verso di me, verso questa Redazione che la ospita.