Undici! Evviva Gouvea!

Pubblicato il Set 11 2018 - 11:56am by Allegra Giuffredi

Murilo Brolo Gouvea esulta a fine gara4

Devo ammetterlo, quando in Gara4 contro il Parma clima, alla decima ripresa, Murilo Brolo Gouvea è salito sul monte, ero un po’ tra lo scoraggiato e l’affaticato ed ho francamente pensato che saremmo andati a Gara5 e che ce la saremmo giocata a Bologna, cosa che non mi piaceva neanche un po’ …

E invece il buon Brolo ha fatto il suo e quando il parmigiano Flisi ha girato la mazza, quasi non ci credevo: era il terzo out e la partita si chiudeva all’undicesimo inning con la vittoria dello scudetto numero 11 per la Effe.

E nonostante tutto, nonostante cioè l’aver letteralmente ammazzato la Regular Season, ripeto, non mi sembrava vero. Ero nella mia cucina, ascoltavo e vedevo la partita scorrere con il commento garbatamente partigiano, più che parmigiano dei telecronisti e non ci credevo: avevo un sonno bestiale ed ero talmente tesa che le gambe mi facevano male per la tanta tensione, ma alla fine: che gioia!

Alla fine infatti la Fortitudo ce l’ha fatta e contro un’avversaria che tatticamente è stata ineccepibile: bravo a Gianguido Poma, allenatore dei parmigiani e papà felice dell’esterno Sebastiano Poma, ma non solo! Con Zileri, Desimoni e Casanova, vale a dire il lanciatore più ipnotico e seduttivo dei play off, oltre che con il giovane Aldo dal greco cognome, ma che è più italiano di me, sono stati dolori in quel di Parma, nello Stadio Cavalli, tanto modernamente scomodo, con i suoi gradoni, quanto caloroso nel tifo: un vero e proprio fuoco verde che ha davvero rischiato di bruciare la Fortitudo, dopo il dominio quasi imbarazzante della formazione felsinea sia in Gara1 che in Gara2 contro un Parma, che sembrava davvero di un’altra categoria, ma in quei primi incontri assai modesta.

Che fine aveva fatto il Parma fresco e cinico vincitore sul Rimini? Evidentemente ci aspettava al varco, sperando in qualche infortunio difensivo della Effe o in una serataccia dei nostri lanciatori e quasi, quasi stava per arrivare a Gara5, malaugurato evento per noi felsinei e di difficile gestione per qualsiasi Manager. E invece no: la Effe ha tenuto botta, ha mandato il cuore oltre l’ostacolo e per un punto si è aggiudicato l’incontro e lo scudetto.

Uno scudetto meritatissimo ed anche migliore di quello di due anni fa, troppo polemico e incarognito per i miei gusti, a causa delle bizze di Giove pluvio e della contestata applicazione di quelli che all’epoca erano i regolamenti.

Qualcuno dirà che c’è stato anche il fattore “C” e io dico che sicuramente c’è stato anche il fattore “F” come Fortitudo e come Fortuna, come è normale che sia, nello sport e nella vita, perché sarebbe intellettualmente disonesto, dire che se a noi fortitudini va bene un incontro o un campionato siamo bravi, mentre se accade agli altri, sono solo e soltanto fortunati.

C’è stato il fattore “F” come Frignani, Manager evidentemente vincente e molto, ma molto maturato nel saper governare così tanti campioni, perché non si può neanche dire, come ho sentito, che con una squadra così, Lele non poteva che vincere: nossignori! Per vincere e per vincere così, c’è voluta tutta la capacità, l’abilità psicologica e l’esperienza di un grande allenatore, di un grande staff e di una grande Società, sicuramente ben sponsorizzata, ma che i soldi li sa investire

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Allegra Giuffredi

Nata a Parma quarantaquattro anni fa e bolognese d’adozione da più di venti, è laureata in Scienze Politiche e lavora come funzionario pubblico. Appassionata di baseball, segue la Fortitudo da una decina d’anni e da sette scrive su “Fuoricampo”, ossia sul notiziario della Fortitudo Baseball, articoli di costume su tutto ciò che contorna il mondo del “batti e corri”. Segue anche la MLB e in special modo la squadra dei Chicago Cubs, sulla quale spesso si intrattiene con aneddoti ed altre amenità.