Una presa al volo sensazionale

Pubblicato il Apr 27 2018 - 3:58pm by Federico Fuscà

I nostri tre lettori, peraltro digiuni di baseball, avranno iniziato a percepire la bellezza di questo gioco, così vario e poliedrico?” si chiede Sophia.

Non so che dire.

Forse è perché non hanno mai assistito ad alcune formidabili giocate. Ad esempio, uno dei manifesti di questo gioco può essere per noi italiani la presa al volo di Mario Chiarini sulla legnata di Bobby Abreu. Fu così virale per l’epoca… Era il World Baseball Classic del 2009. Il WBC è l’unica manifestazione a cui partecipano tutti i “pro” delle Major.

A Toronto, nel Dome (stadio coperto con tetto che si apre e si chiude a seconda del meteo) ove giocano in American League i Blue Jays; l’Italia affronta il Venezuela. E’ il sette marzo. Primo inning, Italia in difesa; alla battuta non c’è un signore qualsiasi, ma un esterno formidabile, già vincitore – a metà anni novanta –  dell’Home Run Derby all’All Star Game… Bobby Abreu. Uno che ha giocato una vita nelle Major league, con le due NewYorkesi (Yankees e Mets), con Philadelphia, Houston, le due di Los Angeles (Angels di Anaheim e Dodgers).

Parte il lancio e Abreu batte forte fra l’esterno centro e l’esterno destro. E’ una poderosa battuta, che viaggia veloce. Chiarini, sentito l’impatto, parte. Corre verso la traiettoria. Ma la palla è veloce. Lo scavalca. Anche la sua velocità di corsa non è male. Così Mario si lancia in tuffo… e riesce nella presa, un fantastico “diving catch”. Bobby Abreu è out al volo. Ma la presa è leggendaria.

Il sito ufficiale delle Major ha tenuto per molto tempo, fra i “Most Popular”, il video di 43 secondi della giocata (ecco il link originario):

https://www.mlb.com/video/chiarinis-diving-catch/c-3967725

Ora non gira più. Provare per credere.

“Ma resta nella mente degli appassionati. – chiosa Sophia – Di chi la vide in diretta e di chi si è visto più volte il video”.

E la magia di questo sport si manifesta in tante giocate sensazionali, in attacchi dirompenti ed in giocate difensive mirabolanti.

Adesso lo sanno anche i nostri tre lettori.

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Federico Fuscà

Nato a Roma, vive ai Castelli Romani. I genitori, appassionati di baseball, lo hanno portato sin dalla più tenera età a vedere le partite allo Steno Borghese, dando vita ad un vero e proprio imprinting con questo straordinario sport. Tennista, con qualche partita nella serie C di metà anni ottanta, ha scritto di Pallavolo e di salute. Già collaboratore de Il Messaggero, pagina Tivoli-Velletri (1986-87) e alla rubrica La Nostra Salute dal 1988 al 1994 [inserto a 16 pagine 92-94]. Ha diretto WorldMusic (periodico di musica Etnica - 1991) e “Il Nostro Paese” (giornale di attualità politica - 1997). Dopo la laurea in Giurisprudenza, è stato per un breve periodo Volontario all’Ufficio Stampa delle ACLI nel 1996, coordinando i resocontisti durante il Congresso Nazionale di Napoli; lo stesso anno è diventato Addetto stampa e collaboratore parlamentare dell’On. Gino Aldo Settimi nella XIII legislatura. Pubblicista dal 1989 al 2001, da molto tempo ormai svolge la professione forense, essendo abilitato al patrocinio davanti alle Magistrature Superiori (cassazionista). Si occupa di diritto civile ed amministrativo. Specializzato in Fondi Strutturali Europei, per molto tempo è stato consulente dell’Autorità di gestione del PSR Lazio. Avido lettore di storia, narrativa, saggi e informazione sul baseball...