SOPHIA, il Check Swing e l’instant replay

Pubblicato il Mag 28 2018 - 9:30pm by Federico Fuscà

“Il Baseball è uno sport ancorato alla tradizione”, ci ricorda Sophia. E’ per questa ragione che, ultimo fra gli sport “stars & Strips”, solo nel 2014 vengono introdotti gli “instant replay” nelle Major League. Non però per valutare se un lancio è strike o ball.

Fino ad allora gli arbitri facevano da se’. In Italia, per mancanza di “fondi”, continuano a doversi arrangiare.

In alcuni casi si aiutano fra loro. Negli USA lo fanno ancora nel check swing.

Così, capita che l’arbitro di prima o quello di terza base soccorrano l’arbitro di casa base nel qualificare strike o ball il lancio, laddove il batter abbia accennato un movimento di swing.

“Come sappiamo già – dice Sophia – lo strike si ottiene centrando la zona ideale risultante dalla intersezione fra la proiezione dei bordi del piatto e due altre linee immaginarie che partono, la prima dalle ascelle (o giù di lì) del battitore, e l’altra dalle sue ginocchia. Oppure se il battitore gira a vuoto anche una palla fuori dell’area di strike.

Tuttavia, quando il batter trattiene la girata, rendendosi conto con un attimo di ritardo che si tratta di un ball, a quel punto si deve valutare se aveva o meno intenzione di colpire la palla.”

E’ fin troppo ovvio che ogni qualvolta lo swing sia completo e la palla mancata (miss) non può che valere strike. Ma quelle volte in cui il battitore lungo la girata si trattenga e torni quasi indietro, il giudizio dell’arbitro di casa base potrebbe essere impreciso. Così egli si rivolge – per i battitori mancini – all’arbitro in terza; e per i destri al collega in prima base. Costoro godono, anche se ad oltre venti metri di distanza, di una buona visione e possono valutare serenamente se la mazza è entrata o meno in campo. In questo caso chiamano lo strike con un pugno chiuso. Se il battitore si è ben trattenuto dal girare a vuoto, allora fanno il segno “safe”, allargando le proprie braccia verso l’esterno. Eccolo il check swing.

Nel calcio si assiste ad una serie infinita di obbrobri arbitrali, ma ciononostante vi sono settori che si oppongono alle tecnologie in grado di aiutare gli arbitri a sbagliare sempre meno.

Nel baseball delle Major, che già vantano arbitri bravissimi, capaci di valutare correttamente ad occhio un arrivo in prima con il contemporaneo arrivo della palla rilanciata dalla difesa verso la prima base, dall’aprile del 2014 nessuna polemica.

Anni fa, durante una finale di IBL fra San Marino e Nettuno, fu assegnato un doppio (valida da due basi) a Peppe Mazzanti, che in realtà aveva battuto oltre la recinzione. Tutti i telespettatori videro chiaramente – anche grazie alla riproposizione rallentata – che la palla era oltre la recinzione, ma – poiché aveva urtato una protezione oltre la linea di fuoricampo – era tornata in campo, mentre gli arbitri, lontani molte decine di metri dalla palla, non si resero conto che si trattava di home run.

Tutto ciò, grazie all’istant replay, non succede nelle Major. Ci si ferma, si riguardano i filmati e poi si indica al corridore di procedere sulle basi.

Nello stadio degli Astros a Huston, il Minute Maid Park, soprannominato The Juice Box, la linea di fuoricampo è, almeno su un lato, in corrispondenza di elementi architettonici ad arco, disegnata con la vernice. Così in molti altri stadi. Se la palla batte in prossimità della riga sarà la moviola (istant replay) a dirci se è home run o meno.

Sophia, trasognata, sospira “Il baseball delle Major… che spettacolo”.

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Federico Fuscà

Nato a Roma, vive ai Castelli Romani. I genitori, appassionati di baseball, lo hanno portato sin dalla più tenera età a vedere le partite allo Steno Borghese, dando vita ad un vero e proprio imprinting con questo straordinario sport. Tennista, con qualche partita nella serie C di metà anni ottanta, ha scritto di Pallavolo e di salute. Già collaboratore de Il Messaggero, pagina Tivoli-Velletri (1986-87) e alla rubrica La Nostra Salute dal 1988 al 1994 [inserto a 16 pagine 92-94]. Ha diretto WorldMusic (periodico di musica Etnica - 1991) e “Il Nostro Paese” (giornale di attualità politica - 1997). Dopo la laurea in Giurisprudenza, è stato per un breve periodo Volontario all’Ufficio Stampa delle ACLI nel 1996, coordinando i resocontisti durante il Congresso Nazionale di Napoli; lo stesso anno è diventato Addetto stampa e collaboratore parlamentare dell’On. Gino Aldo Settimi nella XIII legislatura. Pubblicista dal 1989 al 2001, da molto tempo ormai svolge la professione forense, essendo abilitato al patrocinio davanti alle Magistrature Superiori (cassazionista). Si occupa di diritto civile ed amministrativo. Specializzato in Fondi Strutturali Europei, per molto tempo è stato consulente dell’Autorità di gestione del PSR Lazio. Avido lettore di storia, narrativa, saggi e informazione sul baseball...