Metti un sabato sera allo stadio del baseball …

Pubblicato il Mag 15 2018 - 8:48pm by Allegra Giuffredi

L’altro giorno, mentre tornavo da un interessante convegno in materia urbanistica, tenutosi alla SPISA di Bologna, mi sono imbattuta in due ragazzi americani, che muniti di guantoni da baseball, davanti alla John’s Hopkins University, giocavano a baseball, lanciandosi una palla l’un l’altro; erano in strada e completamente incuranti del pericolo che correvano, tra una macchina, un motorino ed una bicicletta, che sfrecciavano come di consueto.

Più che metterli in guardia sui pericoli del traffico felsineo, gli ho gridato un “Go, Cubs!” che non credo abbiano particolarmente gradito, o forse capito, ma mi ha fatto piacere vederli e per un attimo veder giocare un accenno di baseball sull’italico suolo!

Non mi era mai capitato ed è stato davvero bello! L’indomani sono andata a vedere Gara2 tra Bologna e San Marino: partita molto tirata, in cui nessuna delle due compagini “mollava l’osso” e che come Gara1 è finita agli extra innings, vinti dalla Fortitudo in un tripudio di pubblico, che francamente era davvero numeroso, per questi tempi così grami.

Durante la serata ho avuto modo di parlare con tanti habitué del Falchi sulla carenza di pubblico e mi è tornato in mente un recente dibattito che mi ero permessa di “scatenare”, chattando con gli altri redattori di Baseballmania, quando il Nettuno City, sembrava non riuscire a portare avanti il Campionato di A1.

In quell’occasione c’era chi, come Maurizio Roveri, ricordava l’involuzione di mentalità subita dal baseball italiano, che ha portato alla riduzione delle partite settimanali, da tre a due ed al taglio della gara riservata ai giocatori italiani; oltre a ciò poi, molto si è riflettuto sul fatto che il baseball risulti difficilmente veicolato tra i media sportivi italiani.

C’è stato anche chi, come Ezio Cardea, si è soffermato sull’importanza degli sponsor danarosi ed ha disquisito anche sull’importanza dei social, pur ricordando il valore della carta stampata, rimembrando con nostalgia di quando sui principali quotidiani sportivi il baseball veniva trattato e letto anche da chi viveva di calcio.

Tutti, ma proprio tutti conoscevano le gesta di Glorioso e il baseball era altrettanto conosciuto e tifato collettivamente, mentre adesso siamo davvero in pochi.

Certo i social sono importanti, ma gli “odiatori” sono sempre pronti a colpire, mentre se c’è una cosa bella del baseball è la “limpidezza” con cui ci si affronta, anche quando non la si pensa nello stesso modo, ma almeno la cura del sito della squadra, un minimo di programma, fatto anche con un foglio A4 a mo’ di ciclostile d’antica memoria, con i nomi ed i ruoli dei giocatori, andrebbero curati di più.

Tornando ai social, peraltro, c’è poco da fare, perché “volenti o nolenti”, fanno parte di questi tempi veloci ed impazienti, che stiamo vivendo ed in fondo possono fare al caso, se, come successo proprio a Bologna, hanno pubblicizzato il fatto che allo Stadio Falchi, sabato sera si sarebbero mangiate le lasagne: ebbene sì! Le lasagne fortitudine sono un richiamo gastronomico assai gradito al pubblico e tutto fa!  Sempre Cardea, poi, pur condividendo le problematiche sulla comunicazione con i suoi tanti aspetti, invitava a riflettere sulla dicotomia tra prodotto e passione. Forse l’una cosa non esclude l’altra e il nesso potrebbe stare proprio nell’appassionata comunicazione del prodotto, ma il dibattito è sempre aperto e “friccicarello” …

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Allegra Giuffredi

Nata a Parma quarantaquattro anni fa e bolognese d’adozione da più di venti, è laureata in Scienze Politiche e lavora come funzionario pubblico. Appassionata di baseball, segue la Fortitudo da una decina d’anni e da sette scrive su “Fuoricampo”, ossia sul notiziario della Fortitudo Baseball, articoli di costume su tutto ciò che contorna il mondo del “batti e corri”. Segue anche la MLB e in special modo la squadra dei Chicago Cubs, sulla quale spesso si intrattiene con aneddoti ed altre amenità.