Le mamme nel baseball, Sonia Bonacci mamma di Claudio Scotti

Pubblicato il Ott 24 2018 - 11:00am by Massimo Moretti

Proseguiamo le nostre interessanti e seguite chiacchiere con le mamme del baseball ….con un’altra Sonia già sprinter ed anche pitching coach (ne capisce parecchio),  nonché madre di una serie i sportivi, Claudio Scotti lanciatore del Nettuno, di Francesco Scotti portiere del Rimini Calcio e di Emanuela Scotti già ginnasta artistica e saltatrice con l’asta, insomma una super mamma sportiva. Ringrazio Sonia di questa chiacchierata

Sonia in che ruolo giocheresti? O meglio dove ti sentiresti più a tuo agio?

“Solo per il fatto di essere stata una velocista farei esterno centro”.

Quanti inning hai visto fino ad oggi di Claudio, quante parate di Francesco e quante gare di Emanuela?

“Inning tanti – continua Sonia Bonacci – parate innumerevoli. Emanuela veniva dalla ginnastica artistica per questo presa dalle Fiamme Gialle come saltatrice con l’asta”.

Ora veniamo principalmente a Claudio. Ti ricordi la sua prima partita? Il primo strike out che ha effettuato? La prima partita vinta?

“La sua a prima partita fu a Montefiascone aveva quasi 10 anni, fece 10 k e vinse lasciandoci senza parole. Nessuno si aspettava tanto talento in soli 6 mesi che giocava. Tanto era passato da quando lasciò il calcio a causa del morbo di osgood schlatter, un morbo di accrescimento”.

Avresti pensato di vederlo negli Stati Uniti ed ora a Nettuno ?

“Negli States non potevo immaginare , ma da solo fece domanda e si presentò ai provini per l’accademia della Fibs aveva appena 14 anni. Certamente lo accompagnai io e fu preso. Scelto da un grande allenatore come Bill Holmberg. Da lì all’America ci furono tre anni di allenamento durissimo . A Nettuno fu sempre lui a volerci andare, chiamò ci parlo e fu ingaggiato”.

Nel 2016 e 2017 Claudio è stato in Minor Legue nell’organizzazione dei Pirates Pittsburgh giocando nella Gulf Coast League, come hai vissuto quel periodo e come si è trovato lui?

“Dura direi durissima, tutto diverso, nonostante fosse praticamente cresciuto fuori casa, la differenza di ambiente fù l’ostacolo più duro. L’approccio con gli atleti è altamente professionale, lì fanno crescere, hanno anche un supporto psicologico per i ragazzi in difficoltà. Claudio ne ha avuti per un brevissimo tempo, superati brillantemente e con uno spirito di adattamento che gli ha permesso una totale integrazione già dal secondo anno. Finisco per menzionare lo scout Tom Gillespie, scout è limitativo lo definirei un uomo eccezionale”.

Quando la squadra non vince chi di voi due è più rammaricato? Tu o Claudio?

“Certamente Claudio – risponde Sonia Bonacci – noi lo seguiamo nelle sue partite sempre ottimisti e se si perde il pensiero va subito alla prossima partita”.

 

Dove vedi Claudio tra 5 anni?

“Domanda difficile, complessa. Mi duole contestare che le statistiche non coincidono con quello che si vede. Posso dire che in un anno di ritorno dall’America continua a crescere anche qui. Negli Stati Uniti si fa formazione qui si deve essere già a pronti, non c’è tempo è lo scarso spazio che trovano i  giovani nelle squadre dipende proprio da questo. Per affrontare questo campionato concentrato le società tutte dovrebbero riservare spazi di formazione senza scendere di qualità. In questo credo che il Nettuno non ha peccato. Da coach lo vorrei è ci lavorerei senza il minimo dubbio”.

Quante interviste hai fatto fino ad oggi?

“Non ho mai fatto interviste, ho omesso magari aneddoti troppo lunghi che forse un giorno potrò permettermi di raccontare”.

Un aneddoto però ce lo puoi raccontare, una curiosità o un fatto particolare della sua carriera?

“Ce ne sono tanti e tutti raccontano il baseball. Ogni partita ogni provino ogni prestazione ha dei racconti. Esperienze partendo dal Cali poi l’Accademia, il Grosseto in serie A a soli 15 anni dove peraltro ha esordito con la nazionale con il mondiale in Giappone splendida avventura dove un giorno è stato prelevato da giapponesi con una macchina fuori dal comune e portato a comperare un guantone in un negozio enorme fuori Tokyo. L ‘avventura in America molta tosta finita per una incomprensione culturale, sai se ti rubano tutto e non ritrovi più nulla dei tuoi effetti personali lasciati lì per affrontare l’esame di maturità in Italia. Tu aspetti quantomeno un risarcimento o delle scuse o qualsiasi altra cosa che tende a risolvere la situazione. Invece hanno pensato  ad inasprirla fino ad accusare lo stesso ragazzo di superficialità o incuria o falso. Eravamo presenti agli eventi quindi non è per riporto od invenzione, il rammarico è non essere intervenuti personalmente ma Claudio ha voluto gestire la cosa da solo, per non sentirsi dire devi crescere! Abbiamo la fama di essere genitori iperprotettivi. Solo contro un sistema che ne non prevede ammissioni di colpevolezza, il problema è che i preposti a trovare una soluzione dopo 15 giorni sono stati licenziati, già perché se non fila tutto liscio in America si taglia tutto anche le persone. Ed allora si diventa un numero ed i fallimenti sono all’ordine del giorno. Il valore di Claudio non era in discussione lo era il non uniformarsi ad un sistema che non prevede certe soluzioni tanto più che non siamo americani ne pagati milioni è quindi sacrificabili. Tagliato perché crea problemi! Tornato in Italia ha continuato da solo ad allenarsi  in Accademia poi il Nettuno in A1 esperienza positiva di crescita e non di meno la Nazionale di Gerali. Spero vivamente che queste interviste diventino una finestra aperta su un mondo dalle 5000 regole è più ,dove leggere non solo quello che succede quando si è in campo o statistiche che hanno un grosso limite, ma anche le emozioni che questo sport lascia dentro. Leggo spesso di persone che lo ritengono uno sport noioso con pause troppo lunghe,a mio parere ogni sport le ha”.

E come vedi la sua esperienza in nazionale in ottica olimpiade?

“L’esperienza in nazionale di quest’anno partendo dal ritiro in Sicilia è stata molto emozionante per lui, positiva e piena di conferme. Vedere, confrontarsi con altre realtà, misurare le proprie potenzialità, al SuperSix era presente il meglio dell’Europa ed assaporare un clima, dei colori unici può fare solo bene. Non ha potuto dimostrare in campo quello che avrebbe potuto fare, non solo per gli altri ma anche per se stesso, ma delle parole dette a tutti hanno confutato dei dubbi che è normale ti vangano. Il manager Gerali ed il suo staff gli avrebbero dato la palla in mano come partente nella finale contro l’Olanda, e non sarebbe stata una novità per lui, sia con l’Anzio, che con la sua squadra (il Cali) poi negli spring training in America ha fatto il partente, questa notizia appena data l’aveva colpito di sorpresa ed inorgoglito ma più di tutto la frase che Gerali gli ha rivolto durante l’ intervista. Non ha poi potuto giocare ma quelle parole lo hanno gratificato più della partita stessa. Claudio ha acquisito la consapevolezza di dover lavorare molti di più,anche in previsione dei prossimi impegni internazionali come l’Europeo e le Olimpiadi da conquistare”.

Che voto dai alla stagione di Claudio? Non rispondere da mamma ma da Coach:

“Io direi 6,5 Considerando che è stato il primo anno nella massima serie”

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Massimo Moretti

Nato nel 1973....aspettando 17 anni lo scudetto. Semplice appassionato di baseball come tutti quelli che vivono nella città del Tridente. Ottima prima base nei tempi (mio giudizio) protagonista assoluto in una partita con la maglia dei Ragazzi del Nettuno B.C. contro gli americani della base Nato di Napoli (ho le prove ed i testimoni). Vanto una presenza al piatto con la maglia del Baseball Club Rovigo in serie C nono inning uomo in base sotto 3 a 1 in quel di Poviglio strike out senza gloria. Ho provato la scalata nelle Minors come da foto profilo ma senza successo. Più che un esperto sono un fanatico.