L’arte del lanciare…

Pubblicato il Lug 27 2018 - 10:47am by Allegra Giuffredi

Nel mio peregrinare estivo non ho trovato nuovi campi da baseball da raccontarvi e non mi si sono palesati improvvisamente diamanti più o meno grezzi da descrivere, ma ciò non mi ha distolto dal baseball ed in special modo da quello americano.

Durante la sosta italiana dell’A1 federale, negli Usa si è svolto l’All Star Game, vinto quest’anno dall’American League che così si trova ormai a prevalere, anche se di una sola vittoria sulla National League (43 a 42) e che ha anche visto prevalere Bryce Harper (1992) dei Washington Nationals (American) su Kyle Schwarber (1993) dei Chicago Cubs (National), nella gara per stabilire il Re degli HR.

Su “Sport Week”, il magazine della Gazzetta dello Sport, c’era invece la foto di un battitore, il cui caschetto è volato via, a seguito di un lancio e a me vien sempre da pensare che anche se la cosa in sé è quanto mai risibile, specie per un vero tifoso di baseball, va comunque bene se ne parli, purché se ne parli …

Bisogna provocare delle suggestioni, se si vuole che il pubblico s’infittisca sugli spalti dei nostri stadi e che ai bimbi ed alle bimbe venga voglia di provare la battuta o il lancio, cosa assai complessa …

Lanciare infatti non è per niente semplice: c’è tutta una preparazione, una ritualità quasi liturgica in ogni lancio e per quanto le spalle e le braccia siano importanti, quello che dà la spinta a tutto il meccanismo sono le gambe e le anche, che si usurano parecchio.

Il baseball del resto, non è proprio uno sport ergonomico ed alla fine chiede un conto molto alto alla salute di chi lo pratica ed anche di chi lo tifa, dato lo scarso confort dei nostri stadi, ma non è questo ciò su cui vorrei soffermarmi oggi.

Oggi, infatti vorrei parlarvi di quelli che per me sono tra i lanciatori statunitensi più intriganti, lasciando magari per una prossima volta quelli che per me lo sono e lo sono stati in Italia.

Attualmente, secondo me, in una ipotetica ed assai personale carrellata, Max Scherzer, Zack Greinke, Clayton Kershaw, Jon Lester e Justin Verlander sono tra i lanciatori più singolari e per molte ragioni.

Verlander (1983) ha vinto le WS dell’anno scorso, trascinando letteralmente gli Houston Astros, contro i più antichi e blasonati LA Dodgers ad una vittoria che forse nel calcio si sarebbe potuta paragonare all’affermazione della Croazia sulla Francia, cosa peraltro non avvenuta.

E adesso, nel momento in cui scrivo, nelle statistiche si trova al quarto posto come ERA, quinto per strike out, secondo nella classifica degli innings lanciati e primo nella WHIP, ossia nella classifica che stabilisce quanti avversari, in media si fanno arrivare in base in un inning lanciato e che nel suo caso è di 0.84, quindi pochissimi.

Max Scherzer (1984) invece ha un occhio azzurro ed uno marrone, lancia per i Washington Nationals ed il 6 maggio di quest’anno ha fatto ben 15 strike out in 6.1 innings, di cui 12 consecutivi.

John Lester (1984) è il miglior partente dei Cubs, dove invece sta vivacchiando il nippo iraniano Yu Darvish (1986) su cui gli orsetti di Chicago contavano molto, ma molto di più.

Clayton Kershaw (1988) è il famoso e talentuoso lanciatore dei Dodgers di LA, ma che alla fine, quando si deve quagliare, si perde un po’, mentre chi non sembra perdersi mai, nonostante la stagione non esaltante ed anche se non arriva a giocarsi le WS è Zack Greinke (1983) che attualmente gioca con la squadra degli Arizona Diamondbacks, squadra che riprende il nome di un tipico serpente a sonagli diffuso nella parte sud degli Usa e nord del Messico e che si adatta particolarmente al freddo lanciatore della squadra di Phoenix.

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Allegra Giuffredi

Nata a Parma quarantaquattro anni fa e bolognese d’adozione da più di venti, è laureata in Scienze Politiche e lavora come funzionario pubblico. Appassionata di baseball, segue la Fortitudo da una decina d’anni e da sette scrive su “Fuoricampo”, ossia sul notiziario della Fortitudo Baseball, articoli di costume su tutto ciò che contorna il mondo del “batti e corri”. Segue anche la MLB e in special modo la squadra dei Chicago Cubs, sulla quale spesso si intrattiene con aneddoti ed altre amenità.