Conta il fare

Pubblicato il Mar 12 2018 - 9:20pm by Allegra Giuffredi

Di recente Franco Ludovisi, invitava a fare, più che parlare della crisi del nostro movimento sportivo e io non posso che essere d’accordo con lui, così come con tutti i commentatori e tifosi che seguono e soprattutto amano il baseball, come me e anche di più.

Dal punto di vista tecnico, mi guardo bene dal fare qualsivoglia apprezzamento, perché sarebbe assurdo, non avendoci mai giocato, nemmeno per sfizio e non avendo quindi alcuna competenza in merito, ma siccome il mio punto di vista è quello del tifoso, vorrei proporre qualche spunto di riflessione, al fine di avvicinare il baseball alla società civile e alle persone comuni.

Uno spunto, in tal senso me lo forniscono i Cubs di Chicago, che tramite una normalissima news letter, d’ogni tanto si rivolgono ai loro tifosi sparsi qua e là nel pianeta, facendoli “sentire parte” di un sistema sportivo organizzato.

“Dear valued Cubs fan,

Whether on the field, in the classroom or out in the community, we strive to be a good neighbor by supporting children and families across Chicago.

As you will see in our 2017 Cubs in the Community video report, your generosity and encouragement fuels our charitable efforts and helps us find meaningful ways to make impacts far beyond the ivy walls of the Friendly Confines. You’ve helped us invest in education, youth sports and civic engagement projects, reinvigorate neighborhoods and break fundraising records.
For everything you did in 2017, thank you! Together, we are helping our next generation of All-Stars achieve their full potential.”

E non è finita qui, perché nel link in allegato alla mail, con un semplice filmato, ossia un po’ più di qualche slides, vediamo tutte le attività in cui la Società dei Chicago Cubs e i suoi giocatori si sono prodigati, avvicinandosi al pubblico che li sostiene.Già l’attacco della lettera è tutto un programma, perché i tifosi sono considerati persone di valore, con i quali condividere i risultati ottenuti nelle opere di bene finanziate dai Cubs nell’educazione, nello sport per i giovani, nei progetti d’impegno civile e soprattutto nel voler rinvigorire i rapporti di vicinato e di vicinanza col prossimo.

La Famiglia Ricketts, il Manager Joe Maddon e molti giocatori, per esmpio, hanno servito i pasti ad una mensa per i poveri durante il periodo natalizio, quando cioè non si gioca a baseball, ma il baseball non va in letargo, come succede da noi.

Anthony Rizzo poi e non solo lui, va spesso negli ospedali a trovare i piccoli pazienti ricoverati nei reparti più difficili, come, per esempio, quello di oncologia pediatrica o altri ancora e anche questo fa la differenza, perché rende vicini gli eroi dello sport e purtroppo anche in Italia ci sono tante persone che soffrono negli ospedali e quindi cosa ci vorrebbe a fare qualche passaggio nei reparti ospedalieri? Rizzo oltretutto ha vissuto questa realtà sulla sua pelle, perché a diciannove anni ha sofferto di un linfoma Hodgkin e adesso restituisce, insieme alla sua squadra quanto ricevuto a suo tempo e questo potremmo farlo anche tutti noi che, tra l’altro, seguiamo il baseball.

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Allegra Giuffredi

Nata a Parma quarantaquattro anni fa e bolognese d’adozione da più di venti, è laureata in Scienze Politiche e lavora come funzionario pubblico. Appassionata di baseball, segue la Fortitudo da una decina d’anni e da sette scrive su “Fuoricampo”, ossia sul notiziario della Fortitudo Baseball, articoli di costume su tutto ciò che contorna il mondo del “batti e corri”. Segue anche la MLB e in special modo la squadra dei Chicago Cubs, sulla quale spesso si intrattiene con aneddoti ed altre amenità.