Consigli per gli acquisti…

Pubblicato il Dic 31 2018 - 2:15pm by Allegra Giuffredi

Siamo ancora in clima natalizio e un modo per trasmettere la passione per il “batti e corri” nostrano e soprattutto americano, può arrivare anche con le strenne natalizie.
Si può infatti sfruttare anche questo periodo per regalare baseball ai nostri amici e parenti, in modo da “metterli sul gusto” e stimolarne la conoscenza, se non proprio la visione …
Regalare un libro è sempre una buona scelta: una scelta intelligente che porta le persone a leggere su carta e non sempre “on line”, perché per quanto quest’ultimo sistema sia interessante e smart, come usa dirsi in questi tempi veloci che viviamo, la carta ha un fascino tutto suo.
E allora, vediamo un po’ cosa si potrebbe consigliare per una lettura sul baseball, insieme ad una cioccolata calda, tisana, vin brulé, o quel che preferite voi, in questi giorni dedicati al relax e alla famiglia.
Non posso che iniziare che dai ricordi di Marcello Perich (1939) che con “Siamo stati giovani insieme”, edito da Pendragon, ci racconta l’avventura del baseball bolognese vissuta, tra gli anni Cinquanta ed i Sessanta, veramente alla “garibaldina” su campi improbabili, ma con il sacro fuoco di chi, vista la prima partita nel 1954, non ha più abbandonato il baseball ed ancora oggi va allo Stadio Falchi di Bologna, per “vedere gli altri fare le cose che tanti anni fa faceva lui”.
Sull’onda dei ricordi e delle ricostruzioni storiche, se per un attimo ci trasferiamo negli USA, troviamo il libro di Scott Simon (1952) “Il mio nome è Jackie Robinson”, con la traduzione di Marco Bertoli, dove si racconta la storia di un grande americano, ossia di uno dei tredici americani che, secondo Barack Obama (1961), hanno cambiato il corso della storia statunitense; si tratta di una storia che ha sullo sfondo l’integrazione degli afro americani, faticosa e struggente e che dopo la seconda guerra mondiale non poteva più aspettare: è la storia di un grande giocatore nero di baseball e di chi, Branch Rickey (1881 – 1965), dirigente bianco dei Dodgers di Brooklyn, decise di portare Jackson fuori dal ghetto della “Negro League” per giocare nelle Majors League che fino ad allora erano appannaggio dei soli bianchi. Mi piace ricordare in proposito, quanto commentò il rude interbase Pee Wee Reese (1918 – 1999) quando, molto pragmaticamente, disse che se un giocatore era in grado di subentrargli nel ruolo era evidentemente capace di farlo a prescindere dal colore della pelle, trasmettendo un concetto semplice e di grande attualità anche ai giorni nostri.
Se volete poi mettere alla prova il vostro inglese, perché non regalarvi o regalare “Baseball” di George Vecsey, (Modern Library) ossia la storia del gioco preferito dagli americani, oppure, sempre restando negli USA, il libro “Baseball e Usa, binomio perfetto” (Sassoscritto Editore) che racconta, in italiano (!?) la fantastica esperienza vissuta dal giovane giornalista Daniele Mattioli (1991), durante le World Series del 2011, che si giocarono tra i Texas Rangers e i St. Louis Cardinals.
Se poi volete distrarvi col baseball, vi propongo di divagare con un buon romanzo a tema, ossia con “L’arte di vivere in difesa”, di Chad Harbach (1975), edito da BUR contemporanea; si tratta di un romanzo sul passatempo nazionale americano e sull’amicizia, la fragilità delle passioni e del talento. E che il baseball sia davvero un’arte ce lo scrive anche l’ex seconda base sanremese, Giovanni Tommasini (1966) nel libro “L’arte del baseball – frammenti italiani del passatempo d’America” (Chinaski Edizioni).
E se ancora non siete soddisfatti, potrete leggere o rileggere il baseball in chiave psicologica e thriller con “Il protetto” di Renato Pasio (1946), edito da Edizioni progetto cultura e “Calico Joe” di John Grisham (1955) edito da Mondadori.
Da ultimo, chiudo col proporre alcune tra le mie fonti d’ispirazione preferite, ossia “Fortitudo Baseball – cinquant’anni in diamante” a cura di Marco Landi e Cesare Leoni, di cui non scriverò vezzosamente l’età (?!), per proseguire con “Il guanto di pezza – dai tiri sul prato alle chiacchiere in osteria” (Edizioni CUSL) di Alfredo Meli (1944 – 2010) e un bellissimo libro di Flavia Zanchini sul Godo e la sua storia davvero epica e che s’intitola “Il baseball nel cuore di un piccolo paese”, Longo Editore Ravenna.
E allora, buona lettura e soprattutto Buone Feste a tutti!

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Allegra Giuffredi

Nata a Parma quarantaquattro anni fa e bolognese d’adozione da più di venti, è laureata in Scienze Politiche e lavora come funzionario pubblico. Appassionata di baseball, segue la Fortitudo da una decina d’anni e da sette scrive su “Fuoricampo”, ossia sul notiziario della Fortitudo Baseball, articoli di costume su tutto ciò che contorna il mondo del “batti e corri”. Segue anche la MLB e in special modo la squadra dei Chicago Cubs, sulla quale spesso si intrattiene con aneddoti ed altre amenità.

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  1. paolo palmieri 31 dicembre 2018 at 21:03 -

    Grazie Allegra , bei consigli .